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The Batman è il miglior film sull'Uomo Pipistrello? (recensione)

Il film di Reeves ci regala un Batman acerbo, irrequieto, alla ricerca della speranza
The Batman è il miglior film sull'Uomo Pipistrello? (recensione)
Antonio Lepore
Antonio Lepore

Ho visto "The Batman", l'ultimo film sull'uomo pipistrello diretto da Matt Reeves ed interpretato da Robert Pattinson (sì, quello di "Twilight", come più di qualcuno ha evidenziato in sala). Allora, non sono un esperto di cinema, anzi, però Batman da sempre è uno dei miei migliori amici, quindi andiamo subito al sodo: è un bel film, più thriller (e tanto altro!) che cinecomics, in equilibrio tra il cinema realista di Christoper Nolan e quello più "fumettistico" di Zack Snyder (con diversi riferimenti, inoltre, alla saga di videogiochi di Rocksteady), con un cast credibile e soprattutto una colonna sonora, curata da Michael Giacchino, da brividi.

Quindi, fatta questa premessa, e cioè che non sarà una recensione ma più una riflessione sulla pellicola, mettiamoci in cammino verso Gotham City, una città, stavolta, ancora più realistica. Promesse elettorali vuote, corruzione dilagante, poche persone influenti che lucrano sulle spalle degli ultimi, una polizia spesso in affanno: è questa la comunità che ha dipinto Matt Reeves ed è innegabile che ognuno di noi possa esclamare "Ma sta parlando del posto in cui vivo anche io!".

In questo contesto, si muove un ragazzo acerbo, ancora in bilico tra l'irrequietudine adolescenziale e la maturità, ancora titubante sull'amletico dubbio che in fondo riguarda tutti noi: qual è il confine sottile tra il bene ed il male? È un Bruce Wayne sconvolto, arrabbiato, in molte scene con lo sguardo perso nel vuoto, soprattutto quando assume la consapevolezza che il male è ovunque e, a volte, è obbligatorio perdere per poter aspirare a salvare qualche vita. È un Batman, e lo si può comprendere in più di un passaggio, che si pone continuamente una domanda: indosso questo costume per curare le mie cicatrici, per vendicare il male che ho subìto, oppure per rappresentare una flebile speranza in mezzo a tutto questo buio?

Sull'interpretazione di Pattinson, pochi dubbi e tante certezze. Risulta credibile in questa versione giovanile di Batman, così come nelle vesti di un Bruce Wayne "ossessionato" dalla ricerca della verità. Soltanto in un aspetto non mi ha convinto molto (come ha commentato qualcuno in sala): nell'espressività del viso, non molto ricca di sfaccettature. 

I Nirvana, nel frattempo, cantano "Something In The Way" – riarrangiata splendidamente da Michael Giacchino che ne ha evidenziato i toni più cupi – e chi ha una certa età si è trovato catapultato a quando aveva più o meno 20 e provava la stessa frustrazione di Bruce, la stessa rabbia, ma anche la stessa paura nei confronti di un mondo che non sarà mai perfetto. Tuttavia, ognuno di noi, nel proprio piccolo, può ferire il male che ci circonda.

Contestualmente, nei paraggi c'è un killer – che ricorda un po' il "Killer dello Zodiaco" (che ispirò "The Zodiac" di David Finch) – che a differenza di Wayne/Batman, ha già trovato tutte le risposte: bisogna vendicarsi dei bugiardi affinché le cose possano realmente cambiare. Si tratta dell'Enigmista, interpretato splendidamente da Paul Dano, che dà la caccia a tutti coloro i quali hanno venduto illusioni affinché il proprio conto in banca potesse crescere. Non vi nascondo che in sala, il mio cuore ha provato una strana empatia nei confronti di questo personaggio, la stessa che mi suscitò Arthur in "Joker". È un uomo, Edward Nashton, cresciuto in un orfanotrofio, abbandonato da tutti, soprattutto dall'amore e dalle Istituzioni, le stesse che avevano promesso a lui e a tutti "gli ultimi" un rilancio, una vita migliore. Si ha la sensazione, e forse la certezza, che nessuno nasce cattivo, ma è la società sempre più distratta e guidata dall'egoismo ad "allevare" potenziali serial killer.

Funziona anche il resto del cast

Sullo "sfondo" si muove Celyne/Catwoman, anch'ella ben interpretata da Zoe Kravitz, che riesce a donare al personaggio un profilo più umano a differenza delle interpretazioni precedenti. C'è quasi dell'altruismo, infatti, in quelle movenze feline e in quella rivalsa verso una società che l'ha lasciata indietro. Tra l'altro, Kravitz - già apprezzata nella serie "Alta Fedeltà" - risulta a proprio agio sia nelle scene individuali che in quelle insieme a Pattinson, con cui il feeling artistico appare piuttosto forte. 

Credibile, bravo, inoltre, Jeffrey Wright nei panni del commissario di polizia James Gordon. Un uomo dall'alto valore morale, che lancia un messaggio che tutti noi dobbiamo tenere sempre a mente: non tutti sono uguali, anche nell'immenso mare della corruzione c'è qualcuno che svolge fino in fondo il proprio dovere. Tra l'altro, piuttosto approfondito il rapporto che instaura con Batman, verso cui mostra una fiducia quasi totale, al punto che l'uomo pippistrello, più di una volta, lo accompagna sulle scene del crimine. A questo proposito, confermiamo ciò che già si raccontava sulla pellicola: si tratta di un Batman molto più detective che supereroe. 

Funzionano, e aggiungerei tantissimo, Colin Farrell nei panni di "Pinguino" e John Turturro che presta il volto al boss "Carmine Falcone", colui che, evitando qualsiasi spoiler, rappresenterà una delle chiavi decisive per dare una svolta alle indagini della coppia Batman/Gordon.

Tutto perfetto in "The Batman"? Ovviamente no

La durata, 2 ore e 50 minuti, effettivamente può risultare eccessiva (soprattutto per i non appassionati). Probabilmente si poteva "limare" qualcosa in tal senso (circa 20 minuti in meno). Il problema principale della pellicola, però, secondo il mio modesto parere sta altrove: la mancanza di azione. Sì, abbiamo compreso l'ambizione di Matte Reeves di fare un film diverso su Batman, che non si tratta di un supereroe tutti pugni e calci, però qualche sana scazzottata in più ci stava.

Il protagonista del film The Batman.

Il protagonista del film The Batman.

Fonte: Warner Bros. Pictures

E, a questo proposito, manca quel qualcosa che a me ha fatto amare Batman da sempre: la capacità di uscire da situazioni quasi impossibili con intelligenza, furbizia ed un pizzico di incoscienza. In questo film, invece, il protagonista sembra che abbia sempre la situazione in pugno, anche nei momenti più difficili. In tal senso, il Batman interpretato da Christian Bale, ha ancora tanto da insegnare.

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