8.3

Recensione Acer Predator Triton 700: giocare non è mai stato così facile (foto e video)

Nicola Ligas -




Recensione Acer Predator Triton 700

Abbiamo toccato con mano per la prima volta Acer Predator Triton 700 poco più di un anno fa. Questo notebook gaming è infatti stato presentato nella primavera 2017, ma prima di arrivare in Italia ci sono voluti diversi mesi. Si tratta di uno dei primi modelli con GPU Max-Q di NVIDIA, e come tale doveva stupire. Il bello è che ancora oggi, a parte qualche dettaglio, è un modello molto attuale e per certi versi insuperato. Vediamo quindi di che pasta è fatto questo Triton 700, e perché potreste volerne uno.

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8.5

Costruzione

In particolare negli ultimi mesi, si sono affacciati sul mercato alcuni notebook gaming che non sembrano tali. Un anno fa erano una rarità, e Triton 700 è uno di questi. Non è piccolissimo, perché parliamo di un 15,6” con cornici non certo azzerate, ma è sottile e relativamente leggero. 18,9 mm di spessore per un peso di circa 2,4 Kg (peccato che l’alimentatore pesi altri 800 grammi abbondanti). Le sue linee inoltre non sono eccessive, non ci sono colori troppo accesi, e la scocca è in metallo. Potete insomma usarlo tranquillamente in ufficio, senza che i colleghi pensino che state giocando, anche se la scritta “Predator” sulla schiena non mente (ma non ci sono LED ad esaltarla).

La scocca tra l’altro non trattiene nemmeno in modo eccessivo le impronte, è molto robusta, e vanta delle linee senz’altro originali. Il touchpad è invece in posizione arretrata, subito sotto al monitor, ricoperto da uno strato di vetro Gorilla Glass trasparente. Questo vi consente di osservare anche una delle ventole al di sotto, dotata di LED il cui colore è personalizzabile (ma purtroppo non molto intenso).

9.0

Tastiera

La tastiera di questo Acer Predator Triton 700 è una piccola chicca. Anzitutto la sua posizione estremamente avanzata ve la farà utilizzare come se non fosse la tastiera di un laptop. Non dovrete cioè appoggiare i polsi sul notebook, con tutti i benefici del caso. Zero calore trasmesso dal dispositivo, ed una posizione affine a quella di una classica tastiera a sé stante, che trovo più comoda.

Si tratta inoltre di una tastiera meccanica, per quanto la corsa dei singoli tasti rimanga comunque breve, al pari quella di portatili con tastiere a membrana. La sensazione ricorda quella degli switch Cherry MX Blue, ovvero con un clic deciso (in questo caso, per fortuna, non troppo sonoro), che offre il massimo della resistenza subito prima dell’attuazione. Il feedback è davvero molto piacevole, al punto che ci piacerebbe avere soluzioni di questo tipo anche in portatili tradizionali, perché è stato davvero bello scrivere su questo Triton 700. Forse giusto un po’ più faticoso del normale, alla luce della resistenza di cui prima. C’è inoltre anche un tastierino numerico sulla destra, dato che viene sfruttata quasi l’intera larghezza del laptop.

L’idea di Acer è chiara: valorizzare al massimo l’esperienza da tastiera, e ci è riuscita. Il rovescio della medaglia è che il touchpad è stato molto sacrificato. Del resto si tratta di un portatile gaming, dove l’uso del mouse non è opzionale. Inutile poi aggiungere che la tastiera è retroilluminata con LED RGB, e che via software potrete andare a personalizzare a piacimento il suo arcobaleno di colori.

5.5

Touchpad

Utilizzare un touchpad arretrato è scomodo. Non ci sono attenuanti, non ci sono “ma”. Per di più, quello specifico del Triton 700 non è dei migliori. La superficie in vetro Gorilla Glass è piuttosto scorrevole, ma la sua forma trapezoidale non è delle più pratiche. Inoltre non c’è un bordo netto a demarcare i confini della superficie touch, e non è impossibile che vi ritroviate a far scorrere il dito su una parte che non è sensibile al tocco. L’area sottostante tende inoltre a scaldarsi durante il gioco, ma del resto non ve ne accorgerete nemmeno, perché starete di certo usando un mouse.

Si tratta comunque di un touchpad di precisione, compatibile quindi con tutte le gesture di Windows. La sensibilità è buona ed i tocchi, fino a 4 dita, vengono sempre correttamente riconosciuti. Di per sé sarebbe insomma anche un discreto touchpad, penalizzato però da posizione e forma in modo determinante.

Non a caso, nella confezione viene incluso un mouse predator cablato. Si tratta del modello SM-9627, che a quanto pare non si trova facilmente in commercio da solo. I pulsanti, sia clic destro e sinistro che i due laterali, sono un po’ rigidi, il che in fondo ci è piaciuto nell’uso gaming. La rotellina è invece un po’ troppo sensibile e non offre un grande feedback alla rotazione. Nel complesso è comodo, ed abbiamo molto gradito la sua presenza, per i limiti del touchpad.

8.5

Hardware e benchmark

Ci sono giusto un paio di SKU diverse di Acer Predator Triton 700. Quella in prova è come sempre riassunta qui sotto.

  • Schermo: 15,6” full HD IPS 120Hz
  • CPU: Intel Core i7-7700HQ
  • GPU: NVIDIA GTX 1080 Max-Q con 8 GB GDDR5X
  • RAM: 16 GB DDR
  • Memoria interna: 256 + 256 GB SSD (RAID 0)
  • Webcam: 720p 16:9 a 30 fps
  • Connettività wireless: Wi-Fi ac dual band, Bluetooth 4.1
  • Porte: 3x USB 3.0, 1x USB 2.0, 1x Thunderbolt Type-C, HDMI, DisplayPort, Gigabit Ethernet, 2x jack audio (microfono e cuffie)
  • Batteria: 54 Wh
  • Peso: 2,4 Kg
  • OS: Windows 10 Home

Come vedete si tratta di una configurazione abbastanza singolare. E non solo per la GTX 1080 Max-Q, ma anche per i due SSD in RAID 0. Acer l’ha fatto per aumentare le prestazioni in lettura e scrittura, che in effetti sono molto buone, in modo semplice ed economico. Non siamo però del tutto convinti che ce ne fosse bisogno, trattandosi di una macchina gaming. L’assenza di un disco meccanico o di un SSD più capiente, potrebbe invece limitarvi un po’, viste le dimensioni ingenti di tanti giochi.

Particolare degno di nota è l’assenza della GPU integrata intel, o meglio, non è abilitata. Questo dovrebbe essere dovuto al fatto che lo schermo ha il G-Sync, anche se è possibile disabilitarlo, ma in nessun caso la scheda Intel diventa visibile a livello di sistema operativo. Ovviamente le ripercussioni sull’autonomia sono sensibili, ma di questo parleremo poi.

Il processore è uno dei più potenti Kaby Lake disponibili lo scorso anno. Solo recentemente Intel ha fatto di meglio, lanciando i Coffe Lake-H a sei core, e ci piacerebbe vedere un aggiornamento di questo Triton in tal senso. Fino ad allora, non si può chiedere tanto di più.

Peccato per l’assenza di un lettore di schede SD, non fondamentale su questo tipo di macchina ma che l’avrebbe resa più versatile. Le altre porte presenti sono invece numerose, e distribuite su tre lati.

Per mettere un po’ le cose in prospettiva, vediamo come si comporta Triton 700 nei benchmark. Lo abbiamo affiancato ad altre due macchine col medesimo processore, ma scheda grafica diversa. Il portatile di Dell monta infatti una 1060 Max-Q, mentre Aspire 7 una 1050Ti.

  Triton 700 Dell Inspiron 7577 Acer Aspire 7
3D Mark 7.700 (fire strike extreme) 4.513 (fire strike extreme) 3.400 (fire strike extreme)
PC Mark 6.462 5.287  4.409
GeekBench single-core 4.620 4.515  4.500
GeekBench multi-core 14.800 13.050  12.800
GeekBench GPU 169.500 110.000 85.000
Crystal Disk lettura 3.100 MB/s 2.700 MB/s 1.565 MB/s
Crystal Disk scrittura 1.900 MB/s 1.050 MB/s 595 MB/s

Come vedete la differenza grafica è netta, con la 1080 Max-Q che ottiene praticamente il doppio rispetto alla 1050Ti, ed ha comunque un buon margine anche sulla 1060. Ed anche il processore viene spremuto a dovere, dando praticamente il meglio di sé. Potenza da vendere quindi, ma sarà sufficiente?

8.5

Esperienza d'uso

Predator Triton 700 è indubbiamente divertente, sotto molti punti di vista. Anzitutto non è impossibile portarlo sempre con sé, e poi ha la potenza necessaria a farvi giocare relativamente senza pensieri. Ma non del tutto.

C’erano infatti due elementi che, a priori, mi incuriosivano: la gestione delle temperature e la potenza della 1080 Max-Q. La prima devo dire che mi ha stupito, in positivo. Non è impossibile riscontrare un certo livello di throttling, ma difficilmente accadrà giocando, bensì solo in qualche stress test molto intenso. E nessuno (o quasi) è immune da uno stress test intenso. Ed anche in questo caso stiamo parlando al più di un 20%, che comunque le ventole riescono a tenere piuttosto efficacemente in scacco, anche per periodi prolungati (oltre un’ora).

Il rovescio della medaglia è che le due ventole AeroBlade si faranno sentire ai giri più elevati, ma di contro avrete una macchina praticamente sempre affidabile. Questo ragionamento vale solo se collegati alla corrente. A batteria le frequenze scalano moltissimo, al punto che non potrete certo giocare con le stesse impostazioni grafiche utilizzate in modalità alimentazione. È una cosa che comunque ha poco senso, vista la scarsa autonomia generale.

La potenza della 1080 Max-Q invece mi ha un po’ deluso. Chiarisco meglio. Come evidenziano i benchmark sopra si tratta di una scheda di tutto rispetto, che pochi portatili gaming possono vantare. Al contempo non è comunque sufficiente a sostenere sempre i 120 fps con dettagli grafici massimi.

Alcuni esempi? Overwatch gira oltre i 120 fps solo con dettagli “max” (ci sono anche “super” ed “ultra”). Trattandosi di un FPS ho sempre dato preferenza alla velocità sulla grafica. Se per voi fosse il contrario, sappiate che anche in “ultra” riuscirete a stare sopra i 60 fps. Analogamente, l’Ombra della Guerra e Warhammer 40.000: Dawn of War III al massimo dettaglio arrivano intorno agli 80 fps. Sia chiaro che questo li rende giocabilissimi, anche perché non sono il tipo di gioco in cui il framerate, oltre un cero livello, cambia drasticamente l’esperienza di gioco.

Il punto è che comunque, complice la pesantezza di molti moderni giochi, nemmeno Triton 700 è una macchina del tutto “priva di pensieri”. Dovrete cioè chiedervi se volete il miglior frame/rate o la migliore qualità grafica, e non sempre potreste avere entrambi. Sia chiaro che questo vale per la netta maggioranza dei portatili gaming, ma essendo questo un modello di punta è un aspetto che va maggiormente sottolineato.

Lato software poi, Acer ha fatto ciò che poteva. Non è infatti affatto male Predator Sense, la suite per controllare illuminazione, ventole ed overclock. Rispetto a certi programmi della concorrenza, che puntano a stupire con mille colori e valori, ne abbiamo apprezzato molto semplicità ed immediatezza. Stesso discorso più o meno vale per il Killer Control Center per la gestione della scheda Wireless.

Segnaliamo infine l’equalizzazione Dolby Atmos per l’audio, con 5 preset più la possibilità di gestire tutto manualmente. L’audio fa in effetti il suo buon lavoro: è abbastanza forte da coprire le ventole, piuttosto corposo e non pompa solo i bassi, cosa che invece spesso avviene sui portatili da gioco.

8.5

Schermo

Lo schermo scelto da Acer per questo Predator Triton 700 è un 15,6” full HD IPS a 120 Hz. La luminosità è buona e la finitura opaca contrasta efficacemente i riflessi. In ambienti interni non avrete mai problemi, tanto che già la luminosità al 50% è più che sufficiente nella maggior parte dei casi. I neri sono anche abbastanza intensi (per un IPS) e gli angoli di visione ottimali.

A proposito dello schermo, il refresh a 120 Hz è una chicca che non solo i giocatori apprezzeranno. Qualcuno potrebbe obiettare che, vista la GPU integrata, un 4K ci poteva stare, ma alla luce di quanto detto nel paragrafo precedente non sono d’accordo. I 1080p@120Hz sono la scelta migliore per i giochi, massimizzando prestazioni e fluidità. Ancora non siamo pronti per qualcosa di più, non con questo hardware, non per puro esercizio di stile.

5.0

Autonomia

L’autonomia di Triton 700 è davvero scarsa, non c’è altro modo di descriverla. La colpa è senz’altro della GTX 1080 sempre attiva, anche se la batteria non è enorme. Giocare in mobilità è quasi impossibile per poco più di un’ora. C’è da dire che nessun portatile gaming è davvero pensato per giocare lontano dall’alimentatore, e non solo per un fatto di autonomia, ma perché le prestazioni ne risentono visibilmente (vedi video recensione).

Rimane però un peccato che un portatile così “stiloso” abbia sempre bisogno di portarsi appresso un alimentatore ingombrante e che da solo pesa oltre 800 grammi. In questo modo è quasi vanificato lo sforzo fatto per renderlo sottile e leggero. E se pensate di poterlo comunque utilizzare a batteria, fuori dal contesto ludico, date prima un’occhio ai seguenti benchmark.

  • PCMark 8 Work (browser, videochat, scrittura, fogli di calcolo): 1 ora e 56 minuti
  • PCMark 8 Creative (browser, video editing, multimedia, gaming, foto editing, video chat): 1 ora e 39 minuti
  • PCMark 8 Home (browser, casual gaming, video chat, scrittura, foto editing): 1 ora e 42 minuti

Tutti i test sono stati condotti con luminosità dello schermo al 50%, con modalità risparmio energia impostate su “batteria migliorata”, ed in modalità “conventional“, senza cioè utilizzare OpenCL per migliorare le performance. Ciascun test copre vari scenari di utilizzo, descritti sommariamente a lato. Come potete vedere, pur con un po’ di variabilità, spingersi oltre le 2 ore è praticamente impossibile. Potreste riuscirci abbassando al minimo la luminosità, ma sarebbe uno sforzo, in tutti i sensi.

6.0

Prezzo

Il prezzo di listino di Acer Predator Triton 700 è di 3.499€. Si tratta di una cifra davvero molto elevata; troppo per poterlo raccomandare. Per fortuna però, non è affatto difficile trovare delle buone offerte online. Anche senza scomodare store sconosciuti o il marketplace di Amazon, su ePRICE al momento c’è il 18% di sconto. La cifra resta elevata, ma è già più consona.

Foto

Giudizio Finale

Acer Predator Triton 700

8.3

Acer Predator Triton 700

Predator Triton 700 affascina, sotto molti punti di vista. Affascina con lo stile, con il design, con il bel display a 120Hz, con la velocità della GPU NVIDIA, ed anche con certe soluzioni originali, come la tastiera meccanica (una chicca!) ed il touchpad arretrato e trasparente (per fortuna è incluso un mouse!). Affascina così tanto che possiamo anche perdonargli un'autonomia sottotono (tanto dobbiamo giocarci, non andarci a giro), ma il vero scoglio è rappresentato dal prezzo. Se supererete quello, il resto è in discesa.

di Nicola Ligas
Pro
  • Design e spessore
  • Tastiera meccanica
  • Potente e ben gestito
  • Schermo a 120Hz con G-Sync
Contro
  • Molto caro
  • Touchpad sacrificato
  • Autonomia davvero scarsa
  • Peso non ridottisimo (con alimentatore)