Quando WhatsApp è down gli italiani danno la colpa a TIM

Quando WhatsApp è down gli italiani danno la colpa a TIM
Antonio Lepore
Antonio Lepore

Il disservizio di WhatsApp, registrato lo scorso 25 ottobre, ha creato non pochi malumori tra gli utenti e non solo. Difatti, Pietro Labriola, Amministratore Delegato di TIM, si è lamentato del malfunzionamento del servizio tramite un post sul suo profilo ufficiale LinkedIn: "Voglio scusarmi personalmente con tutti coloro che non abbiamo aiutato e a cui non siamo riusciti a dare informazioni. Questa però è anche l'occasione per spiegare cosa succede in questi casi. In sole 3 ore il call center di TIM ha ricevuto il 310% in più di chiamate rispetto alla media: in 3 ore 65.000 clienti si sono rivolti a noi perché pensavano che potessimo aiutarli a risolvere il problema e dare loro informazioni puntuali".

Labriola, poi, si è concentrato sui costi sostenuti dalla società in quelle ore: "Il paradosso è che in quelle 3 ore TIM ha sostenuto tutti i costi dell'informazione, senza che questo portasse alcun beneficio ai nostri clienti. Ce lo dice chiaramente l'indice di soddisfazione che monitoriamo alla fine di ogni contatto con il call center, che è sceso addirittura di 1 punto nella scala da 1 a 10. Questo paradosso mette in luce un aspetto economico importante: a un Operatore come TIM 3 ore di queste informazioni al cliente costano circa 40.000 euro. Gli OTT non hanno alcun obbligo, di conseguenza non sopportano alcun costo e ribaltano l'effetto del disservizio sugli operatori delle telecomunicazioni"

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Tra i commenti degli utenti, quello più diffuso è stato il suggerimento su come diminuire le spese in queste situazioni tramite un risponditore automatico al 119 con questo messaggio: "Se sta chiamando perché non le funziona WhatsApp la informiamo che il problema non dipende da TIM". Infine, secondo AGCOM e lo studio di Mediobanca, gli introiti da SMS sono diminuiti di 2 miliardi di euro e i ricavi voce di 5,6 miliardi nel fisso e 6,3 miliardi nel mobile. Per questo fattore, Pietro Labriola ha chiesto una ridefinizione delle regole del settore telco.

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