8.0

Recensione Assassin’s Creed Valhalla, provato su Xbox Series X e Google Stadia (foto e video)

Lorenzo Delli -




Recensione Assassin's Creed Valhalla

C’era grande attesa per questo nuovo capitolo della saga action firmata Ubisoft che, sin dal 2007, catalizza l’attenzione di milioni di fan in tutto il mondo. Complice non tanto l’andamento dei precedenti capitoli, Origin e Odyssey, che in qualche modo avevano spezzato la classica struttura di gioco introducendo meccaniche RPG sempre più incisive e mondi aperti sempre più vasti; è stata più che altro l’ambientazione norrena e tutto ciò che deriva da essa ad attirare fan e non, nella speranza di potersi proiettare in una nuova avventura nel IX secolo caratterizzata allo stesso tempo da tratti storici e fantasy. Vediamo quindi all’atto pratico cosa ha effettivamente da offrire il gioco.

Editore Ubisoft
Sviluppatore Ubisoft Montreal
Piattaforme Xbox One, Xbox Series X|S, PS4, PS5, PC Windows, Google Stadia
Versiona provata Xbox Series X, Google Stadia
Genere Action RPG
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Completamente in Italiano

8.0

Premessa

Assassin’s Creed Valhalla basa gran parte del suo fascino sull’ambientazione. L’idea è quella di calarsi nei panni di un vichingo (uomo o donna, a scelta del giocatore) nel periodo storico in cui vari popoli del nord, tra cui i norvegesi (da cui proviene il protagonista) e i danesi, invadevano le coste dell’Inghilterra alla ricerca di nuove terre da razziare e colonizzare.

Il destino di Eivor, questo il nome del protagonista, è segnato sin da giovane, quando vede morire la famiglia per mano di un nerboruto vichingo privo di onore. La rabbia lo spingerà a diventare sempre più forte, fino a che l’incontro con una coppia di misteriosi individui e la decisione del fratellastro di abbandonare le terre norvegesi non cambierà per sempre la sua vita. Senza scendere troppo nel dettaglio nella storia, comunque parte fondamentale dell’esperienza di gioco, Assassin’s Creed Valhalla cerca sin dalle sue prime ore di gioco di mostrare senza troppa timidezza i suoi collegamenti con la trama principale della serie. Si scopre quindi che l’Ordine (ancora i Templari non esistevano) agisce sia in Norvegia che in Inghilterra, che la Confraternita vi si contrappone, e che ovviamente Eivor ci è dentro fino al collo.

Alle meccaniche tipicamente open world dei due predecessori si alternano quindi fasi di gioco più stealth. Eivor ha la possibilità di utilizzare la oramai celebre Lama Celata. Torna anche il cappuccio, ovvero la dinamica che permette di confondersi tra i paesani per non farsi scovare dai nemici di turno. Non vi aspettate però un Assassin’s Creed II: il gigantesco mondo aperto che caratterizza questo capitolo è comunque il vero protagonista della scena. Lungo il suo percorso Eivor si troverà a razziare insediamenti e chiese, ad assaltare città, a stringere alleanze con altri invasori delle lande inglesi e anche a cercare di ampliare il proprio insediamento fornendo risorse per la costruzione di nuove strutture. Anche le dinamiche RPG continuano ad essere particolarmente rimarcate. Combattendo si sale di esperienza, guadagnando Punti Talento da inserire in un albero a dir poco gigantesco i cui snodi si scoprono solo giocando. Esplorando si scovano Abilità segrete, da innescare almeno su console con la pressione dei due pulsanti dorsali inferiori in combinazione con altri pulsanti. E anche l’equipaggiamento e il suo potenziamento giocano comunque un ruolo fondamentale nella costruzione di una build. A riprova della presenza di tali dinamiche, la Lama Celata non sempre finirà il bersaglio: se vi scagliate su un luogotenente riuscirete a togliergli solo una porzione della vita.

Viste tutte le premesse, aspettatevi quindi una longevità a dir poco elevata. Non c’è solo la main quest, ma tante altre missioni secondarie, da scovare sia esplorando il mondo di gioco, sia affrontando la trama principale. Ci sono continui sbocchi, tanto da lasciare in certi casi sopraffatto il giocatore vista la quantità di attività a disposizione. E più si va avanti, più cose da fare ci sono. Potreste ad esempio dedicarvi a dare la caccia a tutti i membri dell’Ordine, o ancora dilettarvi nelle attività secondarie quali le gare di ingiurie o di bevute, il gioco dei dadi, dare la caccia alle reliquie dell’epoca romana (un possibile indizio sulla prossima ambientazione?) e tanto altro ancora. Un gioco immenso insomma, che farà la gioia degli appassionati o che annoierà a morte chi non ama i titoli troppo dispersivi. Proprio gli appassionati comunque troveranno tantissimi riferimenti alla trama della serie. Non sarà un capitolo fondamentale ai fini degli intrecci e della lore di Assassin’s Creed, ma di carne al fuoco ce n’è comunque tanta.

8.5

Giocabilità

Il tutorial del gioco, se così si può chiamare, dura diverse ore. Di meccaniche da imparare ce ne sono diverse, alcune delle quali si scoprono solo sul campo di battaglia. Eivor è capace di un bel po’ di tipologie di azioni. Quelle legate al parkour continuano ad essere piuttosto semplici da gestire, con il mantenimento della pressione di un pulsante per farlo entrare in “modalità acrobazia” e scalare pareti, percorrere funi o saltare ostacoli con agilità. Il combattimento è molto da gioco di azione, con parate e schivate al momento giusto per contrattaccare, attacchi pesanti e leggeri e le già citate abilità. E stavolta c’è anche la barra della stamina con cui avere a che fare. Non si può parare con lo scudo in eterno o rotolare via continuamente sperando che il nemico muoia di noia. Anche l’uso delle abilità richiede Adrenalina, un ulteriore counter che si ricarica in battaglia colpendo e uccidendo nemici.

Ci sono poi nemici e nemici: quelli più facili da abbattere vengono letteralmente macellati sul campo di battaglia. Veder volare teste, mani e braccia è all’ordine del giorno, tenetelo in considerazione quindi se vi ritenete sensibili sull’argomento (o se lo fate giocare ad un pubblico più giovane). Altre tipologie invece daranno maggior filo da torcere. Il gioco vi farà intuire la loro presenza sul campo di battaglia grazie ad appositi segnalini (icone e nomi). Attaccare a testa bassa con loro non funziona, visto che pareranno o scanseranno gli attacchi con la stessa vostra agilità. Bisogna quindi ingegnarsi, usando abilità specifiche (che non sempre funzionano) o riuscendo a parare gli attacchi nel momento giusto per fargli abbassare la guardia e contrattaccare. Ci sono poi boss e mini-boss, che hanno la strana tendenza ad essere giganteschi (giusto per incutere ancora più timore). Ognuno ha un suo schema di attacco, che richiede non solo l’uso di armi bianche ma anche l’uso di arco e frecce, di eventuali vantaggi ambientali e così via.

In generale il tutto risulta piuttosto divertente, anche se di vere e proprie novità di rilievo non ce ne sono. Le fasi stealth, che sono spesso opzionali, non sono così incisive da differenziare poi più di tanto lo stile di gioco da quello visto in Odyssey. Anche l’esplorazione è molto simile, con la possibilità di alternare cavalcature a navi per muoversi velocemente sia su terra che per i corsi fluviali. Torna anche l’esplorazione dall’alto grazie al nostro fedele corvo. Che ci sia un rimando alla mitologia norrena ne abbiamo già fatto cenno. Odino, il più antico degli dei, è infatti accompagnato da due corvi, e il fatto che Eivor ne abbia uno sempre al suo fianco non è certo casuale. E sparsi per il mondo di gioco non ci sono solo richiami, ma anche sfide contro creature apparentemente mitologiche e sacerdoti dotati di poteri “magici”. Se non temete gli spoiler date un’occhiata qui.

7.5

Grafica e Tecnologia

Assassin’s Creed Valhalla sottolinea nuovamente tutti i pregi e i difetti dell’AnvilNext 2.0, il motore grafico in uso oramai dal 2014. A sorprendere sono senza dubbio sia i modelli dei personaggi che le vastissime ambientazioni del gioco. Non si può dire di essere ai livelli di un Red Dead Redemption 2, ma le lande inglesi sprizzano comunque fascino da ogni poro. Raramente ci troviamo di fronte a località anonime o troppo ripetitive: ci sono colline, montagne da scalare, boschi, corsi d’acqua e paludi, il tutto alternato a insediamenti e cittadine di vario genere e dimensione. L’aspetto dell’acqua ha raggiunto un livello di dettagli a dir poco sbalorditivo, e non mancano chicche di non poco conto come la neve che rimarca il nostro passaggio, lasciando tracce evidenti sul vestiario di Eivor, o una fauna ricca e quasi sempre presente. Il motore grafico e in generale il lavoro di Ubisoft Montreal dimostra poi di essere estremamente scalabile, visto che il gioco gira con successo su una quantità rimarchevole di piattaforme. Nei prossimi due paragrafi parleremo più nel dettaglio di quelle per Xbox e Stadia.

Ci sono però evidenti problemi legati anche alla enormità e alla complessità del mondo di gioco. I bug sono dietro l’angolo in praticamente ogni occasione. Tra quelli a cui abbiamo assistito ci sono compenetrazioni poligonali più o meno gravi, che spesso hanno portato il nostro Eivor a incastrarsi nelle mura delle abitazioni, personaggi che piovono letteralmente dal cielo, crash di gioco (in entrambe le versioni da noi testate, confermando che si tratta di un problema del gioco, non della piattaforma), nemici in equilibrio su punti impossibili o a loro volta incastrati e tanto altro.

Anche le animazioni non sono sempre al top. Quelle di Eivor sono spesso fin troppo esagerate, con salti all’indietro quasi impossibili durante i combattimenti o mosse che nemmeno Spider-Man riuscirebbe a compiere. Va bene la sospensione dell’incredulità, ma ogni tanto si esagera fin troppo. Durante gli assalti o le razzie le animazioni dei combattimenti tra alleati e nemici incappano negli stessi bug prima descritti, trasformando talvolta situazioni concitate in scene tragicomiche. I problemi nella gestione delle animazioni si notano a nostro avviso anche in alcune cutscene o nei dialoghi, in cui talvolta i personaggi sembrano in palese overacting, problema che ritroviamo anche nel doppiaggio italiano di cui vi parleremo in un altro paragrafo. Non mancano poi fenomeni (talvolta piuttosto marcati) di pop-up e tearing, questi ultimi non dipendenti dallo schermo su cui vengono riprodotti i contenuti.

Ciò non toglie che il gioco saprà regalarvi dei momenti di vero e proprio stupore. Ed è anche per questo che è un peccato vedere l’esperienza complessiva macchiata dai problemi prima descritti. C’è tantissima cura nei dettagli, sia da un punto di vista di ricostruzione storica che nell’attenzione alle tradizioni, alla lingua e ai modi di fare dell’epoca.

C’è poi da dire che il gioco dà il meglio di sé non solo su PC (anche se per andare al massimo ci vogliono specifiche da urlo) ma anche sulle console next-gen, dove Assassin’s Creed Valhalla viene riprodotto in 4K a 60 fps. Inutile dirvi che giocarlo a 60 fps è un vero game changer.

La prova su Xbox Series X

Se avete seguito i nostri contenuti dedicati a Xbox Series X, la console next-gen di casa Microsoft, saprete che abbiamo provato ampiamente il nuovo Action RPG di Ubisoft proprio su questa piattaforma.

Molto onestamente, non siamo stati con il cronometro in mano a misurare i tempi di caricamento del gioco, che comunque risultano più rapidi che su Stadia, l’altra piattaforma su cui lo abbiamo testato. In ogni caso, se il primo avvio è un po’ più lento, i caricamenti in gioco sono piuttosto rapidi, anche quelli relativi al Viaggio Veloce tra località piuttosto distanti tra di loro. Se poi utilizzate la modalità Risparmio energia di Xbox Series X, riavviare il gioco anche dopo una pausa di una decine di ore, è questione di un attimo.

In generale Valhalla non mostra mai un incertezza, mantenendo il frame rate praticamente granitico a 60 frame al secondo, tranne in alcune sporadiche situazioni come il passaggio dal chiuso all’aperto, determinate cut-scene o movimenti bruschi di telecamera. Tutte situazioni comunque che senza un counter del frame rate sono abbastanza difficili da percepire. Lo abbiamo giocato su un TV Sony KD65XF9005 e su un monitor ASUS ROG Strix XG27UQ con risultati davvero notevoli a livello di resa dell’immagine, anche appunto su uno schermo così ampio come quello di un televisore da 65″. Come già detto nel paragrafo relativo alla tecnologia, Assassin’s Creed Valhalla regala degli scorci davvero incredibili, e Xbox Series X gestisce tutto al meglio delle possibilità.

Nota di merito per il nuovo Xbox Wireless Controller, che si è dimostrato un compagno di gioco fedele (come il suo predecessore) anche in un gioco di azione caratterizzato da così tanti comandi. Il nuovo pulsante per la cattura di screenshot e filmati ci ha permesso di immortalare alcuni istanti di gioco davvero incredibili, anche se in vostro aiuto c’è anche la Modalità Foto integrata in Assassin’s Creed Valhalla.

La prova su Stadia

Considerando la pesantezza di Assassin’s Creed Valhalla, giocarci in cloud gaming su Stadia potrebbe essere un’ottima alternativa; ed in effetti lo è, ma con alcune note a margine.

Come per qualsiasi gioco su stadia, è necessaria una buona connessione. Per giocare in 4K consigliamo una fibra FTTH, non perché servano centinaia di Mbit, ma perché dovrete avere sempre a disposizione almeno 30 Mbit, costanti, in ogni momento, e non è scontato averli con soluzioni inferiori (non lo è nemmeno con la FTTH, ma le probabilità sono quantomeno a suo favore). Questo per dire che qualche scatto ogni tanto c’è, anche nelle migliori condizioni.

Questo vale in generale per Stadia come servizio in sé, e nel caso specifico di AC Valhalla non abbiamo mai sperimentato rallentamenti tali da causarci problemi, ma parlando di velocità di connessione l’esperienza è sempre molto soggettiva.

Il tempo per entrare in gioco è di circa 1 minuto e mezzo, calcolato da quando premete “play” sul browser a quando avrete il pieno controllo di Eivor. Non è pochissimo, ma sono per lo più tempi morti sui quali non potrete farci nulla. Da notare però che, a metà caricamento circa, è necessario premere un tasto qualsiasi, quindi non potrete abbandonare la postazione sperando di ritrovarvi già in-game al vostro ritorno.

Il gioco in sé è identico alla versione PC, come del resto tutti i titoli per Stadia, e già in full HD dà sfoggio di tutta la sua magnificenza grafica (anche se ogni tanto la gestione delle luci è veramente grossolana – parlo del gioco in sé, non di Stadia nello specifico). Il mare, da sempre uno dei suoi punti di forza, è ora ancor più realistico, e le rocce sulle quali Eivor si arrampica meglio di Stallone in Cliffhanger sono rese in modo più credibile che non nei precedenti capitoli. Rimane quella sensazione di arcade che un Red Dead Redemption 2, per esempio, non trasmette, ma questo fa parte della natura di AC.

Essendo però anche un titolo con caratteristiche stealth, significa che ogni tanto dovrete muovervi nelle ombre, e questo evidenzia uno dei limiti intrinseci di Stadia: la compressione. Ci sono stati dei casi (vedi clip qui sotto) in cui abbiamo avuto difficoltà nel discernere chiaramente la scena davanti a noi, perché troppo buia e con troppi artefatti da compressione. Questo è particolarmente evidente nel prologo del gioco, ambientato nelle fredde lande della Norvegia. Una volta sbarcati nella più solare Inghilterra (il che è tutto dire) le cose per fortuna un po’ migliorano.

Osservate il video qui sotto. Quando Eivor è fermo, Stadia riduce drasticamente il consumo di banda (siamo intorno ai 2 MB/s in full HD: pochissimi), ma questo accentua ancora di più gli artefatti, dovuti anche al fogging, che rendono la scena al di sotto scarsamente visibile. Basta spostarsi un po’ più avanti (e qui il consumo di banda sale subito intorno agli 8 MB/s), che la visuale diventa decisamente più chiara. La colpa è in parte anche di come il gioco gestisce le luci (ray tracing, anyone?). In questo caso la luce che filtra dalle finestre accentua l’effetto nebbia che c’è sotto; unite il tutto alla compressione di Stadia ed avrete un’immagine troppo pastosa e poco definita. Per fortuna questo è un caso davvero limite, che serve più che altro per darvi un’idea più precisa che a parole.

Abbiamo però sperimentato anche un paio di bug. In 2-3 casi il gioco si è bloccato. Non succede spesso su Stadia, ma qui ci è successo appunto più volte in un arco di tempo relativamente breve (15 ore di gioco circa). Il secondo bug, anch’esso capitato per fortuna solo 2-3 volte, l’avevamo già riscontrato pari pari in Odyssey: il personaggio inizia a correre in una direzione apparentemente casuale, senza premere nulla sulla tastiera. La cosa fastidiosa è che la corsa non smette premendo i pulsanti direzionali, ma continua per un po’. Spesso come soluzione abbiamo adottato quella di mettere il gioco in pausa portandolo in finestra (tenendo premuto esc) per poi tornare attivi qualche secondo dopo. Non sappiamo dirvi però quanto problemi simili possano essere comuni o meno.

Detto questo, chiariamo che l’esperienza con AC Valhalla è più che positiva. Il gioco gira fluidamente anche su Chromebook di bassa lega ed è così lungo e maestoso che qualche raro problema lo si dimentica facilmente. Il problema vero è che ci vorranno giorni per finirlo tutto, ed averlo a portata di mano su qualsiasi dispositivo è una bella istigazione a delinquere.

7.5

Sonoro

Il comparto audio denota la stessa cura nei dettagli già evidenziata quando parlavamo del comparto grafico del gioco. La colonna sonora è composta solo da meravigliosi brani orchestrali di stampo epico, anche piuttosto evocativi sia del periodo che delle regioni in cui ci troviamo. I compositori hanno infatti cercato di utilizzare strumenti dell’epoca, cercando anche di mescolare suoni inglesi e scozzesi proprio per sottolineare la fusione tra i popoli che ci fu a seguito delle invasioni normanne. Ci sono addirittura pezzi come The Words Of The Raven (Hrafnsmál) basati su scritti norvegesi del 900. Anche solo sentire la propria ciurma intonare canti norreni mentre si solcano i fiumi fa un certo effetto.

Peccato che il doppiaggio italiano non sia propriamente all’altezza delle aspettative. Le voci sarebbero anche di altissima qualità. Anche solo quella della versione maschile di Eivor (Federico Viola), la principale quindi, funzionerebbe  meglio di quella scelta per il doppiaggio inglese, il che è tutto dire. Peccato che poi la sincronizzazione con il labiale non sempre torni, rovinando parte delle cut-scene e dei dialoghi. Alcune voci poi sono in palese overacting, una caratteristica che avevamo denotato anche per quanto riguarda il comparto grafico. Ci sono proprio delle scelte di regia che rendono fin troppo artificiali (e sopra le righe) certe scene, rovinando l’atmosfera, ulteriormente sottolineate dal doppiaggio italiano.

Prezzo

Nonostante si tratti di un gioco a cavallo tra due generazioni di console, Ubisoft fortunatamente non ha alzato il prezzo. Anche la versione PlayStation 5, acquistabile in una versione dedicata, vanta lo stesso prezzo di quella dedicata a Xbox e PS4: 69,99€. Anche a prezzo pieno, Assassin’s Creed Valhalla è un gran bel pezzo di videogioco. Come già specificato infatti, la longevità è a dir poco titanica, e state sicuri che saprà intrattenervi per diverse settimane offrendo sempre nuovi contenuti.

La versione Xbox invece è universale: potete acquistarla per giocarci sia su Xbox One (comprese One S e One X), sia sulle nuove Series S e Series X. Su PC poi la versione standard costa 10€ meno (come al solito), ed è recuperabile anche su Epic Games.

Screenshot

Giudizio Finale

Assassin's Creed Valhalla

8.0

Assassin's Creed Valhalla

Assassin's Creed Valhalla non è un gioco perfetto. Ci sono bug, difetti grafici, qualche problema nella regia di scene chiave e nella gestione del doppiaggio, oltre ad una struttura di gioco che alla fine deve molto ai suoi due predecessori. È pur vero che la cura al dettagli nella creazione di un mondo che fosse quanto più fedele possibile al periodo storico in cui è ambientato Valhalla è a dir poco incredibile. Le musiche e gli scorci della Norvegia e dell'Inghilterra sapranno emozionare anche il più schivo dei giocatori, così come alcune battaglie epiche e vari momenti di rimando a tutta la saga di Assassin's Creed. Che dire poi della longevità: se avete amato Odyssey e Origin, qui troverete un mondo anche più vasto e intricato che potrebbe intrattenervi tranquillamente per un centinaio di ore (se non di più). Peccato, perché con qualche accortezza potevamo trovarci al cospetto di un vero capolavoro.

di Lorenzo Delli
Pro
  • Notevole cura del dettaglio
  • Connesso sin da subito alla saga con una campagna vastissima
  • Ambientazioni incredibili
Contro
  • Bug e difetti grafici
  • Qualche problema di "regia"
  • Sa essere monotono

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