Recensione AKKO PC75B Plus Year of Tiger: solo per palati fini

Recensione AKKO PC75B Plus Year of Tiger: solo per palati fini
Lorenzo Delli
Lorenzo Delli

Recensione AKKO PC75B Year of the Tiger

Non abbiamo potuto usare il titolo "una tastiera meccanica così non l'avete mai vista" perché lo avevamo già usato da poco per un altro prodotto sempre di casa AKKO, la ACR61. Eppure un'affermazione del genere si presta benissimo anche per la AKKO PC75B Plus Year of Tiger, un'edizione speciale e limitata della PC75B pensata per celebrare il 2022, che secondo il calendario cinese è proprio l'Anno della Tigre. Sotto una veste così appariscente si nasconde una tastiera meccanica top di gamma tra le migliori che abbiamo mai provato. Non soffermatevi necessariamente quindi all'anno della Tigre (esistono anche versioni classiche), ma continuate la lettura di questa recensione per scoprirne tutte le qualità. Il nostro esemplare viene dallo store Akko Gear De.

PRO

  • Stile particolarissimo...
  • Hot-swappable, cap in PCB
  • Manopola per il volume in alluminio
  • Anche Bluetooth o Wi-Fi via dongle
  • Tra le migliori mai provate per qualità costruttiva

CONTRO

  • ... che non piacerà a tutti
  • Solo layout ANSI UK
  • Software spartano (e solo ENG)
  • Retro-illuminazione bassa
  • Manopola non riprogrammabile

Confezione

La vistosissima confezione (come la tastiera, d'altronde) della AKKO P75B Plus Year of the Tiger include un copri tastiera rigido, una classica pinzetta per la rimozione dei keycap, un cavo rosso di circa 1,5 metri, un dongle USB per l'utilizzo della tastiera in modalità Wi-Fi e un piccolo manuale, utile per imparare tutte le scorciatoie attivabili con FN. Peccato per l'assenza dello strumento per la rimozione degli switch. Sarebbe stato bello trovare anche i keycap aggiuntivi per una eventuale tastiera full size (come nella AKKO ACR61), ma il prezzo sarebbe aumentato di conseguenza.

Caratteristiche tecniche

La AKKO PC75B Plus Year of the Tiger è una tastiera meccanica hot-swappable NKRO formato 75% composta da 82 tasti. È priva di tastierino numerico, ma non mancano i tasti funzione (F1-F12), le frecce direzionali e tasti quali Del, PgUp, PdDn che solitamente troviamo nell'isola sopra le frecce. La composizione è diversa dal solito per favorire una maggior compattezza della tastiera. In più troviamo nell'angolo in alto a destra una manopola di color giallo oro. È realizzata in alluminio, e alla rotazione si sente chiaramente un classico feedback a scalino che permette regolazioni precise. È anche premibile, ma non è removibile. Come per altre tastiere EPOMAKER e AKKO di cui vi abbiamo parlato, c'è un po' da farci l'abitudine, visto il posizionamento diverso dal solito di alcuni tasti. Il layout è ANSI con tasti UK/USA, diverso quindi dal nostro (ISO), e anche per questo non adatto a tutti. Il  tasto invio è più piccolo, e la u accentata, se si utilizza il layout ITA sul sistema operativo in utilizzo, è il tasto lungo posto subito sopra invio.

I particolarissimi keycap in dotazione sono realizzati in PBT (polibutilentereftalato) dye-sub, tra i più resistenti, sia per solidità che per qualità della stampa, che potete trovare in commercio. Sono diversi dai double-shot, forse un pelo peggiori; se masticate l'inglese qui trovate una valida spiegazione relativa alle differenze. Non sono shine-through, di conseguenza la retro-illuminazione non va ad illuminare lettere e simboli. Il colore delle lettere è rosso su sfondo giallo crema. Il resto dei tasti è sostiuito da simboli o veri e propri disegni che celebrano l'Anno della Tigre e la cultura cinese. Nulla vieta di cambiarli, ma vista la natura particolare della tastiera non avrebbe molto senso. Ribadiamo quanto detto nel titolo: si tratta di un prodotto per palati fini, che è disponibile anche in colorazioni ben più classiche. I keycap della Year of the Tiger sono delle piccole opere d'arte. Il profilo dei tasti è JDA. Non lo avete mai sentito nominare? Molto probabile: si tratta di un profilo a metà tra l'SA (Spherical All, con parte superiore particolarmente concava) e l'OEM. Un profilo sicuramente particolare, che però si sposa bene con le forme della tastiera. Lo potete osservare nell'immagine sottostante.

Gli switch del modello che abbiamo recensito sono gli AKKO CS Wine Red pre-lubrificati (con Krytox GPL105 and Krytox GPL-205 G0). Si tratta di switch meccanici a 3 pin di tipo lineare, dotati di una forza di attuazione di 43 ± 5 gf, di una distanza di attuazione di 1.9 ± 0,3 mm e di una corsa totale di 4,0 ± 0,5 mm. A differenza degli switch rossi lineari classici hanno quindi una forza di attuazione leggermente minore e un suono ulteriormente attenutato. Il nome non è casuale: sono costituiti da un corpo trasparente e da uno stelo e una chiusura di una tonalità di viola che è facile associare al vino. Come gli switch rossi lineari, sono la giusta via di mezzo per chi usa la tastiera sia in ambito gaming che lavorativo/studio. L'esperienza di digitazione nuda e cruda è un qualcosa di fantastico, e dipende da svariati fattori: dalla qualità degli switch di AKKO, dal fatto che sono pre-lubrificati e anche da alcune accortezze lato costruttivo che vanno a contenere il rumore, rendendolo più ovattato e soddisfacente del solito. Ecco una clip audio della AKKO PC75B Plus con switch CS Wine Red in fase di digitazione.

In questo articolo vi parliamo di una serie di switch AKKO CS alternativi di cui potreste dotare la vostra tastiera meccanica.

Ottimi gli stabilizzatori, anch'essi già lubrificati di fabbrica. Sono fissati alla scocca e non traballano, un grosso punto a favore di questa AKKO PC75B Plus. Inoltre la barra spaziatrice presenta degli inserti in schiuma nelle fessure che separano gli stabilizzatori dallo switch centrale, utili a ridurre ulteriormente il rumore emesso dalla barra e quell'eventuale sensazione di "tremolio" trasmesso da alcuni modelli. È tra le migliori barre spaziatrici che abbiamo provato: il rumore è gradevole e contenuto, sia premendo centralmente che ai lati. Ottimi anche gli altri tasti dotati di stabilizzatore, come Shift sinistro e Backspace. Possiamo dire senza esagerare più di tanto che il risultato finale è simile a quello che si otterebbe mettendo mano da soli alla tastiera.

La PCB è compatibile solo con switch a 3 pin. Sopra la PCB c'è una ulteriore copertura che tappa i 2 fori per gli eventuali switch a 5 pin. Il suo scopo è probabilmente quello di attutire ulteriormente il rumore in digitazione, e non si tratta dell'unico materiale utilizzato per tale scopo! La scocca è già comprensiva di strati di schiuma per rendere il suono più gradevole e la struttura complessiva più stabile. Smontando anche un solo keycap e relativo switch, si notano due strati: uno superiore, tra la scocca e la PCB, e uno subito sotto la PCB, oltre a quello bianco applicato subito sopra la PCB. Vi assicuriamo che non si sente il bisogno di mettere mano a quanto già fatto da AKKO a livello di fabbrica. Le soluzioni adotatte probabilmente sono tra le migliori che si potevano installare a livello di fabbrica al prezzo a cui viene proposta la tastiera. Ogni slot per lo switch è dotato di LED a sé stante orientato verso nord. Purtroppo in questo modello la presenza dei LED ha senso fino a un certo punto. Vista la particolare colorazione dei tasti in PBT non shine-through e la scocca stessa di un colore rosso acceso, la luce che passa dalle fessure è molto poca. Non che sia un grosso problema, ma tenetene di conto quando la acquistate. Diciamo comunque che al buio completo, fra la luce del monitor del PC e quella emessa dai LED la tastiera è comunque sufficientemente visibile.

La scocca è in plastica rigida di ottima fattura. Non c'è alcuna vite a vista, e per separare PCB da scocca e altri elementi che compongono la tastiera dovrete rimuovere tasti e switch. Come già accennato però, le accortezze predisposte da AKKO stessa fanno sì che non si senta il bisogno di smontare il tutto. Il colore rosso acceso nasconde in realtà una plastica leggermente traslucida che lascia passare la luce di alcuni LED montati lungo la scocca. Per quanto la disposizione dei tasti e l'appartenenza alla famiglia delle tastiere 75% suggeriscano dimensioni compatte, la PC75B Plus è bella grossa, anche più della TH80 che per certi versi le somiglia. Le dimensioni ammontano a 331 x 141 x 46 mm. Alcune risultano maggiorate vista la distanza che sussiste tra la fila dei numeri e quella dei tasti funzione, più da tastiera classica che da modello compatto, e anche considerati altri aspetti come la manopola del volume e i tasti sotto di essa. La PC75B è anche bella pesante, quasi 1,1 chilogrammi! Sulla parte destra troviamo anche dei LED di stato (come quello per il CapsLock).

Lato connettività la PC75B può essere utilizzata in tre diversi modi: cablata, grazie al cavo USB Type-C rosso in dotazione (o qualsiasi altro cavo), via Bluetooth 5.0 o via Wi-Fi 2.4 GHz grazie all'apposito dongle che trovate in confezione. Si possono collegare fino a 5 dispositivi contemporaneamente, 3 in Bluetooth, 1 via dongle Wi-Fi e l'altro via cavo, passando dall'uno all'altro con la combinazione FN + lettere da E alla U. La batteria a bordo è una 3.000 mAh al litio, in grado di garantire una più che discreta autonomia. Dipende ovviamente anche dall'intensità e dal movimento degli effetti di luce utilizzati e dalla modalità wireless che scegliete (Bluetooth o Wi-Fi). Se spegnete definitivamente la retro-illuminazione (cosa che può aver senso visto che di base non è molto visibile) la durata della batteria aumenterà davvero molto. Per quanto riguarda la compatibilità, la PC75B è utilizzabile su sistemi Windows, macOS, e anche su dispositivi mobili tramite Bluetooth (o cablata su Android). In generale funziona su qualsiasi dispositivo normalmente compatibile con una tastiera. Sul retro c'è un piccolo switch fisico utile a passare dalla modalità Windows a quella macOS. Piccolo cenno anche alla porta USB-C. Il suo posizionamento è davvero particolare: poco spostata verso destra rispetto al centro esatto. La posizione è dovuta probabilmente all'hardware integrato dentro la tastiera. La porta è a vista ed è collocata in un incavo non troppo pronunciato. Non dovreste insomma avere grossi problemi ad utilizzare cavi personalizzati.

Estetica, costruzione ed ergonomia

AKKO PC75B Plus Year of the Tiger piace o non piace. Non ci sono vie di mezzo. Sia il colore della scocca che i particolarissimi keycap, pensati per omaggiare appunto l'Anno della Tigre del calendario cinese, sono così particolari da risultare appunto o bellissimi o l'esatto contrario. Se siete fra quelli che la trovano non solo gradevole ma anche degna di attenzione, possiamo confermarvi che dal vivo è una tastiera ancor più sorprendente di quello che sembra. I disegni stampati su alcuni tasti sono estremamente vividi, e tutti i tasti funzione al di sotto e di lato alle lettere vanno di fatto a comporre una sorta di dipinto ricco di particolari e dai colori estremamente accesi. Si tratta di fatto dello stesso disegno che ritroviamo sulla confezione, riadattato ovviamente per farlo entrare a dovere nella particolare disposizione dei keycap. Anche alcune lettere nascondo rimandi alla Tigre, come la D che è una zampa, la O che è l'occhio, la M che rappresenta i denti e la Q che rimanda alla coda. Fra gli altri tasti personalizzati troviamo Esc, con la testa di una tigre, e tutti quelli presenti sulle frecce direzionali (anch'esse riadattate con l'impronta della tigre nelle 4 direzioni). I simboli laterali rimandano ad alcuni oggetti tipici della tradizione cinese e dei festeggiamenti per il capodanno.

Per chi apprezzasse il modello ma proprio non riuscisse a farsi andare giù il lato estetico, considerate che sullo store di Akko la tastiera è disponibile anche nelle più classiche colorazioni bianco e nero. Le caratteristiche tecniche e le accortezze a livello costruttivo sono le medesime: cambiano il colore della scocca, i keycap e la scelta di switch.

Da un punto di vista costruttivo, quanto detto nel paragrafo relativo alle caratteristiche tecniche potrebbe essere sufficiente a farsi un'idea delle qualità della tastiera. I tasti sono solidi e di ottima fattura, e le accortezze a livello costruttivo, come il doppio strato di schiuma, fanno sì che il rumore emesso in digitazione sia non solo piacevole, ma anche incredibilmente soddisfacente. La AKKO PC75B è priva di scricchiolii o di altre debolezze strutturali tali da renderla delicata o di facile rottura. Anche "tamburellando" sulla scocca non si percepiscono spazi vuoti o rimbombi, a riconferma della qualità delle imbottiture interne e delle accortezze a livello strutturale di casa AKKO. Rimane comunque a tutti gli effetti una tastiera completamente smontabile, che vi permette quindi di portare avanti una routine di manutenzione tale da garantirvi una più che discreta longevità al prodotto.

Sul retro, oltre a 4 piedini gommati che già di suo donano un certo grip alla tastiera (anche il peso aiuta), ci sono anche due rialzi, anch'essi dotati di piedini gommati, che permettono di utilizzare la tastiera a 3 diverse inclinazioni:  5°/8,3°/11,6°. La struttura della tastiera e il particolare profilo JDA dei tasti può permettervi di usarla anche all'inclinazione di base. Le potete vedere nella galleria qui di seguito.

Come di consueto abbiamo utilizzato la tastiera per scrivere questa recensione, sfruttandola anche nelle classiche sessioni di gaming con fps quali Overwatch e Call of Duty: VanguardL'esperienza di digitazione, come accennato, sa essere fantastica, almeno per quelli che sono i nostri gusti. I particolari switch di casa AKKO, pre-lubrificati e addirittura più "leggeri" dei rossi, danno quasi un effetto gommato alla digitazione, garantendo un'ottima velocità di scrittura e, almeno nel nostro caso, pochi errori di battitura. 'esperienza di digitazione rimane comunque un fattore molto soggettivo. Non per niente tastiere del genere offrono la possibilità di cambiare switch e caps. Occhio ovviamente al layout ANSI UK diverso dal nostro, che implica un posizionamento e una dimensione diversa per alcuni tasti, e simboli diversi sulla fila dei numeri e accanto alle lettere. A livello ergonomico comunque è promossa a pieni voti.

Funzionalità

AKKO PC75B usa lo stesso software che avevamo utilizzato per la recensione della AKKO 3084B Plus, ovvero AKKO Cloud Driver. Le somiglianze con il software EPOMAKER Driver per le tastiere EPOMAKER sono evidenti. Software e manuale della tastiera li trovate nell'apposita pagina dei download.

Di base la tastiera è già programmata con tutta una serie di scorciatoie utili a cambiare modalità di retroilluminazione e gestirne i parametri (luminosità, velocità, direzione), l'avvio di applicazioni e anche a gestire la riproduzione di contenuti multimediali. Il manuale incluso in confezione vi accoglie con un lungo elenco di queste scorciatoie. In più qui troviamo anche la manpola del volume che permette appunto di aumentare o diminuire il volume di sistema. La pressione della manopola di defautl è assegnata al cambio di funzione della manopola stessa: premendola la si potrà usare per variare il livello di retro-illuminazione. Abbastanza inutile, almeno per quelli che sono i nostri gusti, e purtroppo da AKKO Cloud Driver non si può riprogrammare. Sempre con le scorciatoie si gestisce il passaggio tra i vari dispositivi collegati. Con FN+E, R e T si passa ai dispositivi associati via Bluetooth, con FN+Y al dongle Wi-Fi e con FN-U alla modalità cablata. Per passare dalla modalità Windows a quella macOS c'è l'apposito switch fisico posto nella parte inferiore della scocca. A seconda di quale delle due modalità usate, ci sono diverse scorciatoie di tastiere attive. Ad esempio in quella macOS la combinazione FN+F4 attiva Siri.

Da AKKO Cloud Driver potete anche registrare macro, grazie ad un'interfaccia piuttosto classica con gli indicatori di ritardo, elenco di macro e altre funzioni classiche; aggiornare il firmware della tastiera; e anche creare effetti di retro-illuminazione completamente personalizzati. Dalla schermata Main si può anche cambiare l'associazione dei tasti, riprogrammandoli tutti ad eccezione di pulsanti quali FN, Win, Esc e la già citata manopola del volume. Vale quanto già detto in passato, anche nel caso di EPOMAKER: l'interfaccia è spartana e solo in inglese. Ciò non toglie che svolge il suo lavoro senza grossi problemi.

Autonomia

Buona l'autonomia della PC75B in modalità Bluetooth o Wi-Fi. La batteria è da 3.000 mAh, più che sufficiente a garantire diversi giorni di autonomia. Spegnendo la retro-illuminazione (o abbassandone la luminosità tramite manopola), che ha senso visto quanto poco incisiva può risultare), si guadagna ulteriore autonomia. La tastiera di base ha un sistema di standby automatico che fa sì che dopo 10 minuti di inutilizzo si spegna tutto.

Prezzo

Essendo la Year of the Tiger un modello che quasi potremmo definire da collezione, il prezzo finale ne risente di circa 25€ rispetto al modello base. Per portarvela a casa sarà necessario un investimento che oscilla tra i 105,99€ e i 124,99€ (a seconda della versione) a cui ci dovrete aggiungere altri 27€ di spedizione. Se in fase di acquisto usate il seguente codice coupon avrete uno sconto del 10%:

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È valido per un uso per utente anche su tutti gli altri prodotti dello store di casa AKKO. Considerate che il modello arriva dalla Cina, solitamente spedito con 4PX Express tracking e completamente tracciabile. Da tenere in considerazione anche il fatto che si può pagare con PayPal. Se non siete interessati alla colorazione rossa e ai keycap così particolari dell'edizione della Tigre, andate a spendere 25€ meno con i modelli Nero e Bianco. Per quanto riguarda la dogana, nei 27€ di spedizione sono incluse le tasse previste dalla commissione europea, tant'è che non dovreste incappare in alcuna maggiorazione. AKKO ne parla nel dettaglio qui. I tempi di arrivo per l'Italia si stimano tra i 10 e i 15 giorni lavorativi. Il nostro esemplare è arrivato nell'arco di 10 giorni (solari).

A prescindere dai costi di spedizione, un investimento del genere è giustificato da diversi fattori già elencati nel corso di questa recensione. Anche solo l'acquisto di un buon set di keycap in PCB, di un numero sufficiente di switch (di questa qualità) e di un DIY kit con le stesse caratteristiche di questo, vi porterebbe a spendere molto di più.

Recensione AKKO PC75B Year of the Tiger - Foto dal vivo

Giudizio Finale

AKKO PC75B Year of the Tiger

AKKO PC75B Plus Year of the Tiger è una delle migliori tastiere meccaniche che abbiamo mai provato. Le accortezze in fase di costruzione, gli switch fatti in casa (e pre-lubrificati), così come le altre qualità intrinseche (hot-swappable, keycap in PCB, modalità d'uso wireless) la rendono un prodotto top di gamma a tutti gli effetti. Il suo aspetto, che va ad omaggiare l'Anno della Tigre del capodanno cinese, la rende un oggetto quasi da collezione, che, come già detto, piace o non piace. Il prezzo, comprensivo di spedizione, può sembrare salato, ma considerate che tutti i componenti comprati a sé arriverebbero a costare molto di più.

Sommario

Confezione 7.5

Caratteristiche tecniche 9.5

Estetica, costruzione ed ergonomia 9

Funzionalità 8

Autonomia 8

Prezzo 7

Voto finale

AKKO PC75B Year of the Tiger

Pro

  • Stile particolarissimo...
  • Hot-swappable, cap in PCB
  • Manopola per il volume in alluminio
  • Anche Bluetooth o Wi-Fi via dongle
  • Tra le migliori mai provate per qualità costruttiva

Contro

  • ... che non piacerà a tutti
  • Solo layout ANSI UK
  • Software spartano (e solo ENG)
  • Retro-illuminazione bassa
  • Manopola non riprogrammabile

Lorenzo Delli
Lorenzo Delli Cresciuto a "computer & biberon", si è avvicinato al mondo dell'informatica alla tenera età di 5 anni. Si occupa principalmente di news e recensioni legate al mondo del gaming (mobile e non) e dei canali Social per il network SmartWorld.
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