Il cimitero di Google accoglie i Pixelbook a braccia aperte

Progetto cancellato, team di sviluppo chiuso
Il cimitero di Google accoglie i Pixelbook a braccia aperte
Alessandro Nodari
Alessandro Nodari

La scorsa settimana Sundar Pichai aveva sfoggiato il nuovo Pixel Watch a un'intervista durante la Code Conference 2022 e le sue parole erano passate piuttosto in secondo piano, ma nondimeno aveva chiarito un concetto chiave dell'azienda che dirige: "se un progetto non è fatto bene, o qualcun altro lo sta facendo meglio, che senso ha portarlo avanti solo per il gusto di farlo?".

Con il senno di poi, erano un chiaro avvertimento, e infatti ieri Google ha dichiarato di aver cancellato il prossimo Pixelbook e uscirà dal mercato dei laptop

Canale Telegram Offerte

I Chromebook non hanno più bisogno di Google?

La notizia in realtà non è proprio inattesa, come non lo sono le giravolte del gigante della ricerca. Google non presenta un nuovo Pixelbook dopo il lancio di Pixelbook Go tre anni fa, che era uscito in un momento in cui la casa di Mountain View aveva affermato che si sarebbe concentrata sui portatili con Chrome OS (poi diventato ChromeOS) e avrebbe lasciato perdere i tablet.

Poi quest'anno è spuntato il Pixel Tablet, per la verità poco emozionante stando a quanto trapelato, e non si è più sentito parlare di Chromebook made in Google, che secondo alcuni commentatori avrebbe dovuto arrivare l'anno prossimo. Ma cosa è successo? All'I/O di quest'anno, Rick Osterloh, capo dell'hardware di Google, aveva dichiarato che il progetto era ancora attivo. Poi è arrivata la scure dei tagli.

Ma cerchiamo di ricapitolare la storia dei Pixelbook. Allo stesso modo dei suoi smartphone Pixel, Google aveva lanciato i suoi Chromebook fatti in casa nel 2013 per mostrare agli altri produttori come fare un dispositivo del genere e dare la spinta a un settore nascente. In realtà con il primo Chromebook Pixel era andata ancora oltre, visto che costava ben 1.300 dollari nonostante l'allora CEO di Google Eric Schmidt avesse affermato (motivato da uno spiccato spirito ambientalista) che ChromeOS sarebbe stato montato su hardware "usa e getta".

Poi negli anni le cose sono cambiate, Google ha aggiustato il tiro e si è persa per strada. Nel 2017 è arrivato il Pixelbook, un dispositivo 2-in-1 con penna che voleva competere con iPad MacBook Air, e che prometteva un futuro roseo per la serie, ma negli anni successivi sono stati presentati Pixel Slate e Pixelbook Go, che non potevano reggere la concorrenza degli altri Chromebook.

Già, i Chromebook, che nel frattempo erano esplosi. Dal 2019 il mercato è cresciuto enormemente, soprattutto nel campo dell'istruzione, i portatili con ChromeOS sono diventati un'alternativa valida a Windows e i diversi produttori hanno presentato dispositivi di tutti i tipi, da modelli economici a modelli top come Samsung Chromebook 2 e Acer Chromebook Spin 713.

Questo trend ha visto un'accelerazione ancora maggiore durante la pandemia, con una crescita del 275% durante il 2020, ma nel 2022 è improvvisamente rallentato tutto. Il mercato dei PC è calato vistosamente e i Chromebook, che erano cresciuti più degli altri, sono crollati, con previsioni per il 2022 di -30%.

Arriviamo così a oggi, con Sundar Pichair che tre mesi fa affermava di voler ridistribuire le risorse in aree a priorità più alta. Queste ora sono rappresentate ovviamente dagli smartwatch (Pixel Watch), smartphone e, in parte, tablet, con il CEO di Google che ha dichiarato come l'azienda stia lavorando alla razionalizzazione del processo decisionale. Quindi in una visione non Google-centrica del mondo, vorrebbe dire che i Chromebook non hanno più bisogno dei Pixel come motore trainante. O forse che possiamo attenderci l'ennesimo cambio di direzione dell'azienda.

Mostra i commenti