Qualcomm e Iridium si separano: la connettività satellitare su Android si allontana?

Dopo 10 mesi Snapdragon Satellite è già finito
Alessandro Nodari
Alessandro Nodari
Qualcomm e Iridium si separano: la connettività satellitare su Android si allontana?

Il lancio della funzione SOS emergenze tramite connettività satellitare sugli iPhone 14 ha dato una spinta a una tecnologia che potrebbe davvero fare la differenza tra vita e morte in certe situazioni, ma nel mondo Android, si sa, è tutto più complicato.

Samsung per prima ci ha provato con la serie Galaxy S23, e anche quest'anno sono numerosi i rumor riguardanti i Galaxy S24, ma le speranze per il robottino verde erano tutte rivolte sulla piattaforma Snapdragon Satellite, frutto della collaborazione tra Qualcomm e Iridium. Erano, perché dopo neanche un anno le due società hanno dichiarato stracciato l'accordo. 

Ma cosa sta succedendo? Per chi non lo ricordasse, al CES tenutosi a gennaio 2023 Qualcomm aveva lanciato una soluzione dedicata al mondo Android per la connessione satellitare, integrata nel nuovo Snapdragon 8 Gen 2.

Definita "la prima soluzione di messaggistica satellitare bidirezionale al mondo per smartphone premium", la piattaforma consentiva la messaggistica satellitare d'emergenza grazie all'utilizzo della rete satellitare di Iridium, composta da 66 satelliti a orbita bassa.

I due partner avevano mostrato l'efficacia della soluzione, ma c'era un problema. La piattaforma Snapdragon Satellite avrebbe richiesto la produzione di telefoni supportati con modem in grado di comunicare con le frequenze radio in banda L della rete Iridum, quindi una soluzione proprietaria. 

Questo non è piaciuto ai produttori di smartphone, e infatti nessuno ha adottato la soluzione in tutti questi mesi. Nel suo comunicato, Qualcomm rivela infatti come i marchi abbiano "indicato una preferenza verso soluzioni basate su standard" per la connettività satellitare-telefono, e non proprietarie.

Risultato: risoluzione del contratto a partire dal prossimo 3 dicembre e crollo in borsa dell'8% per Iridium, il cui amministratore delegato Matt Desch ostenta però sicurezza e afferma che non ci saranno ripercussioni sui ricavi per il 2023.

Anzi, pur dichiarandosi "deluso", Dersch dichiara che questa è un'opportunità per potersi "impegnare direttamente con OEM di smartphone, altri produttori di chip e sviluppatori di sistemi operativi per smartphone con cui l'azienda aveva collaborato in precedenza".

Il primo nome che viene in mente è Samsung, che già da fine 2022 collabora con Iridium per la creazione di una connessione satellitare per i Galaxy, e il cui accordo si era probabilmente interrotto a causa proprio di Snapdragon Satellite. A questo punto però non possiamo sapere se i prossimi Galaxy S24 integreranno la funzione, anche se molti analisti scommettono di sì, e se questa sarà basata sulla rete di Iridium

Quello che è certo però è che una soluzione per il mondo Android per la connettività satellitare di emergenza si allontana, e i produttori, almeno per qualche tempo, dovranno organizzarsi in ordine sparso. Oppure cercare altre soluzioni, ovvero ottenere la connettività satellitare ma senza inserire un chip apposito. 

Questa opzione sembra piacere molto oltreoceano, dove l'operatore T-mobile ha annunciato una collaborazione con SpaceX (che di satelliti ne ha 5000, ma attende l'autorizzazione dell'FCC per attivare il servizio satellitare cellulare), e l'operatore AT&T ha stretto un accordo con AST SpaceMobile.

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