7.7

Recensione Acer TravelMate X5: troppa “leggerezza” (foto e video)

Nicola Ligas -




Recensione Acer TravelMate X5

Acer insiste con gli ultraleggeri, come (quasi) solo lei sa fare. Sul panorama italiano sono infatti in pochi a proporre dei PC con un peso tanto contenuto come alcuni modelli della casa taiwanese. Ci sono però delle rinunce da fare per inseguire cotanta leggerezza, e contrariamente a quanto potreste pensare, la robustezza non è proprio una di queste.

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9.0

Costruzione

950 grammi per un 14” non sono una cosa che si vede tutti i giorni. E si sente. La prima volta che ho preso in mano questo TravelMate X5 pensavo fosse un mockup. Sì perché la sensazione al tocco non è quella del tipico laptop metallico, e la facilità con cui lo solleverete, anche impugnandolo in un angolo, è disarmante. In realtà X5 è realizzato in una speciale lega di magnesio, che Acer afferma essere più solida dell’alluminio, a parità di spessore.

Qualche lieve flessione, per la verità, non è impossibile, ma dovrete essere voi a torchiare il laptop. Nel complesso la struttura è infatti più rigida e solida di quanto potreste pensare, al pari con la maggior parte dei portatili e superata solo da quelli “all metal”, decisamente più pesanti. La solidità generale va bene quindi, anche attorno alla tastiera, che risulta sufficientemente stabile.

Nel complesso la lega utilizzata da Acer non appare come un compromesso, ma piuttosto come una valida alternativa ai modelli tradizionali. Alternativa che ha un suo perché nella riduzione di peso. C’è da dire però che questo è stato possibile rinunciando anche ad una batteria più capiente. Il compromesso infatti sta proprio qui; o piuttosto la contraddizione. Ma di questo riparleremo più in basso.

Ciò che abbiamo apprezzato lato costruttivo invece è che Acer non ha rinunciato ad un buon numero di porte di comunicazione, a dispetto anche dello spessore contenuto. Segno anche di come altri produttori siano troppo “tirchi” in merito. Troviamo infatti 2 USB-A, una USB-C, full HDMI e jack audio. In un portatile del genere è decisamente più di quanto avremmo sperato. Peccato solo che l’alimentatore non sia USB-C. Ma quanto tempo ci vorrà perché questa diventi davvero uno standard?

7.5

Tastiera e touchpad

La tastiera di TravelMate X5 è nella media, senza infamia e senza lode. I key cap li avremmo preferiti più grandi, considerando lo spazio a disposizione. A parte questo, il feedback alla pressione è abbastanza scarso, ed anche la qualità dei tasti stessi lascia un po’ a desiderare. Abbastanza efficace la retroilluminazione, sebbene non sia delle più potenti. Occhio però a quel pulsante di accensione in alto a destra, mimetizzato come un tasto qualunque, che potreste facilmente confondere con il “canc”. Segnaliamo inoltre che i tasti funzione sono in prima battuta.

Abbiamo anche un lettore di impronte digitali, in basso a destra rispetto alla tastiera, ma purtroppo non si è rivelato dei migliori. Ci è capitato quasi sempre di doverlo toccare più volte prima di effettuare lo sblocco, ed in alcuni casi siamo arrivati anche fino al PIN. Reimpostare l’impronta, magari più volte, aiuta senz’altro, ma non è risolutivo. Possiamo solo sperare di essere stati sfortunati.

Il touchpad invece è bello liscio e scorrevole, e rivestito in Gorilla Glass. Buono al tocco, un po’ meno piacevole al clic, fin troppo morbido e poco sonoro, complice forse anche la leggerezza della scocca. Nessun problema particolare da segnalare comunque nel suo caso. Tutte le gesture, anche a 3-4 dita, sia tocco che swipe, vengono praticamente sempre interpretate correttamente. Anche scrolling e pinch-to-zoom sono altrettanto efficaci. Peccato solo che non sia più ampio di così. Lateralmente sembra esserci spazio, ma per averlo più alto tutta la tastiera avrebbe dovuto essere ricollocata, e non è detto sarebbe stato banale.

8.0

Hardware e benchmark

Il sito ufficiale italiano riporta 4 SKU per questo notebook. Quella che abbiamo provato noi (questa) è riassunta come sempre qui sotto.

  • Schermo: 14” 1.920 x 1.080 pixel IPS
  • CPU: Intel Core i7-8565U
  • RAM: 16 GB DDR4
  • Memoria interna: 512 GB SSD NVMe PCIe
  • Webcam: 720p@30fps
  • Connettività wireless: Wi-Fi ac dual band, Bluetooth 5.0
  • Porte: 2x USB-A 3.0, USB-C 3.1 Gen1, HDMI, jack audio
  • Batteria: 36 Wh
  • Peso: 950 grammi
  • OS: Windows 10 Pro

Dicevamo prima del buon numero di porte, tra le quali spicca l’assenza di un lettore (micro)SD. Peccato poi che Acer abbia perso l’occasione per usare un alimentatore type-C, portando magari a 2 il numero di porte di questo tipo. Ed ovviamente niente Thunderbolt. Potrete comunque sfruttare la USB-C per ricaricare il portatile, ma dovrete procurarvi da soli il caricabatterie. Per il resto sono specifiche di fascia relativamente alta per un portatile business, alle quali non manca praticamente nulla sulla carta, nemmeno Win 10 Pro. Notate la capacità abbastanza esigua della batteria; per questioni di (contenimento del) peso, molto probabilmente.

  TravelMate X5 MateBook 13 MSI PS63
3DMark 375 (Time Spy) 465 (Time Spy) 1.810 (Time Spy)
PC Mark 10 2.613 2.928 4.421
GeekBench single-core 5.000 5.000 4.800
GeekBench multi-core 11.600 16.700 15.000
GeekBench GPU 36.500 (Intel) 36.500 (Intel) 72.500 (GTX 1050 Max-Q)
Crystal Disk lettura 1.728 MB/s 3.450 MB/s 1.610 MB/s
Crystal Disk scrittura 1.455 MB/s 2.010 MB/s 1.033 MB/s

Abbiamo confrontato i tre portatili con core i7-8565U che abbiamo recensito, perché ci sono delle differenze di comportamento importanti, a dispetto dello stesso processore. PS63 ha decisamente una marcia in più, grazie alla presenza di una GPU dedicata GTX 1050 (e ad un software particolarmente curato). Questo per ribadire quanta differenza possa fare l’adozione di una scheda dedicata, anche di fascia relativamente bassa. Ma dal TravelMate X5 sinceramente non ci aspettavamo una grafica discreta, visto anche che pesa 700 grammi meno dell’MSI, e non ci lamenteremo infatti della sua assenza.

Più interessante il confronto col MateBook 13, che ha stesso processore e metà RAM del TravelMate. Nonostante questo il portatile di Huawei esce vincitore, particolarmente in multitasking. Al di là di un minimo di variabilità dei benchmark, c’è una ragione ben precisa per questo comportamento, cioè che Acer ha volutamente limitato l’assorbimento di potenza del processore sotto stress. Il perché è probabilmente da ricercarsi nel desiderio di aumentare il più possibile l’autonomia del portatile. Peccato che quest’ultima non sia comunque all’altezza di quanto avremmo sperato. Non preoccupatevi invece troppo dei risultati di CrystalDisk. È vero che Acer è un passo indietro ad Huawei, ma questo non va ad influire più di tanto sull’esperienza d’uso, considerando quelli che sono i suoi scenari tipici di utilizzo, che vedremo a breve.

7.5

Esperienza d'uso

Tagliamo subito la testa al toro, visto che l’abbiamo appena accennato. Acer ha fatto lo stesso errore di Huawei; anzi, l’ha fatto ancor più consapevolmente. Quando il processore rimane a lungo in turbo boost, la sua potenza è stata limitata ad appena 10W, a fronte di un TDP che è di 15W. Solo lo “short power max” è pari al TPD, quando invece di solito si tende ad aumentarlo, proprio per regalare più scatto nel breve periodo. Questo in pratica significa che la massima frequenza raggiungibile (4,6 GHz) viene tenuta per pochi secondi, per poi assestarsi piuttosto rapidamente intorno ai 2 GHz, poco al di sopra della frequenza base di 1,8 GHz. Dopo 2 minuti circa di stress test, la frequenza della CPU cala inesorabilmente a 1,1-1,2 GHz, attorno alla quale stazionerà sempre se il carico sul sistema non dovesse scendere.

Ciò rende l’i7-8565U per lo più sprecato in questa macchina. Ne percepirete la presenza giusto all’avvio di un’applicazione, che solitamente è infatti molto rapida, anche con programmi complessi come Lightroom o Premiere. Ma se il vostro software avesse bisogno di più potenza di calcolo, sarà come non avere un i7. E questo è oggettivamente un peccato, perché se da una parte è vero che TravelMate X5 non vuole certo essere una workstation, dall’altra è anche inutile dotarlo di un processore simile senza che poi possa essere minimamente sfruttato. Il nostro consueto test di esportazione su Premiere di un video di 10 minuti in 4K@60fps viene completato in oltre un’ora e venti. Non è quindi questa una macchina per content creator, nemmeno per chi si accontenti del full HD, alla luce delle limitazioni di cui sopra.

Meglio quindi propendere per la variante i5-8265U, rispetto alla quale immaginiamo sia molto difficile notare delle differenze nell’uso quotidiano. Si tratta sempre di un processore quad-core, tra l’altro, e sotto stress ci immaginiamo un comportamento simile. Almeno però avrete risparmiato qualcosa.

TravelMate X5 è quindi il prototipo del business laptop per chi abbia esigenze limitate all’uso di suite stile Office, navigazione, chat, multimedia e poco altro. Niente giochi, salvo quelli “da smartphone” e niente elaborazione di qualsiasi tipo. Il disco capiente (anche troppo) ed i 16 GB di RAM servono farvi stare sereni se aveste diversi programmi installati ed aperti. Potete navigare tranquillamente anche con una ventina di schede aperte su Chrome / Firefox, a patto che non siano troppo dinamiche nei contenuti, o il discorso di prima sul carico della CPU tornerà a farsi sentire.

È questo il problema di fondo: sapere che vi muoverete su un tracciato abbastanza ben delineato, uscendo dal quale potreste avere più problemi del previsto. Ribadiamo che non ci aspettavamo che questa fosse una workstation, ma ciò non toglie che sia un peccato limitarla così.

Avendo questo presente, è difficile non apprezzare la leggerezza e la flessibilità (lo schermo si piega a 180°) di questo portatile. È rapido nel risveglio dallo sleep, e non si fa impensierire dalla riproduzione di alcun tipo di video, nemmeno in 4K ad elevato bitrate, o in HDR. Non aspettatevi però granché dagli speaker in dotazione, che hanno un volume davvero molto basso. Meglio dotarsi di un paio di cuffie se voleste godere a pieno di un buon film.

8.0

Schermo

Acer ha adottato un pannello piuttosto ben calibrato su questo TravelMate X5, con un deltaE di 2,8. Non è un primato, ma è meglio della media, ed il risultato è apprezzabile. I colori sono infatti molto gradevoli, ed in generale lo schermo si lascia guardare volentieri. Peccato solo che la luminosità massima non arrivi a 300 nit, che nell’uso in mobilità in particolare può essere un problema.

Per di più la presenza di uno schermo touch, ovvero di un rivestimento lucido, accentua i riflessi, che la retroilluminazione non riesce a combattere sempre efficacemente. Non ci aspettavamo nemmeno che lo schermo fosse sensibile al tocco, tanto più che non ci risulta sia presente alcun tipo di digitalizzatore. Anche nel suo caso, come in quello del processore, si sarebbe potuto risparmiare qualcosa, senza poi alterare troppo l’esperienza d’uso. A maggior ragione il modello i5 non touch è il più consigliato.

6.5

Autonomia

L’autonomia è forse l’aspetto più deludente di questo portatile. Deludente perché TravelMate X5 si candida a stare sempre al vostro fianco, ma avrete comunque bisogno dell’alimentatore dopo una mattinata di utilizzo. O anche meno. Ecco intanto i valori restituiti da PCMark 8: tutti i test sono stati eseguiti con luminosità al 25% (bassina, in questo caso) e “batteria migliorata”.

  • PCMark 8 Home (browser, casual gaming, video chat, scrittura, foto editing): 3 ore e 35 minuti
  • PCMark 8 Creative (browser, video editing, multimedia, gaming, foto editing, video chat): 3 ore e 29 minuti
  • PCMark 8 Work (browser, videochat, scrittura, fogli di calcolo): 4 ore e 03 minuti

Un altro dato è il consumo in streaming su Netflix. Un’ora di film con luminosità al 50% ed audio al 50% (bassino) consuma circa il 14%. Farete insomma 7 ore circa in totale. Lavorativamente parlando, con un carico piuttosto leggero, non abbiamo mai superato le 5 ore. I valori forniti da PCMark 8 in questo caso ci sono apparsi particolarmente realistici, e tra l’altro vedete anche che non variano poi molto con i diversi utilizzi. Questo anche perché, come abbiamo già detto, TravelMate X5 è una macchina che viene “spremuta male”, e che il carico aumenti poco o tanto non fa poi molta differenza. Dovrete insomma andarci davvero leggeri per notare una qualche differenza, ma non è detto che questo sia sempre possibile.

La contraddizione cui accennavamo all’inizio sta qui. Nell’avere un portatile, “portatile” come pochi, ma che poi dipende dall’alimentatore (come pochi). Forse sacrificare qualche grammo in più sull’altare della batteria non sarebbe stata una cattiva idea. Per fortuna che l’alimentatore fornito è molto leggero. Ma peccato che non sia Type-C, perché sarebbe stato più pratico. Ribadiamo però che è possibile utilizzare detta porta per ricaricarlo, col caricatore giusto.

7.0

Prezzo

Il prezzo di questo TravelMate X5 non è dei più contenuti. La versione da noi provata al momento si trova a circa 1.250€ su Amazon, mentre il modello con i5-8265U, 8/256 GB di memoria e pannello non touch viene 940 euro. Tra i due vi consigliamo decisamente il secondo. Guadagnerete (forse) qualcosina in autonomia, senza rinunciare praticamente a nulla che comprometta l’esperienza d’uso di questo portatile rispetto alla versione più potente.

Foto

Giudizio Finale

Acer TravelMate X5

7.7

Acer TravelMate X5

TravelMate X5 è il prototipo del business laptop moderno, secondo Acer. Costruito con una speciale scocca in lega di magnesio, è leggero ma resistente e vanta una flessibilità ed un'immediatezza invidiabili. Peccato che il modello con i7 sia pesantemente penalizzato da un throttling "voluto", che non riesce però nemmeno a far durare la batteria quanto avremmo sperato. Dedicato a chi voglia portare l'ufficio sempre con sé, infiocchettato anche a dovere, ma inclusa la saltuaria presa di corrente.

di Nicola Ligas
Pro
  • Leggero come pochi
  • Schermo ben calibrato e touch
  • Sistema reattivo
  • Touchpad molto piacevole
Contro
  • L'autonomia doveva essere migliore.
  • Non pensato per carichi di lavoro prolungati (anche di poco)
  • Schermo non troppo luminoso (e touch?!)
  • Prezzo non contenuto

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  • gp

    a questo punto che senso ha? meglio swift 5