Recensione Biomutant: il troppo stroppia (foto e video)

Giorgio Palmieri
Giorgio Palmieri

Biomutant è un open world ambizioso per essere stato realizzato da sole 20 persone: fazioni, armi bianche, armi da fuoco, creazione di oggetti, sistema di moralità, classi, personalizzazione del personaggio, cavalcature, robot, motoscafi e siamo sicuri di esserci scordati qualcosa. Qual è il prezzo da pagare per tutta questa carne? La cottura senza dubbio, e anche qualche scelta infelice.

PRO

  • Interessante sistema di creazione di oggetti
  • Scorci naturali affascinanti
  • Pieno di idee e meccaniche...

CONTRO

  • ... ma sviluppate in modo superficiale
  • Combattimenti scivolosi, ripetitivi
  • Mondo spoglio

Editore THQ Nordic
Sviluppatore Experiment 101
Piattaforme PS4, Xbox One, PC Windows
Versione provata PS5 (retrocompatibilità)
Genere Gioco di ruolo d’azione
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Completamente in Italiano

Storia

La storia di Biomutant è frutto di una scelta sbagliata a monte. Tutti i dialoghi sono stati affidati ad una voce narrante che descrive non solo ciò che sta accadendo a schermo (con un’incidenza che eventualmente è personalizzabile), ma anche gli scambi di battute tra i personaggi.

La voce italiana del narratore è quella di Gianni Quillico, la cui bravura è risaputa. La sua voce però è una costante e diventa ben presto insopportabile perché troppo, troppo presente, ed il tutto è narrato come se fosse una fiaba, talvolta persino un po' svogliata: lo si riesce ad apprezzare solo e soltanto nelle prime battute.

La storia non sarebbe poi così scialba, anzi: lo scenario è interessante seppur derivativo, e vede un nuovo mondo post-apocalittico, costruito sul vecchio, tenuto in piedi da un Albero della Vita ormai decadente. Per fermare la piaga dovrete eliminare quattro bestie e soprattutto fare in modo che le tribù collaborino tra loro, percorrendo la via del bene o del male, cioè facendole unire o sottomettendole.

Nei panni di un procione modificato geneticamente avrete quindi modo di scegliere la luce o l’oscurità, ma purtroppo non ci sono veri e propri dilemmi morali, anche perché i personaggi e le loro motivazioni sono davvero semplicistiche, degne appunto di una fiaba.

Purtroppo, come anticipato, la scelta di affidare tutta la storia, tra l’altro densa di dialoghi, ad una singola voce narrante si è rivelata infelice e abbiamo fatto molta fatica a digerirla: nemmeno una patch di aggiornamento che ha velocizzato i tempi tra una battuta e l'altra è riuscita a migliorare la situazione. Anche la messa in scena è a dir poco scarna, con un regia statica e glaciale durante le scene d'intermezzo.

Giocabilità

La giocabilità ingloba a sé diverse sfumature del gioco d’azione e vi consente anzitutto di creare il vostro personaggio, di scegliere la sua classe e le statistiche di base, e ovviamente i suoi tratti estetici.

Dopodiché, salire di livello permette di personalizzare l’eroe a seconda dei ritrovamenti del bottino e dello stile di gioco. Si possono confezionare classi ibride e selezionare quale elemento potenziare per primo tra magie, abilità attive, tratti passivi e valori parametrici.

La struttura si compone di compiti principali e secondari, le cui ricompense fanno accrescere la potenza del vostro alter ego animale. Si naviga lungo un mondo aperto, con missioni che combinano esplorazione, scontri e un pizzico di semplici enigmi.

La mistura funziona e intrattiene senza acuti, ma è il collante a deludere le aspettative, cioè il sistema di combattimento, al quale manca quel feedback tipico degli hack-and-slash o comunque dei giochi di ruolo d'azione che si rispettino: le armi comunicano una sensazione di leggerezza e vuotezza poco incisiva, e generalmente gli scontri, nonostante la pletora di abilità offensive, si consumano spesso alla stessa maniera: abbiamo trovato molto efficaci i fucili, fin troppo rispetto al resto, malgrado il sistema di mira lasci a desiderare e sia un po' scivoloso.

Tecnologia

Sono poche, se non addirittura pochissime, le sorprese tecnologiche di Biomutant. Le si riesce ad apprezzare molto di più se contestualizzate al piccolo team di Experiment 101, ma di fatto impallidisce dinanzi agli open world moderni. Non a caso il mondo di gioco è spoglio, ha pochi punti d'interesse e pochi eventi sul campo. Gli assalti ai forti delle tribù avversarie desiderano più budget, così come la costruzione delle missioni, che in pratica si limita a svolgere il proprio dovere come nel più comune tra gli esponenti del genere. Gli stessi enigmi non sono davvero enigmi, si risolvono semplicemente ruotando ingranaggi e muovendo manopole con una facilità estrema.

Le zone irradiate rappresentano però quel pizzico di strategia in più per l'esplorazione, poiché certe aree richiedono necessariamente un livello di resistenza elementale per essere attraversate. Le abbiamo apprezzate, anche perché alle volte richiedono pure dei mezzi specifici per poterle superare incolumi, ma di certo non brillano in termini di costruzione: sono solo delle zone sporcate da ghiaccio, acido e poco altro.

Contenuti e Progressione

Le missioni principali di Biomutant possono essere completate in circa 15 ore, una longevità rimpolpata con i compiti secondari, i quali, tuttavia, seguono pigramente la grammatica degli open world meno evoluti, andando poco oltre il raggiungimento di punti di interesse specifici e il recupero di collezionabili, senza ingolosire con della narrativa efficace.

Si apprezza tuttavia la continua implementazione di novità nelle meccaniche, dalle cavalcature ai veicoli acquatici, fino all'introduzione di nuovi parametri di potenziamento per l'eroe. Personalizzare il proprio procione diverte, in special modo con la creazione di oggetti: raccattare gli scarti in giro per la mappa per realizzare pistole e spade è senz'altro una delle parti più spassose, anche perché il bottino viene erogato in maniera bilanciata, con tanti pezzi d'armatura, accessori e armi offerte a cadenza regolare. Siamo riusciti a creare un fucile spara acido di ottima fattura con tanto di sturalavandini come parte principale.

Grafica

Il mondo post-apocalittico è squisito da vedere. Non è paragonabile alla densità poligonale degli standard odierni, tanto è vero che il numero di modelli sparsi per le aree è a dir poco esiguo, ma sa regalare scorci molto piacevoli in un contesto dove la natura dà speranza ed è piena di vita, spinta pure da un ciclo giorno-notte con meteo dinamico. Su PS5 in versione retrocompatibile gira a 60 fps e 1.080p, con qualche singhiozzo di tanto in tanto quando si cambia zona.

Lo stile artistico degli ambienti fa il suo dovere nel donare atmosfera, mentre quello che dipinge le creature non soddisferà tutti i palati: godono di un'estetica un po' particolare, alle volte bruttina, eppure a noi tutto sommato non è dispiaciuta, anche se le animazioni non fanno certo gridare al miracolo, specialmente quelle durante i dialoghi. Infine deludono gli interni, limitati nel numero e molto simili tra loro: è una delle pecche ricorrenti negli open world.

Sonoro

Il sound design soffre di un'effettistica debole, soprattutto per quanto riguarda le armi: fendenti e spari restituiscono suoni davvero poco energici. Per dire, persino quelle pesanti faticano a dare l'impressione di esserlo. Abbiamo poi già parlato del doppiaggio in italiano, certamente non di basso livello, ma davvero insopportabile vista la centralità del narratore e del tono ripetitivo. Tra le musiche invece c'è qualche riuscito motivetto d'atmosfera: peccato siano anche loro monotone.

Prezzo

Biomutant arriva nei negozi fisici e digitali al prezzo di 59,99€. Una cifra esagerata, non così lontana dai Tripla A, quando quello di Experiment 101 non lo è affatto: un importo più congruo avrebbe aiutato la produzione a mantenersi con i piedi per terra agli occhi dei consumatori.

Immagini

Giudizio Finale

Biomutant

Biomutant è un videogioco che vuole dare tanto, ma i valori produttivi ridotti non riescono a valorizzarlo a dovere. I problemi della creatura di Experiment 101 non si fermano al solo budget ridotto, ma vanno oltre: il feeling dei colpi così poco efficace e la noiosa messa in scena sporcano un'esperienza ad ogni modo ambiziosa, piena di buone idee, che sarà apprezzata solo da chi ama i GdR di questo tipo (e i loro limiti).

Sommario

Storia 4

Giocabilità 6

Tecnologia 6

Contenuti e Progressione 6.5

Grafica 7

Sonoro 5

Voto finale

Biomutant

Pro

  • Interessante sistema di creazione di oggetti
  • Scorci naturali affascinanti
  • Pieno di idee e meccaniche...

Contro

  • ... ma sviluppate in modo superficiale
  • Combattimenti scivolosi, ripetitivi
  • Mondo spoglio

Giorgio Palmieri
Giorgio Palmieri Ama scrivere di videogiochi ed è anche particolarmente bello. Almeno, così dice sua madre.

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