9.0

Recensione ASUS ROG Zephyrus G14: il canto di guerra di AMD (foto e video)

Nicola Ligas -




Recensione ASUS ROG G14

ASUS ROG G14 è qualcosa di nuovo. Lo si capisce da subito, guardandolo, con le sue linee così diverse da quelle degli altri ROG. E l’estetica è solo l’inizio di un PC che anche all’interno si discosta dalla massa, con l’adozione del Ryzen 9 4900HS, l’ennesimo guanto di sfida di AMD ad Intel.

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8.5

Costruzione

ROG G14, come lascia intuire il nome, è un 14 pollici. Dimensione insolita per un PC gaming, che di solito prediligono tagli più importanti. Qui ASUS però ha voluto dare spazio anche alla portabilità, contenendo non solo le dimensioni, ma anche il peso. Il risultato è un notebook compatto ma robusto, realizzato in lega di alluminio e magnesio, con una bella zigrinatura che gli dona non solo brillantezza, ma contrasta anche efficacemente le impronte digitali.

Presente la soluzione ErgoLift, ormai quasi standard in certi portatili di ASUS, che prevede di rialzare la base all’apertura dello schermo. Una caratteristica che ci convince sia dal punto di vista del ricircolo dell’aria, sia perché rende più comoda la scrittura, con la tastiera lievemente protesa verso le mani dell’utente.

Buona anche la dotazione di porte: 2 USB-C, 2 USB-A ed una HDMI; peccato per l’assenza di un lettore SD, che in un portatile adatto ai creativi come questo ci sarebbe stato bene. Vero è che si tratta di uno slot sempre più bistrattato, ma questo non ne giustifica l’assenza.

L’elemento più caratteristico di questo laptop è comunque un altro. Si tratta della puntinatura sulla back cover dello schermo, chiamata AniMe Matrix. Al di sotto di ciascun forellino ci sono altrettanti mini LED, che possono essere pilotati via software, in modo da comporre scritte, disegni o altro (possono ad esempio seguire il ritmo della musica in riproduzione, o fornire informazioni su data e carica della batteria). Unico elemento (per noi) negativo è il fatto di non averli potuti provare. Il modello che abbiamo è infatti sprovvisto di questi mini LED, pur avendo il dorso puntinato. ASUS realizza infatti anche una versione senza AniMe Matrix di ROG G14, quindi non date per scontato che la presenza dei fori indichi anche quella dei LED, e sinceratevene sempre in fase di acquisto.

Attenzione alla colorazione bianca però: la back cover diventa facilmente teatro di segni più o meno indelebili, se non la tratterete con un minimo di attenzione. Mai riporlo assieme ad altri oggetti, ma sempre in una tasca dedicata.

8.5

Tastiera e touchpad

Tastiera e touchpad sono stati una piacevole sorpresa. La prima è comoda, con un’ampia corsa da 1,7 mm, ed un buon feedback aptico, più che sonoro (anzi, sono piuttosto morbidi e silenziosi se sarete delicati). Peccato per una retroilluminazione non impeccabile, complicata anche dal fatto di essere bianca su scocca e tasti argentei. Anche al buio, si notano differenze abbastanza nette nella resa tra i vari key cap, che rendono poco omogena la retroilluminazione.

Personalmente non gradisco poi quando i toggle sono troppo sparpagliati (alcuni sui tasti funzione, altri più in alto in una riga dedicata, altri ancora sulle frecce direzionali). Vero è che il notebook in prova ha il layout USA, e non possiamo escludere che qualcosina cambi nella versione italiana. La cosa più strana comunque è che, da come sono illustrati i vari tasti, sembra che i pulsanti funzione siano in seconda battuta ed i toggle in prima, mentre invece è il contrario. Non cambia nulla, dovete solo farci l’abitudine. Allo stesso modo non c’è nulla che lasci pensare che il tasto di accensione faccia anche da lettore di impronte digitali, però è così. A dirla tutta non è però tra i migliori mai provati, ed ogni tanto il riconoscimento fallisce, e dopo un paio di tentativi errati scatta subito la richiesta del PIN.

Il touchpad è in vetro, piacevole e scorrevole al tocco, preciso nel riconoscimento delle gesture, ed ovviamente sfrutta i driver di precisione di Windows. Poteva essere più largo, almeno in teoria, ma almeno così è difficile che ci mettiate il polso sopra scrivendo.

9.0

Hardware e benchmark

Partiamo dicendo che il modello che abbiamo provato non è quello in vendita in Italia. Sul nostro mercato sarà infatti disponibile anche con schermo QHD ed AniMe Matrix. Il resto delle specifiche non dovrebbero invece differire, e le trovate riportate qui sotto.

  • Schermo: 14” full HD IPS 120Hz
  • CPU: AMD Ryzen 9 4900HS
  • GPU: Nvidia RTX 2060 Max-Q
  • RAM: 2x 8 GB DDR4
  • Memoria interna: 1 TB SSD NVMe PCIe
  • Webcam: na
  • Connettività wireless: Wi-Fi 6, Bluetooth 5.0
  • Porte: HDMI 2.0b, USB-C 3.2 Gen2 con Display Port 1.4 e Power Delivery, USB-C 3.2 Gen2, 2x USB-A 3.2 Gen1, jack audio
  • Batteria: 76 Wh
  • Peso: 1,67 Kg
  • OS: Windows 10 Home

La prima cosa che salta all’occhio, in mezzo a specifiche di fascia così alta, è l’assenza della webcam. In un mondo in cui anche nei portatili top si vedono spesso webcam 720p HD, ASUS ha deciso proprio di toglierla del tutto. Scelta opinabile, ma dipende un po’ anche dall’uso che pensate di fare del vostro notebook. Per il resto, ad esclusione del già citato slot SD, non manca praticamente niente. Ci sono anche 4 speaker, per un audio più potente della media, Wi-Fi 6, ed un generoso spazio di archiviazione. Ma ora veniamo al piatto forte, ovvero i benchmark.

  ROG G14 XMG Fusion 15 MacBook Pro 16
3DMark 6.000 (Time Spy) / 3.215 (Port Royal) 7.155 (Time Spy) / 4.270 (Port Royal) na
PC Mark 10 6.877 7.335 na
GeekBench 4 single-core 5.280 5.370 5.300
GeekBench 4 multi-core 30.000 24.150 30.300
GeekBench 4 GPU 190.000 (RTX 2060 Max-Q) 214.000 (RTX 2070 Max-Q) 102.000 (Radeon Pro 5500M)
Crystal Disk lettura 1.820 MB/s 3.235 MB/s 3.420 MB/s
Crystal Disk scrittura 1.778 MB/s 3.008 MB/s 3.300 MB/s

Abbiamo faticato nel trovare qualcosa da contrapporre a questo G14 e ci siamo riusciti solo a certe condizioni. XMG Fusion 15 è un portatile progettato sotto l’occhio vigile di Intel, quasi come fosse un “suo” prodotto. Dotato di un Core i7-9750H con RTX2070 Max-Q, tiene testa al ROG G14 senz’altro sotto il fronte grafico, evidenziando la distanza tra la 2060 e la 2070. Nelle operazioni single-core Intel non sembra rimanere indietro, ed anzi riesce anche ad avere lievemente la meglio in questa comparativa (la differenza è risibile). Ovviamente il fatto di avere 6 core contro gli 8 del Ryzen 9 4900HS fa la differenza nelle operazioni multi-core.

Nel MacBook Pro 16 troviamo poi il vero rivale del processore di AMD, ovvero l’Intel Core i9-9980HK, anch’esso un octa-core / 16 thread, con frequenze di turbo che arrivano fino a 5 GHz, contro i 4,3 GHz del Ryzen 9 (che però non ci risulta sia stato implementato in nessun 14” al mondo). GeekBench decreta vincitrice, seppure davvero di un soffio, la soluzione di Intel, ma la differenza è così poca che praticamente è un pari merito, anche solo per possibili fluttuazioni dei test. E secondo Cinebench l’ago della bilancia pende ancora di più a favore di AMD, come potete vedere anche dall’immagine poco più sopra.

A dispetto dei risultati, che anche essendo generosi con Intel possiamo definire appaiati, siamo di fronte a processori piuttosto diversi. Litografia a 14nm per Intel, a 7nm per AMD; TPD di 45W per Intel e di 35W per AMD. Già questo ci fa capire che il Ryzen 9 genera in pratica le stesse performance ma con meno potenza, meno calore da dissipare e quindi migliore gestione energetica e termica. E questo fa la differenza non solo in termini di autonomia e gestione delle temperature, ma sostanzialmente è ciò che ha permesso ad ASUS di implementare questa CPU in un 14 pollici così compatto.

C’è poi un dato importante non riportato in tabella: la grafica integrata sul Ryzen 9 ottiene 51.500 punti su GeekBench, surclassando praticamente qualsiasi cosa abbia fatto Intel, senza troppi dubbi. Siamo intorno ai punteggi di una MX350 di Nvidia, tanto per darvi un termine di paragone. Quanto basta insomma per riuscire a videogiocare in modo abbastanza soddisfacente, anche senza impiegare la grafica discreta. Il processore di AMD è insomma ideale nell’impiego della creazione di contenuti e del light gaming, anche senza bisogno di una GPU dedicata in suo supporto; non resta che sperare che qualche produttore “raccolga la sfida” e ci proponga il prodotto giusto.

Riguardo i test sull’SSD, è vero che XMG ed Apple hanno adottato soluzioni più veloci, ma a questi livelli siamo pronti a scommettere che non notereste la differenza tra uno e l’altro, se non appunto in test di questo tipo. Nell’uso reale è molto difficile che possiate avere a che fare con situazioni nei quali la differenza tra i vari SSD faccia… la differenza.

9.5

Esperienza d'uso

È raro che un portatile faccia tutto ciò che deve fare, ma questo G14 invece ci riesce. Ci sono dei “ma” su alcuni aspetti, ma (scusate il gioco di parole) se considerate che parliamo di un notebook per gaming e content creation, AMD ed ASUS hanno senz’altro fatto centro.

Il Ryzen 9 si rivela davvero in grado di tenere testa ai processori top di Intel di 9a generazione (non abbiamo ancora avuto modo di testare quelli di decima però). E come abbiamo già avuto modo di sottolineare, non è solo un fatto di performance, ma di prestazioni abbinate al dispendio energetico. Del resto è tutto legato a doppio filo: un processore che consumi meno e scaldi meno, riuscirà anche a tollerare carichi elevati per più tempo, ed in effetti non abbiamo mai riscontrato traccia di thermal throttling nell’implementazione di ASUS.

Durante i giochi le temperature restano intorno ai 90° massimi, con frequenze di clock medie di 3,6-3,7 GHz, quindi non molto lontane dai 4,3 GHz che il processore può raggiungere tramite boost, segno di un processore inserito in un contesto di raffreddamento efficace, in grado di sfruttarlo a potenza quasi piena per un tempo pressoché indefinito.

Andando ad eseguire uno stress test con AIDA64, che carica contemporaneamente al massimo tutte le componenti del sistema (CPU, GPU, FPU, cache, memoria e archiviazione), la frequenza di clock del Ryzen 9 scende a quella nominale, intorno ai 3 GHz. È il solo modo che abbiamo trovato per mettere in crisi il G14, ma è una situazione irrealistica, fatta appunto al solo scopo di testare la stabilità del sistema, che comunque, anche dopo un’ora di stress test, non va in crisi.

Tornando al mondo reale e lasciando da parte i benchmark, che come sempre raccontano solo una parte della storia, vogliamo invece narrarvi un breve aneddoto molto significativo. Fino a poche ore fa, i tempi di esportazione su Premiere Pro del G14 erano piuttosto deludenti. Il consueto filmato test che usiamo, un 4K@60fps da 10:38 minuti, veniva infatti esportato in quasi un quarto d’ora. Non un tempo malvagio di per sé, ma ampiamente superato da tanti portatili con soluzioni Intel anche a 6 core. Il motivo? Premiere è un software ottimizzato per processori Intel, che sfrutta delle istruzioni esclusive non disponibili sulle CPU AMD. Una bella doccia fredda, se ci pensate bene, perché non ve ne fate nulla di sapere che il vostro processore è il più potente, se poi la concorrenza in un modo o nell’altro porta prima a casa il risultato.

Tutto è cambiato però poche ore fa, quando Adobe ha aggiornato Premiere Pro, portando una grossa novità al sistema di codifica, che adesso sfrutta molto più di prima le GPU NVIDIA e AMD su Windows. Il risultato? Il tempo di esportazione è sceso a 6 minuti e 25 secondi. Meno della metà di prima, e tutto solo grazie ad un aggiornamento del software, che di fatto ha evitato il problema di AMD, bypassando per lo più la CPU a vantaggio della GPU.

Date ad AMD il credito che merita!

La morale della favola è questa: il Ryzen9 4900HS è sì uno dei processori più potenti del mercato notebook, ma Intel ha dalla sua il vantaggio di essere… Intel. Non possiamo certo escludere che là fuori non ci siano altri software che si comportano esattamente come faceva Premiere, che diano cioè priorità ad Intel semplicemente per “abitudine”, perché sono stati cuciti a misura di una certa architettura ed i loro sviluppatori non si sono ancora disturbati a dare ad AMD il credito che merita. Certo è che, quando portate il confronto su un piano paritario, la soluzione di AMD ne esce a testa alta.

Tornando al discorso temperature, segnaliamo però che quelle superficiali possono farsi “intense” durante i giochi. Come potete vedere dalle immagini termiche qui sopra, la parte centrale della tastiera arriva vicino ai 50 gradi e gli sfiati delle ventole, che gettano aria calda alla base del monitor, giungono anche più in su (ci sono altre due griglie di aerazione laterali). È vero che, giocando, utilizzerete di più il lato sinistro della tastiera, attorno ai tasti WASD, ma già la lettera D potrebbe risultare fastidiosa se premuta a fondo, ed in ogni caso sarebbero auspicabili temperature sui tasti in generale un po’ inferiori.

Per monitorare e gestire i profili energetici c’è la suite Armoury Crate, un software che abbiamo già visto in altri ROG, ma che qui stona un po’, con la sua grafica “eccessiva” che mal si amalgama con il minimalismo del G14. A parte questo, potrete scegliere i 4 profili silenzioso, bilanciato, turbo e manuale, tramite i quali andare a personalizzare le performance del sistema (gli ultimi due disponibili solo quando collegati all’alimentazione). Potrete anche creare profili per-game, regolare la retroilluminazione (anche di altri dispositivi Aura Sync), dare priorità ai giochi, e c’è anche uno store di giochi al suo interno ed una sezione di notizie a tema. Si, è tutto un po’ ridondante. Maggiore semplicità sarebbe stata gradita.

Nota a margine: tramite fn +F5 è possibile passare da un profilo energetico all’altro, ma non c’è un overlay a schermo che ci informi del passaggio. Senz’altro una mancanza del nostro modello in prova, che speriamo sia colmata su quello commerciale.

Buone impressioni sul fronte audio, con ben 4 speaker, che regalano una buona potenza, adatta per giocare e compensare il rumore delle ventole. A questo proposito: con la modalità turbo le ventole arrivano intorno ai 50db, che è un valore piuttosto standard per un portatile di questo tipo. La cosa negativa semmai è che anche in modalità silenziosa il G14 non è mai davvero silenzioso. C’è sempre in sottofondo il costante ronzio di una ventola, per quanto a bassa velocità. In un ufficio magari nemmeno la sentirete, ma nel silenzio di una biblioteca si nota. Se poi collegherete il portatile all’alimentazione, anche in modalità silenziosa, il rumore si farà davvero sempre costante e possibilmente anche fastidioso in ambienti silenziosi.

8.0

Schermo

Lo schermo del modello in prova è un full HD IPS a 120Hz, con circa 300 nit di luminosità massima. Sono abbastanza per la maggior parte degli utilizzi, ma in queste belle giornate primaverili, col sole contro, potreste comunque avere dei fastidi, a dispetto della finitura opaca del display. Avremmo insomma sperato in uno schermo più luminoso di così.

La calibrazione invece è veramente ben fatta, con un delta E di 1,1, ovvero una precisione nella riproduzione dei colori quasi assoluta. Non per niente il pannello è stato validato da Pantone, ma i suoi requisiti non sono comunque così stringenti, e ci fa piacere che ASUS abbia prestato tanta attenzione a questo dettaglio. Abbiamo poi una copertura di quasi il 100% dello spettro sRGB, che non sarà abbastanza da attirare l’attenzione di un grafico in ascolto, ma è comunque in linea con il tipo di prodotto.

Lo schermo è inoltre a 120Hz di refresh. Si potrebbe obiettare che ormai ci siano da tempo schermi a 144Hz, ed è vero che un pannello di questo tipo avrebbe attirato maggiormente l’attenzione, ma in ogni caso, almeno nei giochi più recenti, è già difficile avere frame rate intorno ai 120fps senza scendere a troppi compromessi con i dettagli grafici, figuriamoci per arrivare a 144! Non ci sono inoltre tracce di screen tearing o altri artefatti, però il tempo di risposta del pannello non sembra dei migliori. Ce ne siamo accorti in Doom Eternal, che è probabilmente l’FPS più frenetico che ci sia, ma non abbiamo dati precisi sul tempo di risposta di questo schermo, né gli strumenti per misurarla, quindi prendetela per quello che vale.

Ciò che è più oggettivo constatare è che la risoluzione 1080p si nota, soprattutto nel rendering del testo e nei dettagli più fini, tutti un po’ più incerti e meno definiti rispetto a soluzioni con più pixel. Siamo di fronte ad un portatile gaming, anche se con una buona vocazione di content creation, quindi non dovrebbe essere un problema, ma a seconda di quanto foste esigenti sotto questo aspetto potreste farci caso.

Occorre ricordare però che i modelli in vendita in Italia non avranno esattamente questo stesso display, bensì un pannello QHD, quindi appunto a maggiore risoluzione (2.560 x 1.440 pixel). Di contro il refresh si ferma a 60Hz, e l’impatto sull’autonomia si farà sentire.

8.5

Autonomia

Non è facile trovare un portatile gaming con l’autonomia di questo ROG G14. I meriti qui sono due: la generosa batteria da 76 Wh, ed il “parsimonioso” processore di AMD. Le virgolette sono d’obbligo, perché parliamo di un TDP comunque di 35 Watt; in ogni caso sono 10 in meno dei pari fascia di Intel, e questa differenza si fa appunto sentire. I consueti test eseguiti con PCMark 10 ci danno infatti un quadro piuttosto ottimistico.

  • Idle: 16 ore (luminosità minima, risparmio energetico massimo, )
  • Gaming: 1 ora 42 minuti (luminosità massima, prestazioni massime, )
  • Ufficio (scrittura, navigazione, video conferenza): 11 ore e 13 minuti (luminosità al 25%, risparmio energetico massimo)
  • Microsoft Office: 11 ore e 5 minuti (luminosità al 25%, risparmio energetico massimo)
  • Video: 10 ore (luminosità e audio al 25%, risparmio energetico massimo)

Avremmo sperato anche in qualcosa di più in idle, ma come dicevamo siamo comunque di fronte ad un top di gamma, non ad un processore low energy, ed un tangibile e costante battery drain è da mettere in conto, anche in condizioni di riposo assoluto. La buona notizia è invece che nel lavoro d’ufficio generico (navigazione con Edge, suite Office, chat con Telegram, ed un po’ di multimedia) abbiamo fatto anche 8 ore, ovviamente in modalità Silenziosa (cioè quella dal massimo risparmio energetico, più che sufficiente per tutti i compiti elencati).

Come in tutti i portatili ad elevate performance, l’autonomia non è una scienza esatta, e dipende fortemente dal tipo di utilizzo. Mettiamola così: se starete tutto il giorno in trasferta, lasciare l’alimentatore a casa è comunque un rischio. In ogni caso una delle due porte USB-C supporta il power delivery, quindi in condizioni di emergenza potreste dargli una “botta di energia” anche con il caricatore del vostro smartphone (specialmente se tra quelli più recenti e potenti). Tenete però conto di quanto già ribadito più volte, ovvero che se acquisterete il modello con schermo QHD, difficilmente l’autonomia potrà essere quella appena illustrata.

8.0

Prezzo

Il listino di ASUS ROG G14 in Italia è di 1.799€. Si tratta, lo ribadiamo per l’ennesima volta, del modello con display QHD, senza AniMe Matrix. Quest’ultimo è un vezzo che ci sarebbe tanto piaciuto provare, il primo è invece un elemento più controverso: maggiore piacere per gli occhi o maggiore autonomia? Se per caso vi trovaste a scegliere tra i vari SKU di questo ROG G14, è questa la domanda che dovrete porvi. In Italia arriveranno infatti anche due varianti full HD, con AniMeMatrix. In ogni caso, considerando le specifiche ed il resto mercato, il prezzo di partenza non è malvagio; anzi, oseremmo definirlo buono, considerando che avrete tra le mani uno dei portatili più potenti attualmente in circolazione. E del resto il prezzo è proprio quell’unico aspetto che col tempo non può che migliorare.

I primi modelli resi disponibili circa un mese fa in Italia sono infatti già andati a ruba, tanto che al momento il G14 risulta introvabile. ASUS ci assicura comunque che a breve sarà nuovamente disponibile sul suo e-shop, e noi saremo qui a darvene comunicazione. Così come saremo a qui a segnalarvi eventuali offerte nei mesi a venire.

Foto

Giudizio Finale

ASUS ROG G14

9.0

ASUS ROG G14

Acquistate ad occhi chiusi ROG Zephyrus G14: io lo farei! Questo portatile di ASUS si è rivelato uno dei migliori del momento (e di sempre), grazie ad un raro connubio di qualità in ogni ambito. Piccolo e robusto, dotato di una tastiera comoda ed un touchpad scorrevole, capace di performance superiori a soluzioni ben più ingombranti e costose, e con un'autonomia fuori dal comune in questa fascia. Qualche piccola carenza qua e là c'è, ma è molto difficile trovare un prodotto così ben riuscito a 360°. Applausi ad AMD per aver realizzato il (suo) miglior processore per notebook di sempre, e ad ASUS per averlo saputo valorizzare a dovere.

di Nicola Ligas
Pro
  • Potente e non troppo energivoro
  • Calibratura schermo
  • Compatto e robusto
  • Autonomia
Contro
  • Niente webcam
  • Si scalda al centro
  • Schermo migliorabile
  • Ventole sempre presenti
  • Mik Loconte

    Lo amo

  • Kamille

    tolgono la webcam in un periodo in cui anche le più scarse costano una cifra se si riesce a trovarle…

    • Quella diciamo che è stata una coincidenza sfortunata. Tieni conto che è stato mostrato al CES di inizio anno, e quindi sviluppato ancor prima. Poi per carità, l’esclusione della webcam rimane una scelta opinabile, però c’è stata anche un po’ di sfiga dietro

      • Kamille

        giusto anche il tuo discorso però una webcam hd giusto per le emergenze secondo me in un notebook è d’obbligo

  • Claudio Dex

    è possibile collegarci un monitor 2k passando attraverso un hub usb-c (a cui vengono collegate anche mouse e tastiera) ricaricando pure la batteria?

    • Ammetto di non averlo provato, non avendo monitor in casa da collegarci, però quel che dici rientra nelle specifiche della porta in questione, quindi a meno che il problema non sia l’hub non ci dovrebbero essere problemi. Ribadisco però che la carica tramite USB-C non è sufficiente ad alimentarlo a pieno regime

      • Claudio Dex

        Grazie per la risposta, anche io penso che la porta lo supporti date le specifiche, solo mi fa confusione il fatto che non sia thunderbolt (che a questo punto ha come vantaggio solamente il poter collegare una scheda video esterna ed avere più velocità nello scambio di dati usb giusto?)
        Per l’alimentazione sicuramente non bastano i 100w della usb c ma per certi lavori basta e avanza senza stare a scomodare dalla borsa anche il caricatore “grande”

  • Federico

    si sa una data più o meno specifica per quanto riguarda l’acquisto?

    • No, nessuna data, tranne un generico “a breve”. Ribadisco però che ne daremo comunicazione sul sito con un articolo dedicato, come già avevamo fatto in passato, quando sarà possibile acquistarlo nuovamente.

  • Guglielmo Cancelli

    Ma ci sarà un modo per avere un altro layout di tastiera ?
    Io ho necessità dei simboli > < a sinistra del tasto Z