Vision Pro 4 sarà quello buono, parola del team di sviluppo. Ma il punto è: per cosa è pensato?

Secondo Mark Gurman, il Vision Pro del futuro potrà sostituire l'iPad, non l'iPhone. Ma passeranno diversi anni
Alessandro Nodari
Alessandro Nodari
Vision Pro 4 sarà quello buono, parola del team di sviluppo. Ma il punto è: per cosa è pensato?

Vision Pro è un dispositivo promettente, e le potenzialità per un futuro di successo ci sono tutte, ma non per sostituire l'iPhone, come a Cupertino speravano al momento del lancio, quanto per cannibalizzare l'iPad (la realtà virtuale vi appassiona? Date un'occhiata ai migliori visori VR sul mercato, troverete senz'altro l'offerta che fa per voi!). 

Almeno questa è l'opinione di Mark Gurman, che dopo averlo provato per un po' di tempo ha pubblicato le proprie impressioni sul dispositivo, con alcune considerazioni interessanti. 

Nel suo articolo, il noto giornalista di Bloomberg ha rilevato come sia difficile farsi un'idea chiara delle debolezze del visore in un Apple Store, dove gli addetti mostrano solo quello che funziona meglio, ma ci sono una serie di limitazioni lampanti, e lo stesso team di sviluppo ha ammesso che, come per iPhone e iPad, ci vorranno quattro generazioni per fargli raggiungere la sua "forma ideale".

Innanzitutto, secondo il giornalista la fascia di tessuto a maglia, per quanto bella, è impossibile da usare, perché non bilancia il dispositivo, mentre la Dual Loop Band è l'unica opzione se si vuole usare il visore per più di mezz'ora. Inoltre le telecamere che mostrano l'esterno non sono migliori di quelle di un Quest 3 da 500 dollari. 

Altri problemi riguardano gli schermi interni, il tracciamento degli occhi e delle mani, e soprattutto l'autonomia, veramente troppo scarsa, oltre al fatto che il cavo che connette il visore alla batteria è troppo corto. 

Ma la vera questione, per Gurman, è il software. Le app dedicate sono pochissime, quelle per iPad non funzionano bene e Apple stessa non ha propone neanche soluzioni native per Mail e Calendario. Inoltre lavorare sul Mac dal Vision Pro è difficile, perché non se si è immersi nell'ambiente virtuale non si potranno vedere tastiera e mouse.

Gli aspetti positivi sono l'effetto creato per vedere le proprie mani nella realtà virtuale e altre persone, mentre Gurman trova interessanti le Personas (gli avatar 3D per le videochiamate), un aspetto bocciato da tutti gli altri come terrificante. Secondo il giornalista, sono un buon inizio, e già nella versione 1.1 sono molto migliorate.  

Il vero nocciolo della questione, però, secondo Gurman, è come Apple vuole vendere Vision Pro. Al lancio i manager dell'azienda ambivano a un "momento iPhone", e se la speranza era costruire il telefono del futuro, alcuni avevano parlato della possibilità che sostituisse il Mac.

Il giornalista di Bloomberg la vede in maniera diversa e lo considera più come un sostituto dell'iPad, un dispositivo che Apple pubblicizzava come il prossimo computer e che a causa delle limitazioni di iPadOS non è mai arrivato a realizzare le proprie potenzialità. 

Gurman ritiene che Vision Pro abbia il potenziale per fornire un'esperienza di gran lunga migliore rispetto a quella pensata per il tablet, ma il problema è che ci vorranno anni per arrivare a quel punto.

Del resto era difficile pretendere che un dispositivo così avveniristico potesse essere perfetto fin dalla prima generazione, anche solo per i limiti tecnologici odierni; basta che non faccia la fine dei Google Glass, ma per fortuna Apple non è Google.

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