Zombicide – Seconda Edizione: ovvero come migliorare un gioco da tavolo già divertente

Lorenzo Delli

Se (finalmente?) vi siete allontanati dai giochi da tavolo classici (MonopolyRisiko e compagnia bella) e state esplorando, per così dire, nuove opportunità, potreste essere incappati nei giochi della serie Zombicide. Il suddetto gioco da tavolo, creato da Guillotine Games e pubblicato in Italia da Asmodee, nasceva come progetto Kickstarter quasi 10 anni fa.

Il concetto alla base è molto semplice: i giocatori controllano un gruppo di sopravvissuti nel bel mezzo di un’apocalisse zombie, affrontando missioni a difficoltà variabile caratterizzati da obiettivi ogni volta diversi. Il tutto è inscenato alla perfezione grazie ad una valanga di miniature e ad una serie di tessere di gioco che vanno a rappresentare ambienti tipicamente cittadini. Ovviamente lo scopo primario è anche quello di non soccombere alle ondate sempre più pressanti di zombie, equipaggiandosi con il meglio sulla piazza e cercando di non fare “troppo schifo” durante il lancio dei dadi.

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Per quanto semplice come concetto, Zombicide risulta un gioco particolarmente strategico che richiede soprattutto coordinazione tra i giocatori coinvolti. Sia grazie alle meccaniche che al tema trattato, Zombicide si è dimostrato nel tempo un vero e proprio successo, trasformandosi in un franchise che conta diversi spin-off ed espansioni. Pensate che il 4° della serie, Zombicide: Black Plague, fu il gioco da tavolo più finanziato di sempre su Kickstarter.

A distanza di quasi 10 anni dal lancio della versione originale, è arrivata in commercio la Seconda Edizione di Zombicide, ambientata in un contesto odierno, esattamente come il titolo del 2012. In questi anni, anche grazie alle tante versioni uscite e ai feedback di giocatori di tutto il mondo, le regole e le meccaniche si sono affinate diventando, per certi versi, anche più sfidanti. Vediamo per cominciare cosa include la scatola base del gioco.

Contenuto della confezione

Già solo da quanto troviamo all’interno della scatola, Zombicide – Seconda Edizione ci ripaga dell’investimento necessario a portarselo a casa. A fare la voce grossa sono senza dubbio le 88 miniature raccolte in una ulteriore scatola in stile scrigno. Le miniature dei sopravvissuti sono ben 12, sono caratterizzate da un acceso color arancione e sono accompagnate da altrettante carte descrittive. Le rimanenti miniature rappresentano ovviamente zombie di vario genere, tra cui 4 grandi Abomini, 16 così detti “Grassoni”, 16 Corridori e 40 Deambulanti. Diciamo che se tra le vostre passioni ci fosse anche quella di dipingere miniature, avete fatto jackpot.

Le miniature sono sufficientemente variegate, anche se per ovvie ragioni alcune sono “doppione”. Da notare però che sono estremamente cariche di dettagli, e vantano anche uno stile grafico alquanto peculiare. Mettendo un attimo da parte le (bellissime) miniature, la confezione comprende anche 9 tessere di gioco fronte-retro di 25 x 25 cm (non piccolissime quindi), 6 plance per organizzare le schede e l’inventario dei sopravvissuti, 6 dadi neri, 107 mini-carte da gioco, 48 segnapunti e 6 basi degli stessi colori per identificare al meglio i sopravvissuti, 71 segnalini e 1 corposo regolamento.

Nel manuale sono contenute 25 missioni giocabili, molte di più delle tante altre versioni di Zombicide che potete attualmente trovare in vendita. Le prime 10 sono sostanzialmente una riedizione di quelle presenti nel primissimo Zombicide. Le altre sono inedite, e comunque nulla vieta di inventarsi le proprie missioni, rigiocare le solite in solitario o con amici diversi o anche dare una sbirciata online a cosa si è inventata la community. C’è addirittura un map editor da scaricare. Ah, è tutto tradotto in italiano, se ancora non fosse chiaro!

Come funziona (brevemente)

Se siete già pratici del funzionamento del gioco, il paragrafo successivo a questo potrebbe essere di maggiore interesse. Come già accennato, Zombicide è un gioco cooperativo. È bene mettere da parte lo spirito competitivo giocando, anche perché una delle prime regole che si impara è che se muore anche solo un sopravvissuto, la partita è persa. Va da sé che è interesse comune preservare e proteggere ognuno dei nostri compagni. Tecnicamente nulla vieta di affrontare le missioni in solitaria, controllando tutti e sei i sopravvissuti che di solito vengono schierati sulla mappa. Alternativamente, come suggerisce proprio il numero di sopravvissuti da schierare, si può giocare fino a 6 persone contemporaneamente. Alcuni spin-off prevedono anche regole per ampliare il numero di giocatori (applicabili piuttosto facilmente anche a questa edizione).

Scelta una missione, si dispongono le tessere come indicate nel manuale, gli eventuali oggetti e altri componenti che potrebbero anche costituire gli obiettivi finali. Ma la domanda da porsi è: chi controlla gli zombie? Nessuno, o meglio, c’è un sistema rudimentale di intelligenza artificiale che ne regola movimenti ed eventuali attacchi. Alla fine di ogni turno, dopo quindi che tutti i giocatori hanno fatto le loro mosse, si pescano delle carte che genereranno nuovi zombie sul tabellone in punti specifici (indicati dalla missione). Gli zombie già presenti sul tabellone si muovono di una o due caselle (a seconda del tipo) verso i sopravvissuti più vicini in linea di vista o verso la casella dove è stato fatto più rumore.

E i giocatori come fanno ad affrontarli? Di base ogni personaggio inizia con un’arma, a distanza o corpo a corpo. Piano piano, esplorando edifici, raccogliendo casse o effettuando azioni di Cercare all’interno degli edifici, si pescheranno nuove carte che andranno a rimpinguare la nostra scorta di armi, permettendoci di colpire sempre più duro e in modo sempre più efficace. Alla base del tutto c’è ovviamente anche la fortuna: pescare la carta zombie sbagliata potrebbe farvi perdere la partita, così come pescare l’arma giusta potrebbe togliervi più facilmente dai guai. Se gli zombie, per colpire, non devono far nulla se non trovarsi nella stessa casella del sopravvissuto all’inizio del loro turno, il giocatore dovrà invece tirare una serie di dadi e sperare di ottenere il giusto risultato per colpire quanti più non morti possibile. Uccidendo sempre più mostri, i sopravvissuti aumentano il loro livello di adrenalina, sbloccando azioni extra e abilità sempre più forti. Più sale l’adrenalina e più zombie appariranno sul tabellone: un’arma a doppio taglio quindi!

Gli obiettivi delle 25 missioni disponibili nel manuale sono sufficientemente vari. Alcune richiedono di trovare scorte alimentari, altre ancora di equipaggiarsi al massimo delle possibilità, altre di manovrare automobili (sì, ci sono anche le auto), e ce ne sono anche alcune relative al salvataggio di altri sopravvissuti. A cambiare non sono solo gli obiettivi, ma anche la disposizione delle tessere e il loro numero. Questa comunque voleva solo essere un’infarinatura di quelle che sono le meccaniche base di Zombicide. Se masticate il gergo videoludico, avrete capito che di fatto Zombicide vi propone meccaniche assimilabili a quelle di un Action RPG. Nel caso foste curiosi, ma non ancora del tutto propensi all’acquisto, sul sito di Asmodee Italia potete scaricare il regolamento.

Le novità

Ad influenzare Zombicide Seconda Edizione sono stati senza dubbio gli spin-off lanciati successivamente alla prima versione del gioco. Ad esempio, questa nuova edizione supporta la regola secondo cui alla morte del primo sopravvissuto la partita è persa, già vista in altri Zombicide (come Invader). Cambia anche il modo in cui gli zombie arrivano sul tabellone (i Grassoni non sono più accompagnati da deambulanti, e non ci sono più i tombini), anche nel caso di apertura di porte di edifici chiusi. Ci sono difatti le stanze buie, quelle appunto che genereranno zombie una volta aperta la prima porta dell’edificio ben visibili sulle tessere della mappa. Tali zone vantano anche regole diverse di ingaggio per quanto riguarda il colpire gli zombie.

Cambiano anche gli Abomini: adesso ce ne sono 4, 3 dei quali hanno regole extra pensate appositamente per rendervi la vita ancora più difficile. In compenso si può scegliere fra 12 sopravvissuti, e tra questi ci sono gli inediti ragazzini. Hanno un punto ferita in meno, ma la loro stazza li rende più agili e sfuggenti. Di conseguenza, una volta per turno, potranno sfuggire dalle caselle con zombie “gratuitamente”. Le abilità che sbloccano uccidendo zombie poi sono mediamente più potenti. Ci sono poi altre differenze più o meno sostanziali, come le regole di utilizzo delle Molotov (simpatiche bombe incendiarie che inceneriscono tutto nella casella in cui vengono lanciate), di gestione delle vetture e altro.

Ovvio che se avete giocato alla prima edizione sarà più facile rendersi conto di tutte le novità. È anche il modo in cui si presenta il gioco ad essere cambiato nel corso degli anni. Le miniature potrebbero essere più belle (quello dipende anche dai vostri gusti), e ci sono anche le plance in plastica per i sopravvissuti che rendono la loro gestione più facile e ordinata. In origine erano dei semplici cartoncini dove collocare carte e indicatori! E se tutto va bene entro la fine dell’anno arriveranno anche le espansioni inedite. Come ogni Zombicide, anche questa Seconda Edizione è stata finanziata su Kickstarter, portando con sé contenuti extra dedicati solo ai finanziatori e espansioni aggiuntive. Così come in Italia, sempre grazie ad Asmodee, sono arrivate le espansioni di Black Plague, Green Horde e Invader, dovrebbero arrivare anche quelle dedicate a questa edizione.

Quindi? Shut up and take my money?

Ovviamente non si tratta di un gioco per tutti, per molteplici motivi. Se cercate qualcosa di competitivo, anche a base di miniature, è meglio rivolgere altrove la vostra attenzione. Se il tema horror/survival non fa per voi idem con patate. E c’è anche da parlare del prezzo. Di listino, Zombicide Seconda Edizione verrebbe a costare 99,99€. Sta di fatto che su Amazon è recuperabile a prezzo già discretamente scontato.

Può sembrare una cifra elevata per un gioco da tavolo, specie se siete abituati ai prezzi dei grandi classici. C’è da dire che il contenuto della scatola è particolarmente ricco e che le miniature, specialmente se di qualità, non sono mai a buon mercato. Qui ce ne sono ben 88.

Con un gruppo di amici anche bello folto, una colonna sonora azzeccata (come una bella playlist a base horror) e preferibilmente un tavolo sufficientemente ampio (ci sono mappe che richiedono uno spazio di 75 x 75 cm), Zombicide Seconda Edizione saprà regalarvi un bel po’ di divertimento. E non pensiate che ci siano barriere di età. Certo, magari i più piccoli è meglio escluderli, visti non solo i temi horror ma anche il discreto livello di violenza. Esclusi appunto i più piccoli, sarà facile riunire amici o parenti: le regole profonde, ma di facile apprendimento, e anche l’appeal visivo che ha, fanno sì che il divertimento sia assicurato per tutte le fasce di età. Insomma, basta Risiko! È ora di fare fuori un po’ di zombie!

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