La grande novità di iOS 17 che probabilmente arriverà in sordina

Apple non ha parlato del sideloading al WWDC e non ce n'è traccia nella prima beta di iOS 17, ma Federighi fa un'ammissione
Alessandro Nodari
Alessandro Nodari
La grande novità di iOS 17 che probabilmente arriverà in sordina

Dal punto di vista delle funzionalità e dell'interfaccia, iOS 17 non rappresenta una rivoluzione rispetto a iOS 16, ma una delle più importanti novità nella storia del sistema operativo dei melafonini è dietro l'angolo, e Apple non ne ha accennato al WWDC. Perché?

Stiamo parlando del sideloading, ovvero la possibilità di installare app da marketplace alternativi all'App Store, una funzione da sempre osteggiata da Apple ma che in Unione Europea sarà obbligatoria dal 2024 per favorire la concorrenza. 

Nessuno si aspettava grandi annunci al WWDC, e in effetti così non è stato (d'altronde non è una novità di cui Apple vada fiera), ma nella prima beta di iOS 17 non ce n'è traccia, nonostante diversi rapporti nei mesi scorsi abbiano indicato che la casa della mela ci stesse lavorando. 

È interessante però notare che dopo l'evento di Apple, la cui star è stata senza dubbio il nuovissimo visore Apple Vision Pro, alcuni dirigenti della mela tra cui Craig Federighi hanno partecipato a The Talk Show di John Gruber, che ha finalmente avuto il coraggio di porre la spinosa domanda.

L'espressione di Federighi e il suo "Android? Wrong room" hanno detto tutto della sua idea a riguardo, ma successivamente ha affermato che "vogliamo assicurarci che qualsiasi cosa facciamo sia la cosa giusta per i nostri clienti" e che Apple sta "lavorando con l'UE" per discutere della cosa.

Questa affermazione ha un'implicazione importante: probabilmente il sideloading arriverà, ma senza nominarlo direttamente e senza parlarne a voce alta.

Secondo precedenti articoli di Mark Gurman, a capo del progetto ci sarebbero due figure di primo livello, Andreas Wendker e Jeff Robbin, e il sideloading, per quanto possibile, avrà alcuni "paletti" per limitarne i rischi (e soprattutto la diffusione). In primo luogo, il sistema stabilirebbe comunque alcuni requisiti di sicurezza per il software distribuito al di fuori dell'App Store, proprio come avviene tutt'ora per il Mac, e in secondo luogo, come abbiamo già riportato nei mesi scorsi, sembrerebbe che Apple lo permetterebbe esclusivamente in Unione Europea.

Ma soprattutto, Apple non vuole urlare ai quattro venti che infrangerà la prima regola non scritta dell'App Store, un "giochino" in grado di generare in totale 1.100 miliardi di dollari l'anno (dati 2022) di cui Apple prende il 30% di commissioni sulle vendite. Messa così, è difficile pensare che la casa della mela renderà semplice l'installazione di app al di fuori dell'App Store per l'utente medio, così come l'apertura alla porta USB-C sui nuovi iPhone sarà fatta à la Apple.

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