9.0

Recensione ASUS ROG Zephyrus Duo: PC Master Race! (foto e video)

Nicola Ligas -




Recensione ASUS ROG Zephyrus Duo

Se cercate un portatile gaming che sia il simbolo stesso dell’eccesso, non muovetevi da lì, perché avete appena trovato il top del top che il mercato abbia da offrire al momento. ASUS ROG Zephyrus Duo monta infatti il più potente processore mobile di Intel, completamente sbloccato ed overcloccabile, unito alla GPU più potente di NVIDIA, la RTX2080 Super. Non vi bastano? E per cosa pensate che stia quel “duo” nel nome se non per 2 schermi?

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9.5

Costruzione

Ricordate lo ZenBook Pro Duo? Si trattava del primo dual-screen di ASUS, dedicato in quel caso all’utenza consumer (se così si può dire). ROG Zephyrus Duo è invece il primo dual-screen pensato per il mondo del gaming. Al di là di questa classificazione, ci sono differenze importanti tra i due modelli, non solo a livello hardware (ovviamente), dove la versione ROG è davvero spinta all’estremo di quanto un portatile possa contenere al giorno d’oggi, ma proprio in merito all’implementazione del secondo schermo. Se infatti la variante ZenBook prevedeva di rialzare l’intera parte della tastiera, e con essa anche lo ScreenPad Plus, nello Zephyrus Duo è il secondo schermo a sollevarsi (di 13°), lasciando così circolare aria tramite il vano che viene a crearsi (Active Aerodynamic System – AAS).

Piccolo aneddoto: un anno fa eravamo a Taipei, per il Computex 2019, in occasione del lancio proprio di ZenBook Pro Duo (tra gli altri), e suggerimmo noi ad ASUS proprio una soluzione che prevedesse di rialzare lo ScreenPad Plus e non l’intero portatile, in modo da dare una sensazione di maggior continuità tra i due schermi. Lieti che ASUS ci abbia ascoltato, ma in realtà l’effetto che è venuto fuori è molto diverso dalle aspettative. Il gap che si viene a creare tra schermo principale e secondario è infatti più marcato adesso che non in passato, ed in alcun modo si una un senso di continuità tra i due display. Non stiamo dicendo che sia né un bene né un male, è una semplice constatazione, che magari elaboreremo meglio in seguito.

C’è però un aspetto importante da osservare: ora che il secondo schermo si solleva, è importante che nessun oggetto improprio vada ad inserirsi al di sotto di esso quando rialzato. Lo ScreenPad Plus si solleva e si abbassa in accordo con il monitor principale, e qualsiasi corpo estraneo rischierebbe di danneggiare il PC (c’è proprio un adesivo apposito a ricordarlo). ASUS puntualizza che questo vale per qualsiasi PC, nel senso che se chiudete il monitor con un oggetto sopra la tastiera rischiate di danneggiarlo, ed è vero. Qui però potreste non accorgervene. Pensiamo ad esempio al cavetto di un mouse, o ad una pennina USB malriposta. Ovviamente il meccanismo è stato testato proprio con oggetti simili, ed un comune cavo che rimanga schiacciato al suo interno non dovrebbe comprometterlo, ma non chiedeteci di fare una prova alla JerryRigEverything perché non è il nostro mestiere. Inoltre è innegabile che, dal punto di vista della “sicurezza” (se così la si può definire) la soluzione precedente fosse più infallibile, perché non aveva parti in movimento come questa.

C’è poi un buon numero di porte nello Zephyrus Duo, superiore all’analogo ZenBook, ma manca un lettore SD, che nella versione orientata ai content creator poteva starci. Così come poteva starci una seconda Thunderbolt 3, magari a scapito di una delle 3 USB-A, visto che c’è anche un caricabatterie “da viaggio” che va proprio ad occupare l’unica Type-C disponibile.

Dal punto di vista della solidità c’è ben poco da eccepire. Il notebook è realizzato interamente in metallo (lega di magnesio e alluminio, per la precisione), ed il meccanismo a cerniera che governa l’apertura dei due schermi è impeccabile (pur con le riserve di prima). Aver poi inserito un simile hardware in 2 soli centimetri di spessore è un altro punto notevole, ed anche il peso di 2,4 Kg non appare troppo elevato per il tipo di macchina che è. Il corpo centrale in particolare è davvero granitico, con benefici anche per il comfort di scrittura, mentre il monitor principale un po’ flette sotto pressione, come del resto nella maggior parte dei portatili.

Considerando la complessità causata dall’impiego di un secondo schermo, è difficile pretendere di più, anche se l’assenza di reali concorrenti non aiuta a mettere le cose in prospettiva. Chi paga di più lo scotto della presenza dello ScreenPad Plus è senz’altro il touchpad, ma di questo riparleremo a breve.

Nota importante: manca la webcam. Questo ha si permesso di contenere al meglio le cornici attorno al display, ma questo vuol dire anche che non ci sono metodi di autenticazione biometrica (manca anche un lettore di impronte digitali). Per compensare ASUS fornisce in confezione una webcam separata, da collegare ad una delle USB-A.

8.5

Tastiera e touchpad

C’è una bella tastiera in questo Zephyrus Duo, una che non sfigurerebbe anche in laptop più tradizionali. I tasti hanno una corsa di 1,4mm e non presentano alcuna sbavatura. L’attuazione è uniforme ed i singoli key cap sono stabili in posizione, senza traballii fastidiosi. Il feedback è buono nonostante la tastiera sia anche silenziosa, e riesca a restituire sul vostro dito una piacevole sensazione di tocco ovattato. Ci si scrive insomma volentieri, anche senza il poggia polsi in gomma incluso in confezione, che con il caldo di questi giorni fa anche un po’ sudare, oltre ad essere meno efficace di quello che c’era sullo ZenBook Pro Duo. Tutto ciò a patto di avere un buon piano di appoggio sulla scrivania. Diverso il discorso se doveste scrivere col portatile sulle ginocchia, ad esempio, ma non è esattamente così che ci immaginiamo di usare Zephyrus Duo, per lo meno non a lungo.

La posizione avanzata della tastiera ha inoltre un innegabile vantaggio: è sempre relativamente fredda. Al contrario dei portatili tradizionali, dove la tastiera siede proprio sopra processore e ventole, qui siamo la troviamo più avanti, ed anche quando la macchina è sotto stress, sulla tastiera non si raggiungono mai temperature fastidiose (intorno ai 40° massimo e solo nelle parti più in alto), e questo è un gran bene, visto anche l’hardware che c’è sotto.

E poi c’è la bellissima retroilluminazione Aura Sync con LED RGB su singolo tasto, personalizzabile al massimo tramite il software Aura Creator, già dotata di tanti effetti predefiniti, e regolabile su 3 livelli di intensità, sempre perfettamente visibile anche di giorno.

Ci sono però anche dei rovesci della medaglia. La ù si trova sopra invio, e non al suo fianco, in una posizione quindi poco comune e che vi costringerà a sforzarvi un po’ all’inizio. Pagina su/giù e inizio/fine, fondamentali per muoversi velocemente nel testo e tra le schede del browser tramite tastiera, sono attivabili solo al posto delle frecce direzionali, tramite un pulsante di switch posto sopra al touchpad, all’estremità destra della tastiera. Ciò rende poco pratica un continuo passaggio tra queste due soluzioni, costringendovi ad usare di più il touchpad, che è a sua volta l’elemento più sacrificato.

Il touchpad è infatti un rettangolo verticale posto a fianco della tastiera, non cliccabile (ci sono degli appositi tasti al di sotto), e decisamente ridotto nelle dimensioni. Le gesture a tre e più dita sono quelle che risentono di più del suo form factor e delle sue dimensioni, e per di più la scorrevolezza non è massima. Può anche fare da tastierino numerico: questa funzione si attiva tenendo premuto il dito nell’estremità in alto a sinistra del touchpad stesso.

ASUS ha insomma cercato di non sacrificare nessuna funzionalità, riuscendo anche nel non facile compito di includerle tutte, ma ovviamente lo spazio a disposizione impone dei compromessi che difficilmente possono essere superati. Se consideriamo però che questo è un laptop gaming, possiamo anche dare per scontato che sarà sempre accompagnato da un mouse dedicato, e passarci un po’ sopra, ma per dovere di cronaca andavano comunque segnalati.

9.5

Hardware e benchmark

Ci sono più versioni di ROG Zephrus Duo, le cui differenze sono ben illustrate nel sito ufficiale. Noi abbiamo provato quella più per creativi, piuttosto che per gamer, sebbene sia un po’ un eufemismo perché parliamo comunque di uno dei portatili più potenti sul mercato. La differenza principale? Il display principale: nel nostro modello c’è un 4K a 60 Hz, ma esiste appunto una variante full HD a ben 300Hz

  • Schermo primario: 15,6” UHD (3.840 x 2.160 pixel), IPS 60Hz, Pantone validate, G-SYNC, non touch
  • Schermo secondario: 14,1″ (3.840 x 1.100 pixel) touchscreen
  • CPU: Intel Core i9-10980HK
  • GPU: RTX2080 Super Max-Q
  • RAM: 2x 16 GB DDR4 3.200 MHz
  • Memoria interna: 2x 1 TB SSD NVMe PCIe RAID0
  • Connettività: Wi-Fi 6 dual band, Bluetooth 5.0
  • Porte: 2x jack audio, 3x USB-A 3.1, 1x Thunderbolt 3, HDMI 2.0b, Ethernet,
  • Webcam: (modulo separato da 1080p@60fps)
  • Batteria: 90 Wh
  • Peso: 2,4 Kg
  • OS: Windows 10

ASUS non ha badato a spese, letteralmente, in questo Zephyrus Duo, che rappresenta uno dei portatili più potenti ad oggi disponibili sul mercato. Sulla carta è difficile pensare a qualcosa che gli manchi. Magari avremmo rivisto qualche porta (es. 2 USB-C e 2 USB-A potevano essere un buon compromesso), tanto più che in confezione che anche un caricabatterie USB-C da viaggio, che quindi potrebbe occupare l’unica porta di questo tipo disponibile. Manca la webcam, è vero, ma sempre in confezione ne troviamo una da collegare ad una USB-A. E poi c’è anche una generosa batteria perché per alimentare tutto questo hardware ce ne vuole eccome (ma di questo riparleremo a breve).

Nota finale: la RAM è espandibile, almeno in parte. Uno dei due blocchi è saldato ma l’altro no, il che significa che potete arrivare a 48 GB nella configurazione 16+32. Per quanto riguarda lo spazio di archiviazione ci sono già due SSD da 1 TB in RAID0, che dovrebbero essere sufficienti anche per i giocatori più esigenti. Ma veniamo ad un po’ di benchmark che in questo caso si rivelano particolarmente interessanti.

  ROG Zephyrus Duo Zephyrus G14 Zephyrus S
3DMark 8.415 (Time Spy) 6.000 (Time Spy) 7.530 (Time Spy)
PCMark 10 7.294 6.877 7.164
GeekBench 4 single-core 6.000 5.280 4.930
GeekBench 4 multi-core 29.400 30.000 21.150
GeekBench 4 GPU 230.000 RTX2080 Super Max-Q 190.000 RTX2060 Max-Q 228.000 RTX2080 Max-Q
Crystal Disk lettura 3.505 MB/s 1.820 MB/s 1.705 MB/s
Crystal Disk scrittura 3.310 MB/s 1.778 MB/s 995 MB/s

Siamo rimasti in casa ASUS per 2 motivi: 1) non è facile trovare un concorrente per Zephyrus Duo, e guarda caso ASUS aveva proprio i modelli adeguati 2) è in un certo senso più equo confrontare portatili dello stesso brand, perché si appianano certe diversità dovute appunto al diverso OEM. Detto questo, veniamo a noi.

Il confronto più interessante è senz’altro quello tra l’i9-10980HK dello Zephyrus Duo ed il Ryzen 9 4900HS dello Zephyrus G14. GeekBench 4 sembra assegna la vittoria single core al primo, anche abbastanza nettamente, ed il multi-core al secondo, più di misura. Anche GeekBench 5 (non riportato in tabella) sostanzialmente concorda: 1.300 punti per Intel in single-core contro i 1.200 di AMD, e 7.460 punti in multi-core per Intel contro 7.775 di AMD. Ma attenzione, perché dobbiamo citare anche Cinebench R20, che attribuisce 485 e 486 punti in single-core rispettivamente al chip di Intel ed a quello di AMD (ovvero un pareggio netto, dato che un po’ di incertezza statistica c’è sempre), e 3.800 e 4.214 punti in multi-core ribadendo invece la vittoria di AMD in questo ambito.

Insomma, mentre in single-core la partita sembra più aperta, nelle operazioni multi-core tutti concordano che la soluzione di AMD sia in vantaggio, più o meno marcato, e tutto ciò a fronte di un TPD inferiore di 10 Watt rispetto al processore di Intel. Andare poi a riflettere questi numeri sull’utilizzo reale è davvero dura, ma del resto i benchmark sono qui apposta: per (provare a) misurare ciò che altrimenti sarebbero solo “impressioni”.

Abbiamo incluso nella comparativa un altro ASUS non tanto per parlare di processori (nel suo caso c’è un i7-8750H, che con i suoi 6 core non può sperare di competere con gli 8 degli altri due chip) quanto di schede video: il progresso dalla RTX2080 “normale” alla Super sembra davvero poca cosa, almeno secondo GeekBench, ovvero in termini puramente di calcolo. Attenzione quindi a non desumere che non ci siano reali differenze, perché queste stanno, ad esempio, nel migliore supporto DLSS 2.0, o nella nuova architettura Max-Q, che nel caso della Super dovrebbe diminuire i consumi senza impattare sulle prestazioni, ad esempio grazie al Dynamic Boost che regola sia la frequenza della GPU che della CPU, in modo da far salire l’una o scendere l’altra a seconda delle esigenze.

9.0

Schermo

Lo schermo principale di Zephyrus Duo è un bel 4K (non HDR). Il display è infatti calibrato di fabbrica e “Pantone Validated“, dotato di un’ampia copertura sRGB e Adobe RGB, entrambi prossimi al 100% (quest’ultima una vera rarità). Non è touch, non è rivestito in vetro, ed anzi è opaco. Ciò limita un po’ la luminosità massima, che arriva comunque a 350 nit costanti, che nell’uso indoor non danno problemi nemmeno in prossimità di una finestra, proprio grazie alla finitura che ostacola i riflessi.

Potete abilitare il G-Sync direttamente dall’app ASUS Armoury Crate, in modo da garantire una fluidità di qualità superiore ma compromettendo la batteria, dato che userete sempre la GPU NVIDIA in luogo della integrata Intel, anche quando non starete giocando. In ogni caso, per i veri gamer, è consigliata l’opzione con schermo full HD a 300 Hz, che ha anche un tempo di risposta grey-to-grey di 3 ms, e che offre senz’altro l’esperienza di gioco migliore, priva di ghosting, tearing e altri difetti, a scapito ovviamente della risoluzione.

Opaco è anche lo ScreenPad Plus, dotato però di touch screen. Questo secondo schermo è inclinato di 13° verso l’utente, favorendo un buon colpo d’occhio se seduti di fronte al portatile. Confesso che a volte avrei voluto cambiarne un po’ l’inclinazione, ma purtroppo non è possibile, perché il suo meccanismo di apertura è legato a quello dello schermo principale. Una nota importante va fatta però sulla rigidità dello ScreenPad Plus: è solido. Anche premendolo con una certa forza (cosa della quale non vediamo particolare necessità nell’utilizzo pratico, ma che abbiamo comunque fatto per amore di scienza), lo vedrete flettersi solo in minima parte e solo verso il centro. In generale la sensazione di rigidità che restituisce non sarà paragonabile a quella di uno smartphone, ma poco ci manca. Questo perché il retro dello schermo è supportato dalla stessa lega magnesio-alluminio che riveste il resto della scocca, e che dona quindi ulteriore solidità alla sua struttura.

6.5

Autonomia

A dispetto della batteria da 90Wh, Zephyrus Duo non ha certo un’autonomia elevata, soprattutto nella versione 4K (in full HD dovreste fare circa il doppio in ogni cambito. Lo schermo infatti è una fonte di drain costante, ma anche il processore non scherza: basta iniziare a sfruttarlo un minimo che il suo consumo si fa sentire. Si riesce comunque ad utilizzarlo anche lontano dalla presa di corrente, e se non aveste bisogno di sfruttarlo per compiti particolarmente gravosi, l’alimentatore USB-C da 65W è anche relativamente leggero, sia in rapporto al peso del portatile che a quello dell’alimentatore principale da 240W. Ecco comunque il consueto specchietto di PCMark10.

  • Idle: 8 ore (luminosità minima, risparmio energetico massimo, secondo schermo spento: 7 ore circa con secondo schermo acceso)
  • Gaming: 50 minuti (luminosità massima, prestazioni massime, secondo schermo spento)
  • Ufficio (scrittura, navigazione, video conferenza): 5 ore (luminosità a 25, batteria migliorata, secondo schermo spento)
  • Video: 5 ore e 10 minuti (luminosità a 25, audio a 25, risparmio energetico massimo, secondo schermo spento)

Al contrario di altre volte, posso confermare le ore di lavoro calcolate da PCMark 10 anche in relazione alla mia attività quotidiana (navigazione, office, chat, un po’ di foto ritocco e multimedia), questo perché comunque, per quanto la mia attività sia un po’ più pesante di quella simulata dal benchmark, non è così importante da aver bisogno di troppa potenza in più da parte del sistema, segno anche di quanto quest’ultimo sia decisamente più potente della media.

9.5

Esperienza d'uso

ROG Zephyrus Duo ti vizia, perché è una di quelle macchine con le quali non devi chiederti se “può farlo”: dai per scontato che possa, ed è (quasi) sempre così. Come tutti i ROG, è un portatile che trasuda potenza anche solo dal suo aspetto, ma la cosa più piacevole è che questo non significa che sia come avere tra le mani un jet in decollo. La rumorosità del sistema si assesta infatti intorno ai 46-47 decibel, pur essendo stabile e con temperature che anche sotto stress test di AIDA64 arrivano al massimo intorno ai 90°. Volendo, via software potete spingere le ventole anche più in su, portando la rumorosità oltre i 50 decibel (soglia comune a molti portatili gaming) e le temperature di qualche grado più in basso, ma dovrete ricorrere alle impostazioni manuali per farlo, perché nessuno dei preset ASUS lo consente. Di contro, soprattutto se con alimentatore collegato, è difficile che il sistema vada sotto i 30db, ed un certo ronzio lo sentirete quasi sempre.

È stato bello vedere esportare un video su Premiere a questa macchina, non soltanto per la rapidità record con cui l’ha fatto, ma anche per la relativa tranquillità. La CPU non è mai scesa sotto i 4 GHz di clock su tutti i core, e tutto ciò con una temperatura media intorno agli 80°. Si poteva insomma spingere ancora di più, considerando che le frequenze di boost arrivano fino a 5,3 GHz.

Il Core i9-10980HK si comporta sempre bene, riuscendo a rimanere su di giri (2,8-3 GHz), con temperature sotto i 90°, anche con carichi prolungati e ben più pesanti di Premiere, facendo registrare un assorbimento di potenza che a regime è di 45W costanti. Proprio il consumo rappresenta il suo principale difetto, non solo dal punto di vista del calore generato, e quindi del raffreddamento, che ASUS sembra in effetti in grado di garantire in ogni circostanza, quando per l’autonomia. La principale fonte di dispendio energetico può infatti diventare facilmente il processore, portando a repentini cali di autonomia che non avevamo registrato ad esempio nel ROG G14, dove il Ryzen 9 4900HS riusciva ad essere più costante e meno energivoro.

Uno dei punti di forza di Zephyrus Duo però è senz’altro il secondo schermo, che rispetto allo ZenBook Pro Duo è ora più simile a quello principale, dal punto di vista della resa visiva. Sono infatti entrambi opachi, entrambi IPS (sul Pro Duo c’era un OLED), e bene o male i contenuti si vedono (quasi) alla stessa maniera su entrambi. Per quanto la distanza fisica che separa i due display sia aumentata, dando più l’idea che siano proprio due monitor separati, la maggiore uniformità ci è piaciuta, e del resto non c’è nulla di male nel considerarli due schermi distinti. Sono poche le applicazioni che possano trarre vantaggio dall’essere “spalmate” su due schermi (Premiere è una delle poche eccezioni, ma perché ha una sua struttura modulare, così come altre applicazioni per montaggio video e grafica), ed il vero vantaggio consiste nell’avere a portata di mano più applicazioni diverse, dando a quelle più importanti lo schermo principale e relegando le altre in quello più piccolo.

Dal punto di vista della produttività, ci sono degli innegabili vantaggi, che abbiamo ritrovato anche nel quotidiano, avendo ad esempio chat e video a portata di mano nello ScreenPad Plus, ed il browser in full screen nel pannello più grande. ASUS poi ha sempre personalizzato bene il software per la gestione del secondo schermo, consentendo di spostare facilmente applicazioni da uno all’altro, e soprattutto permettendo all’utente di creare fino a 4 layout da richiamare con un semplice clic. Potete infatti disporre le applicazioni che volete sui due schermi e poi salvare un’istantanea della loro posizione: vi basterà quindi premere sulle scorciatoie presenti sullo ScreenPad Plus per richiamare i programmi memorizzati nella esatta posizione in cui li volete. Personalmente è una delle funzioni che uso più spesso e che davvero velocizza il mio flusso di lavoro quotidiano.

Ma questo è un portatile gaming, ed allora ecco che Armoury Crate, l’applicazione di ASUS per la gestione dei profili energetici e di vari elementi del sistema, è una di quelle che meglio si adattano allo ScreenPad Plus, con una grafica che occupa perfettamente tutto lo spazio disponibile dandovi un rapido colpo d’occhio sullo stato del sistema, e permettendovi di cambiare al volo alcuni parametri, come la funzionalità del tasto Windows o addirittura disabilitando il touch dello ScreenPad Plus, in modo che non possa rubare il focus al gioco in esecuzione sul pannello principale. E poi potete utilizzare il secondo schermo per gestire lo streaming o la registrazione di quello principale, semplificando così le dirette o la registrazione di sessioni di gioco. Ci sono insomma tanti perché nell’utilizzo di un secondo schermo, gli stessi che bene o male avreste con due monitor, con il vantaggio che qui è tutto integrato, ed il fatto che lo ScreenPad Plus non sia grandissimo può anche essere un vantaggio, perché per molte cose c’è bisogno solo di un po’ di spazio in più e non di due schermi identici. Ovviamente ci sono le dovute eccezioni a questa regola.

Spinto quindi da un sistema che vi invita a metterlo alla prova, ho voluto giocare solo in 4K con questo Zephyrus Duo, evidenziando così ancor di più un limite che non è proprio di questa macchina, quanto del gaming su PC in generale: l’enorme richiesta di hardware da parte dei giochi moderni. Nessuno dei titoli che ho giocato di più (Overwatch, Doom Eternal, Death Stranding e Red Dead Redemption 2) riesce a girare in 4K al massimo dettaglio; girano tutti bene in termini di frame rate, sono tutti godibili senza limitazione alcuna, ma ci sono delle differenze importanti tra uno e l’altro.

Overwatch e Doom Eternal vanno infatti abbastanza vicini al massimo dettaglio anche in 4K, ma se volete rimanere intorno ai 60 fps dovrete rinunciare a qualcosa anche con loro. Passando in full HD le cose ovviamente cambiano, e riuscirete a godere di ogni effetto grafico presente e/o con framerate anche triplicati. Un discorso abbastanza simile vale per Death Stranding, che in 4K e con dettagli abbastanza ridotti è fisso sui 60fps, mentre in full HD riuscirete a godere di ogni effetto ma con framerate solo raddoppiato. Fanalino di coda è RDR2, che non solo non potrete “maxare” in 4K, dove gira sui 70 fps con qualità quasi al minimo, ma nemmeno in full HD (dove però, a parità di dettagli con il 4K, viaggerete intorno ai 150 fps), dove non riesce ad essere giocabile se imposterete la massima qualità grafica. E se non ce la fa questo Zephyrus Duo, quale altro portatile dovrebbe farcela?

Non voglio continuare oltre un discorso che mi porterebbe facilmente fuori rotta, mi interessava intanto darvi uno spaccato di come e quanto bene possano girare alcuni giochi su una macchina del genere, e nel video qui sopra trovate ampi esempi di gameplay che lo dimostrano. Rimane un po’ assurdo il fatto che ci siano in commercio titoli che nemmeno con un hardware simile potrete giocare al massimo delle loro possibilità, ed in questo caso la colpa è davvero tutta del software.

Tornando invece per un attimo all’hardware, lode all’audio di questo Zephyrus Duo, superiore alla media un po’ in tutto, anche in cuffia. Potenza, profondità, bassi: c’è tutto ciò che occorre per godere al meglio dei vostri giochi, anche ad alti volumi, senza distorsioni. E se voleste approfittarne anche per qualche bel film, non ci sarebbe certo nulla di male, no?

6.5

Prezzo

Ci vogliono 4.499€ per lo Zephyrus Duo che abbiamo provato, al momento la sola configurazione disponibile in Italia sullo store ufficiale dell’azienda. Sono tanti soldi? Certo. Ma è anche difficile paragonarlo a qualcosa di diverso, perché è di fatto l’unico laptop (gaming) con due schermi sul mercato. E se anche non considerassimo lo ScreenPad Plus, rimarrebbero comunque delle specifiche di altissimo profilo. Ovviamente c’è modo di spendere di meno (c’è sempre modo di spendere meno!), ed anche rimanendo in casa ASUS il ROG G14 aveva un rapporto prezzo/prestazioni senz’altro superiore, ma non è solo questo il punto, perché per quanto vi sforziate non troverete nulla di davvero paragonabile a Zephyrus Duo, e da che mondo e mondo i pezzi unici hanno il loro prezzo.

Al momento tra l’altro lo Zephyrus Duo si trova solo sullo store di ASUS e non su Amazon o altri negozi online. Fintanto che le cose rimarranno così sarà anche difficile che avvenga il fisiologico calo di prezzo che dovrebbe via via renderlo più appetibile.

Foto

Giudizio Finale

ASUS ROG Zephyrus Duo

9.0

ASUS ROG Zephyrus Duo

ASUS ha fatto tesoro dell'esperienza maturata con ZenBook Pro Duo ed ha realizzato quello che era un portatile predestinato: ROG Zephyrus Duo, il primo dual screen da gaming al mondo. E tanto per renderlo ancora più unico, al suo interno troviamo un hardware da fare invidia, assemblato con sapienza ed attenzione, allo scopo di offrirvi l'esperienza più veloce e completa che possiate desiderare. Gli unici limiti di questa soluzione li potete facilmente immaginare: peso, autonomia e prezzo. Sui primi due ASUS ha fatto tutto il possibile, e siamo sicuri che farà ancora meglio nelle future generazioni; al prezzo penserà invece il tempo, anche se potrebbe volerci un po' di tempo (scusate il gioco di parole).

di Nicola Ligas
Pro
  • Overkill
  • ScreenPad Plus ben supportato
  • Tastiera piacevolissima
  • Curato in ogni dettaglio
Contro
  • Prezzo
  • Autonomia
  • Peso e ingombro superiori alla media dei 15''
  • Ventole spesso presenti
  • Iconoclaster

    4k su un 15″ sono abbastanza ridicoli.
    Dov’è il modello 17″??? Sarebbe ora di finirla coi pc grandi come un quadernino e gli smartphone padelloni enormi invece.
    4500€ sono troppi per chiunque: ci puoi compare un’automobile usata. Massimo 3500 avverrebbe avuto più senso.
    Max-Q no, costa di più e hai di meno (es. 2080 mq = 2070)