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Elon Musk e l'Onu, il botta e risposta per sconfiggere la fame nel mondo

Elon Musk ha promesso di donare 6 miliardi di euro per combattere la fame nel mondo a patto che l'Onu mostri come li spente. L'invito è stato accolto
Elon Musk e l'Onu, il botta e risposta per sconfiggere la fame nel mondo
SmartWorld team
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Con oltre 300 miliardi di dollari, Elon Musk è riuscito a scalzare Jeff Bezos dalla cima della classifica degli uomini più ricchi del mondo. E come molti Paperoni ha promesso di investire parte delle sue fortune in beneficenza. Sempre, però, alla "maniera Musk", e cioè in modo provocatorio e non convenzionale.

Il tycoon di Tesla e Space X ha infatti promesso di devolvere 6 miliardi della sua fortuna per combattere la fame nel mondo, a patto però che l'Organizzazione delle Nazioni Unite mostri come vengono investiti per raggiungere l'obiettivo. Musk ha risposto a una provocazione lanciata da David Beasley, l'uomo che dal 2017 è al timone del Programma Alimentare Mondiale (Pam). Beasley ha rilasciato infatti un'intervista alla Cnn in cui ha sfidato i Paperoni mondiali a risolvere il problema della fame nel mondo, sottolineando come sei miliardi siano sufficienti ad aiutare 42 milioni di persone che rischiano di morire di fame: "Non è complicato", ha dato il direttore esecutivo del Pam. A quel punto è intervenuto Musk, via Twitter come è solito fare, con la sua replica: "Se il Pam può descrivere qui su Twitter esattamente come 6 miliardi risolveranno la fame nel mondo, vendo immediatamente le azioni Tesla - ha detto - Ma il pubblico deve vedere esattamente come le risorse sono spese" .

Come Elon Musk potrebbe aiutare a sconfiggere la fame nel mondo

Beasley ha risposto assicurando che esistono sistemi e iter per la trasparenza e la contabilità open source, e ha quindi proposto a Elon Musk un incontro per parlarne di persona. L'imprenditore ha però ha continuato a insistere sulla necessità di fare tutto alla luce del sole. E conoscendo l'imprenditore sudafricano, Beasley deve aver capito che è meglio prendere sul serio le sue promesse (vedi quella di vendere il 10% delle azioni Tesla se Twitter gli avesse detto di farlo) e ha elaborato un effettivo piano per combattere la fame nel mondo con 6 miliardi a disposizione.

Il direttore del Programma alimentare mondiale ha twittato una sorta di report, spiegando che con 6,6 miliardi di dollari le Nazioni Unite potrebbero erogare pasti e buoni pasto in grado di sfamare oltre 40 milioni di persone in 43 Paesi che sono "sull'orlo della carestia", scongiurando quella che l'Onu definisce "una catastrofe incombente". Nel documento si propone di destinare 3,5 miliardi per acquistare e consegnare il cibo in modo diretto, e altri 2 per convertirli in buoni alimentari, quest'ultima soluzione in Paesi in cui questa soluzione è percorribile. Altri 700 milioni sarebbero investiti in nuovi programmi alimentari pensati per realtà particolari e più vulnerabili, mentre i 400 milioni restanti verrebbero usati per "la gestione delle operazioni, l'amministrazione e responsabilità e il coordinamento della catena di approvvigionamento".

"Questa crisi della fame è urgente, senza precedenti ed evitabile - ha scritto Beasley in un tweet separato in cui ha taggato Musk - Hai chiesto un piano chiaro e libri aperti. Eccoli qui. Siamo pronti a parlare con te e chiunque altro sia seriamente intenzionato a salvare vite". Stando alle stime di Beasley, il 2% della ricchezza di Musk - che ha fatto un balzo netto in avanti, facendogli superare Jeff Bezos, dopo il boom di vendite e richieste di auto elettriche - potrebbe aiutare a risolvere la fame nel mondo .

Elon Musk e la beneficenza

Musk ancora non ha replicato, ma in passato ha mantenuto diverse promesse lanciate su Twitter. Nel 2018, per esempio, si è impegnato a "finanziare la riparazione del sistema di erogazione dell'acqua in qualsiasi casa di Flint che risulta avere una contaminazione dell'acqua superiore ai livelli della FDA (la Food & Drug Administration, ndr)", e ha poi donato circa mezzo milione di dollari per l'installazione di filtri per l'acqua nelle scuole della città del Michigan. Nel 2021 ha promesso di donare 30 milioni di dollari a Brownsville, in Texas, la città più vicina a un enorme hub missilistico gestito dalla sua società SpaceX, e alle scuole locali.

Ha inoltre creato la Musk Foundation, che afferma di investire sull'espansione delle energie rinnovabili, l'esplorazione umana dello spazio e all'uso sicuro dell'intelligenza artificiale, e ha siglato la 'Giving Pledge', una promessa di donare almeno metà della sua ricchezza a iniziative di beneficenza durante la sua vita. Non resta che vedere come replicherà all'Onu, decisa a mettere in campo tutta la sua competenza e le sue capacità per convincere l'uomo più ricco del mondo a sconfiggere la piaga delle carestie.

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