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Per la prima volta le energie rinnovabili hanno battuto quelle fossili in Europa

Per la prima volta le energie rinnovabili hanno battuto quelle fossili in Europa
Filippo Morgante
Filippo Morgante

Le notizie riguardanti le condizioni di salute del nostro pianeta sono il più delle volte negative, ma ogni tanto un barlume di speranza ci viene fornito dai risultati ottenuti grazie ai continui sforzi sulle energie rinnovabili. In Europa infatti, la produzione di energia rinnovabile è cresciuta a tal punto da superare quella proveniente dai combustibili fossili, diventando la principale fonte di elettricità in Europa. La strada però è ancora lunga.

Questo sorpasso è avvenuto nel corso del 2020, grazie anche allo sforzo di singoli Paesi come Spagna, Germania e Regno Unito che hanno ottenuto tale risultato anche individualmente. Secondo un rapporto, le rinnovabili avrebbero alimentato il 38% dell'elettricità nell'UE l'anno scorso, portandosi in vantaggio nei confronti della generazione da combustibili fossili, ferma al 37%. Il quarto restante proviene dall'energia nucleare.

L'aumento delle rinnovabili è una buona notizia per la salute del pianeta.

Tuttavia, l'energia rinnovabile avrà bisogno di crescere ad un ritmo ancora più veloce per evitare cambiamenti climatici irreversibili.

"Il sorpasso delle rinnovabili sui fossili è un'importante pietra miliare nella transizione energetica pulita dell'Europa. Tuttavia, non dobbiamo essere compiacenti. I programmi di recupero post-pandemia devono andare di pari passo con un'azione accelerata per il clima".

da Patrick Graichen - direttore di Agora Energiewende

L'energia eolica e solare hanno guidato la crescita dello scorso anno, mentre l'aumento di altre forme come l'energia idroelettrica non è stata rilevante. La produzione tramite carbone è inoltre calata enormemente, ma si sospetta che sia un dato dovuto anche alla pandemia di COVID-19. La riduzione del nucleare è invece dovuta allo spegnimento di alcuni impianti in Svezia e Germania.

L'obiettivo dell'Unione europea è quello di dimezzare le sue emissioni di anidride carbonica entro il 2030 (rispetto al 1990) ed eliminarle del tutto entro il 2050. Secondo Graichen però, l'Europa dovrà raddoppiare la velocità con cui ha distribuito le energie rinnovabili nel 2020 per rispettare l'impegno preso. Nel 2015, ogni chilowattora di elettricità utilizzato ha prodotto circa 317 grammi di anidride carbonica. Ora, la stessa quantità di elettricità crea solo circa 226 grammi di CO2. L'obiettivo finale è quello di portare questa cifra a zero.

Via: The Verge

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