Atari 2600+ recensione: una retro-console che rispetta il suo passato senza proiettarsi troppo nel futuro

Lorenzo Delli
Lorenzo Delli Tech Master
Atari 2600+ recensione: una retro-console che rispetta il suo passato senza proiettarsi troppo nel futuro

Visti i precedenti prodotti appartenenti a questa categoria viene sempre il dubbio di trovarsi di fronte all'ennesima operazione nostalgia, un mero scatolotto di plastica contente un simil-Arduino, un emulatore e una manciata di titoli pre-installati, senza possibilità di espansione, di modifica o di recupero dei così detti abandonware. Atari 2600+ per certi versi è così, ma si distingue dalla massa per il modo in cui riproduce i giochi, permettendovi di tirare fuori dall'armadio le vecchie cartucce dell'Atari 2600 e 7800 per riprodurle su un dispositivo moderno, collegabile via HDMI a monitor e TV. Ho stuzzicato il vostro interesse? Bene, allora scopriamola insieme!

PRO

  • Un Atari 2600 proiettato nel presente...
  • 10 giochi inclusi in un un'unica cartuccia...
  • Compatibili accessori e cartucce originali...

CONTRO

  • ... ma non abbastanza nel futuro
  • ... non tutti giocabili con un solo controller
  • ... anche se non tutte le cartucce funzionano

Unboxing Atari 2600+

Sufficientemente ricca e ben organizzata la confezione dell'Atari 2600+. Oltre a una copertura in plastica trasparente, comoda per non far accumulare la polvere sulla console quando non la si usa, troviamo un cavo HDMI per il collegamento a monitor e TV, un cavo USB-C / USB-A per l'alimentazione (ma non l'alimentatore, occhio), un Joystick CX40+ e una cartuccia di gioco con 10 titoli inclusi. Manca insomma solo l'alimentatore, ma va benissimo uno qualsiasi da smartphone.

Caratteristiche tecniche

Al suo interno la nuova versione dell'Atari nasconde hardware modesto. D'altronde per riprodurre correttamente giochi che funzionavano su hardware del 1977 non serve chissà cosa! Sotto il cofano l'edizione Plus nasconde un SoC Rockchip 3128 accompagnato da ben 256 MB di RAM DDR3 e 256 MB di memoria interna eMMC. Al di fuori troviamo diverse leve e interruttori, uscita video, porte per i joystick, oltre al sistema di lettura delle cartucce. Questo è forse il punto fondamentale di tutto il prodotto: Atari 2600+ legge la stragrande maggioranza delle cartucce originali dei modelli 2600 e 7800.

Il marchio stesso ha redatto una lista di tutte le cartucce che sono state testate correttamente sul 2600+, indicando anche le poche che non sono state testate o che non vengono lette correttamente dal nuovo dispositivo. Trovate l'elenco completo qui.

Dimensioni e peso sono contenute: si parla di 27 x 11,15 x 7 centimetri per circa 700 grammi di peso. Pensate che il modello originale arrivava a 35 x 232 x 9 centimetri e 2,1 kg. Volendo Atari avrebbe potuto ridurla ulteriormente, ma almeno in questo modo sembra davvero una versione "moderna" del buon vecchio modello. A livello di materiali, la 2600+ è realizzata prevalentemente in plastica di buona qualità.

Anche il pannellino frontale, che quasi sembra essere in legno, è in realtà in plastica. Piccola nota: il logo Atari sulla destra è retro-illuminato. Peccato che la luce emessa sia davvero flebile e visibile solo se siete praticamente al buio.

Vediamo anche a cosa servono tutte le leve frontali.

Partendo da sinistra verso destra abbiamo rispettivamente quella di accensione e spegnimento, quella per passare dalla modalità a colori a quella in bianco e nero, la leva di selezione del gioco / modalità di gioco e quella per riavviare la cartuccia. Sul retro, sempre partendo da sinistra verso destra, abbiamo l'interruttore per il passaggio dalla modalità 16:9 a quella 4:3, porta di collegamento di joystick, interruttore di selezione di difficoltà, HDMI, altra porta per Joystick e selettore di difficoltà e, infine, porta USB-C per l'alimentazione.

A livello software, Atari 2600+ sfrutta i software open source Stella per emulare il sistema di gioco originale, il così detto Atari VCS (Video Computer System), e ProSystem per emulare l'Atari 7800. E non è un segreto o un dato nascosto: è scritto sulla pagina ufficiale del prodotto sul sito di Atari. Una volta accesa la console a schermo sarà mostrato il logo Atari e null'altro.

Parte il gioco direttamente insomma, senza fronzoli, selezioni o strani menu personalizzati. È letteralmente un dispositivo plug-and-play. Peccato che, come tanti altri prodotti retro-gaming ufficiali, non offra alcun tipo di espansione, di installazione di pack di giochi o di lettura di formati diversi da quelli delle cartucce originali. Qui il discorso si fa complicato. Ve ne parlai anni fa proprio in occasione dell'uscita del Mini NES.

Il Joystick

Il joystick incluso in confezione è il CX40+, ovvero una riedizione del mitico Atari CX40. Le forme e le funzioni sono identiche a quelle di un tempo: si tratta di un controller dotato di un solo pulsante e di una leva centrale a 8 direzioni. Negli anni '80 divenne celebre quasi quanto lo stesso logo di Atari, tanto da essere usato ancora come simbolo rappresentativo del gaming e dei videogiochi.

E no, non vi aspettate una versione migliorata del CX40. È un CX40 in tutto e per tutto, con una leva dura da muovere e con una ergonomia tutta sua.

Quasi a riconferma che si tratta della stessa versione, ha lo stesso connettore DB9 di un tempo. Sul sito, il produttore afferma che i nuovi CX40+ sono compatibili anche con i vecchi Atari.

In confezione ce n'è solo uno, ma su Amazon si può acquistare anche la versione a sé stante per 26€. E ci sono anche i CX30+, i paddle rotanti pensati per giochi specifici. In questo caso dovete rivolgervi a un pack speciale da 40€ che include 2 CX30+ e una cartuccia con 4 giochi da usare appunto con i CX30.

Certo è che per certi versi si è quasi obbligati ad acquistare un secondo CX40+, a meno appunto di non possederne di vecchi. 3 dei 10 videogiochi inclusi nella cartuccia sono pensati per 2 giocatori, e di conseguenza la scelta di titoli giocabili scende a 7.

Impressioni d'uso e perché acquistarla

Atari 2600+, nella sua confezione, include una cartuccia con 10 videogiochi. Anche questa è una cosa che contribuisce a renderla plug-and-play.

Per selezionare quale giocare, ci sono degli interruttori sul retro della console, mentre sulla parte frontale si possono vedere le combinazioni che servono per attivarne uno dei 10 pre-installati.

Ovviamente Atari non poteva che includere alcuni tra i titoli più famosi della sua vecchia console, o almeno, quelli di cui possiede ancora i diritti di utilizzo. Tra questi c'è anche il mitico Adventure, quello che è considerato il primo gioco di azione-avventura di sempre nonché il primo a includere il primo easter egg della storia dei videogiochi. Ci sono poi Missile Command, Video Pinball, il Volleyball e gli altri che potete leggere anche nella foto che vi ho proposto poco fa.

Dopo aver avviato il primo gioco, il pubblico potrebbe dividersi in due filoni: chi inizierà a goderseli senza pensarci troppo e chi invece rimarrà stranito dai colori, dalla loro intensità e, per certi versi, anche dalla definizione dell'immagine.

Anche perché c'è una certa differenza nel giocare Adventure nel 1979 su un televisore di un tempo e giocarlo oggi su un TV QNED da 75". Persino lo switch al bianco e nero non cambia molto questa impressione, visto che di fatti è una sorta di filtro e non un tentativo di emulazione di tubo catodico come abbiamo già visto su altre retro-console.

Anzi, c'è un terzo filone di pubblico: quello dei più giovani, abituati a ben altro genere di videogiochi! Mostrare loro Adventure potrebbe fargli pensare che i giochi di un tempo erano noiosi, criptici e senza senso. Non ci sono menu, istruzioni, testi a schermo: è tutto basato sull'intuito e sul "trial & error". In realtà può essere una "scusa" per studiare insieme a loro un po' di storia del gaming. D'altronde se il media videoludico è quello che è lo deve anche a personaggi come Warren Robinett, Dave Theurer, Nolan Bushnell, Ted Dabney e alle loro creazioni, e capire da dove tutto è partito può fornire una prospettiva diversa su ciò che si gioca oggi.

Come già accennato, la cosa grandiosa dell'Atari 2600+ è che vi permette di riprodurre le cartucce di un tempo, quelle appartenute alle versioni originali dell'Atari 2600 e dell'Atari 7800. Per l'occasione ho saccheggiato lo sgabuzzino scovando un po' di cartucce originali degli anni '80, anche in modo da provare con mano le capacità di questa nuova edizione della console. 

Che dire: Atari 2600+ le ha riprodotte senza indugio, al pari della cartuccia da 10 giochi inclusa in confezione. Ed è questo, a mio avviso, il punto di svolta, quello che la rende diversa dalle altre retro-console lanciate ad esempio da Nintendo e Sony. Non è un dispositivo con qualche gioco pre-installato e fine, bensì una console a tutti gli effetti che ha rispetto del suo passato e di ciò che hanno ancora a disposizione gli utenti.

Questa versione integra HDMI e USB-C per l'alimentazione, due standard attualmente tra i più diffusi che permettono con poca fatica di godersi i grandi classici di un tempo senza impazzire dietro ad adattatori.

Chi ha un vecchio Atari funzionante può continuare a usare quello facendo un po' i conti con la tecnologia attuale, ma il 2600+ è decisamente una soluzione più agile, che tra l'altro permette con facilità di riprodurre anche i giochi in 16:9. Una mezza bestemmia per i puristi del retro-gaming, ma nulla vieta di impostare l'interruttore su 4:3 e ignorare l'altro rapporto di forma.

Ovviamente c'è chi non è contento nemmeno di questa soluzione. Quando sono uscite le retro-console con giochi pre-installati e nessuna possibilità di espansione (se non con tecniche che potremmo definire da "smanettone") le lamentele si sprecavano, e ora che Atari prova una strada diversa, facendo sì che si possano riprodurre i giochi di un tempo, c'è comunque chi si lamenta che non c'è possibilità di espansione, che non si possono leggere ROM da schede SD o da chiavette USB e così via.

È vero, Atari 2600+ per essere una retro-console del 2023 ha ben poco di futuristico, ma credo che la realtà dei fatti sia che si tratti di un prodotto pensato per una nicchia ben specifica, e che proprio questa nicchia sarà ben felice di metterci le mani sopra.

Per chi è pensata quindi? Per chi all'epoca non c'era e vuole scoprire e studiare i primi videogiochi destinati alle masse. Per chi ha ancora una collezione di cartucce che vorrebbe rigiocare. Per chi non ha più un Atari 2600 (o 7800) originale funzionante e vorrebbe qualcosa di più simile possibile da collegare a monitor e TV moderni.

Prezzo

Il prezzo di listino di Atari 2600+ ammonta a 120,99€. Si tratta di un prezzo più alto rispetto a quello di altre retro-console, ma è pur vero che per certi versi stiamo parlando di un prodotto leggermente diverso. Potremmo tirare in ballo anche Evercade, che è un ottimo prodotto (provammo la versione EXP tempo fa) ma che comunque richiede l'acquisto di cartucce dedicate.

Più che una critica al prezzo di listino mi sento forse di criticare l'assenza in confezione del secondo controller, controller utile ad affrontare alcuni dei 10 titoli presenti nella cartuccia inclusa. Anche qui potremmo tirare in ballo il fatto che sono compatibili quelli originali, ma non è detto che chi l'acquista ne abbia uno funzionante in casa.

Recensione Atari 2600+ - Altre foto dal vivo

Su alcuni dei link inseriti in questa pagina SmartWorld ha un'affiliazione ed ottiene una percentuale dei ricavi, tale affiliazione non fa variare il prezzo del prodotto acquistato. Tutti i prodotti descritti potrebbero subire variazioni di prezzo e disponibilità nel corso del tempo, dunque vi consigliamo sempre di verificare questi parametri prima dell’acquisto.

Giudizio Finale

Atari 2600+

Da un punto di vista meramente soggettivo posso dirvi che anche solo l'idea di usare le cartucce degli anni '80 su un dispositivo uscito nel 2023 mi ha fatto emozionare. Sarà che sono nato negli anni '80, sarà che quando ero piccolo non ero abbastanza saggio da godermi l'Atari 2600 e capire quanto avrebbe influito su ciò che sono diventati oggi i videogiochi, ma in ogni caso l'idea di riprodurre giochi storici come Adventure, Missile Commando e Ms. Pac-Man su hardware "moderno" commercializzato dalla stessa Atari ha smosso qualcosa in me di quasi inaspettato. Vero è che, tornando con i piedi per terra, ci troviamo comunque di fronte a un dispositivo di nicchia, che accontenterà un tipo di clientela molto specifica lasciando invece praticamente a bocca asciutta chi sperava di trovare un modo rapido e indolore per godersi 20, 50, 100 giochi Atari 2600 e 7800.

Pro

  • Un Atari 2600 proiettato nel presente...
  • 10 giochi inclusi in un un'unica cartuccia...
  • Compatibili accessori e cartucce originali...

Contro

  • ... ma non abbastanza nel futuro
  • ... non tutti giocabili con un solo controller
  • ... anche se non tutte le cartucce funzionano

Lorenzo Delli
Lorenzo Delli Cresciuto a "computer & biberon", mi sono avvicinato al mondo dell'informatica e della tecnologia alla tenera età di 5 anni. Mi occupo di news e recensioni legate ai PC (desktop e laptop) e al gaming, ma non disdegno elettrodomestici smart quali scope elettriche e friggitrici ad aria, preferibilmente con Bluetooth e Wi-Fi. Se trovate un meme sui canali social di SmartWorld è probabilmente colpa mia.

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