ASUS ROG Zephyrus Duo 16: recensione di un mostro di potenza (e prezzo)

Nicola Ligas
Nicola Ligas

ASUS ROG Zephyrus Duo 16 (2022) è l'ultimo nato nell'ormai prolifica famiglia di notebook con due schermi del produttore taiwanese. Questo form-factor così originale, ed ancora oggi non imitato, è stato di volta in volta affinato, fino a raggiungere con questo modello "la perfezione". Ma a quale costo?

PRO

  • Lo stato dell'arte dei dual-screen
  • Prestazioni elevate
  • Ottimi display (entrambi)
  • Audio di buona qualità

CONTRO

  • Prezzo proibtivo
  • Tastiera e touchpad (inevitabilmente) sacrificati
  • La portabilità non è il suo forte
  • Lo ScreenPad Plus deve ancora trovare la sua killer feature

Unboxing

ASUS ROG Zephyrus Duo 16 2022 unboxing

La confezione di ROG Zephyrus Duo 16 2022 è piuttosto ricercata nel design, ma il contenuto non riserva invece particolari sorprese. Oltre a notebook ed alimentatore da 280 Watt c'è infatti solo un supporto pieghevole, che potete usare per inclinare ulteriormente il laptop verso di voi, favorendo un maggiore ricircolo d'aria e rendendo un po' più comodo raggiungere la tastiera. 

Considerando il prezzo complessivo, un alimentatore USB-C da viaggio e/o altri accessori sarebbero stati graditi, tanto che l'esperienza di unboxing si esaurisce in poco tempo.

Qualità Costruttiva

ASUS ROG Zephyrus Duo 16 2022 costruzione

Se nessuno finora ha provato a seguire le orme di ASUS con i notebook dual-screen una ragione ci sarà; o probabilmente anche più di una. Le difficoltà costruttive, e quindi i costi, sono sicuramente tra queste, e generazione dopo generazione ASUS ha ulteriormente affinato la sua tecnica.

ROG Zephyrus Duo 16 2022 è pesante (2,6 Kg + un altro chilo di alimentatore), ma tutto considerato era difficile fare altrimenti.

Se lo osservate da chiuso però, sembra solo un notebok un po' più spesso del normale, in linea con i modelli gaming top di gamma; difficile indovinare che la suo interno ci siano due schermi.

Ed il meccanismo che sorrege lo ScreenPad Plus è veramente solido, e non dà mai la sensazione di cedimento. Si alza naturalmente via via che sollevate lo schermo principale, fino a fermarsi quando questo è a circa 135° di inclinazione. Premendo, anche con insistenza, sul secondo schermo non lo sentirete mai flettere o vacillare.

Ed ora ASUS ha anche aggiunto un tocco di design in più. Nello spazio che viene a crearsi tra ScreenPad Plus e tastiera, quando sollevate il secondo display, c'è una striscia in vetro che lascia intravedere il logo ROG ed alcune coordinate geografiche (puntano alla sede ASUS di Taipei).

Molto bella anche la trama puntinata su metà della cover dello schermo, tanto più che si tratta di metallo, presente ovunque sulla scocca del laptop.

C'è anche un buon numero di porte, tra le quali non manca nemmeno un lettore microSD (peccato non full size) disseminate sui 3 lati del notebook; una piccola scomodità, cui la maggior parte dei notebook gaming ci hanno già abituato.

Utima ma non meno importante nota: l'aggiornabilità. Sia RAM che SSD possono essere espansi facilmente: ci sono due SO-DIMM e due slot SSD M.2 facilmente accessibili ed espandibili. Casomai sentiste l'esigenza di spendere altri soldi! 

Tastiera e touchpad

ASUS ROG Zephyrus Duo 16 2022 tastiera

Tastiera e touchpad sono anche i nomi dei due più grandi compromessi che la presenza di un secondo schermo porta con sé, ma in questo ROG Zephyrus Duo 16 2022 ASUS ha fatto tutto il possibile per mitigarli.

La tastiera è prossima a toccare il bordo del laptop, ma essendo quest'ultimo di spessore abbastanza ridotto non è scomodo usarla senza poggiapolsi (ma se fosse stato incluso in confezione non ci sarebbe dispiaciuto).

A livello di tasti non è cambiato molto: n-key rollover, corsa di 1,7 mm, illuminazione RGB per ogni singolo tasto, con software Aura Sync per gestire i vari modelli di illuminazione, ed in generale una risposta ottima e precisa, ma soprattutto silenziosa e ben "ammortizzata", in modo che quando schiaccierete con forza quei tasti come se la vostra vita dipendesse da quello, il vostro alter-ego digitale risponda prontamente.

Ancor più sacrificato è il touchpad, che però, rispetto per esempio al modello 2020, guadagna il clic fisico. Se ne vanno cioè i tasti dedicati a clic destro e sinistro, ed è il touchpad stesso ad essere cliccabile (come del resto succede nel 99% dei portatili). Questo non solo amplia un po' la superficie a sua disposizione, ma lo rende anche più piacevole e immediato da usare. Inoltre, con la pressione di un tasto, il touchpad diventa tastierino numerico, utile in particolare qualora avete un mouse collegato.

Tutto quello che si poteva fare, insomma, ASUS l'ha fatto, per cercare di minimizzare il discomfort dovuto al posizionamento insolito dei due dispositivi di input, e di questo non possiamo che renderle merito. E poi bisogna anche considerare che parliamo di un portatile gaming: il touchpad è subordinato all'utilizzo di un mouse, e della tastiera non è importante tanto il numero di battute al minuto, quanto tutti gli altri elementi dei quali abbiamo già parlato.

Scheda Tecnica

Rispetto alla versione standard disponibile in Italia e presente sul sito ASUS, il modello che abbiamo provato noi ha il doppio della RAM, ma il resto delle specifiche sono praticamente invariate. Eccole riassunte come sempre qui sotto:

  • Schermo principale: 16'' 2560 x 1600 pixel, 16:10, 165 Hz
  • ScreenPad Plus: 14" 3840 x 1100 IPS touch con supporto stylus
  • CPU: AMD Ryzen 9 6900HX
  • GPU: NVIDIA GeForce RTX 3080 Ti con 16GB GDDR6
  • RAM: 32 GB DDR5-4800
  • Archiviazione: 1 TB SSD M.2 NVMe PCIe 4.0
  • Webcam: 720p@30fps IR per Windows Hello
  • Porte: 2x USB 3.2 Gen 2 Type-A, 1x USB-C 3.2 Gen 2 con supporto display, ricarica e G-SYNC, 1x USB-C 3.2 Gen 2 con supporto display, HDMI 2.1, RJ45, jack audio combo
  • Connettività: Wi-Fi 6E, Bluetooth 5.2
  • Batteria: 90 Wh con ricarica a 280 Watt
  • Peso: 2,6 Kg
  • OS: Windows 11 Home

Di fronte ad una scheda tecnica del genere c'è poco da commentare.

Tutto è stato cucito a misura, come un abito. Il display ha la giusta risoluzione per sfruttare bene l'hardware, e per non tirare un'ulteriore mazzata alla batteria, già messa a dura prova. A questo proposito potevamo chiedere ad ASUS qui 9 Wh in più per arrivare al limite di 99, ma difficilmente sarebbe stata una grande svolta.

La webcam è purtroppo solo 720p, ma almeno al suo fianco ci sono i sensori per il riconoscimento 3D del volto e lo sblocco sicuro tramite Windows Hello. Chi voglia darsi allo streaming avrà senz'altro un accessorio dedicato, mentre per una videoconferenza può andare, per quanto non certo al vertice.

Buona inoltre la dotazione di porte, anche se delle due USB-C una sola supporta il power delivery (non è certo la fonte principale di alimentazione, dato che ci vuole una porta dedicata), e la distribuzione delle porte è tutt'altro che omogenea. L'assenza di SD è un po' un peccato, dato che il fianco destro sembra vuoto, ma l'arrangiamento interno dei componenti in un notebook del genere deve essere un particolare grattacapo, quindi non insisteremo oltre; tanto più che si tratta appunto della linea ROG, non di quella Zenbook, ed in un'ottica gaming tutte le SD sono praticamente irrilevanti.

Nota finale per lodare la ricezione Wi-Fi: buona anche laddove altri stentano e con varie accortezze software per massimizzarla durante il gaming, come da tradizione.

Schermi

ASUS ROG Zephyrus Duo 16 2022 ScreenPad Plus

Non basta impiegare due display per fare bene, bisogna anche che questi siano all'altezza, ed ASUS ha qui trovato il bilanciamento ideale.

Lo schermo principale è in 16:10, formato che ormai si è imposto. La risoluzione, come già osservato, è commisurata all'hardware. Il refresh di 165Hz è forse il solo elemento "ok", ma anche probabilmente il miglior compromesso prezzo/benefici.

Il pannello è di tipo mini LED, certificato VESA DisplayHDR 1000, a 10-bit, con supporto Dolby Vision, ma anche con contenuti SDR raggiunge una luminosità massima intorno ai 650 nit, un valore assolutamente la vertice e disponibile su ben pochi portatili. La calibrazione di fabbrica inoltre (in SDR) è particolarmente buona, e ci sono anche vari preset per ottimizzare il colore a seconda dell'utilizzo (racing, RTS/RPG, FPS, cinema, eyecare, vivid, scenery e default).

Lato ludico segnaliamo i 3ms di tempo di risposta, altro valore molto buono, ed il supporto Adaptive Sync. A scanso di equivoci, questa volta non è un pannello touch, e va bene così (prezzo e peso inferiori).

Lo ScreenPad Plus è invece un pannello in 3.840 x 1.110 pixel (in questo caso forse sì, anche troppi pixel, magari fatti per allinearsi con la variante dotata di schermo principale 4K), touch, non altrettanto luminoso come quello principale, ma comunque in grado di arrivare a 350 nit, più che sufficienti per un confortevole. In questo caso niente supporto HDR e refresh fisso sui 60Hz, ma nessuno avrebbe preteso diversamente. In compenso però, anche se non incluso in confezione, c'è il supporto stylus.

Calman schermo principale

Calman ScreenPad Plus

Benchmark e Temperature

  ROG Zephyrus Duo 16 Lenovo Legion 7 ASUS ROG Zephyrus S17
3DMark (Port Royal) 7915 7540 7100
PCMark 10 10100 9667 9648
GeekBench 5 single-core 1637 1540 1630
GeekBench 5 multi-core 10520 8620 9700
GeekBench 5 GPU (RTX) 146200 133200 133000
Procyon 8350 (photo) / 6505 (video) 7220 (photo) / 5950 (video) 7900 (photo) / 7620 (video)
Cinbench R23 1611 (single) / 14650 (multi) 1480 (single) / 13665 (multi) 1580 (single) / 14300 (multi)
CrystalDisk lettura 6750 MB/s 3330 MB/s 7075 MB/s
CrystalDisk scrittura 4700 MB/s 3000 MB/s 5230 MB/s

Zephyrus Duo 16 è, senza tanti mezzi termini, il notebook più potente che abbiamo mai provato. I numeri qui sopra parlano da soli: sia il laptop di Lenovo (Ryzen 9 5900HX + RTX 3080 + 32GB) che l'altro di ASUS (i9-11900H + RTX 3080 Max-Q + 32 GB) vengono superati in ogni singolo test (l'eccezione è Procyon su Premiere Pro, ma è una differenza così netta che è senz'altro dovuta ad aggiornamenti del benchmark e/o del programma di Adobe).

Ciò è possibile, oltre che per merito del nuovo hardware, grazie ad un sistema di raffreddamento unico nel suo genere: AAS Plus 2.0. Ampie prese d'aria da 28,5mm, Thermal Grizzly's Conductonaut Extreme per il raffreddamento della CPU, 5 condotti di calore, 4 dissipatori con alette di rame ultrasottili da 0,1mm, ed una gestione del flusso d'aria cucita a misura di uno chassis con più aperture della media.

Il risultato è che con un carico al 100% la CPU può assorbire fino ad 80 Watt, garantendo un clock intorno ai 4,4 GHz. Con anche la GPU al 100% la potenza della CPU scende fino a 50 Watt, con clock di 3,3 GHz (che poi è il base clock), mentre la GPU può arrivare ad assorbire fino a 165 Watt in modalità manuale (140 Watt in automatico).

L'altra buona notizia è che anche impostando le prestazioni massime, le temperature sulle CPU non vanno oltre i 90°. Potete mettere in crisi il sistema solo con l'overclock, gestibile direttamente dall'applicazione armoury crate di ASUS.

Unico lato negativo: le ventole raggiungono i 50db di rumorosità al massimo dei giri. È praticamente l'unico svantaggio di uno chassis del genere, che massimizza sì il flusso d'aria, ma contiene meno la rumorosità. Anzi, è quasi da lodare ASUS per essere comunque riuscita a contenerne un minimo il rumore. Il suono che le ventole producono non è troppo acuto, ma ovviamente si fa sentire, ed un buon paio di cuffie, magari a cancellazione del rumore, sono l'ideale per non esserne minimamente disturbati.

Esperienza d'uso

Giocare con ROG Zephyrus Duo 16 2022 è un piacere. 90 frame al secondo medi, sia in Marvel's Spider-Man che in Marvel's Guardians of the Galaxy, con risoluzione massima, impostazioni grafiche su ultra (ray tracing incluso), e DLSS su qualità.

Mai un problema di stabilità, ma un riavvio spontaneo, mai nulla di fuori dal prevedibile. Ecco, se dovessimo usare un termine per descriverlo sarebbe proprio questo: prevedibile.

È una macchina così solida e affidabile, che una volta che gli avrete preso le misure saprete esattamente cosa aspettarvi.

Peccato che i 6 altoparlanti, con woofer dual-force canceling e supporto Dolby Atmos, che suonano molto bene, siano un po' adombrati dal rumore delle ventole.

Già che siamo a parlare di audio, anche i 3 microfoni catturano molto bene la voce, ed il software pulisce altrettanto bene i rumori di fondo; il "collo di bottiglia" è semmai la webcam 720p, la cui qualità non è certo la migliore che si possa trovare oggigiorno. Buono invece il riconoscimento del volto, anche se non proprio il migliore mai provato: con un paio di cuffie in testa lo sblocco è spesso fallito, e abbiamo dovuto ricorrere all'atavico PIN di ingresso.

Stiamo cercando il pelo nell'uovo, perché in quanto portatile gaming non c'è praticamente nulla da eccepire a quest'ultimo ROG, anche dal punto di vista software.

Armoury Crate, il gestionale di ASUS, è migliorato con il passare del tempo: più stabile, più affidabile, più tradotto in italiano (qualche pezzettino qua e là ancora mancava). È il vostro programma unico per la gestione del dispendio energetico, per gli aggiornamenti, per l'illuminazione, l'audio, i profili colore e tanto altro; non da ultimo per la modalità d'uso della GPU: solo RTX, solo grafica integrata, o due modalità di switch automatico (una gestita da ASUS, l'altra da Windows). Il concetto è che se volete il massimo delle prestazioni dovrete usare la modalità Ultimate, altrimenti quella ottimizzata da ASUS è la migliore (disattiva la GPU discreta quando a batteria).

Lasciando per un attimo da parte i giochi (è dura farlo con un portatile del genere!), quello che abbiamo tra le mani è una workstation che è a suo agio con i compiti più pesanti, dotata per lo più di un secondo schermo.

La sua comodità è innegabile nell'uso di tutti i giorni: per ampliare lo spazio a disposizione dei programmi più complessi (es. la timeline in basso, mentre i monitor sono sullo schermo principale), per gestire più finestre dei software che usiamo ripetutamente e saltuariamente durante il corso della giornata, per tenere sempre a portata di mano gli strumenti più utili.

Il software di ASUS gestisce facilmente il ridimensionamento di fino a 3 finestre affiancate sullo ScreenPad Plus, consente di lanciare velocemente le vostre app preferite, di prendere appunti, o anche di usarlo come un gigantesco touchpad. Il punto è che, soprattutto in un portatile gaming, è il secondo schermo in sé ad avere meno senso che non in un portatile lavorativo. E dal punto di vista ludico anche ASUS fatica a trovargli una killer feature che giustifichi davvero la sua presenza. Pensate al suo costo, sia in termini monteari, che di design; toglietelo dall'equazione, ed avrete un altrettanto valido notebook gaming, che costerà molto meno.

Sembra invitante, vero?

Autonomia

L'autonomia non può certo essere uno dei punti di foza di un portatile del genere, ma dobbiamo dare merito al notebook di ASUS di provarci. I valori di PCMark 10 qui sotto sono stati ottenuti disattivando del tutto la RTX, a scanso di equivoci, e corrispondono al vero per quanto riguarda la sfera lavorativa: ci farete sul serio 6-7 ore con navigazione, chat e fotoritocco, che per questo ROG sono attività leggerissime. Attenzione però: appena si spinge sull'acceleratore, la batteria scende a vista d'occhio.

  • Idle (ScreenPad Plus spento, massimo risparmio energetico, minima luminosità): 9 ore
  • Gaming (ScreenPad Plus acceso, massime prestazioni, massima luminosità): 1 ora
  • Modern Office (scrittura, navigazione e video conferenza separati da brevi periodi di riposo):
    • 7 ore con ScreenPad Plus spento
    • 5 ore e 40 minuti con ScreenPad Plus acceso

Prezzo

4.199€ è il prezzo di listino di ROG Zephyrus Duo 16 (ma la versione che abbiamo provato noi si trova su Amazon a ben 4.499€).

Sicuramente siamo di fronte ad un hardware di primo livello, al quale dovete aggiungere tutto il know-how costruttivo di ASUS nel realizzare un prodotto che di fatto non ha rivali al mondo, e questo significa anche pagare di più della mera somma del prezzo dei suoi componenti. Per pochi, fortunati.

Come dicevamo nel video però, abbiamo una sfida per ASUS: realizzare un ROG come questo, ma senza ScreenPad Plus. il suo chassis è vincente dal punto di vista termico, e senza il secondo schermo potrà essere altrettanto efficiente, ma meno costoso e più leggero. Magari ASUS saprà inventarsi qualcosa di utile, o anche solo delle ulteriori ventole; qualcosa insomma che massimizzi le performance, ma non i costi. Se c'è un produttore che osa, quello è ASUS: è letteralmente il suo motto.

Su alcuni dei link inseriti in questa pagina SmartWorld ha un'affiliazione ed ottiene una percentuale dei ricavi, tale affiliazione non fa variare il prezzo del prodotto acquistato. Tutti i prodotti descritti potrebbero subire variazioni di prezzo e disponibilità nel corso del tempo, dunque vi consigliamo sempre di verificare questi parametri prima dell’acquisto.

Giudizio Finale

ASUS ROG Zephyrus Duo 16

ROG Zephyrus Duo 16 è uno dei portatili più potenti che potreste acquistare al momento. Il fatto che abbia due schermi, ed il peculiare design che ne consegue, è propedeutico ad un sistema di raffreddamento allo stato dell'arte, che consente di spingere sia il processore di AMD che la GPU di NVIDIA ai limiti del possibile per un notebook. In più lo ScreenPad Plus ha un posizionamento ottimizzato, e si rivela comodo in molte occasioni, aprendo scenari d'uso altrimenti impossibili. C'è però uno scotto da pagare, in termini di uso di tastiera e touchpad, di ingombro, e, non da ultimo, di prezzo. Prima che una tecnologia simile possa diventare mainstream ci vorranno infatti ancora (diversi) anni, putroppo.

Sommario

Unboxing 6.5

Qualità Costruttiva 9

Tastiera e touchpad 8.5

Scheda Tecnica 9.5

Benchmark e Temperature 10

Esperienza d'uso 9

Autonomia 7

Prezzo 6

Voto finale

ASUS ROG Zephyrus Duo 16

Pro

  • Lo stato dell'arte dei dual-screen
  • Prestazioni elevate
  • Ottimi display (entrambi)
  • Audio di buona qualità

Contro

  • Prezzo proibtivo
  • Tastiera e touchpad (inevitabilmente) sacrificati
  • La portabilità non è il suo forte
  • Lo ScreenPad Plus deve ancora trovare la sua killer feature

Nicola Ligas
Nicola Ligas Nicola è caporedattore su SmartWorld.it, e per questo motivo è odiato da tutti. I colleghi. Gli piace credere che il suo lavoro semplifichi la vita agli altri, in qualche modo. Ma non ai colleghi. Nel tempo libero cerca di complicare la sua vita, con nuovi progetti che non ha mai tempo di realizzare. Per fortuna. Dei colleghi.
Mostra i commenti