In quali Paesi prende meno? Ecco dove servirà di più iPhone 14 satellitare

In quali Paesi prende meno? Ecco dove servirà di più iPhone 14 satellitare
Alessandro Nodari
Alessandro Nodari

Ieri è stato (finalmente) il gran giorno di iPhone 14 (qui trovate tutti i prezzi italiani), che ha decretato l'introduzione di alcune sorprese e la conferma di anticipazioni da tempo note.

Una delle novità più interessanti è stata l'introduzione della connettività satellitare, un'ambizione da tempo nei piani di Apple e che ora diventa finalmente realtà. 

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Perché i messaggi di emergenza?

La casa di Cupertino ha infatti aggiunto i messaggi SOS di emergenza via satellite a tutta la gamma iPhone 14 (simile a quanto fatto da Huawei con Mate 50), una funzione che, almeno inizialmente, sarà disponibile solo in Stati Uniti e in Canada e che con il tempo arriverà anche a gli Apple Watch cellulari.

Perché i messaggi? La risposta è semplice e si può sintetizzare in tre punti: copertura, batteria, costi. Il segnale satellitare subisce infatti interruzioni se non c'è una chiara visione del cielo (ostacolata da alberi, edifici o montagne), ancora di più per un soggetto in movimento.

Ma un messaggio può essere recapitato anche in assenza di un servizio continuo. Inoltre l'utilizzo della messaggistica consentirà di ridurre l'utilizzo della batteria, fondamentale (e limitata) per i dispositivi come gli smartphone, e allo stesso tempo di limitare i costi, in quanto userà quantità modeste di dati, proprio come gli SMS negli anni '90. 

Anche tra Paesi ricchi ci sono grandi differenze

Ma a chi servirà maggiormente questa novità? OpenSignal ha redatto un rapporto in cui analizza oltre 100 Paesi nel mondo per comprendere quanto sia diffuso il problema della mancanza di segnale cellulare, un problema che viene ovviamente risolto con la connettività satellitare. E che sembra il grande business del futuro, visto l'interesse di aziende come Qualcomm, Ericsson, Thales, CAT (che lancerà uno smartphone nel 2023), Starlink (già in accordi con T-Mobile), Apple e Google, con Android 14.

Ovviamente queste aziende inizieranno a proporre i loro servizi a chi è disposto (o può) pagare di più, quindi OpenSignal ha analizzato in primo luogo quanto tempo passino senza segnale cellulare le persone nei Paesi del G7.

In questi Stati, si va dal 2,14% in Francia allo 0,51% in Giappone (Italia al secondo posto con 0,95%), numeri che comunque possono essere determinanti in situazioni di emergenza come un incidente in auto o un problema in montagna.

Fonte: OpenSignal

Le differenze non sono solo tra Paesi, ma anche all'interno degli stessi. In Stati Uniti e Canada, per esempio, dove il servizio arriverà per primo, ci sono ampie zone con scarsa copertura. Negli Stati Uniti, che hanno una media di 1,09% di assenza di segnale, alcuni Stati con zone isolate arrivano al 4,25% (Alaska), e così per il Canada (1,26%) con la provincia di Alberta (2,2%).

Fonte: OpenSignal

Ma la vera sfida è il resto del mondo, con picchi del 6%

OpenSignal ha poi analizzato oltre 100 Paesi del mondo, evidenziando nel grafico qui sotto 10 mercati in ciascuna regione in cui gli utenti hanno sperimentato la percentuale più alta di tempo trascorso senza segnale e i cinque mercati per regione in cui hanno avuto la migliore esperienza e poco tempo senza segnale. Ovviamente una percentuale di tempo inferiore senza segnale cellulare è un'esperienza migliore per gli utenti.

Il problema principale per i fornitori di servizi è che i mercati con meno disponibilità del segnale cellulare sono in genere i mercati emergenti, cioè con un ​​PIL pro capite inferiore. Si capisce quindi che lo stimolo a proporre il servizio non è molto forte e dovrebbe essere attuato con interventi governativi.

Fonte: OpenSignal

In un certo senso, è quello che si sta facendo in Italia utilizzando i fondi del Pnrr per la copertura delle cosiddette aree bianche. OpenSignal propone una serie di soluzioni, come i sistemi ad antenna distribuita (DAS) e i piccoli ripetitori per aumentare la connettività dove il servizio cellulare non penetra - e molto probabilmente neanche i segnali satellitari, oppure accordi tra operatori e legislatori per imporre il roaming nazionale in modo da coprire i luoghi rurali.

Ovviamente l'opportunità della connessione satellitare è solo l'inizio, ma ha sollevato un problema ben noto, che si riflette sullo sviluppo di ampie zone non solo del mondo, ma anche del nostro Paese.

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