Juduku: cos'è il gioco di carte famoso sui social che spara meme dall'app

Svoltate la serata!
Giorgio Palmieri
Giorgio Palmieri
Juduku: cos'è il gioco di carte famoso sui social che spara meme dall'app

Se siete capitati su questo articolo, probabilmente avete visto uno spot su Facebook o uno short su TikTok di Juduku: se invece siete qui solo per caso, be', va bene lo stesso, perché potreste comunque finire la lettura con il sorriso sulle labbra. 

Dunque, cos'è questo Juduku? È un gioco di carte progettato in Italia pensato per movimentare le vostre serate con gli amici. Il funzionamento è molto semplice: ci sono 480 carte differenti, ognuna delle quali vi chiede di elencare uno o più modi creativi per affrontare una situazione scomoda, descrivere dei comportamenti, modi di fare, di dire, per sfatare luoghi comuni o confermarli. 

Qualche esempio del tipo di carte che possono capitarvi? Eccone una manciata, senza rovinarvi troppo la sorpresa.

Il gioco ha regole molto, anche fin troppo semplici: si piazza il mazzo delle carte al centro del tavolo (più mazzi, perché 480 carte sono effettivamente tante), e il giocatore designato come Capo (stando alle istruzioni, quello con il QI più basso) pesca una carta e pone la domanda scritta al giocatore alla sua sinistra, il quale avrà solo 8 secondi per rispondere.

Per contare gli 8 secondi, basta scaricare l'applicazione Juduku per Android e iOS, che vi consente di impostare il timer alla cui scadenza emetterà un suono casuale, pescato direttamente da tutti i meme più celebri del web. Ve lo diciamo, 8 secondi sono pochi, tanto è vero che alle prime partite abbiamo alzato il timer a 12 perché molti giocatori non riuscivano nemmeno a pronunciare una frase, poiché presi dall'ansia di rispondere. Che poi, sia chiaro, l'idea è proprio quella di mettervi nelle condizioni di dire la prima cosa che vi salta in mente, senza pensarci, con il rischio di tirare fuori espressioni inopportune, per così dire.

Comunque sia, se le risposte date nel tempo limite vengono accettate dal Capo, allora il giocatore che ha risposto otterrà un punto. Dopodiché, lo status di Capo passa al giocatore alla sinistra, che a sua volta pescherà una carta, per poi porla alla persona accanto a lui, sempre sulla sinistra.

Il gioco però movimenta il tutto con delle carte speciali (qui sotto vi lascio degli esempi) che vi costringono ad esempio a parlare in modo piccante o in modo modesto, ma la migliore rimane la "spaghettata", quella dove ogni giocatore deve rispondere ad una specifica domanda a turno finché uno fallisce.

Può però essere un ottimo strumento per rompere il ghiaccio, prendendosi un po' in giro. Non è un gioco di carte da sperimentare con i bambini, proprio in virtù di alcune domande spinte, tanto è vero che risulta vietato ai minori di 16 anni. Detto ciò, la sua estrema semplicità, e il fatto che tutto dipenda dalla creatività dei giocatori coinvolti, fa sì che il divertimento sia basato, appunto, sui giocatori stessi, e non tanto sulle regole in sé, che sono solo un pretesto per farvi parlare, ridere, per far emergere racconti, ricordi e simpatici aneddoti.

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