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Recensione ASUS ROG Chakram: il mouse che si crede un controller!

Lorenzo Delli




Recensione ASUS ROG Chakram

ASUS ROG Chakram è uno dei più recenti mouse top di gamma della divisione gaming del celebre produttore taiwanese. Ma non è un mouse top di gamma come tanti. Ha infatti due caratteristiche davvero particolari che lo distinguono dalla massa: una levetta analogica laterale e gli switch dei tasti principali sostituibili. Scopriamo insieme di che pasta è fatto!

Confezione

La confezione merita un paragrafo a sé stante visto il contenuto più che mai abbondante. Appena aperta troviamo ovviamente il mouse e la manualistica, ma è rimuovendo questo primo modulo che si trovano varie sorprese. La prima è una elegante custodia in tessuto rigido con tasca interna per portare il mouse in trasferta con eventuali accessori annessi. Rimossa anche questa troviamo tanti altri accessori. In primis il dongle Wi-Fi per l’utilizzo senza fili del mouse e un lungo cavo USB Type-C (i soliti 2 metri) ricoperto in tessuto sia per la ricarica che per l’utilizzo in modalità cablata. C’è anche un adattatore USB Type-C femmina – USB femmina. Ma non abbiamo ancora finito. In un piccolo astuccio in plastica troviamo varo altri componenti: i due rettangolini dotati di pin metallici sono degli switch sostitutivi per i due tasti principali del mouse, una sorpresa graditissima e anche piuttosto rara nell’ambito dei mouse. C’è poi una pinzetta metallica per aiutare a rimuovere o ricollocare gli switch, due levette analogiche sostitutive per cambiare quella presente di default e un tappo nel caso voleste disabilitarla in determinati giochi.

C’è un ultimo pezzo poi, un piccolo cerchio di plastica semi-trasparente. Serve per una ulteriore personalizzazione del mouse. Rimuovendo infatti il coperchio principale, quello in cui si può anche collocare il dongle Wi-Fi, si nota infatti un componente identico di plastica nera in cui svetta il logo ASUS ROG. Da lì filtra la luce del LED sottostante. Quello semi-trasparente presente nella confezione serve sostanzialmente a fornirvi un sostituto che potete personalizzare con il vostro logo. Vi create un adesivo delle dimensioni giuste lasciando appunto vuoto il logo che vorreste rappresentare e lo sostituite a quello montato di default.

Costruzione e ergonomia

Le forme del ROG Chakram sono alquanto particolari. Partiamo subito con il dire che ASUS lo ha concepito prevalentemente per un pubblico destrorso. La sua peculiarità, ovvero la levetta analogica laterale, è collocata sul lato sinistro. Sempre il lato sinistro presenta un classico alettone che fa da alloggiamento per il pollice, migliorando la raggiungibilità della levetta e dei due pulsanti programmabili aggiuntivi. Questi ultimi sono caratterizzati da un feedback più che discreto, anche se la raggiungibilità del secondo tasto dipende molto dalla conformazione della vostra mano. L’incavo creato dall’alettone è realizzato in plastica leggermente opaca dotata di zigrinatura per migliorare la presa. Anche il lato destro, privo dell’alettone, presenta la stessa plastica e la stessa zigrinatura. Davvero particolare (sì, è tutto un mouse particolare) il coperchio superiore, realizzato in plastica nera translucida che lascia appunto filtrare la luce del LED. Lo stesso coperchio può essere rimosso con facilità, mai per errore comunque, grazie ad un sistema a magneti. In questo modo è anche più facile da pulire.

Anche i due tasti principali, che per la cronaca sono sufficientemente lunghi e sensibili da favorire anche un’eventuale presa ad artiglio, si rimuovono grazie ai magneti rivelando gli switch OMRON di alta qualità removibili e sostituibili con le varianti in dotazione. Si intravede anche la molla che caratterizza parte del meccanismo di pressione dei due pulsanti. Tra i due tasti principali fa sfoggio una rotellina con una parte centrale in plastica gommata e zigrinata e due anelli LED caratterizzati da colori opachi e gradevoli. Buono il feedback anche di questo tasto. Sulla parte frontale troviamo un’altra lunga striscia LED caratterizzata da colori leggermente più accessi di quelli della rotellina Nel mezzo invece si nota la porta USB Type-C, finalmente al passo con i tempi. Tramite la porta si ricarica il mouse o si utilizza in modalità cablata. Nulla vieta di ricaricarlo mentre lo usate appunto collegato a corrente.

Sotto, oltre al sensore ottico (sconosciuto), ci sono altri due pulsanti: quello per ciclare tra le configurazioni DPI e uno switch per passare da Bluetooth a Wi-Fi o, alternativamente, per spegnere del tutto il mouse. Sul pulsante per ciclare i DPI si apre ovviamente una discussione. C’è chi lo preferisce vicino agli altri pulsanti, in modo da ciclare eventualmente tra varie configurazioni a seconda della situazione di gioco. C’è invece chi preferisce averlo lontano, in modo da non premerlo per errore. La soluzione di ASUS quindi potrebbe non piacere a tutti. C’è un ma: nulla vi vieta tramite software di riprogrammare qualsivoglia pulsante, persino il senso di rotazione della rotellina, assegnandogli la funzionalità di cambio DPI.

Le dimensioni sono piuttosto elevate, 132,7 x 76,6 x 42,8 mm, mentre il peso riesce a rimanere sufficientemente contenuto, 121,6 grammi senza considerare il peso del cavo. Diciamo che, viste le dimensioni e le forme, non è del tutto adatto a chi ha le mani piccole. Per intenderci, il più compatto Logitech G203 è lungo 2 cm meno e largo quasi 1,5 cm meno. Sembra poco, ma fa la differenza! Tornando un attimo sul peso, forse vista la fascia di prezzo in cui si colloca questo mouse qualche peso aggiuntivo da collocare sotto la scocca per permettere di personalizzare il bilanciamento non avrebbe guastato.

La levetta analogica

Un paragrafo a parte lo merita il vero protagonista di questo mouse, la levetta analogica di lato. Una soluzione che non trovate su nessun’altro mouse, e che ovviamente deve essere utilizzata in contesti specifici. Per cominciare, non vi aspettate la libertà di movimento di una levetta analogica che trovereste su un pad Xbox o PS4. Le motivazioni sono prevalentemente due: una levetta del genere occuperebbe troppo spazio, andando ad aumentare fin troppo le dimensioni del mouse; non si presterebbe all’utilizzo alternativo previsto da ASUS. La levetta può essere infatti impostata in due modi: analogica e digitale. La prima permette di usarla appunto come fosse una levetta analogica classica, previa configurazione nei giochi che lo concedono. La seconda invece la trasforma in un quartetto di pulsanti programmabili aggiuntivi. Le quattro direzioni di base diventano dei classici tasti a cui abbinare funzioni, macro e quant’altro.

In ogni caso, per impostare il tutto a dovere dovete necessariamente passare da ARMOURY CRATE, il software PC con cui regolare tutte le impostazioni del mouse. Qui deciderete se usarlo in modalità analogica o digitale ed eventualmente quali tasti abbinarci o quale orientamento debba avere la levetta (se movimento in avanti risponde a movimento lungo l’asse x o asse y). Il copri levetta montato di default ci è sembrato forse un po’ corto ma nella confezione ne abbiamo trovati altri due sostitutivi, tra cui uno sufficientemente lungo per essere raggiunto al meglio dal pollice in posizione di riposo. Ma all’atto pratico, come si comporta? In configurazione analogica ad esempio all’interno di League of Legends può essere usato per spostare la telecamera di gioco senza muovere il mouse verso i bordi dello schermo. Si può anche configurare il mouse come fosse un controller tramite Steam.

La configurazione è simile a quella di un classico controller all’interno delle opzioni di Steam, qui trovate una guida redatta da ASUS. Dipende però molto dal gioco che decidete di affrontare. Ad esempio con Mafia 2 Definitive Edition servirsene non ha molto senso. Se lo usate per girare la telecamera e allo stesso momento imprimete un movimento con il mouse, il gioco rileva più input rendendo la telecamera leggermente scattosa. Avrebbe più senso ad esempio in un simulatore di guida o di volo, specialmente in uno di volo dove appunto la levetta può gestire il movimento aereo a 360°. Sta ovviamente a voi trovarne l’uso più consono. E non pensiate che in modalità digitale, ovvero gestendolo come fossero 4 pulsanti programmabili, faccia meno comodo! La stessa ASUS suggerisce ad esempio di sfruttare le quattro direzioni programmabili sugli FPS abbinandoci ad esempio la ricarica o il cambio delle armi, il push-to-talk, il richiamare la mappa o altro. All’occorrenza c’è anche la possibilità di tappare la levetta con un’apposita superficie liscia. In certe occasioni infatti la levetta potrebbe darvi fastidio, e ASUS vi offre la possibilità di disabilitarla fisicamente.

Altre caratteristiche e funzionalità

Come già accennato, ASUS non ha specificato il modello di sensore di cui è dotato il ROG Chakram. In ogni caso è un modello top di gamma che permette di passare da 100 a 16.000 DPI. Gli scatti li decidete come al solito dal software proprietario o, altrimenti, tenendo premuto il tasto DPI posto sotto il mouse e muovendo la rotella di scorrimento. I LED cambieranno il colore dell’illuminazione per indicare la gamma di DPI selezionata. La velocità è pari a 400 pollici al secondo (IPS) mentre l’accelerazione raggiunge i 40 g. Ovviamente da buon mouse top di gamma ha una frequenza di aggiornamento di 1.000 Hz sia in modalità senza fili che in modalità cablata. E attenzione, la levetta analogica funzionerà solo in queste due modalità di utilizzo, non sfruttando la modalità Bluetooth.

Il mouse si è comportato egregiamente in qualsiasi situazione, sia lavorativa che ludica. Anzi, la levetta può essere sfruttata anche in ambito lavorativo permettendo uno scroll più delicato delle pagine. Nulla vi vieta poi di abbinare alle quattro direzioni altre funzionalità di sistema più o meno utili. Abbiamo poi già fatto cenno al fatto che è possibile usarlo in tre modi diversi: Bluetooth, cablato o Wi-Fi con l’apposito dongle. Le prestazioni negli ultimi due casi sono praticamente identiche, il che può essere considerato un bel vanto. Sempre tramite ARMOURY CRATE è possibile regolare le colorazioni dei LED e impostare vari effetti classici. Ovviamente è possibile sfruttare l’illuminazione ASUS Aura Sync RGB in modo da sincronizzare il mouse con l’altro hardware ASUS dotato di LED che avete a disposizione.

Autonomia

L’autonomia dipende come al solito dall’illuminazione LED. Tenendo tutto spento e sfruttando il dongle Wi-Fi a 2,4 GHz si riesce sulla carta a superare anche le 70 ore di gioco. Con tutto acceso l’autonomia cala drasticamente, attestandosi sulle 10/12 ore di gioco. Con un caricatore USB abbastanza rapido comunque potete riuscire a caricarlo completamente anche nell’arco di 15 minuti. Davvero niente male quindi. L’autonomia è comunque in linea con altri prodotti del genere. Se non altro giocare con il cavo inserito non è poi così scomodo, anche se alcuni utenti hanno riscontrato qualche problema. C’è poi il supporto alla tecnologia Qi per la ricarica wireless, ma vi servirà un apposito tappetino come ad esempio il ROG Balteus Qi.

Prezzo e Acquisto

Inutile girarci intorno: il prezzo di ROG Chakram è importante. Al lancio si trovava anche a prezzi superiori ai 200€. Adesso di listino viene 179,99€ anche se, di tanto in tanto, si trova a qualcosa in meno su Amazon. Se vi può sembrare difficile giustificare il prezzo, considerate comunque che si tratta di un modello molto particolare con delle caratteristiche non troverete altrove. Inoltre mouse gaming con caratteristiche del genere vantano in certi casi prezzi molto simili.

Foto

Giudizio Finale

ASUS ROG Chakram

8.5

ASUS ROG Chakram

ASUS ROG Chakram è un mouse top di gamma con un bel po' di caratteristiche vincenti e anche uniche nel suo genere. È facile da tenere pulito, grazie a tutto un sistema a calamite che permette di rimuovere coperchio e tasti principali. Vanta 3 modalità di utilizzo e una discreta autonomia. Sul lato sinistro poi mette a disposizione dell'utente una levetta analogica, che all'occorrenza si trasforma in una pulsantiera programmabile, e altri due pulsanti aggiuntivi sempre programmabili. Come se non bastasse permette di sostituire gli switch dei due tasti principali. Le prestazioni poi sono eccellenti in praticamente qualsiasi campo. Di contro c'è da dire che trovare il modo di sfruttare a dovere la levetta potrebbe non essere banale. Inoltre il prezzo non è certo per tutte le tasche e l'utenza mancina è purtroppo esclusa dai giochi. Siamo comunque di fronte ad un ottimo prodotto che si distingue dalla massa.

di Lorenzo Delli
Pro
  • 3 modalità di utilizzo
  • Levetta analogica
  • Switch intercambiabili
  • Facilità di manutenzione
Contro
  • Prezzo
  • Levetta non per tutti
  • Solo per destrimani

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