Tariffe Internet indicizzate all'inflazione: cosa sono e di quanto aumenteranno i costi

Antonio Lepore
Antonio Lepore
Tariffe Internet indicizzate all'inflazione: cosa sono e di quanto aumenteranno i costi

L'aumento dei prezzi sta coinvolgendo anche il settore della telefonia. Difatti, alcuni operatori hanno inaugurato il 2023 aumentando i costi attraverso le rimodulazioni tariffarie. Contestualmente, sono apparse le tariffe indicizzate all'inflazione, che prevedono un adeguamento del canone mensile in base all'andamento dell'inflazione.

Nel dettaglio, l'Osservatorio Tariffe di SOStariffe.it e Segugio.it hanno osservato questi primi mesi del 2023, evidenziando un aumento da parte di TIM (+2 euro al mese per alcuni clienti) e WINDTRE (sempre 2 euro in più al mese per alcuni clienti). Più contenuto, invece, l'aumento previsto da PosteMobile (+1€ al mese). Per il comparto della telefonia fissa, spiccano le rimodulazioni proposte da Fastweb (+5€), TIM (+2€) e Vodafone (+1,99€). Per il momento gli aumenti stanno coinvolgendo le tariffe dei già clienti e gli operatori, in questo contesto, sono tenuti a rispettare gli obblighi informativi precisi, tra cui il garantire un certo preavviso e la possibilità di esercitare il diritto di recesso. Inoltre, l'AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) ha reso noto di aver comminato una sanzione a TIM di 2,1 milioni di euro per aver attivato un servizio opzionale aggiuntivo a pagamento.

Infine, una delle novità per il settore della telefonia è rappresentata dalle tariffe indicizzate in base all'inflazione. In particolare, questo tipo di tariffe prevedono un aggiornamento annuale del canone mensile che segue l'evoluzione dell'inflazione. L'incremento, tra l'altro, non rappresentando una rimodulazione tariffaria, non darebbe la possibilità di esercitare il diritto di recesso. Gli operatori, poi, applicano un differente meccanismo di indicizzazione. Ad esempio, TIM segue l'andamento dell'indice IPCA (Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato per i paesi dell'UE) mentre WINDTRE utilizza l'indice FOI (Indice dei prezzi al consumo per le Famiglie di Operai ed Impiegati) che misura l'andamento dei consumi delle famiglie che fanno capo ad un lavoratore dipendente.

Entrambi i meccanismi non tengono conto dell'effetto di un eventuale tasso di inflazione negativo. TIM, infatti, ha chiarito che non saranno presi in considerazione eventuali valori negativi dell'indice di riferimento. WINDTRE, invece, ha fissato un incremento minimo da applicare ad ogni aggiornamento, a prescindere dal tasso effettivo dell'indice utilizzato come riferimento.

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