IT Wallet approvato ufficialmente: quando arriva il portafoglio digitale degli italiani

Vincenzo Ronca
Vincenzo Ronca
IT Wallet approvato ufficialmente: quando arriva il portafoglio digitale degli italiani

IT Wallet è sempre più concreto. Il nuovo Sistema di portafoglio digitale italiano (ecco come funziona e a cosa serve IT Wallet) è stato istituito ufficialmente con il decreto Pnrr dello scorso 26 febbraio.

Questo significa che finalmente è stato definito ufficialmente cosa sarà in grado di fare e come sarà strutturato ad alto livello. IT Wallet avrà due declinazioni: una pubblica e una privata.

I servizi pubblici erogati con IT Wallet arriveranno tramite l'app IO. In questo senso si potranno caricare sull'app IO diversi documenti come la patente di guida, la tessera sanitaria, la carta europea della disabilità. Per avere queste funzionalità operative però ancora non ci sono tempistiche certe.

Sarà infatti necessario un decreto attuativo, con il quale verranno definite le esatte specifiche tecniche del servizio. Si prevede, stando a quanto riferito dal Sole24Ore, che entro l'estate sarà possibile caricare patente e tessera sanitaria nell'app IO per un uso definito offline.

Ovvero sarà possibile caricare questi documenti e accedervi per consultarli o in caso di controllo da parte delle forze dell'ordine.

Non sarà possibile, almeno entro l'estate, usare tali documenti per procedure da svolgere online, come l'accesso a servizi istituzionali tramite quei documenti digitali. Questo dovrebbe essere reso possibile per fine anno, o al massimo entro i primi mesi del 2025.

Come abbiamo menzionato sopra, IT Wallet sarà a disposizione anche per servizi privati, i quali saranno a pagamento. Per cittadini e imprese invece l'utilizzo del servizio sarà gratuito.

Per quanto riguarda l'accesso a IT Wallet, tutti i dettagli finora trapelati puntano su un accesso tramite CIE, ovvero la carta d'identità elettronica. In tutto questo, SPID dovrebbe essere messo quindi da parte. Per realizzare IT Wallet e l'infrastruttura di cui necessità sono messi in campo 102 milioni di euro all'anno fino al 2026. Sarà poi necessario un secondo decreto attuativo per definire esattamente la ripartizione dei compiti tra le varie entità, tra cui troviamo PagoPa e Poligrafico dello Stato, coinvolte.

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