I sensori di impronte ultrasonici potrebbero essere impiegati su tantissimi smartphone

Il mercato dei sensori vede l'arrivo di un contendente, che vuole diffonderli su larga scala
Lorenzo Musichini
Lorenzo Musichini
I sensori di impronte ultrasonici potrebbero essere impiegati su tantissimi smartphone

I sensori di impronte ultrasonici sono stati sempre appannaggio della fascia premium del mercato degli smartphone, perché sono il tipo di lettore di impronte più costoso e qualitativamente superiore rispetto agli altri tipi (ottico e capacitivo).

I lettori di impronte ultrasonici che si trovano sotto i display AMOLED vengono prodotti da Qualcomm, che è l'unica azienda in grado di produrli. Eppure questo monopolio sta per svanire, perché, come riportato da Mishaal Rahman su X, Goodix ha realizzato il suo primo sensore di impronte ultrasonico, che ha debuttato sul Vivo X100 Ultra.

Trovare questo tipo di sensori non è semplice, perché sono pochi i brand che hanno fatto ricorso a questo tipo di tecnologia: per questo vi consigliamo di consultare la nostra selezione di migliori smartphone.

Goodix è un'azienda cinese in attività da oltre 20 anni e in passato si è già occupata di sensori di impronte digitali: realizzando questo sensore per Vivo, si è posta come obiettivo quello di commercializzare su larga scala i sensori ultrasonici per diffonderli anche su altre fasce del mercato, intervenendo sulla produzione e sulla catena del valore e riducendone il costo.

I sensori di impronte digitali ottici sotto al display di Goodix sono stabilmente utilizzati da molti brand nel panorama degli smartphone, il cui successo è stato garantito da dei prezzi accessibili e una buona qualità. Perciò, l'aspirazione della società asiatica è quella di replicare il lavoro fatto in passato, ma con la differenza che adesso può offrire ai suoi clienti una offerta completa garantendo soluzioni diverse in base alle esigenze.

Dunque, Goodix può essere la seconda azienda a fornire sensori di impronte digitali ultrasonici e il suo inserimento nel mercato può avere due effetti: il primo è che gli smartphone al di sotto della fascia premium possono ottenere questo tipo di tecnologia, mentre il secondo è che si può creare una concorrenza nella fascia elevata andando a contrastare il dominio di Qualcomm.

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