8.9

Recensione ASUS ROG Zephyrus S17: il costo della potenza (foto e video)

Nicola Ligas -




Recensione ASUS ROG Zephyrus S17

Il mese scorso ASUS presentava un nuovo ROG dalle dimensioni particolarmente generose: ben 17 pollici. Ma questo è il meno! A bordo c’erano solo componenti hardware da top di gamma: dall’i9-11900H alla RTX 3080, passando per tutto il resto. E poi c’era anche una tastiera opto-meccanica reclinabile. Sì: re-cli-na-bi-le, in un laptop! E adesso, tutto questo bendidio è passato per il nostro banco di prova. Overkill o best buy?

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9.0

Costruzione

Realizzato con un telaio in magnesio-alluminio, che coniuga abbastanza bene rigidità e leggerezza (siamo comunque di fronte ad un 17 pollici da quasi 2,8 Kg, quindi non esattamente l’emblema della portabilità, secondo i canoni odierni), ROG Zephyrus S17 ha una sua eleganza, merito della trama puntinata sul retro dello schermo, che già avevamo apprezzato in altri portatili ASUS, ma stavolta priva di qualsivoglia LED al suo interno. Peccato che la millantata resistenza alle impronte digitali non sembri pervenuta molto, ed un po’ tutta la scocca tende a segnarsi di impronte con l’utilizzo, un particolare accentuato dalla stessa colorazione nera.

La sua più grande particolarità è però senz’altro la tastiera rialzata. Con un meccanismo affine a quello già visto sui modelli “duo”, cioè dotati di due schermi, ASUS ha questa volta scelto di sollevare la tastiera. In questo modo viene assicurato non solo un maggiore flusso d’aria, ma la tastiera risulta più comoda perché inclinata di 5° verso l’utilizzatore, ed inoltre, non essendo a contatto diretto con l’hardware sottostante, rimane anche più fredda. Una delle scatole in confezione può essere anche usata come stand (vedi foto qui sopra) per rialzare ulteriormente il portatile, casomai voleste: ci sembra un po’ eccessivo, ma almeno è un’opzione in più.

Il meccanismo di ASUS è così collaudato, che la tastiera risulta rigida al pari di soluzioni tradizionali, ed il fatto che sia rialzata non ne compromette minimamente l’usabilità. L’unico elemento un po’ meno “inflessibile” è lo schermo, a causa anche delle sue dimensioni generose, che lo rendono più prono a piegarsi un po’ sotto flessione.

Ottima poi la dotazione di porte, che comprende un po’ tutto quello che potrebbe venirvi in mente, incluso un lettore di schede SD un po’ nascosto (ma comunque presente).

9.0

Tastiera e touchpad

La tastiera rialzata di ROG S17 è davvero una delle migliori mai provate, ma non solo per la sua inclinazione, quanto per com’è realizzata. Si tratta infatti di una tastiera ottico-meccanica, con corsa di 1,9 mm e tempi di attuazione di 0,2 ms, “senza ritardi di debounce, minimizzando la latenza”. La cosa che più si apprezza, anche da profani e senza scomodare il gaming, è l’omogeneità di ogni singolo keystroke, e la risposta sempre uniforme, sia quando premete una piccola lettera, che utilizzando i tasti più lunghi. Potete poi torturarla quanto volete, martellare i tasti nel vano tentativo di scansare prima un colpo nemico, o mitragliarli alla ricerca di qualche combo nascosta, ma di fatto la tastiera non farà una piega di troppo.

L’n-key rollover non perde un colpo, ed il suono dei tasti, più sensibile rispetto ad una tastiera a membrana, non è comunque troppo acuto e fastidioso. Per chi scrive è di certo un piacere, e vi invoglia a “suonarla” tutto il giorno, e chi ascolta dopo poco ci farà l’abitudine, rendendolo un (piacevole?) rumore di fondo.

Egregia anche la retroilluminazione RGB su singolo tasto: non solo è estremamente personalizzabile, come sempre, ma ha anche una luminosità molto elevata, che già al livello minimo la rende perfettamente visibile anche di giorno. Presente inoltre Aura Sync, per sincronizzare la retroilluminazione della tastiera con quella di altri dispositivi compatibili.

Ma non finisce qui, perché in alto a sinistra ASUS ha fatto spazio anche per una Multiwheel configurabile, una rotellina, scorrevole e cliccabile, con la quale potrete eseguire varie azioni, dalla regolazione del volume e della luminosità, allo scrolling delle pagine, oppure potete farla diventare un pratico task switcher. Un elemento insomma non rivoluzionario, ma che renderà più veloci alcune operazioni quotidiane, e che non troviamo certo nella maggior parte dei portatili, segno ulteriore di quanto ASUS abbia voluto distinguere questo modello dal resto della sua line-up, e non solo.

Tutto perfetto quindi? Non del tutto, perché alcune scelte di layout ci hanno impedito di darle pieni voti. La u accentata sopra il tasto invio e non al suo fianco è sempre fastidiosa, soprattutto perché quello che avevamo in prova è il layout italiano. L’assenza del tasto stamp potrebbe essere noiosa per qualcuno, e quel tastierino numerico così particolare (spostato tutto verso l’alto, con gli operatori matematici ad L sul fianco e senza tasto invio dedicato) richiede un po’ di tempo per abituarsi, ed alla fine risulta più comodo per le macro che non come tastierino numerico in sé. Tutto ciò probabilmente è stato fatto per dare spazio alle frecce direzionali in basso, che infatti sono separate dal resto della tastiera e non sacrificate in alcun modo nelle dimensioni; inoltre hanno in seconda battuta pagina su/giù ed inizio/fine, il che non fa mai male per muoversi rapidamente a schermo.

Anche il touchpad è di alto livello. Grande, liscio, scorrevole e soprattutto cliccabile quasi ovunque. Potete spingervi anche molto vicini al margine superiore, e senza troppo sforzo sentirete comunque un bel clic; molto uniforme anche lui, esattamente come la tastiera.

Grande lavoro fatto da ASUS sui dispositivi di input, a testimonianza che niente in questo ROG Zephyrus S17 è stato lasciato al caso, ma anzi esaltato per raggiungere – per quanto possibile – il meglio.

10.0

Hardware e benchmark

Ci sono varie versioni di ROG Zephyrus S17, ma non siamo nemmeno sicuri di quali arriveranno di preciso in Italia. Il modello in prova è come sempre riassunto qui sotto, ma ASUS realizza anche varianti con display 4K@120Hz da 500 nit, e con RTX 3060 e 3070, oltre che con 8 o 16 GB di RAM e con 1 TB di archiviazione. C’è insomma l’imbarazzo della scelta, ma non è detto che questo imbarazzo arrivi tutto in Italia; purtroppo dovremo aggiornarci in futuro per saperlo.

  • Schermo: 17” IPS WQHD (2.560 x 1.440 pixel, 16:9), 165 Hz, tempo di risposta 3 ms, 100% DCI-P3, Dolby Vision, G-Sync
  • CPU: Intel Core i9-11900H
  • GPU: NVIDIA GeForce RTX 3080 Mobile 16GB GDDR6, 140 Watt
  • RAM: 2x 16GB DDR4-3200
  • Archiviazione: 2 TB SSD M.2 NVMe PCIe Gen 4×4 (supporto 2 drive aggiuntivi)
  • Webcam: 720p@30fps
  • Connettività Wireless: Wi-Fi 6 ax, Bluetooth 5.2
  • Porte: Thunderbolt 4, USB-C 3.2 Gen2/DisplayPort 1.4/PD 3.0, 3x USB-A 3.2 Gen2, HDMI 2.0b, SD card reader, Ethernet, jack audio combo
  • Batteria: 90 Wh
  • Peso: 2,770 Kg
  • OS: Windows 10 Home

L’unica macchia su un hardware del genere è la webcam HD, ma sul resto è difficile trovare obiezioni. E non si tratta solo di mettere assieme un mucchio di componenti (costosi), ma anche di averli fatti lavorare bene. La configurazione che abbiamo provato è in particolare quella più desiderabile (prezzo a parte), perché vi permette davvero di sfruttare tutto ciò che questo notebook può offrire.

  Legion 5 Pro ASUS Flow X13 Zephyrus S17
3DMark (Time Spy) 6.420 (Port Royal) 7.500 (Port Royal) 7.100 (Port Royal)
PCMark 10 9.296 9.749 9.648
GeekBench 4 single-core 6.000 6.300 6.950
GeekBench 4 multi-core 31.150 33.000 38.900
GeekBench 4 GPU 320.000 347.000 342.000
Procyon 6.440 (photo) / 5.500 (video) 6.841 (photo) / 5.805 (video) 7.900 (photo) / 7.620 (video)
Cinbench R23 1.400 (single) / 13.000 (multi) 1.510 (single) / 12.150 (multi) 1.580 (single) / 14.300 (multi)
CrystalDisk lettura 3.435 MB/s 2.453 7.075
CrystalDisk scrittura 3.105 MB/s 1.970 5.230

I benchmark del ROG S17 sono fuori scala, e tenete conto che i due termini di paragone che gli abbiamo messo a fianco sono il Legion 5 Pro (Ryzen 7 5800H, RTX 3070 8GB, 16 GB RAM) ed il ROG Flow 13 (Ryzen 9 5980HS, 32 GB RAM, RTX 3080 esterna, collegata ad un monitor esterno per massimizzare le prestazioni).

La nuova punta di diamante di Intel, l’i9-11900H si è dimostrato un autentico mostro di potenza, con punteggi single-core assolutamente da primato, ma in grado anche di dire la sua nei test multi-core. Dopo 8 ore continue su Cinebench R23 abbiamo registrato un calo di circa il 7%, con un punteggio finale di 13.300, che rimane comunque superiore alla concorrenza “a freddo”. Ma per avere un calo sensibile devono comunque passare diverse ore.

Quando il carico è solo sulla CPU, il PL1 rimane inchiodato su 90 Watt (solo dopo 5 ore circa di stress continuo l’abbiamo visto un po’ calare), con frequenze di clock su tutti ed 8 i core intorno ai 3,9 GHZ, rispetto ad un base clock di 2,5 GHz, e temperature sulla CPU che superano anche i 90°, con un lieve thermal throttling. In questa situazione le performance del processore sono davvero esaltate ed è difficile trovare qualcosa in grado di stargli dietro.

Gettate nella mischia anche la GPU, con i suoi 140 Watt, ed il PL1 del processore Intel scende a 50 Watt. In questo caso per lui è facile mantenerli a tempo indefinito, perché il clock è sceso intorno ai 2,6 GHz con temperature sulla CPU intorno ai 75°. La RTX 3080 invece si assesta intorno ad 1,7 GHz con temperature massime sui 75°, anche in questo caso con lieve thermal throttling. C’è insomma margine anche per un po’ di overclock, cosa che potete fare direttamente tramite l’applicazione Armoury Crate di ASUS, ma assicuratevi di aerare bene il vostro notebook e di non usarlo in ambienti troppo caldi, o le performance potrebbero risentirne anche negativamente.

Grazie a questo, vedete come la differenza tra la RTX 3080 esterna presente sull’X13 e quella interna all’S17 sia tutto sommato risibile, mentre è decisamente più marcata (per quanto non certo abissale) quella con la RTX 3070 del Legion 5 Pro.

Lasciando da parte i benchmark, la differenza rispetto alla concorrenza può diventare ancora più ampia, soprattutto con software ben ottimizzati per i processori Intel. Nei test su Photoshop/Lightroom Classic  e soprattutto in quelli su Premiere Pro il distacco è netto, con i tempi di rendering migliori che abbiamo mai provato. Se foste video editor, una macchina del genere è assolutamente al vertice, almeno tra le soluzioni non-Quadro.

Overkill anche per l’SSD Samsung, tanto che siamo convinti che non avreste notato alcuna differenza anche con una soluzione affine a quella dei rivali.

9.0

Schermo

ASUS gioca la carta della grandezza: 17 pollici di diagonale, ancora in 16:9. “Ancora” perché i 16:10 sembrano un po’ la moda del 2021, e se l’S17 fosse stato un 16 pollici (un bel controsenso! – NdR) probabilmente avrebbe avuto un formato diverso, ma evidentemente di 17 pollici non ne fanno ancora molti con proporzioni diverse da queste.

Il pannello supporta anche l’HDR, ma solo con la riproduzione di contenuti in streaming in DolbyVision; non per l’interfaccia di Windows né per nessuno dei giochi che abbiamo provato. Potrete insomma godervi un film su Netflix, ma non Doom Eternal ad alto intervallo dinamico; un po’ un controsenso in un portatile di gaming. Inoltre il DolbyVision è disponibile solo con i driver Optimus per la gestione della grafica; utilizzando la RTX 3080 in modo esclusivo perderete il supporto HDR (ma guadagnerete il G-SYNC perenne).

Con una frequenza di refresh di 165Hz comunque, è davvero difficile scorgere del tearing o altri simili difetti visivi, anche senza abilitare il G-Sync, ed in generale anche i tempi di risposta sono ottimi, al punto che solo un pro-gamer potrebbe notare la differenza con pannelli dai tempi inferiori.

Buona anche la calibrazione di fabbrica, sulla quale ASUS ha fatto mettere il bollino da Pantone: ottima su scala di grigio, comunque buona, per quanto non impeccabile, sui colori. Pieno supporto allo spettro DCI-P3, e molto buona anche la copertura AdobeRGB, mentre solo buona la luminosità massima, che però non arriva ai 500 nit della versione 4K (siamo intorno ai 350 nit: sinceramente non molti, ed una delle pochissime sbavature di questo portatile).

Grazie alla finitura opaca i riflessi non sono quasi mai un problema nell’uso indoor (e dove altro vorreste usarlo un gigante del genere?) ma possono comunque dare un po’ fastidio in prossimità di una forte fonte di luce. La resa dei colori, come su molti pannelli opachi, perde nel confronto con soluzioni con finitura lucida, soprattutto in quanto a saturazione e contrasto, ma grazie anche agli 8 scenari pre-impostati (default, racing, scenery, RTS/RPG, FPS, Cinema, Eyecare e Vivid) diventa facile trovare la calibrazione più adatta alle esigenze del momento.

Assente il supporto touchscreen, casomai ci fosse bisogno di ribadirlo. Menzione d’onore però per le cornici piuttosto sottili, che in un 17 pollici sono un dettaglio particolarmente importante, per evitare che l’ingombro del notebook cresca oltremisura.

L’analisi Calman a seguire conferma quanto di buono abbiamo appena detto.

7.0

Autonomia

L’autonomia è in linea con le aspettative, ovvero tendenzialmente bassa, con la possibilità di diventare molto bassa con un uso più intenso. La batteria da 90 Wh fa quel che può, ma tra processore, GPU e display è difficile pretendere troppo. La buona notizia è che la modalità silenziosa, ovvero il massimo risparmio energetico, va già benissimo per gli usi più comuni.

Se quindi il vostro carico di lavoro fosse medio basso e riusciste a tenere la luminosità del display sotto 30 (nella scala di Windows), 5 – 6 ore al massimo potreste anche farle. C’è da dire però che se doveste far girare di più il processore, ecco che vedrete l’autonomia calare visibilmente. Tutto ciò, tra l’altro, utilizzando la funzione Advanced Optimus, che switcha automaticamente tra le due GPU in base all’utilizzo. Selezionando la RTX in modo esclusivo, non farete più di 4 ore.

A seguire il consueto verdetto di PCMark 10, che è piuttosto in linea con il mio utilizzo reale (anche se comunque più “ottimista”), come spesso accade sui portatili di questo tipo.

  • Idle: 9 ore e 45 minuti (luminosità minima, modalità silenziosa)
  • Gaming: 1 ora (luminosità massima, turbo mode)
  • Ufficio (scrittura, navigazione, video conferenza): 6 ore e 30 minuti  (luminosità a 25, modalità silenziosa)

La ricarica è abbastanza rapida. L’alimentatore da 280W vi dà il 50% di batteria in circa mezz’ora, ma ci vorrà un’altra ora per fare il pieno completo. Qualora non voleste portarvi a giro un alimentatore da 1 Kg, potete optare per un’alternativa Type-C (entrambe le porte sono compatibili), a patto di non pretendere di usarlo per giocarci.

9.0

Esperienza d'uso

Con il ROG Zephyrus S17, ASUS ha realizzato un portatile davvero completo, sotto praticamente ogni punto di vista. Diventa difficile trovargli dei veri difetti, al netto del prezzo (che comunque non è una caratteristica “fisica”). Questo non significa che sia un portatile per tutti, anche solo per ingombro e dimensioni, oltre al fatto che molte sue caratteristiche sono eccessive, ovvero “inutili“, per la maggior parte degli utenti. A chi serve davvero, ad esempio, un SSD con questa velocità? In che modo può fare la differenza per l’utente medio (ma non solo)?

Ecco, se invece aveste bisogno di un processore al top, l’i9-11900H rappresenta una bella rivalsa per Intel, che riesce ad agguantare ed in buona parte a superare AMD. Se il vostro lavoro si servisse di tanta potenza di calcolo, qui ne avete da vendere. Certo, per raggiungere quei 90 Watt dovrete stare collegati all’alimentazione (a batteria sul package non si superano i 35 Watt e le frequenze di tutti i core sotto carico al 100% non raggiungono nemmeno il base clock, fermandosi intorno ai 2,3 GHz), con prestazioni ben diverse da quelle che avrete collegati all’alimentatore.

90 Watt solo per la CPU vogliono dire inoltre non solo un consumo elevato (le performance per Watt non sono uno dei punti di forza di Intel), ma anche ventole a pieno regime per contenete tutto il calore generato; ventole che arrivano intorno ai 50 db, e per quanto non abbiano un suono acuto e fastidioso, di certo si fanno sentire in queste condizioni.

Il sistema di raffreddamento di ASUS comunque funziona, grazie alla combinazione di molteplici fattori. Pensate che un composto termico in liquid metal viene applicato secondo un processo brevettato ed è in grado di ridurre la temperatura della CPU fino a 10°C rispetto alla tradizionale pasta termica. Aggiungeteci 6 heatpipe e le ventole Arc Flow “autopulenti”, che sfruttano il rialzo della tastiera (AAS Plus) per convogliare il flusso d’aria dall’interno del portatile verso l’esterno. Tutto ciò per dire che non basta mettere insieme componenti di prima scelta, ma vanno anche saputi raffreddare a dovere, e nonostante l’esubero di potenza del processore di Intel, ASUS ha fatto i compiti a casa.

Se poi al carico sulla CPU aggiungete la GPU a pieno carico, come abbiamo visto il processore cala di potenza. Uno scenario del genere è tipico del gaming, ed è quindi interessante vedere come questo si traduca in pratica, ovvero in frame per secondo. Per darvi un’idea concreta, useremo come metro di paragone il già citato Lenovo Legion 5 Pro, ed alcuni celebri giochi di vario genere. Tenete solo conto di un fatto importante, prima di leggere la tabella qui sotto: sono valori indicativi.

Per alcuni di questi giochi (Horizon, Red Dead e Wolfenstein) abbiamo usato il benchmark interno al gioco, pertanto i numeri sono paragonabili direttamente, ma negli altri casi sono tutte misurazioni che abbiamo fatto tramite MSI Afterburner in momenti diversi e con scenari di gioco diversi, pertanto non sono così direttamente confrontabili. Servono tuttavia a darvi un’idea della differenza pratica che c’è tra le due macchine.

Legion 5 Pro ROG Zephyrus S17
Doom Eternal 100 (in HDR) 150
Horizon Zero Dawn 75 85
Marvel’s Avengers 70 75
Wolfenstein Young Blood 120 138
Cyberpunk 2077 40 49
Red Dead Redemption 2 54 69
Days Gone 76 90
Resident Evil 8 72 90

Il verdetto è chiaro: Zephyrus S17 è vincitore. Anche Resident Evil Village, uno dei pochi titoli che non possono essere “maxati” sul Legion 5 Pro, gira qui al massimo dettaglio, e con framerate medio di 83 fps (nella tabella sopra abbiamo riportato il valore ottenuto con gli stessi settaggi del Legion 5 Pro). Al contempo comunque il vantaggio del notebook di ASUS non è certo abissale. Nei giochi scarsamente ottimizzati, come Avengers, la differenza è davvero minima, in altri casi più marcata (Doom Eternal è il caso più eclatante, sebbene il mancato supporto HDR sull’S17 potrebbe aver inciso in qualche modo), ma tendenzialmente orbitiamo intorno ai 10-15 fps in più, ed il merito non è da ricercarsi solo nella RTX ma anche (diremmo quasi “soprattutto”) nel processore. In quei titoli un po’ al limite, come un Read Dead Redemption 2 o Cyberpunk 2077, anche 10 fps in più possono essere importanti, ma del resto li potreste ottenere anche grazie al DLSS o rinunciando a qualcosina in termini di impostazioni grafiche.

Qui entrerebbe quindi in gioco tutto un discorso sul prezzo che demandiamo al paragrafo dedicato, ma è evidente che la RTX 3070 rappresenti maggiormente quell’ideale punto di equilibrio tra prestazioni e costo. Ci rimarrà sempre però la curiosità di sapere come sarebbero andate le cose se la CPU di Intel avesse potuto continuare ad erogare la sua potenza massima anche con la RTX sotto carico.

Se consideriamo insomma ROG Zephyrus S17 come un portatile gaming, il suo obiettivo è centrato: vi fa giocare a risoluzione massima e dettagli massimi a quello che volete. Al contempo però mentiremmo se non dicessimo che avremmo sperato anche in qualcosa di più. Sentimento accentuato dal fatto che se valutiamo l’S17 come macchina da lavoro, in particolare con programmi CPU-intensivi, il distacco potrebbe facilmente diventare molto più netto, tanto che paradossalmente potrebbero essere proprio i non-gamer a bramarlo di più.

Peccato insomma che CPU e GPU non possano girare a piena potenza entrambe, ma qui la colpa è più di Intel che di ASUS: 90 Watt di potenza per una CPU mobile sono difficili da gestire, soprattutto in uno chassis come questo che non è nemmeno particolarmente spesso, ed in più dovete considerare che la GPU si spinge ben al di là ed averle attive al 100% entrambe ti costringe a dei compromessi. Da questo punto di vista le soluzioni di AMD sono più parsimoniose (ovvero migliori performance per Watt), e questo aspetto, soprattutto nei portatili gaming, può diventare un vantaggio importante.

La potenza è nulla senza controllo. (Cit.)

I Tiger Lake H, in particolare i modelli di punta, regalano grandi performance, ma lo fanno solo con sistemi di raffreddamento molto efficienti (ovviamente questo vale in generale, ma notate l’enfasi su “molto”), ovvero causano forte stress sulla gestione termica del notebook, tanto che affiancare ad un 11900H una scheda come la RTX 3080 è possibile in un modello come questo, che è più grande della media ed ha “il trucco” della tastiera rialzata per favorire la ventilazione, ma potrebbe non essere altrettanto fattibile in laptop più piccoli e meno “aerati“. (A parziale conferma di ciò, il ROG Zephyrus M16, sempre con i9-11900H, arriva al massimo ad una RTX 3070.) E nonostante questo, la RTX 3080 dell’S17 deve accontentarsi di 140 Watt massimi (gli stessi della RTX 3070 del Legion 5 Pro), a fronte dei 150 che potrebbe raggiungere.

Stiamo cercando un po’ il pelo nell’uovo, ma nemmeno poi troppo, perché se da una parte è vero che sono le performance ciò che conta, dall’altra è importante anche capire cosa ci voglia per raggiungerle, quali “sacrifici” siano necessari, sia in termini tecnici, che di prezzo. Ma di questo parleremo a breve.

Prima di chiudere una nota sui driver Optimus: da una parte è vero che semplificano la gestione delle due schede grafiche, in particolare a batteria, ma sinceramente vi consigliamo di disattivarli e passare alla sola RTX, se non aveste particolari esigenze di autonomia. Il motivo è che con la RTX sempre collegata massimizzerete le prestazioni di gioco, ed inoltre a volte abbiamo notato che lo switch tramite Optimus aveva dei problemi. In alcuni casi infatti abbiamo registrato dei frame rate sensibilmente più bassi (20 fps in meno, a spanne) con i driver Optimus rispetto alla soluzione solo GPU NVIDIA. Può essere un caso, può non accadere sempre, ma il solo fatto che sia capitato più volte e con giochi diversi è comunque indice che qualcosa non vada.

Ad onor del vero, ci era già successo con altri notebook in passato, di marchi diversi, ed anche nel forum di NVIDIA ogni tanto si trova chi lamenta situazioni simili, anche ad anni di distanza. Ciò che avevamo osservato è che la GPU NVIDIA entrava sì in funziona, ma con clock ridotto rispetto al massimo possibile. Non siamo riusciti a replicare questo comportamento sullo Zephyrus S17 abbastanza volte ed in modo così predicibile da poterlo studiare per trovarne le cause; in ogni caso, proprio per evitare il possibile insorgere del problema, resta valido il consiglio di usare solo la RTX, se potete. S è l’autonomia che cercate, difficilmente vi metterete a giocare, quindi potete sempre usare Optimus quando staccati dall’alimentatore e passare alla GPU discreta quando collegati alla corrente. Lo switch è rapido e non richiede riavvio: lo potete effettuare direttamente dal pannello della grafica NVIDIA.

Nota di merito finale per l’audio. ASUS descrive gli speaker di questo ROG S17 come “i migliori altoparlanti al mondo in un gaming laptop“, affermazione pesante da portare con sé, ma che comunque nasconde un fondo di verità. Corpo, potenza e spazialità (bollino Dolby Atmos presente) ci sono tutti, e per l’uso ludico vanno bene, ma anche per qualche bel film, meglio se di genere “esplosivo”. Se parliamo di puro piacere di ascolto musicale, per quanto sarebbe strano pretenderlo da un notebook, i MacBook restano avanti in quanto a fedeltà e dettagli.

In ogni caso i sei altoparlanti con woofer del ROG Zephyrus S17 sono decisamente superiori alla media, anche se, per fargli sovrastare il suono delle ventole a pieno regime, dovrete alzare parecchio il volume, e le cuffie potrebbero quindi diventare il canale preferenziale per non disturbare troppo.

6.0

Prezzo

Al momento non conosciamo prezzo e disponibilità precisi in Italia di ASUS ROG Zephyrus S17. In base a quanto ne sapevamo, il prezzo della configurazione top dovrebbe essere di 3.899€. Prendiamolo comunque con le molle, perché non ancora ufficiale, ma in ogni caso è chiaro che questo non è un portatile economico. Meglio: non vuole esserlo. Qui tutto è portato all’estremo, e pertanto il prezzo non poteva essere un vincolo.

Non c’è nulla di male nel voler realizzare un top sotto ogni punto di vista, ma ovviamente il rapporto qualità/prezzo ne risente. Del resto la RTX 3080 difficilmente può essere dipinta come la più conveniente della serie, ruolo spesso accreditato alla 3070. Come abbiamo già sottolineato qui sopra infatti, le performance ludiche di questo S17 sono sì elevate, ma non così elevate da giustificare una spesa che, rispetto ai modelli dotati di RTX 3070 per l’appunto (siano questi di ASUS o della concorrenza), può essere anche doppia. Certo è che, se potete permettervelo, questo S17 vi darà la sensazione di aver investito i vostri soldi su ogni sua singola componente, non solo la grafica discreta, e difficilmente ve ne pentirete.

Il voto di questo paragrafo è stato quindi dato supponendo che il prezzo sia più o meno quello indicato: ci riserviamo il diritto (e dovere) di cambiarlo in caso contrario, e lo stesso vale per il voto finale.

Foto

Giudizio Finale

ASUS ROG Zephyrus S17

8.9

ASUS ROG Zephyrus S17

Con ROG Zephyrus S17 ASUS non ha badato a spese, in ogni senso. Non c'è un aspetto di questo notebook che non sia stato portato all'estremo, e sotto il profilo hardware è un autentico concentrato di quanto abbia di meglio da offrire il mercato. Il tutto sapientemente messo insieme da ASUS, che ha realizzato un sistema di raffreddamento in grado di contenere l'energivoro i9-11900H, che si conferma sì davvero in grado di tenere testa ed in buona parte superare i rivali di AMD, ma che richiede molta potenza per farlo (ed infatti qualche piccolo compromesso dovrete accettarlo). E poi abbiamo una tastiera rialzata, ottico-meccanica, con tanto di rotellina programmabile, un SSD così veloce che non riuscirete mai a sfruttarlo a pieno, ed un audio di alta qualità. Nulla è stato lasciato al caso insomma, per dare all'acquirente un'esperienza davvero premium. Basta che non ci chiediate il prezzo.

di Nicola Ligas
Pro
  • Prestazioni al vertice della categoria
  • Tastiera fuori dagli schemi
  • Bello e generoso display
  • Tutte le porte che servono
Contro
  • Prezzo
  • Peso importante (con alimentatore ingombrante)
  • Supporto HDR solo parziale
  • Webcam ancora 720p

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