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La prima immagine del buco nero al centro della Via Lattea

La prima immagine del buco nero al centro della Via Lattea
Lorenzo Delli
Lorenzo Delli

A distanza di poco più di anni dalla foto del Buco Nero M87, l'Event Horizon Telescope (EHT) ci regala un'altra immagine che rimarrà nella storia. La foto, o meglio, l'immagine che trovate in copertina e che probabilmente oggi vedrete rimbalzare ovunque, ritrae il disco di accrescimento del Buco Nero supermassiccio denominato Sgr A* (Sagittarius A*), che si trova esattamente al centro della nostra galassia, la Via Lattea.

Un'immagine diversa da quella di due anni fa, e forse anche più importante, visto che dimostra la presenza di un buco nero proprio al centro della galassia in cui ci troviamo. La "foto" ci mostra l'anello luminoso causato dal "piegamento" della luce intorno alla gravità presente per via del buco nero. Quello che vediamo quindi è il disco di accrescimento che circonda il buco nero, visto che quest'ultimo, di fatto, non può essere osservato per via delle sue caratteristiche intrinseche.

Secondo le stime comunicate da ESO (European Southern Observatory), il buco nero osservato è quattro milioni di volte più massiccio del nostro Sole, ed avrebbe un diametro di circa 44 milioni di chilometri. Dimensioni che la mente umana difficilmente riesce ad immaginare, e pensate che l'M87 mostrato nel 2019 era 1.500 volte più largo di Sgr A*!

 A sinistra il Buco Nero Sgr A* a confronto con il diametro del sole (il piccolo puntino bianco) e con l'orbita di Mercurio. A destra le dimensioni del gargantuesco Buco Nero M87 del 2019 a confronto con Sgr A*, con la distanza raggiunta dalla sonda Voyager 1 e con l'orbita di Plutone.

A sinistra il Buco Nero Sgr A* a confronto con il diametro del sole (il piccolo puntino bianco) e con l'orbita di Mercurio. A destra le dimensioni del gargantuesco Buco Nero M87 del 2019 a confronto con Sgr A*, con la distanza raggiunta dalla sonda Voyager 1 e con l'orbita di Plutone.

Un altro fattore importante è che l'immagine di Sagittarius A* costituisce una ulteriore conferma delle previsioni della teoria della relatività di Einstein.

L'Event Horizon Telescope, per realizzare immagini del genere, sfrutta un sistema composto da più radiotelescopi sparsi in tutto il mondo (otto in tutto) collegati mediante una particolare tecnica denominata Interferometria a Base Molto Ampia. È anche per questo che è più corretto parlare di immagine e non di foto. La tecnica utilizzata comunque è la stessa che fu sfruttata per creare l'immagine del buco nero M87 nel 2019. Il nome del sistema di radiotelescopi non è casuale: l'orizzonte degli eventi (event horizon) è il termine che in relazione ad un buco nero descrive una "regione dello spazio-tempo oltre la quale cessa di essere possibile osservare il fenomeno".

Buco Nero Sagittarius A* al centro della Via Lattea

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