Recensione ASUS ProArt PA32U: un monitor per professionisti (foto)

Nicola Ligas -




Recensione ASUS ProArt PA32UC-K

La linea ProArt di ASUS è rappresenta i monitor top di gamma del produttore taiwanese. Quelli destinati non tanto ai clienti più esigenti, quanto ai veri professionisti del settore, gli unici in grado non solo di apprezzarne ma anche di sfruttarne le doti. Ci siamo quindi avvicinati con curiosità ad uno degli ultimi modelli di questa serie, curiosi di vedere se avrebbe portato dei miglioramenti significativi anche nel nostro flusso di lavoro quotidiano.

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Confezione

La confezione del monitor è particolare. Non solo per il suo contenuto, ma perché si solleva, letteralmente, come una scatola, permettendovi di accedere al suo contenuto in modo comodo e semplice. Sembra una banalità, ma l’unboxing di un monitor, specialmente di grandi dimensioni, è sempre problematico. ASUS l’ha reso semplice grazie a dei “fermagli” in plastica, che tengono assieme la confezione quando la volete spostare. Una volta rimossi, potrete invece alzare la parte superiore e prendere comodamente il vostro monitor.

All’interno troverete anche un cavo Type-C / Type-C, uno DisplayPort, ed uno USB-A/USB-B. Inoltre (dotazione insolita) c’è anche un colorimetro X-rite i1Display Pro. Considerando il tipo di clientela cui è rivolto, il colorimetro (tra l’altro un modello abbastanza comune) è forse ridondante, ma è anche sintomo della sicurezza che ASUS ripone nella qualità del display del suo PA32U.

Costruzione

L’assemblaggio del monitor e della base è pressoché immediato. Basta inserire la seconda nelle apposite fessure sul retro del pannello, ed un meccanismo a scatto li unirà saldamente. In pochi istanti, il PA32U è insomma pronto a sedere sulla vostra scrivania.

Un buon monitor da lavoro deve prima di tutto essere comodo, ovvero adattarsi all’utente. ASUS PA32U può girare sulla sua base di 60° in entrambe le direzioni. Può ruotare di 90° in entrambe le direzioni. Può inclinarsi tra -5° e +23°. Infine è regolabile in altezza con un intervallo di 12 centimetri. Ci sono insomma tutti i presupposti per poterlo collocare comodamente sulla vostra scrivania.

La base è molto ampia, ma questo non garantisce tutta la stabilità che avremmo sperato. Complici probabilmente tutti i movimenti che abbiamo appena descritto, il monitor non è dei più stabili, e se avrete la mano pesante lo vedrete facilmente oscillare mentre battete le dita sulla vostra tastiera.

La struttura del monitor è realizzata in plastica zigrinata, e lo spessore non è dei più contenuti. Sul fianco destro troviamo indicati i 7 pulsanti presenti subito sul retro. Troviamo un tasto dedicato ad accensione/spegnimento, 5 tasti/scorciatoia ed un piccolo joystick col il quale muoversi all’interno dei menu. C’è da dire che raggiungerli non è sempre comodo, perché dovrete allungare la mano sul retro, e sono numerose le volte in cui abbiamo premuto per sbaglio il pulsante errato, affidandoci solo al tatto.

Sempre sul retro, in basso, abbiamo un’ampia carrellata di porte. 2 Thunderbolt 3 USB-C (una ingresso, una uscita), 4 HDMI (v2.0b), una DisplayPort 1.2, un jack audio da 3,5 mm, 2 porte USB-A 3.0 ed una 2.0, una USB-C 3.0, ed una USB-B 3.0 per sfruttare le funzionalità da hub del monitor. Anche dal punto di vista connettività insomma, il pacchetto risulta piuttosto completo, e la presenza di tutti questi ingressi anticipa anche funzioni come PiP e PbB che vedremo a breve.

Esperienza d'uso

Il biglietto da visita di questo PA32U è di tutto rispetto, tanto che lo andremo a riassumere per punti, per sintetizzarlo più rapidamente.

  • 100% sRGB
  • 99,5% Adobe RGB
  • 95 DCI-P3
  • 85% REC. 2020
  • ΔE<2
  • 1.000 nit di luminosità massima (in HDR)
  • Contrasto: 100.000.000: 1 (tramite ASUS Smart Contrast)
  • Risoluzione 4K (3.840 x 2.160 pixel), HDR, con local dimming a 384 zone

Le nostre misurazioni concordano più o meno con i valori sopra, il che è piuttosto impressionante. C’è un’unica eccezione: la copertura REC. 2020, che il nostro colorimetro (tra l’altro un X-rite i1) segna del 78,5%, quindi inferiore alle aspettative.

Da sottolineare poi che PA32UC consente di salvare i profili colore su una memoria interna del monitor, in modo che siano indipendenti dal dispositivo collegato. Inoltre, grazie al software gratuito ASUS ProArt Calibration, è molto semplice (ri)calibrare il monitor.

Tra le tecnologie presenti segnaliamo la flicker-free, ed un generico adaptive-sync. È inoltre presente un filtro luce blu regolabile su 4 livelli, che è percepibile già al livello 1, ma diventa quasi fastidioso al livello 4, da quanto altera la colorazione dello schermo.

ASUS ha inoltre introdotto il software QuickFit Virtual Scale. Si tratta di una griglia di varie dimensioni (A4, B5 o personalizzata) che compare in sovraimpressione a schermo, allo scopo di allineare e visualizzare l’anteprima dei documenti nelle loro dimensioni reali; utile prima di avviare una stampa, per visualizzare meglio il risultato. Inoltre, sempre tramite QuickFit, potete aggiungere un righello laterale o una griglia (tipo regola dei terzi) allo schermo.

Come già accennato, è supportato il Picture in Picture, tramite una finestra sempre in primo piano, che potete collocare in uno dei quattro angoli del display e variarne le dimensioni. In modo analogo potete affiancare due sorgenti diverse con il Picture by Picture. In questo caso le impostazioni sullo spettro di colore di ciascuna sorgente sono indipendenti. Potete cioè visualizzarne una in sRGB e l’altra in DCI-P3, o qualsiasi combinazione possa tornarvi utile.

Al di là di tutto, è comunque un monitor che sconsiglieremmo all’utente comune, anche senza considerare il prezzo. Sì perché è così dettagliato e preciso che rende “brutte” tutte quelle immagini che magari vi piacevano tanto quando le guardavate sul display del vostro smartphone. E sia chiaro che è un merito.

Peccato che gli speaker integrati, anche su un monitor di questa fascia, non siano degni di lode. Dobbiamo ancora trovare il monitor del quale dire il contrario, purtroppo.

Prezzo

ASUS PA32U oscilla intorno ai 2-2.00 euro online. È una cifra che esclude dai giochi l’utente comune e che come tale va valutata. Se cercate un semplice monitor 4K da 32” HDR per la vostra casa, ci sono ottime soluzioni, ad un terzo del prezzo; ma questo è un’altra cosa, che come abbiamo detto fin dall’introduzione non è nemmeno detto che tutti siano in grado di apprezzare e sfruttare.

Foto

Giudizio Finale

ASUS ProArt  PA32UC-K

ASUS ProArt PA32UC-K

ASUS ProArt PA32UC-K è un monitor di fascia professionale, destinato quindi solo ai clienti più esigenti. Inutile quindi dargli un voto, perché sarebbe fuori scala (nel bene e nel male) rispetto a tutti gli altri prodotti che abbiamo recensito. Abbiamo apprezzato particolarmente sia la buona calibrazione di fabbrica, che il fatto di poter salvare i profili colore sul monitor stesso. L'ampio numero di ingressi rende inoltre facile collegare sorgenti diverse ed il software semplifica la gestione delle stesse. E se ad un certo punto la precisione del colore fosse meno importante dell'affaticamento sui vostri occhi, il filtro luce blu integrato verrà in vostro soccorso.

di Nicola Ligas
Pro
  • Regolabile in ogni posizione
  • Calibrazione precisa
  • 4K HDR fino a 1.000 nit
  • Ampia connettività
Contro
  • Una sola Display Port
  • Speaker poco potenti
  • I tasti sul retro non sono molto comodi
  • Prezzo da fascia prosumer

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