Il film di Sonic non fa schifo (contro ogni aspettativa!) | Recensione

Giuseppe Tripodi -

Ieri sera, all’anteprima italiana di Sonic – Il film, le aspettative non erano esattamente altissime: chiacchierando con un po’ di persone presenti in sala prima dell’inizio del film, tutti temevamo il peggio. D’altra parte, il primo trailer aveva scosso un po’ tutti: la prima versione animata di Sonic era vagamente inquietante, sicuramente inadatta a farsi breccia nel cuore dei bambini e altrettanto riprovevole per gli adulti cresciuti facendo correre il porcospino blu. L’impressione era di trovarsi davanti ad un flop annunciato.

Il nuovo e il vecchio Sonic a confronto

Fortunatamente, la marea di pollici in giù dopo il primo trailer di cinque mesi fa è servita a qualcosa e Sonic è stato completamente rifatto, sotto la guida di Tyson Hesse, appassionato di vecchia data che probabilmente ha salvato il lungometraggio. La nuova versione è molto più pucciosa e funziona benissimo in questo film per bambini che ha come protagonista un personaggio caro ai bambini di 30 anni fa. La pellicola, infatti, più che strizzare l’occhio alle vecchie generazioni cresciute col Sega Mega Drive, punta ad avvicinare i più piccoli alla saga: il film di Sonic è per chi ha conosciuto il riccio blu con i nuovi casual game per smartphone, non per chi ci giocava nei primi anni novanta.

Tenendo bene a mente questo e non aspettandosi nulla di più complesso di un qualsiasi film per bambini, il lungometraggio di Sonic è godibile, tutto sommato: a farla da padrona è proprio l’ottima CGI che, nonostante un paio di scivoloni, è complessivamente spettacolare. Sonic è carino e coccoloso ed è praticamente impossibile non innamorarsi del piccolo porcospino blu.

Come si fa a non amarlo?

Tra gli altri aspetti che funzionano del film c’è sicuramente la recitazione di Jim Carrey che, con faccette e movenze che ricordano un novello Ace Ventura in versione cattiva, caratterizza benissimo il Dottor Robotnik, probabilmente il personaggio più riuscito di tutta la pellicola.

La trama, neanche a dirlo, è tirata all’osso: Sonic, un porcospino blu che viene da un altro mondo, è costretto a rifuggiarsi sulla Terra per scappare da non meglio precisati cattivi. Dopo 10 anni di vita in incognito, triste per non avere nessun amico, il riccio perde il controllo e causa un blackout. Il governo degli Stati Uniti chiama ad indagare il folle Dottor Robotnik, che vuole catturare Sonic per rubargli i poteri: al piccolo alieno, che ha perso gli anelli che gli permetterebbero di scappare in un altro pianeta, non resta che chiedere l’aiuto a Tom, stereotipo vivente del poliziotto-buono-anni-80 che vuole salvare tutti. I due si cimentano in un viaggio on the road alla ricerca degli anelli e in costante fuga da Robotnik.

Jim Carrey nei panni del Dottor Robotnik è uno dei punti forti del film

Ecco, per fare il salto di qualità, sarebbe stato bello se avessero speso qualche sforzo in più nella trama o nei personaggi: su questo aspetto, Sonic è un film degli anni ’90, non nel senso positivo del termine. Il cattivo è un nerd solo e incompreso che viene preso a cazzotti dall’uomo muscoloso di turno, l’unico personaggio femminile è praticamente un soprammobile, i due eroi affrontano un viaggio on the road in cui diventano amici e fanno a cazzotti in un bar. Vi suona familiare?

Nel complesso, però, il film regge: nonostante una pioggia di spudorati product placement, la narrazione è costruita bene, le battute ti strappano una risata, ci sono un po’ di easter egg che ti illuminano e alcune animazioni sono davvero spettacolari, specialmente quando il tempo “rallenta” e Sonic si muove come un QuickSilver de noantri.

Molto bella anche la sigla finale e – soprattutto – la scena dopo la sigla finale, che anticipa un seguito del film con

il Dottor Robotnik che si “trasforma” nel folle Mr. Eggman che conosciamo e, soprattutto, l’arrivo di Tails, il mio personaggio preferito della saga.

Tirando le somme: non importa quanto abbiate giocato a Sonic vent’anni fa, se avete più di 12 anni non ci sono grandi motivi per andare a vederlo al cinema. Ma se avete un figlio/nipote/cugino piccolo che, incuriosito, vi chiede di portarlo a vedere il riccio blu, sappiate che ci sono modi ben peggiori di passare un’ora e mezza. Spegnete il cervello e godetevi questo salto indietro di trent’anni (in tutti i sensi).

Trailer