8.2

Recensione ASUS VivoBook S15: lo spremi-Tiger Lake! (foto e video)

Nicola Ligas -




Recensione ASUS VivoBook S15 (S533)

Dopo aver provato lo ZenBook Flip S, uno dei più primi nonché più eleganti portatili Tiger Lake ad arrivare in commercio, abbiamo accettato “la sfida” di ASUS, che ci ha proposto di recensire un modello espressamente pensato (tra le altre cose) per spremere al meglio le nuove CPU di Intel, cosa che un ultrabook votato alla portabilità, come il Flip S, può fare solo fino ad un certo punto. Ecco quindi a voi la recensione di VivoBook S15 (S533). Il risultato? Mica possiamo spoilerarvelo subito!

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8.0

Costruzione

VivoBook è la linea giovane di ASUS, e questo lo si capisce subito. Linee moderne, sottile (16,1 mm), leggero (1,8 Kg), ma costruito con l’attenzione al dettaglio. Dal profilo lucido di tutta la scocca, ai quattro vivaci colori con i quali viene venduto (noi abbiamo provato un bellissimo “gaia green“, ma lo trovate anche in indie black, resolute red, e dreamy white). Anche il pulsante invio contornato di giallo è quel piccolo tocco di stile in più che non guasta affatto, e che sta benissimo in un prodotto del genere.

Qualche appunto lo possiamo invece fare sulla solidità generale della scocca metallica, che in zona tastiera in particolare mostra qualche incertezza. Lo schermo inoltre non va troppo più in là dei 110° di inclinazione, ed anche lui non è certo un campione di rigidità. In generale il notebook è robusto, ma non dà quella sensazione di solidità che altre soluzioni dal peso simile hanno raggiunto.

Sul fianco abbiamo un bel numero di porte, anche se la SD è solo micro e le USB 2.0 nel 2020 preferiremmo non vederle più. Piccolo appunto sui gommini, che sono 4, stondati, ed un pelino troppo rigidi: su una superficie molto liscia il grip lascia un minimo a desiderare.

7.5

Tastiera e touchpad

Il modello che abbiamo in prova, come vedete, ha la tastiera americana. Al di là quindi del layout che non possiamo giudicare, ci sono però alcuni elementi che non ci hanno convinto del tutto. Anzitutto la superficie di appoggio dei tasti non è delle più rigide, anche se non flette in modo eccessivamente fastidioso (a meno che non abbiate la mano troppo pesante). Il tastierino numerico inoltre è attaccato al resto della tastiera, e soprattutto all’inizio c’è il rischio di premerlo per errore. (Personalmente farei a meno del tastierino numerico su qualsiasi portatile, e mi chiedo sempre se siano davvero di più gli utenti che ne sono contenti di quelli che ci rinuncerebbero, come me.)

Ma il vero aspetto che mi ha convinto meno della tastiera sono i tasti stessi. Sono troppo lisci. C’è poco grip, sembra quasi che vogliano sfuggirvi dalle dita anziché catturarle, e questo non solo porta a commettere qualche errore in più del dovuto, ma toglie anche un po’ il piacere della scrittura. Infine anche la retroilluminazione non è perfetta. Da una parte è regolabile su tre livelli e abbastanza ben visibile, dall’altra il fatto che sia bianca su tasti argento non è mai la migliore delle scelte, perché produce poco contrasto e soprattutto a luminosità bassa la rende quasi fastidiosa nella sua impercettibilità.

Il touchpad, che integra anche un buon lettore di impronte digitali, è quasi quadrato, e questo favorisce le gesture nella direzione di scrolling (ovvero la maggior parte). Ho apprezzato il fatto che ASUS l’abbia centrato rispetto alla barra spaziatrice e non l’abbia allargato troppo: in questo modo non ostacola il palm rest (vero MSI?), anche a scapito di schiacciarlo un po’. La superficie scorre bene sotto le dita; giusto il clic è a volte un po’ “traballante”, sempre a causa di quella rigidità in più che manca.

Dovendo fare un distinguo, se il touchpad è un solido 8, la tastiera è intorno al 7, e così si spiega meglio il voto di questo paragrafo.

8.0

Hardware e benchmark

Come sempre di seguito trovate un breve sunto della scheda tecnica del modello in prova.

  • Schermo: 15,6” full HD
  • CPU: Intel Core i7-1165G7
  • RAM: 16 GB DDR4
  • Memoria interna: SSD 1 TB NVMe PCIe
  • Webcam: 720p@30fps
  • Connettività wireless: Wi-Fi 6, Bluetooth 5.0
  • Porte: 2x USB 2.0, USB-A 3.2 gen1, USB-C 3.2 gen1, HDMI, microSD, jack audio, alimentazione
  • Batteria: 50 Wh
  • Peso: 1,8 Kg
  • OS: Windows 10 Pro

ASUS sceglie un full HD probabilmente per contenere i costi ed aumentare l’autonomia, e fa bene in entrambi i sensi. Abbiamo poi il quasi modello di punta dei processori Tiger Lake, accompagnato da 16 GB di RAM, che non sono scontati in un notebook di questa fascia. Lo spazio di archiviazione si avvale anche di memorie Optane di Intel, altra soluzione non troppo comune. Mentre assai comune è la webcam 720@30fps. Buono il profilo connettività, come da specifiche Tiger Lake, anche se, come accennato prima, la presenza di USB 2.0 nel 2020 suona un po’ anacronistica. Un po’ piccola la batteria in dotazione: con queste dimensioni e peso si poteva fare di meglio. Sorpresa: c’è Windows 10 Pro!

  VivoBook S15 ZenBook Flip S IdeaPad Flex 5
3DMark 1.385 (time spy) 1.275 (time spy) 1.035 (time spy)
PCMark 10 4.392 4.238 4.103
GeekBench 4 single-core 6.710 6.645 4.820
GeekBench 4 multi-core 20.210 22.150 23.100
GeekBench 4 GPU 41.530 57.100 41.050
Cinebench R20 557 (single)/1.955 (multi) 507/1.800 465/2.840
CrystalDisk lettura 2.055 MB/s 3.310 MB/s 2.200 MB/s
CrystalDisk scrittura 1.680 MB/s 3.050 MB/s 1.050 MB/s

I benchmark questa volta si sono rivelati particolarmente interessanti e “fuorvianti”. Prendiamo lo ZenBook Flip S, col quale questo VivoBook S15 condivide processore e RAM. 3DMark avvantaggia lievemente il VivoBook, ed in fondo ci torna, perché quest’ultimo è stato studiato apposta per sopportare i carichi prolungati ed ha un sistema di raffreddamento migliore, che quindi avvantaggia anche il comparto grafico. Va da sé quindi che anche PCMark 10 dice la stessa cosa, da un altro punto di vista.

La storia si ripete con i test single-core sia di GeekBench 4 che di Cinebench R20: in entrambi i casi il VivoBook è un passetto più avanti, con valori da record assoluto. La differenza tra i due notebook è anche che il primo ha un PL1 di 13W, mentre il VivoBook arriva a 28W, quindi torna che, pure a parità di hardware, il Flip S resti un po’ indietro. In questo senso quindi non mi spiego bene il punteggio di GeekBench 4 multi-core e nemmeno quello sulla GPU, che premiano in entrambi i casi Flip S. Purtroppo non ho più quest’ultimo a portata di mano per fare un raffronto diretto, ma sul fronte ludico ho avuto una netta sensazione di maggiore stabilità da parte del VivoBook, e per quanto riguarda i test multi-core per fortuna Cinebench R20 ribalta il risultato, dando conferma di quelle che comunque erano anche le mie impressioni.

Eccessiva variabilità di Geekbench 4? Ci può stare, ma in ogni caso anche il multi-core di Cinebench R20 non è esattamente entusiasmante e lo si capisce tirando in ballo il terzo elemento del nostro confronto, ovvero il portatile di Lenovo con Ryzen 7 4700U (ed 8GB di RAM). Quest’ultimo è infatti nettamente inferiore nei test single-core ed anche in quelli sulla GPU integrata, ma i suoi 8 core non lasciano scampo quando parliamo di performance multi-core. Notate comunque che la differenza non è abissale, nonostante il numero doppio di core, mentre la differenza in single-core è invece ben più notevole (non in valore assoluto). Dal punto di vista pratico inoltre, il VivoBook si dimostra pari se non superiore al Flex 5, ma di questo riparleremo a breve.

Ultimo appunto sui test di CrystalDisk Mark invece: bene, ma non benissimo, anche se non ha nemmeno senso preoccuparsene. Le velocità raggiunte sono più che sufficienti per qualsiasi tipo di utilizzo, e l’impiego della tecnologia Optane dona quella spinta in più che nemmeno i benchmark possono rilevare.

7.5

Schermo

VivoBook S15 non entrerà nella storia per la qualità del suo display. Si presenta bene, con delle cornici piuttosto sottili ed una finitura opaca che favorisce la lettura, però non ha altre frecce al suo arco che lo facciano svettare rispetto alle masse. La luminosità è abbastanza bassa, intorno ai 250 nit massimi, e la calibrazione di fabbrica è piuttosto deludente, per non parlare della copertura dello spettro sRGB particolarmente bassa.

Ma diciamo pure che l’analisi CalMAN non interessi all’utente medio (il che probabilmente è vero), però anche la resa dei colori non è ottimale. Se siete di fronte al display tutto ok, ma spostandosi lateralmente, soprattutto sui toni scuri, si amalgama un po’ tutto, perdendo parecchio dettaglio.

Con un uso indoor tipico non avrete comunque problemi, questo sia chiaro, ma in un mondo nel quale siamo sempre più circondati da schermi di alta risoluzione, di ogni forma e dimensione, è probabilmente proprio l’abitudine alla qualità a renderci più selettivi.

7.5

Autonomia

L’autonomia di questo VivoBook 15 è ok, ma non così tanto da portarvi sempre fino a sera. La combinazione di batteria non troppo capiente e di un processore che può arrivare fino a 28W non potevano fare altrimenti, ed in quest’ottica la scelta di un pannello full HD ha permesso comunque di donare un minimo respiro.

I test di PCMark 10 sono come sempre un po’ generosi nell’ambito office. Nella mia pratica, anche utilizzando la modalità “sussurro”, mi sono assestato sulle 7 ore circa di lavoro, suscettibili anche di qualcosa meno; per andare oltre, dovrete applicare un carico davvero leggero e discontinuo. Notate anche il tempo di idle, che non è certo elevatissimo, segno di come un consumo un minimo significativo ci sia sempre.

  • Idle: 14 ore 50 minuti (luminosità minima, risparmio energetico massimo)
  • Gaming: 2 ore (luminosità massima, prestazioni massime)
  • Ufficio (scrittura, navigazione, video conferenza): 9 ore e 20 minuti (luminosità a 25, batteria migliorata)
  • Netflix: -12% ogni ora (luminosità e audio a 25, batteria migliorata)

8.5

Esperienza d'uso

Se cercate un notebook in grado di sfruttare bene i nuovi processori di Intel, l’avete trovato. VivoBook S15 ha resistito infatti bene ad ogni tipo di test cui l’abbiamo sottoposto, ma con dei distinguo. Ciò è stato possibile grazie a quella che ASUS chiama Intelligent Performance Technology, ovvero una combinazione di soluzioni hardware (thermal design, ventole, sensori ecc.) e software, che ottimizzano il dispendio energetico al fine di garantire prestazioni, silenziosità ed autonomia. Ovviamente entro certi limiti. E allora vediamoli!

AIDA64, stress test completo: dopo oltre mezza giornata di esecuzione continua, il clock è fisso a 2,3 GHz, le temperature sugli 80°. Il sistema è stabile, ed anche se doveste tenerlo a lungo sotto il massimo carico, non ci saranno problemi di tenuta. Attenzione però, perché comunque il base clock è di 2,8 GHz e qui siamo al di sotto. Tra l’altro le temperature indicano che ci sarebbe anche margine di crescita, ma il sistema non riesce a spingere più di così a causa del power limit throttling. ASUS ha infatti bloccato il PL1 a 28W, che è il massimo raggiungibile dall’i7-1165G7, ma in una situazione di carico massimo su tutto il sistema come questa siamo comunque in deficit. Sottolineiamo che lo stress test di AIDA rappresenta una soluzione praticamente irrealistica, perché impiega al 100% tutti i componenti hardware: CPU, FPU, cache, RAM, archiviazione e GPU; non a caso si chiama “test di stabilità del sistema” e non serve tanto a misurarne le prestazioni, ma a capire se la macchina riesca a reggere bene un simile carico o se presenti proprio dei problemi di tenuta.

Venendo a casi più realistici, nel gaming abbiamo delle prestazioni in linea con quelle del Flip S, ma più stabili. In quest’ultimo qualche volta c’erano dei bruschi cali di frame rate, che invece non abbiamo mai sperimentato sul VivoBook S15. Overwatch in full HD a dettagli bassi gira intorno ai 50fps senza mai scattare; GTA V, sempre 1080p e grafica al minimo, arriva a 70fps, e la stessa cosa vale in generale per giochi di questo calibro.

Ma la cosa più bella dei Tiger Lake è che anche utilizzati a batteria il calo di performance è minimo, rispetto a quando collegati all’alimentatore (circa il 5%). Potete insomma giocare davvero in mobilità, con un sistema anche relativamente silenzioso, perché le ventole non superano i 40db. Ancora una volta, il paragone è con la MX350 di Nvidia, che gli i7 Tiger Lake riescono praticamente a pareggiare come offerta ludica; attenzione però, perché questo non è vero in generale.

Prendiamo ad esempio il nostro consueto test di encoding su Premiere Pro (video 4K@60fps di 10:34 minuti): il processore gira a 3,4 GHz di media, con temperature medie di 78° e tempi di esportazione sensibilmente inferiori (anche 20 minuti in meno) a quelli del Flip S. Qui però c’è un’osservazione importante da fare. Un sistema analogo, ma con grafica discreta, fa molto meglio. VivoBook S15 impiega 37 minuti nell’esempio in questione, mentre con una MX350 ed un i7 di precedente generazione potete arrivare sui 20 minuti. La differenza è notevole, ed è in buona parte riconducibile al software (ma in parte penso anche all’hardware). Parlavamo qui sopra di come le prestazioni multi-core dell’i7-1165G7 non fossero niente di particolarmente esaltante, ed ampiamente al pari (se non inferiori in alcuni casi) con i core di 10ma generazione; a questo unite che Premiere Pro sfrutta delle istruzioni di AMD e Nvidia, che non troviamo sulle GPU Intel, ed avrete abbastanza motivazioni da spiegare la differenza. La grafica integrata, soprattutto in questi contesti, mostra i suoi limiti rispetto a quella discreta, e non è un caso se Intel si appresta proprio ad entrare anche in quest’ultimo segmento.

E l’esempio di Premiere Pro può valere in modo analogo per tanti altri software. Intel ha citato vari casi d’uso reali nei quali i Tiger Lake mostrano performance superiori, ma sono casi appunto molto specifici. Con Premiere se la cavano particolarmente bene nel reframing, ma l’auto-reframe è una cosa molto peculiare, che non tutti utilizzeranno. In tutto il resto c’è anche un gap, in buona parte software, che i Tiger Lake accusano anche laddove l’hardware potrebbe fare meglio. La potenza grafica c’è, i benchmark e l’esperienza ludica in generale parlano chiaro, ma il bello è che nessuna di questa macchine vuole certo essere un gaming laptop, quanto piuttosto notebook per lavoro/studio/multimedialità, ed in questi ambiti non è detto che notiate grandi differenze con la generazione passata; non quante ne notereste avviando un Overwatch o chi per lui.

In Italia tra l’altro dovrebbe arrivare una variante di VivoBook S15 proprio con MX350 a fianco dell’i7-1165G7, e sarà molto interessante ripetere questi stessi test, per vedere la differenza a parità del resto dell’hardware. Ora come ora ritengo i Tiger Lake una mossa riuscita sotto il profilo ludico, ed indubbiamente il loro netto vantaggio in single-core dona a questi sistemi uno scatto superiore. Rimane però un peccato che non ci siano stati grandi passi avanti sul fronte multi-core e che la grafica Xe dia il meglio solo nei giochi. Ora come ora quindi, il gap rispetto ai sistemi con grafica discreta rimane più sensibile di quanto potrebbe, quantomeno in certi contesti. Chissà che col passare del tempo e con aggiornamenti software vari le cose non possano cambiare.

Nota finale per le ventole: non fastidiose, mai. Anche sotto il massimo carico non risultano troppo rumorose (massimo 45 db) e soprattutto hanno un suono non acuto, al quale dopo poco vi abituerete fin quasi a non sentirlo. E visto che parliamo di sonorità, è buono anche l’audio

Per quanto riguarda l’esperienza d’uso più in generale, abbiamo apprezzato la pulizia del sistema, che con la sola app MyAsus si occupa degli aggiornamenti di driver/BIOS, di regolare le performance del sistema, la calibrazione del colore, ed altre impostazioni, senza intasare il PC con mille (in)utility diverse. Buono anche l’audio, seppure un po’ carente nei bassi.

7.5

Prezzo

ASUS VivoBook S15 (S533) arriverà in Italia solo nel 2021. Sì, avete letto bene, abbiamo avuto una bella anteprima temporale. Per di più il primo modello commercializzato sul nostro mercato dovrebbe avere GPU discreta MX350 e 512 GB di storage. Il tutto per 999€. La cifra non è malvagia, rispetto ai canoni attuali (tra 6 mesi o più magari le cose saranno un po’ cambiate), anche se in un notebook che ha come target il pubblico più giovane avremmo sperato in qualcosa di meno.

Foto

Giudizio Finale

ASUS VivoBook S15 (S533)

8.2

ASUS VivoBook S15 (S533)

ASUS VivoBook S15 è un ottimo esempio di come sfruttare i nuovi processori di Intel di 11ma generazione. Qui i Tiger Lake si trovano a casa infatti, grazie ad un sapiente dosaggio della potenza e del sistema di raffreddamento, che consente di tenere il notebook sotto carico praticamente all'infinito, con un sistema sempre stabile. È bello poter finalmente giocare in full HD, seppure a dettagli bassi, a tantissimi giochi, senza bisogno di ricorrere ad una grafica discreta. E nel lavoro d'ufficio la rapidità dei Tiger Lake è da primato. Dove mostrano il fianco è ancora una volta nei lavori più intensi, anche a livello grafico; non a caso sono in arrivo le prime GPU discrete di Intel, ma di quelle riparleremo a tempo debito. Questo VivoBook S15 ha il merito di spremere al meglio l'attuale generazione, trascurando però un po' altri aspetti, come display e tastiera, che sono inferiori alla media cui ci ha abituato ASUS. Del resto parliamo pur sempre di un portatile sub-1000€, che però arriverà solo nel 2021.

di Nicola Ligas
Pro
  • Sistema stabile in ogni condizione
  • Prestazioni convincenti in (quasi) tutto
  • Bel design
  • Abbastanza silenzioso anche sotto sforzo
Contro
  • Schermo sotto la media
  • Il multi-core è ancora indietro
  • Tastiera "scivolosa"
  • Autonomia non da tutto il giorno