8.3

Recensione ASUS ROG Zephyrus S: un assaggio del futuro (foto e video)

Nicola Ligas -




Recensione ASUS ROG Zephyrus S

ASUS ROG Zephyrus S GX531 è uno dei portatili più potenti del mercato. Ed è anche il più sottile – circa 16mm al più – con questo hardware. Un portatile al di là della curva per molti versi, che ci fa intravedere quale sarà il prossimo futuro dei gaming laptop, ed in un certo senso anche i loro limiti.

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9.0

Costruzione

Zephyrus S è sottile e leggero. Vi abbiamo già detto quanto sottile, non quanto leggero: 2,09 Kg per la precisione. La portabilità è quindi garantita senza problemi. E non a scapito della robustezza. Il portatile è infatti interamente realizzato in metallo, senza scricchiolii o particolari punti deboli. Lo strato più leggero è quello dietro lo schermo, che infatti flette un po’ se sottoposto a torsione, ma non è nulla di preoccupante.

Rimane poi la caratteristica scissor door già apprezzata in Zephyrus M, ovvero l’apertura che si crea sulla base del portatile alzando lo schermo. Oltre ad appagare il senso estetico, grazie anche ai LED laterali (il cui colore è personalizzabile), la sua funzione è tutt’altro che vezzeggiativa. Grazie a questo rialzo, si crea il 22% di spazio in più per la circolazione dell’aria, spazio che viene sfruttato dall’Active Aerodynamic System (AAS) di ASUS per raffreddare il portatile. Quest’ultimo è costituito da un sistema di (cinque) heat-pipe e ventole (da ben 250 lamelle ciascuna), che si è rivelato piuttosto efficace anche nel gioco prolungato (ma ne riparleremo più in dettaglio dopo). Inoltre ASUS assicura che i “tunnel anti-polvere” mantengono i dissipatori puliti nel tempo, preservandone così l’efficacia, che altrimenti potrebbe risultare compromessa con l’uso.

Dicevamo comunque della robustezza generale, che è tale da aver superato i test dello standard militare 810G. Zephyrus S è infatti sopravvissuto a multiple cadute da un’altezza di 76 cm, può operare ad elevate altitudini ed a basse temperature, tanto che il viaggio nella fredda stiva di un aereo da carico non lo impensierirà.

Insomma, dal punto di vista costruttivo ci sono ben poche obiezioni da fargli, ed in più c’è anche l’originale soluzione AAS che non fa rimpiangere più di tanto lo “spessore mancante”. (Occhio magari a non battere la “scissor door” a portatile aperto.) Un giorno forse i laptop gaming saranno tutti così sottili, potenti e leggeri (o anche di più), ma per adesso Zephyrus S si gode il suo primato. Brava quindi ad ASUS, che ci ha messo senz’altro del suo nella progettazione di questo portatile, e non si è limitata ad assemblare una serie di componenti di terze parti.

7.5

Tastiera e touchpad

Avere al proprio interno una scheda come la RTX 2080 (e doverla raffreddare) significa anche dover scendere a compromessi. Il più visibile è senz’altro l’aver spostato la tastiera in basso, a fil di scocca. Il touchpad è invece stato posto sulla destra, nel poco spazio rimasto.

Da questa scelta, la tastiera è quella che ne esce meno sacrificata. La dimensione dei tasti non ne ha infatti risentito, e la base d’appoggio è davvero solida. Non c’è un grandissimo feedback alla pressione, nonostante la corsa di 1,2mm, ma nel complesso la tastiera risulta comoda, anche se usata per scrivere, piuttosto che per giocare. Buona parte del merito va anche allo spessore contenuto del GX531. Mancando infatti il poggia-polsi, dovrete fare leva sulla scrivania. Se il portatile fosse stato più spesso, sareste stati costretti ad inarcare eccessivamente le dita, oppure a tenere i polsi perennemente rialzati. Zephyrus S evita (più o meno) tutto questo, garantendo un buon comfort di scrittura. Ma dovrete abituarvi un po’, e comunque non è così confortevole come una tastiera tradizionale.

Altre piccole chicche sono la barra spaziatrice lievemente più ampia sulla sinistra, ideale per essere premuta con il pollice sinistro, o lo spazio che delimita i controlli audio, spesso fondamentali in gioco. Anche i tasti freccia sono isolati, per una migliore identificazione, ma sono anche gli unici che risultano un po’ troppo sacrificati nelle dimensioni, e per di più servono anche da toggle per gestire la retroilluminazione. Peccato infine che pagina su/inizio e pagina giù/fine siano stati collocati in alto a destra, sopra al touchpad: troppo lontani dal resto per essere comodamente raggiungibili.

A proposito della retroilluminazione, si tratta della classica AURA dei sistemi ASUS. Personalizzabile in 4 aree, con vari tipi di effetti, e regolabile su tre livelli di intensità. A questo proposito, l’unica osservazione che possiamo fare è che la luminosità potrebbe essere ancora più intensa, giusto per apprezzarla meglio anche di giorno.

Il touchpad è invece schiacciato sulla destra. Un po’ troppo stretto per essere sempre comodo, soprattutto con le gesture a più dita. E un po’ di intralcio anche alla tastiera, dato che qualche volta, soprattutto all’inizio, potreste premerlo per errore, magari cercando un invio o uno shift destro. Tra l’altro, qualche clic ogni tanto ci sembra vada perso, anche i due tasti dedicati a clic destro e sinistro sono per fortuna subito sotto alla superficie tattile. Da notare poi che il touchpad diventa anche tastierino numerico (ovviamente touch) con la semplice pressione di un pulsante. Buono in generale, ma non tanto nell’uso gaming, dove i tasti virtuali non sono certo all’altezza di quelli fisici.

9.5

Hardware e benchmark

Il sito italiano di ASUS riporta tre SKU per Zephyrus S GX531. Quella che abbiamo provato noi, che poi è quella che troverete in commercio, è la seguente.

  • Schermo: 15” full HD 144 Hz
  • CPU: Intel Core i7-8750H
  • GPU: NVIDIA RTX 2080 Max-Q
  • RAM: 2x 8 GB DDR4 a 2.666 MHz 
  • Memoria interna: 512 GB SSD PCIe M.2 NVMe
  • Webcam: 720p@30fps
  • Connettività wireless: Wi-Fi ac dual band, Bluetooth 5.0
  • Porte: 1x USB 3.1 Gen2 Type-C con DisplayPort 1.2 e Power Delivery 3, 1x USB 3.1 Gen1 Type-C, 1x USB3.1 Gen2 Type A, 2x USB 2.0 Type-A, HDMI 2.0b, jack audio combo
  • Batteria: 58 Wh
  • Peso: 2,1 Kg
  • OS: Windows 10 Home

Sull’hardware in sé c’è veramente ben poco da obiettare. ASUS ha preso quanto di meglio offra il mercato, e l’ha sapientemente mixato assieme. Per di più la batteria non è nemmeno piccolissima come capacità, a dispetto dello spessore. Inutile però farsi illusioni: GX531 è una macchina molto energivora; ma ne riparleremo a breve.

La tirata d’orecchi semmai sta nel tipo e numero di porte presenti. 2 USB 2.0 sono anacronistiche in una macchina del genere, tanto più che non si distinguono nemmeno bene a colpo d’occhio dall’unica USB 3.1 Type-A presente. Ci sono poi 2 Type-C, delle quali però nessuna delle due è Thunderbolt, e solo una delle due supporta il video output tramite DisplayPort (oltre al power delivery). La regola è che le “porte migliori” stanno a destra, tanto per riconoscerle rapidamente. L’HDMI è invece sul retro, e per fortuna è una 2.0, in modo da supportare a dovere anche gli schermi 4K.

In tutto questo però non c’è posto per uno slot (micro)SD: peccato. E soprattutto nemmeno per un RJ-45, per il quale dovrete al più ricorrere ad un dongle. In una macchina gaming, questa assenza si fa sentire di più. Buona però la connettività wireless.

  Zephyrus M Zephyrus S Acer Triton 700
3DMark 5.385 (Time Spy) 7.530 (Time Spy) / 4.540 (Port Royal)  5.600 (fire strike extreme)
PC Mark 10 6.016 7.164  6.462
GeekBench single-core 4.500 4.930  4.620
GeekBench multi-core 17.200 21.550  14.800
GeekBench GPU 156.000 (GTX 1070) 228.000(RTX 2080 Max-Q) 169.500 (GTX 1080 Max-Q)
Crystal Disk lettura 2.700 MB/s (SSD) 1.705 MB/s 3.100 MB/s
Crystal Disk scrittura 1.310 MB/s (SSD) 995 MB/s 1.900 MB/s

I benchmark di ASUS ROG Zephyrus S segnano già una certa distanza, anche rispetto al fratello Zephyrus M, che monta lo stesso processore, ma tutta un’altra scheda video. Anche andando a scomodare la GTX 1080 Max-Q, che è un po’ la concorrente diretta della serie 10 della RTX 2080, il divario è comunque evidente, sia secondo 3DMark che secondo GeekBench.

Altrettanto evidente è il salto in avanti, soprattutto nelle operazioni multi-core, compiuto dai Coffee Lake H (sugli ASUS) rispetto ai Kaby Lake-H, qui incarnati dall’i7-7700HQ del Triton 700. Mi convincono meno i risultati relativi all’SSD in dotazione allo Zephyrus S, che sulla carta doveva essere al pari almeno dello Zephyrus M. Non è comunque un limite nel gaming, quindi possiamo soprassedere.

8.5

Esperienza d'uso

ASUS ROG Zephyrus S GX531 è un portatile gaming. Non si tratta di una tautologia, ma di un aspetto importante, che restringe ulteriormente il suo mercato. Detta altrimenti: il suo target è il videogiocatore (molto) esigente, e nessun altro. Se infatti alcuni portatili gaming possono anche strizzare l’occhio al pubblico dei content creator, non è questo il caso. E non perché il GX531 non ne sia in grado, ma perché nel suo caso il gioco davvero non vale la candela.

Tanto per fare un esempio concreto, l’MSI PS63 che abbiamo da poco recensito, ha esportato il consueto video-test su Premiere Pro CC in 18 minuti e 27 secondi. Il GX931 ha impiegato 2 minuti in meno. Non è una differenza abissale, soprattutto se considerate che il portatile di ASUS costa il doppio (anche se l’MSI era particolarmente “bravo” in Premiere, come abbiamo avuto modo di constatare). E tutto ciò senza citare altre rinunce, quali ad esempio l’autonomia (vedi sotto).

Questo per dire che, nonostante lo Zephyrus S se la cavi benissimo anche al di fuori dell’ambito gaming, è in quest’ultimo che segna davvero il passo rispetto ad altre soluzioni (anche “casalinghe”) meno esose. Se invece voleste giocare senza compromessi, allora è a lui che dovrete affidarvi.

Già, ma quanto “senza compromessi” si può giocare con una RTX 2080 Max-Q. Tanto, ma forse non così tanto quanto potreste pensare. Partiamo da alcuni esempi concreti, per spiegarci meglio, e tenete conto che sono tutti stati giocati in full HD.

  • Overwatch: framerate di circa 145 fps con dettagli ultra (massimi)
  • Apex Legends: framerate di circa 100 fps con dettagli massimi
  • Shadow of the Tomb Raider (recensione): 50fps con dettagli massimi e ray tracing alto (non ultra). Gli fps raddoppiano o più nei momenti più tranquilli e nelle scene più aperte
  • Anthem: 60 fps circa (più qualcosa in meno che di più) con dettagli massimi
  • Metro Exodus: 70-90 fps (scene più movimentate) 120 fps (scene meno movimentate) con dettagli medio-bassi e ray tracing alto (non massimo)

Abbiamo scelto vari giochi, alcuni più nuovi e altri meno, per darvi una panoramica eterogenea. Volendo riassumere il senso è che ai giochi di 2-3 anni fa potrete giocare senza pensiero alcuno, massimizzando tutto il massimizzabile e godendoveli ad elevato framerate. Con i titoli recenti però le cose cambiano.

Shadow of the Tomb Raider e Metro Exodus in particolare hanno messo alla prova anche la RTX 2080. Sono due giochi sui quali abbiamo tenuti il ray tracing attivo, anche perché si tratta di uno dei punti di forza delle RTX, e non aveva senso non provare a sfruttarlo. Le avventure di Lara girano quasi al massimo dettaglio, ma con un framerate che non riesce ad essere sempre superiore agli ideali 60 fps, soprattutto nella giungla. Con Metro Exodus le cose per certi versi vanno anche peggio, con fps che sì sono stabilmente superiori agli agognati 60, ma solo con dettagli piuttosto bassi (e ray tracing attivo).

Lo screenshot qui sopra proviene da GeForce Experience, l’app ufficiale delle schede NVIDIA, che per prima ci consiglia di non esagerare con il dettaglio grafico. Come vedete ci sarebbe infatti ampio spazio di miglioramento, ma anche togliendo il famigerato ray tracing non riuscirete ad avere un gioco fluido con il resto delle impostazioni al massimo.

Nonostante tutto insomma, nemmeno Zephyrus S è un portatile che permetta di giocare a qualsiasi cosa senza pensieri, e la colpa non è di ASUS. Sì perché da un punto di vista termico la macchina fa quel che può. Sotto sforzo c’è un po’ di throttling, ed era praticamente impensabile che non potesse esserci considerando hardware e dimensioni, ma non così significativo da costituire un problema. Le temperature girano intorno ai 95°, ma non oltre, ed il sistema viene sfruttato piuttosto bene, tanto che la CPU riesce a girare anche ben oltre i 3 GHz all’occorrenza, durante il gaming. Meglio ancora se la GPU è ferma, ed allora vedrete il processore arrivare anche intorno ai 3,8 GHz in modo pressoché costante, e con temperature nell’orbita dei 90°.

E tutto ciò dall’esterno non si sente. Sì perché con la tastiera così avanzata, la sua temperatura rimane sempre molto bassa, intorno ai 32° circa. Solo la parte soprastante si scalda, ma nemmeno poi tantissimo (45° al più). Le ventole fanno insomma un buon lavoro, e lo fanno in modo anche abbastanza silenzioso (entro certi limiti), con un rumore sordo piuttosto che acuto, che è tollerabile anche per lunghi periodi.

Zephyrus S è insomma costruito ed assemblato con grande know-how, e si vede. La RTX 2080 Max-Q è il meglio che ASUS potesse scegliere, ed il processore è oculato, tanto che il passaggio ad un i9 sarebbe stato solo più dispendioso sia in termini monetari che “energetici” (ed ASUS lo sa bene), senza per altro apportare reali benefici ai giochi, dove l’i7-8750H è già più che abbastanza.

Il problema che abbiamo ventilato più sopra riguarda semmai l’industria videoludica, che stupisce con immagini, teaser e altro da slogarsi la mandibola, e poi non basta un portatile potente come questo per far girare al meglio quella grafica che ti è stata fatta ventilare. Vero è che siamo di fronte ad una scheda Max-Q e che la variante desktop farà senz’altro meglio, ma siamo comunque di fronte ad uno dei portatili gaming più potenti in commercio, e nemmeno lui riesce a soddisfare a pieno le esigenze di quei titoli tripla A che dovrebbero essere il suo fiore all’occhiello.

Potremmo andare avanti ancora, descrivendovi Armoury Crate, il bel software di ASUS per la gestione dei profili energetici, per la creazione dei profili di gioco e per la personalizzazione dei LED. Potremmo parlare dell’audio abbastanza pompato e fedele, che riesce a sovrastare il rumore delle ventole (anche se un bel paio di cuffie sono consigliate, e non a caso ASUS consiglia le sue ROG Delta). Sarebbe però un po’ ridondante perché sono graditi elementi accessori, ma non cambiano il quadro complessivo.

8.0

Schermo

ASUS adotta un pannello da 15,6” full HD IPS a 144Hz con tempo di risposta di 3ms. Sono elementi tutto sommato abbastanza comuni nei pannelli da gioco dei portatili di oggigiorno, ma sono comunque punti a suo favore.

Un ulteriore vantaggio è rappresentato dalla certificazione Pantone. In realtà, in base a quanto ci hanno spiegato durante la presentazione del ROG, i criteri imposti da Pantone non sono troppo stingenti, ma ASUS li soddisfa a pieno, con un pannello ben calibrato di fabbrica. Abbiamo infatti un delta E medio di 2,6, con un valore massimo di 4,9, ed i colori fondamentali sono tutti sotto il valore 3. Particolarmente buoni i neri, il che non è scontato in un IPS, per di più opaco; un po’ meno i bianchi. Nel complesso è comunque un pannello nettamente superiore alla media in quanto fedeltà del colore.

C’è anche un software per cambiare al volo la resa cromatica, e darvi quella tinta più fredda nell’uso da ufficio, o quel pizzico di saturazione in più nei giochi (che in effetti serve, perché di suo i colori non sono troppo carichi); ed ovviamente non manca un filtro luce blu, anche se non è dei migliori mai provati.

La luminosità è buona, superiore ai 300 nit. Bene per l’uso indoor generale, ma problematica in caso di forti fonti di luce, che la finitura opaca contrasta solo in parte. In ogni caso non si tratta del portatile che userete facilmente seduti sotto ad un albero in giardino.

In un portatile tanto potente si poteva forse pensare di inserire un pannello 4K, ma ci sarebbero stati senz’altro degli effetti collaterali. Anzitutto il costo, per non parlare poi dell’autonomia ed infine, come abbiamo visto, le performance hanno dei distinguo già in full HD, che di certo il 4K avrebbe solo accentuato. Meglio poi giocare in full HD a 144Hz che in 4K a 60Hz, soprattutto in certi giochi (almeno secondo il sottoscritto).

Vero punto debole è invece la mancanza del G-Sync, presente invece in Zephyrus M. Ci spieghiamo infatti male la sua assenza, tanto che un pochino di tearing in rare occasioni può farsi vedere.

6.5

Autonomia

La batteria da 58 Wh è abbastanza generosa, tutto considerato. L’hardware però è importante e molto energivoro, ed ASUS non fa troppo per contenerlo via software (anche se c’è una modalità silenziosa che qualche effetto lo produce). In linea di massima, nei testi al 25% di luminosità e con risparmio energetico su “batteria migliorata”, ecco cosa aspettarsi

  • PCMark 8 Home (browser, casual gaming, video chat, scrittura, foto editing): 2 ora 30 minuti
  • PCMark 8 Creative (browser, video editing, multimedia, gaming, foto editing, video chat): na
  • PCMark 8 Work (browser, videochat, scrittura, fogli di calcolo): 2 ore e 24 minuti

Sono valori un po’ migliori di quelli raggiunti da Zephyrus M, ma comunque insufficienti alla maggior parte degli usi in mobilità. Tanto più che non escludiamo che facciate anche di meno di quanto riportato, dato che il drain è abbastanza costante, indipendentemente dallo scenario di utilizzo.

ASUS pensa però anche a chi voglia davvero usarlo in mobilità, e non per giocare, con un alimentatore da 65W (venduto a parte) che vada a sostituire quello ben più pesante in dotazione. Grazie al supporto USB Power Delivery inoltre, potrete ricaricarlo da powerbank quali la ZenPower Pro PD. Ciò non rende l’autonomia più longeva, ma ne lenisce (in minima parte) gli effetti.

6.5

Prezzo

ASUS ROG Zephyrus S GX531GX può essere acquistato al momento solo nell’eSHOP ufficiale ASUS e nei Gold Store dell’azienda, al prezzo di 3.199€. Un prezzo giustificato da un hardware come pochi, ma che lo colloca in pratica al margine del mercato consumer. Tanto più che, come già osservato, è a mio parere un prodotto pensato solo per (veri) giocatori. E ciò non è detto che sia un male, perché magari sono proprio loro gli appassionati che spenderebbero una cifra simile per giocare ovunque ai loro titoli preferiti.

Foto

Giudizio Finale

ASUS ROG Zephyrus S

8.3

ASUS ROG Zephyrus S

ASUS ROG Zephyrus S GX931 è un portatile per veri gamer, nel senso letterale del termine. È praticamente quanto di più potente ci sia ad oggi sul mercato, in un corpo sottile e leggero come quello di un 15 pollici tradizionale. Non a caso lo slogan di lancio scelto da ASUS è #PotenzaSempreConTe, perché in effetti non riuscirete a trovare nulla di così portatile e così performante. I suoi veri limiti, prezzo ed autonomia a parte (facilmente prevedibili), sono dati da un'industria videoludica sempre più esigente, che confeziona titoli in grado di mettere alla prova anche un hardware del genere. Non è colpa di ASUS, ma è comunque una realtà con la quale questo Zephryus S deve fare i conti.

di Nicola Ligas
Pro
  • Tanto hardware, poco peso e spessore
  • Monitor ben calibrato e ad alto refresh
  • Prestazioni elevate anche con uso prolungato
  • Bella retroilluminazione a LED
Contro
  • Prezzo elevato
  • Autonomia scarsa
  • Niente G-Sync
  • Solo per gamer incalliti (e potrebbe non bastargli)
  • Gieffe22

    Ragazzi vi consiglio di provare il gl704gw, 2070 full e stesso pannelllo dello zephyrus 17′, tra la 2070 full e la 2080 max q o vanno uguale o addirittura va di piu la 70, non essendo MQ. La discriminante è il prezzo, si trova in rete a 1800 euro (acquistato personalmente a poco di più), contro i 3000 e passa euro dello zeph. Di fatto è lo stesso pc in una chassis “normale”.

    E posso assicurarvi che la 66wh con optimus, in silent mode, uso office, mi fa le sue buone 4 ore e mezzo REALI (usato in ufficio fin quando spento), anche di più vedendoci film (5 ore e qualcosa).

    Secondo me, per quanto bello sia lo zephyrus, a parità di prestazioni, non ha alcun senso spendere oltre 1000 euro in più per mezzo cm di spessore in meno.

    Altra considerazione generica ai laptop gaming del 2018-2019, escono quasi tutti con un 1 solo banco di ram, quindi le gpu soffrono quel collo di bottiglia nel bus tra cpu e gpu, tanto che upgradando con un altro banco in dual channel si guadagnano in MEDIA 20 fps (a volte meno, a volte anche di più), che è un abisso. Infatti sarà un upgrade che farò tra qualche mese.

    Provatelo il fratello meno costoso, credetemi.

    • Sono curioso anche io di provare per bene una 2070, proprio per le differenze di cui parli. Non garantisco che sia un ASUS però.
      Riguardo i banchi di RAM hai ragione, ma lo Zephyrus S è appunto un’eccezione perché ne monta 2 da 8. C’è da dire che, se il portatile lo consente, con un unico banco da 16 l’espansione è più economica che se non ci fossero 2 banchi da 8, che andrebbero sostituiti entrambi.

      • Gieffe22

        che infatti è proprio il mio caso nel 704gw (ma anche il mio “vecchio” 703vm aveva la stessa configurazione 1×16 con il 2 slot libero).

        Noto peraltro curiosamente che lo zephyrus 17′ oltre a montare lo stesso pannello del mio 704gw (che tuttavia è privo di gsync essendo fisso optimus), monta anche le medesime identiche ventole all’interno oltre che un sistema di heatpipes molto simile, e credo anche la stessa batteria. A mio parere è evidente che si tratti per sommi capi nel gx531gw e nel gx701gw dei gemelli degli strix 2 504gw e 704gw inseriti in uno chassis “figo” e fatti pagare un millino in più.

        Eccovi l’interno del bestione in questione (è routine per me ad ogni nuovo pc sostituire qualsiasi hdd, anche secondario come in questo caso, con il mio 840 evo che mi trascino da anni, dedicato ad installazioni di giochi e porcherie)

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        • è possibilissimo che ci siano tanti elementi comuni, del resto sarebbe strano il contrario, visto che l’azienda è la stessa e non è certo conveniente reingegnerizzare tutto da zero ad ogni nuovo modello