Il Wi-Fi che passa anche attraverso le pareti più impenetrabili

Il concetto è lo stesso dei rivestimenti antiriflesso sugli occhiali: aggiungendo uno strato si aumenta la penetrazione del segnale diminuendo il riflesso
Il Wi-Fi che passa anche attraverso le pareti più impenetrabili
Alessandro Nodari
Alessandro Nodari

Come abbiamo visto nei nostri approfondimenti su Wi-Fi 6, Wi-Fi 6E, i muri rappresentano un grosso ostacolo per la trasmissione del segnale Wi-Fi, problema a cui si cerca di ovviare con le reti mesh.

Una nuova ricerca però potrebbe rivoluzionare questo campo, con implicazioni anche sulle future reti 6G, non intervenendo sul segnale, ma sulle strutture che ne impediscono la trasmissione, o meglio riflettono le onde stesse.

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Riflessione è infatti la parola chiave di questo studio, pubblicato su Nature dai ricercatori dell'Università di tecnologia di Vienna e dell'Università di Rennes in Francia e intitolato Struttura antiriflesso per una perfetta trasmissione attraverso supporti complessi.

La ricerca mostra come un mezzo "disordinato" come un muro causa una notevole riflessione del segnale radio (ma non solo), ma apponendovi sopra uno strato antiriflesso, né più né meno come si fa con gli occhiali, questo comportamento cambia radicalmente, permettendo la trasmissione completa del segnale.

Fonte: Wien a Vienna (Austria) e l'Università di Rennes (Francia)

Ovviamente nel caso di un muro l'applicazione del concetto è un po' più complicata, in quanto rappresenta un vero e proprio labirinto attraverso cui le onde vengono ripetutamente disperse e deviate finché non trovano la loro strada per attraversarlo. I ricercatori hanno dovuto calcolare una struttura antiriflesso e infine sono riusciti a dimostrarne l'efficacia (e l'assenza di riflesso) inviando microonde attraverso una serie di ostacoli.

Secondo uno degli autori, il passo più importante è misurare come le onde vengono riflesse dal materiale frapposto, per poi calcolare un mezzo di compensazione per qualsiasi mezzo che disperda le onde in modo complesso, in modo che la combinazione di entrambi i mezzi consenta all'onda di passare completamente. Il materiale antiriflesso quindi applica punti di dispersione aggiuntivi che compensano quelli del materiale originale.

La chiave è un modello matematico che può essere utilizzato per calcolare la forma esatta di questo rivestimento antiriflesso, applicabile quindi a qualunque superficie e con implicazioni che vanno ben oltre il Wi-Fi.

Una di queste è rappresentata dalle nuove reti 6G, dove l'intensità dei segnali di comunicazione mobile potrebbe essere ridotta se la riflessione dovesse essere eliminata.

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