"WhatsApp è uno strumento di sorveglianza": l'accusa del fondatore di Telegram

Alessandro Nodari
Alessandro Nodari
"WhatsApp è uno strumento di sorveglianza": l'accusa del fondatore di Telegram

WhatsApp (come installarla su smartphone e PC) è indubbiamente l'app di messaggistica più usata al mondo. Non importa se usiate Telegram, Signal o Messaggi di Apple, sicuramente qualcuno tra i vostri contatti sarà legato all'app di Meta, costringendovi di fatto a tenerla installata.

Su queste pagine riportiamo spesso i progressi fatti nello sviluppo dell'app, che continua a evolvere introducendo sempre nuove funzioni e correggendo bug o falle di sicurezza, ma un utente "piuttosto competente" ha appena pubblicato un post su Telegram, avvisandovi di starne alla larga

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Questa persona altri non è che Pavel Durov, il fondatore di Telegram, che in un accorato messaggio ha spiegato i motivi del suo appello, iniziando con una frase che più chiara non potrebbe essere:

Gli hacker potrebbero avere pieno accesso (!) a tutto sui telefoni degli utenti di WhatsApp.

Secondo Durov, WhatsApp avrebbe infatti un gravissimo problema di sicurezza, che avrebbe permesso a un malintenzionato di controllare il telefono attraverso un video o semplicemente una videochiamata. 

Come abbiamo riportato nel nostro articolo, la falla è stata corretta con la versione 2.22.16.12 e in caso non l'abbiate fatto, aggiornate subito l'app, ma secondo il fondatore di Telegram potrebbe non essere sufficiente.

Durov infatti avverte che problemi simili hanno afflitto l'app nel 2017, 2018, 2019 e nel 2020, come ha potuto constatare anche l'uomo più ricco del mondo, Jeff Bezos

Insomma, Durov è convinto che non importa quante correzioni verranno fatte, ci sarà sicuramente una falla di qualche tipo nell'app perché secondo lui WhatsApp ha delle vere e proprie backdoor che vengono reintrodotte una volta scoperte. 

L'affermazione è sicuramente molto forte, e non è la prima volta che il fondatore di Telegram si scaglia contro l'app di Meta. Il manager e sviluppatore ora però si spinge oltre, dichiarando di stare alla larga dall'app, in quanto è un vero e proprio strumento di sorveglianza, da 13 anni. 

Quindi dobbiamo passare tutti a Telegram? Durov dice di non aver pubblicato il messaggio per questo motivo, in quanto la sua app non ne ha bisogno, con 700 milioni di utenti attivi e 2 milioni di iscrizioni giornaliere, ma si scorda di dire che gli utenti di Telegram sono esplosi nel 2021 a seguito del cambio delle politiche di privacy proprio di WhatsApp.

E non è neanche vero che Telegram, pur essendo indubbiamente meglio di WhatsApp dal punto di vista della privacy per una serie di questioni, sia del tutto esente da problemi. In generale, tutte le app di messaggistica presentano delle criticità e, se è indubbio che WhatsApp sia peggio delle altre, è anche comprensibile che non si possano convincere tutti i nostri contatti a passare a Signal, l'app al momento più consigliata dagli esperti di sicurezza. 

In ogni caso, per Durov avere WhatsApp sul telefono è come avere una porta che permette a chiunque di entrare e lui l'ha eliminata da anni. Per passare a Telegram.

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