"Sicurezza dati" del Play Store potrebbe essere integrata in Android 14

Alessandro Nodari
Alessandro Nodari
"Sicurezza dati" del Play Store potrebbe essere integrata in Android 14

Continua la nostra analisi delle novità introdotte con la prima Developer Preview di Android 14, veramente ricca di spunti per quanto riguarda il futuro del robottino verde. 

Se infatti da un lato abbiamo visto come Google punti a dispositivi con schermi di grandi dimensioni, sembra che dall'altro voglia integrare nel suo prossimo sistema operativo anche tante funzioni per la sicurezza, come nel caso di Sicurezza dati, ora affidata al Play Store. Andiamo a scoprire in che modo.

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Sicurezza dati si fa strada in Android 14, al momento solo per la posizione

Se ricorderete, Sicurezza dati era stata introdotta ad aprile dell'anno scorso nel Play Store per fornire con più chiarezza e, presumibilmente, trasparenza le autorizzazioni richieste da un'app per poter funzionare. 

Ricordiamo che tali informazioni, ovvero cosa raccoglie un'app e perché, sono basate su quello che gli sviluppatori dichiarano, quindi ci vuole sempre una buona dose di fiducia, ma nondimeno era un passo avanti verso una migliore comprensione delle dinamiche di funzionamento di un'app e dei dati che mettiamo a sua disposizione. Secondo la stessa Google, infatti, Sicurezza dati fornisce agli utenti una visione semplificata di come un'app raccoglie, condivide e protegge i dati.

Sicurezza dati

Ora questa pagina, che prima era relegata nella pagina dell'app sul Play Store, sta arrivando in Android 14. Mishaal Rahman ha pubblicato su XDA un articolo in cui racconta di essere riuscito ad abilitare una nuova sezione, chiamata Privacy dei dati, nella pagina Autorizzazione alla posizione di alcune app nella DP1 di Android 14.

Questa sezione viene visualizzata quando un'app segnala di raccogliere dati sulla posizione come parte del modulo sulla sicurezza dei dati di Google Play, e specifica che la propria posizione potrebbe essere condivisa in quanto l'app in questione ha dichiarato che potrebbe condividere la posizione con terze parti (immagine sotto, a sinistra).

Toccando il testo si apre una finestra (immagine sotto, al centro) che elenca i motivi forniti dall'app per la raccolta dei dati sulla posizione, e la stessa finestra è accessibile anche dalla richiesta di autorizzazione per concedere l'accesso alla posizione di un'app (immagine sotto, a destra).

Fonte: XDA

Al momento questa funzione è limitata alla posizione, e non sappiamo se sia intenzionale o se in futuro arriveranno anche altre le informazioni per altre categorie. 

Un'altra sezione mostra se un'app cambia i propri permessi

Rahman è inoltre riusco a scovare, sempre in Android 14 DP1, una nuova pagina delle impostazioni chiamata Aggiornamenti sulla condivisione dei dati, sotto Impostazioni > Sicurezza e Privacy, che consente di esaminare le app che hanno cambiato il modo in cui condividono i dati sulla posizione.

Questa sezione permette di controllare quando le informazioni di condivisione dei dati di un'app sono state modificate a seguito di un aggiornamento dell'app, come mostrato di seguito.

Per mostrarlo, Rahman ha creato un'app chiamata DataSafetyLabelTest e, dopo averla installata, ha cambiato il suo elenco di motivi per cui utilizza i dati sulla posizione. Secondo lui, il sistema legge le informazioni dei dati in un file XML, ma legge anche i metadati delle app attraverso una nuova API, probabilmente incrociandoli con quelli del Play Store. 

Fonte: XDA

Un'altra curiosità su questa funzione è che potrebbe non essere disponibile su altri dispositivi come Android Automotive, Wear OS o Android TV/Google TV, in quanto è presente un codice che controlla esplicitamente l'esecuzione di questi sistemi operativi e in caso riporta che la funzione Aggiornamenti per la condivisione dei dati non è disponibile.

Al momento non sappiamo se questa sezione farà veramente parte della versione finale di Android 14, ma in caso sarebbe un passo avanti verso la trasparenza (sono pochi gli utenti che controllano i permessi sul Play Store) e la consapevolezza  sull'utilizzo dei propri dati.

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