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Zendaya non deve tornare nel prossimo Spider-Man

Attenzione: spoiler importanti su Spider-Man: No Way Home
Zendaya non deve tornare nel prossimo Spider-Man
Nicola Ligas
Nicola Ligas

Spider-Man: No Way Home è stata una bella chiusura di 20 anni di storia cinematografica dell'Uomo Ragno. Una chiusura completa, a tutto tondo, per cattivi ed eroi che ci hanno tenuto compagnia in tutti questi anni. Avrebbe potuto essere anche l'ultimo capitolo per Tom Holland nei panni dell'arrampicamuri, ma già sappiamo che così non sarà, ed oltre a comparire in (almeno) un altro film dell'MCU, Spider-Tom avrà un'altra trilogia a sé stante. Ed è importante che in questa trilogia Zendaya non ci sia (e nemmeno Jacob Batalon, per quel che vale).

ATTENZIONE: SPOILER DA QUI IN POI

Il finale di Spider-Man: No Way Home, come abbiamo avuto modo di dire anche nella nostra recensione, rappresenta una doppia chiusura: da una lato per l'Uomo-Ragno (o meglio, per gli uomini-ragno), e dall'altro per Peter Parker. Il primo ha di fatto salvato tutti i suoi nemici storici, quelli che lo avevano affrontato negli altri universi, ed ha anche cancellato il ricordo della sua identità nell'unico villain che la conoscesse nel proprio universo (l'avvoltoio). Peter Parker ha invece detto addio non solo alla sua ragazza ed al suo migliore amico, ma a tutta la sua precedente vita, scegliendo di non ricongiungersi con nessuno e andando a vivere da solo a Manhattan.

È un fresh start, un nuovo inizio, voluto da Peter Parker, ma soprattutto da Sony, che in questo modo ha trovato un espediente per smarcarsi sempre più dall'MCU. Gli Avengers (o quel che ne resta) si ricorderanno anche di Spider-Man, ma non sapendo che lui è in realtà Peter Parker non avranno probabilmente modo di contattarlo direttamente, e Peter sceglie di non palesarsi nemmeno con Happy Hogan, con il quale aveva avuto sempre un buon rapporto. Sceglie di non indossare più i costumi iper-tecnologici di Stark (che nel fumetto sono arrivati molto in là con la storia), di non farsi aiutare economicamente da nessuno, e di ripartire da solo, con un nuovo costume, molto più "terra-terra" e fedele all'originale del primo Spider-Man, ed una nuova vita per il momento in solitaria.

Nei film precedenti abbiamo infatto tutti dato per scontato molte cose, pur non avendole mai viste. Abbiamo dato per scontata la puntura del ragno (non di certo alla Oscorp, visto che non ce n'è mai stata traccia), abbiamo data per scontata la morte di zio Ben, abbiamo dato per scontato che Michelle Jones-Watson, il personaggio interpretato da Zendaya, fosse la MJ di Peter, nonché sua futura moglie. In realtà, per quanto sia un omaggio a Mary Jane Watson, il personaggio di Zendaya è stato creato appositamente per l'MCU, e non ha eguali nei fumetti. La sua presenza al fianco di Peter non è quindi affatto scontata, per quanto la storia cinematografica di Spider-Man non riprenda certo sempre fedelmente il fumetto.

A questo proposito, Ned Leeds, il miglior amico di Peter-Holland, esiste invece nei fumetti, ma è molto diverso da quello mostrato al cinema, tanto che i due di fatto sembrano avere in comune solo il nome.

Quella a cui abbiamo assistito finora al cinema è stata insomma una sorta di adolescenza rovesciata per Peter, che ha vissuto molte esperienze che nei fumetti sono toccate ad uno Spider-Man già più maturo; tutte tranne una: la morte di suo zio, e con essa la consapevolezza che da grandi poteri derivano grandi responsabilità. Quella parte, che istintivamente potevamo pensare fosse già avvenuta, è invece toccata a Zia May, che nel momento stesso in cui ha pronunciato quella frase ha anche segnato il suo destino, e quello di Peter con esso.

Adesso Peter Parker sa quanto "male" possano fare i suoi poteri, soprattutto a chi gli è vicino, ma sa anche che deve utilizzarli per un bene superiore. È per questo che decide di non rivelarsi ad MJ e Ned, felici dell'ammissione al MIT e liberi di vivere le loro vite senza le complicazioni dovute alla vicinanza con Peter; e per lo stesso motivo non si palesa a nessun altro. Peter si fa carico della sua "grande responsabilità", senza rinunciare ai suoi "grandi poteri". Se finora è sempre stato un giocatore di squadra, il Peter che esce da No Way Home è un eroe solo e solitario, un po' come lo Spider-Man delle origini, al quale sembrano chiaramente rimandare l'appartamento newyorkese ed il nuovo costume home-made (chissà se quelli ultra-tecnologici lo avrebbero riconosciuto ora che Peter Parker "non esiste"?). 

Ecco perché non c'è più spazio per MJ-Zendaya nel suo futuro: sarebbe come rinnegare il sacrificio appena fatto e la lezione imparata con Spider-Man: No Way Home. Il prossimo Uomo-Ragno avrà anche il volto di Tom Holland, ma dovrà per forza di cose essere molto diverso da quello che abbiamo conosciuto finora, nel bene e nel male: meno "ingenuo", più adulto e maturo, magari senza perdere quell'aria scanzonata che da sempre lo contraddistingue.

Come già accennato, c'è probabilmente una forte volontà di Sony dietro tutto questo, ma il modo in cui ci siamo arrivati non è stato in fondo troppo forzato, ed in questa inversione delle parti (rispetto al fumetto) il "vero" Spider-Man di Tom Holland è appena nato, e dobbiamo ancora imparare a conoscerlo. Peccato che, guardando la scena post-credit con Venom, il suo futuro si prospetti tutt'altro che tranquillo.

Se non ci aveste capito nulla, non preoccupatevi: di solito i fatti tendono a smentirmi, e con tutti gli accordi commerciali che veicolano la storia dell'Uomo Ragno potrebbe succedere qualsiasi cosa, ma visto il successo riscosso da Spider-Man: No Way Home mi piace pensare che Sony e Marvel vorranno rendere il giusto onore ad uno dei personaggi fumettistici (ed ormai anche cinematografici) più amati di sempre.

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