L’Italia è in prima linea nella lotta alla violazione della privacy (aggiornato)

Filippo Morgante -

Secondo i dati riportati in una ricerca rilasciata nella giornata odierna dallo studio legale DLA Piper, la nuova regolamentazione europea sulla protezione della privacy ha portato a un’impennata delle multe per i trasgressori nel corso dell’ultimo anno. Tutto questo avviene mentre negli USA ancora si discute riguardo all’idea di istituire un nuovo organismo di protezione dei dati con poteri esecutivi.

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Secondo questo studio infatti, dal 28 gennaio 2020, l’UE ha inflitto circa 158,5 milioni di Euro di sanzioni pecuniarie, con un aumento del 39% rispetto al periodo formato dai precedenti 20 mesi. Oltre alle multe, ad aumentare sono state anche le notifiche di violazione, del 19% rispetto ai 12 mesi precedenti.

Italia, Germania e Francia sono i tre Paesi che hanno maggiormente sanzionato i contravventori, arrivando ad addebitare alle aziende un totale di 192,8 milioni di Euro dall’entrata in vigore del GDPR. La multa più costosa, rimane quella da circa 47 milioni di Euro comminata a Google da parte della Francia, per aver violato le regole sulla trasparenza dei dati. Altre multe molto pesanti, come quella da oltre 100 milioni di Euro del Regno Unito per la violazione dei dati di Marriott, sono state ridotte a soli 20 milioni di Euro.

Aggiornamento21/01/2021 ore 20:00

Non siamo solo uno dei tre Paesi ad aver inflitto le sanzioni maggiori ai contravventori, ma ci classifichiamo direttamente al primo posto. Secondo nuovi dati infatti, l’Italia è il Paese che ha assegnato le multe più salate, per un totale di 69,3 milioni contro i 69,1 e 54,4 rispettivamente di Germania e Francia. Il nostro però è tra gli ultimi Paesi per notifiche di violazione dei dati personali, se ne contano solamente 3.460 dal 2018. Insomma, poche infrazioni ma costate care.

Via: Engadget, corrierecomunicazioni