Like o dislike non sembrano fare molta differenza per YouTube

I consigli non tengono conto del feedback degli utenti?
Like o dislike non sembrano fare molta differenza per YouTube
Nicola Ligas
Nicola Ligas

Gli algoritmi per le raccomandazioni di YouTube tengono in scarsa considerazione il parere degli utenti. Mettere un "non mi piace", cancellare un video dalla cronologia, chiedere di non consigliare un canale ed altri feedback negativi non influenzerebbero più di tanto i suggerimenti che poi YouTube proporrà. Questo almeno è quanto emerso da una ricerca condotta da Mozilla su un campione di 20.000 persone, che trovate nelle sue 47 pagine disponibili su Google Drive (ironicamente).

In particolare, "non mi piace" e "non mi interessa" sarebbero a malapena efficaci, evitando solo il 12 ed 11 percento, rispettivamente, di cattive raccomandazioni. Altri tipi di feedback, come "non consigliare il canale" o "rimuovi dalla cronologia" arriverebbero al 43 e 29 percento di pessimi suggerimenti evitati, ma non sarebbero comunque utili a rimuoverli del tutto.

Elena Hernandez, portavoce di YouTube, non è ovviamente d'accordo con le conclusioni di Mozilla, ed ha dichiarato a The Verge che non è così che YouTube funziona, volontariamente.

È importante notare che i nostri controlli non filtrano interi argomenti o punti di vista, perché questo potrebbe avere effetti negativi per gli spettatori, come la creazione di camere dell'eco. [...] Il rapporto di Mozilla non tiene conto di come funzionano effettivamente i nostri sistemi e quindi è difficile per noi ricavarne molti spunti di riflessione.

Il "non mi interessa" rimuove uno specifico video, ed il "non consigliare il canale" evita apunto che quel preciso canale venga suggerito in futuro, ma ciò non inibisce i suggerimenti di altri contenuti relativi allo stesso topic, opinione, o dello stesso oratore.

Il problema delle raccomandazioni, e di come sembrino in buona parte svincolate dal parere degli utenti, è comune non solo a YouTube, ma bene o male a tutti i social network basati sui suggerimenti, da Instagram a TikTok. E se da una parte le obiezioni della Hernandez hanno una loro logica, Mozilla replica che sono le varie piattaforme a non essere trasparenti nei confronti degli utenti su come il loro feedback venga preso in considerazione.

Credo che, nel caso di YouTube, la piattaforma cerchi di bilanciare il coinvolgimento degil utenti con la loro soddisfazione, che alla fine è un compromesso tra contenuti raccomandati che inducano le persone a passare più tempo sul sito, e contenuti che l'algoritmo crede piaceranno agli utenti. La piattaforma ha il potere di modificare quali di questi segnali hanno più peso nel suo algoritmo, ma il nostro studio suggerisce che il feedback degli utenti potrebbe non essere sempre il più importante.

Sì, è senz'altro una questione di bilanciamento, dove ogni piattaforma assegna un po' i pesi che vuole ai vari feedback ricevuti dagli utenti. Peccato che questi ultimi spesso non abbiano la più pallida idea di quali questi pesi siano.

Nel mio piccolo, un paio di mesi fa, mi ero lamentato nel nostro gruppo Facebook, di quanto Google Discover ignorasse i miei continui dinieghi verso un certo tipo di contenuti. Ora, dopo diversi mesi, posso dire di avercela fatta e di non ricevere più suggerimenti indesiderati, ma ancora adesso non ho capito come ho vinto la mia personale battaglia, e questo è altrettanto frustrante, perché se il problema dovesse ripresentarsi in futuro non saprei di preciso come fare a risolverlo.

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