Recensione Blue Yeticaster Pro: il bundle che include tutto il necessario per registrare audio di qualità

Lorenzo Delli
Lorenzo Delli

Se avete una certa dimestichezza con il mondo dei podcast, dello streaming o in generale della registrazione audio, potreste aver già sentito nominare il marchio Blue. Il microfono Blue Yeti è probabilmente uno dei più celebri esponenti dell'azienda, ed è proprio lui il protagonista di questa analisi. Nel nostro caso abbiamo avuto l'opportunità di spacchettare e testare il bundle Yeticaster Pro, comprensivo non solo del microfono, ma anche di Compass, il braccio per microfoni realizzato da Blue, e Shockmount Radius III, un supporto a sospensione per collegare microfono e asta. Proprio Blue si sta affacciando con sempre più interesse al mercato italiano, e finalmente si vedono anche i primi effetti dell'acquisizione della società da parte di Logitech.

PRO

  • Facilità di utilizzo
  • Qualità complessiva
  • 4 modalità (figure polari)
  • Personalizzazione software via G Hub

CONTRO

  • Prezzo comunque importante
  • Gain automatico (ma potrebbe essere Windows)
  • Staffa non intuitiva

La staffa e il supporto

Forse, più che staffa, dovremmo chiamarla "supporto tubolare a giraffa". Il nome proprio scelto da Blue è Compass. Chiamatela insomma come volete, ma cerchiamo di capire se il gioco vale la candela. Dobbiamo ammettere di averci impiegato più tempo del previsto a capire come adattarla alle nostre esigenze. E anche leggendo qualche recensione su Amazon c'è più di un utente che ha trovato qualche difficoltà. Una volta superate però ci si trova di fronte ad una staffa adattabile praticamente a qualsiasi contesto.

Il morsetto, che poi è il primo pezzo da montare, andrebbe fissato ad una scrivania. Nel nostro caso, non avendo una scrivania dotata di un piano uniforme, abbiamo optato per fissarlo ad un mobile posto di fianco. Scegliere una posizione eventualmente sopraelevata rispetto alla scrivania permette anche di posizionare il microfono più in alto, in modo da poter registrare senza averlo davanti allo schermo del PC o, alternativamente, anche più vicino al volto. Si può anche optare per un montaggio fisso, effettuando un foro sul piano di lavoro. Nelle istruzioni è ben spiegato come procedere.

Ma ciò che mette in difficoltà non è il posizionamento, quanto più il funzionamento delle molle interne che regolano i punti nodali del braccio. Basta prendere un po' di dimestichezza con le manopole che le gestiscono: più le stringete, più i vari bracci rimarranno più rigidi. La base di Compass comprende un'ulteriore molla regolabile tramite cacciavite: ruotandola in senso orario aumenterete la tensione delle molle interne, in modo da sostenere al meglio microfoni più pesanti; allentandola in senso antiorario invece otterrete l'effetto contrario. Nulla vieta insomma di utilizzare il braccio anche per altri microfoni. La tenuta massima è di 1 kg. Lungo il braccio c'è anche una scanalatura con delle clip per "nascondere" il cavo che corre dal microfono fino al computer. Un piccolo dettaglio che però rende il tutto ben più elegante e ordinato.

Oltre alla staffa è anche incluso lo Shockmount Radius III, il supporto a sospensione per collegare microfono e asta. È la stessa Blue ad affermare che il suo design è pensato per richiamare linee vintage. La sua presenza inoltre permette di isolare maggiormente Yeti da rumori, urti e vibrazioni ambientali. Se provate a far oscillare il microfono vedrete che il supporto a sospensione si muoverà quasi come fosse un ammortizzatore. In definitiva la combo Compass e Shockmount Radius III richiede un po' di dimestichezza, ma entrambi si presentano come prodotti di qualità, solidi, regolabili e pensati appositamente per un ampio spettro di attività.

Il microfono

Blue Yeti è un microfono USB plug-and-play. Ciò significa letteralmente che potete attaccarlo e iniziare ad usarlo subito, senza tutorial, configurazioni particolari o altro. Una soluzione pensata per chi si avvicina per la prima volta al mondo dei microfoni professionali, ma che, vista la qualità dello stesso microfono, potrebbe ingolosire anche gli utenti più smaliziati. A differenza del Blue Yeti in versione stand alone, quello incluso nella confezione Yeticaster non ha il supporto da scrivania. D'altronde se acquistate questa variante che costa anche di più avete bisogno del braccio, e non di poggiare il microfono su un piano di lavoro. Come già accennato, l'unico cavo di collegamento (quello USB) che vi serve si può nascondere in parte lungo il braccio del supporto a giraffa.

Uno dei punti di forza del microfono è la presenza, sul corpo stesso, di tutti i comandi utili a personalizzare la resa dello stesso. Sulla parte frontale un LED di stato incastonato in un pulsante ci permette di capire se il microfono è mutato o meno: luce rossa fissa siete "on air", luce rossa lampeggiante il microfono è mutato. Subito sopra c'è il pomello per la regolazione del volume delle cuffie. È infatti possibile collegare un paio di cuffie dotate di jack audio da 3,5 mm direttamente al microfono. L'utilità è duplice: impostare, almeno da Windows, l'uscita audio sul microfono, ricevendo in cuffia l'audio del PC, e ricevere allo stesso tempo anche il ritorno in cuffia dell'audio catturato dal microfono. La latenza è praticamente nulla.

Sul retro troviamo altre due manopole piuttosto importanti, ognuna con relativa indicazione di funzione. La prima serve a regolare il guadagno del microfono, il gain per gli addetti ai lavori; la seconda invece è quella che permette di scegliere 4 diverse figure polari, ovvero le 4 diverse modalità di utilizzo del Blue Yeti. Ne parliamo più nel dettaglio nel prossimo paragrafo, con relativi sample di registrazione catturati proprio dallo Yeti.

Vediamo anche la scheda tecnica del microfono.

  • Frequenza di campionamento: 48 kHz
  • Bit-rate: 16bit
  • Capsule microfoniche: 3 proprietarie Blue, 14 nm
  • Figure polari: cardioide, bidirezionale, omnidirezionale, stereo
  • Risposta in frequenza: 20 Hz - 20 kHz
  • Sensibilità: 4,5mV/Pa (1 kHz)
  • SPL massima: 120 dB (THD: 0,5% 1kHz)
  • Amplificatore cuffie:
    • Impedenza: >16 ohm
    • RMS: 130 mW
    • THD: 0,009%
    • Risposta in frequenza: 15 Hz - 22 kHz
    • Rapporto segnale/rumore: 100 dB

Nel caso i controlli fisici non risultassero sufficientemente comodi, possiamo affidarci al software. Fino a qualche settimana fa vi avremmo suggerito di appoggiarvi al software ufficiale di Blue (si chiama semplicemente Blue). Con l'ultimo aggiornamento, si ha la possibilità di gestire il tutto direttamente da G Hub, il software proprietario di Logitech G che garantisce l'accesso a tutte le impostazioni delle periferiche gaming e non. E le funzionalità a disposizione dell'utente sono molte di più! L'immagine sottostante parla da sola.

Non solo l'utente ha accesso a un gran numero di parametri da regolare manualmente, con la possibilità anche di registrare brevi clip per ascoltarne gli effetti, ma viene anche offerta la possibilità di selezionare un'ampia serie di preset. Questi ultimi potrebbero tornare molto utili a chi non mastica certi termini o a chi vuole perderci meno tempo possibile. In ogni caso il pannello di controllo torna particolarmente utile se dovete cambiare qualcosa al volo magari durante una diretta, impossibilitati in quel momento a mettere mano ai controlli fisici posti sul Blue Yeti.

Se proprio dobbiamo segnalare un difetto del software, riscontrato sia con quello di casa Blue che con G Hub, è la modifica automatica del gain del microfono. Per qualche (oscuro) motivo, anche impostando il gain a 0 o ad un valore qualsiasi, iniziando la registrazione o l'utilizzo del microfono per altri scopi, il gain viene impostato ad un valore altissimo, prossimo a 80 su 100. È sufficiente reimpostarlo manualmente dall'applicativo perché rimanga stabile, ma nel caso ve ne dimentichiate potreste incappare appunto in un risultato ben lontano dalle aspettative. La stessa cosa non succede se non aprite i software: conterà unicamente il gain regolato manualmente dal microfono. Il problema però potrebbe essere riconducibile a Windows.

Qualità e modalità di registrazione

Potremmo spendere diverse parole sulla qualità di registrazione del Blue Yeti, ma la cosa migliore è sfruttare proprio uno spezzone audio registrato direttamente dal microfono. Il sample sottostante è stato registrato in modalità Stereo con un gain pari a 50 su 100 regolato direttamente da G Hub, senza preset o regolazioni di equalizzatore o pulizia segnale. Il file non è stato modificato in alcun modo. La registrazione è stata eseguita con il software WavePad ed esportata in mp3 al massimo della qualità consentita.

La qualità in definitiva ci pare più che ottima, soprattutto per il fatto che non serve spendere particolare tempo per trovare chissà quale configurazione di registrazione. Considerate anche che l'ambiente in cui abbiamo testato il Blue Yeti è di tipo domestico, privo quindi di soluzioni di insonorizzazione di alcun genere. Come accennato poi, sono quattro le figure polari selezionabili. Vediamo, anzi, ascoltiamo quindi anche quattro altri brevi sample registrati nelle medesime condizioni di registrazione proprio con le diverse modalità previste. Anche in questo caso il tutto è stato registrato con WavePad ed esportato in mp3 alla massima qualità consentita senza porre alcun tipo di modifica o di regolazione.

Stereo

Suggerito per cantato singolo o corale e registrazione di strumenti. È rappresentato da due cerchi intrecciati.

Cardioide

Suggerito per podcast, voiceover, cantato e strumentale. È rappresentato come un cardioide, ovvero "una curva, e più precisamente una epicicloide, con una e una sola cuspide".

Omnidirezionale

Suggerito per conference call, field recording, eventi musicali e non. È rappresentato da un cerchio unico.

Bidirezionale

Suggerito per interviste, duetti vocali e strumentale. È rappresentato da due cerchi disposti a fianco (infinito o 8 rovesciato).

Prezzo

Come già accennato, quella da noi testata è la variante più costosa del Blue Yeti, un vero e proprio bundle che include il supporto a giraffa e il supporto in sospensione. Il prezzo di conseguenza non è certo dei più economici: vi servirà un investimento di circa 240€ per portarvi a casa il tutto. Al momento Amazon è uno dei posti migliori per accaparrarsene uno.

L'alternativa, nel caso non aveste bisogno del supporto a giraffa, è acquistare quello con supporto da scrivania. Il prezzo di listino ammonterebbe a 150€, ma spesso su Amazon si trova a prezzi inferiori.

Potrebbero sembrare cifre elevate, ma per un microfono di qualità non sono nemmeno così esagerate (anzi). Considerati vari fattori, tra cui anche la qualità costruttiva complessiva, la facilità di utilizzo e la possibilità di registrare anche canto o strumenti musicali, l'investimento richiesto è commisurato a quanto effettivamente offerto.

Giudizio Finale

Blue Yeticaster Pro

Sia che siate alle prime armi, sia che facciate parte di un tipo di utenza più esigente, Blue Yeti saprà offrirvi una qualità di registrazione e una semplicità di utilizzo encomiabili. Blue Yeticaster costituisce in tal senso un ulteriore passo in avanti. Il bundle, comprensivo dei supporti a giraffa e a sospensione, vi permette di allestire una vera e propria postazione di registrazione direttamente sulla scrivania.

Voto finale

Blue Yeticaster Pro

Pro

  • Facilità di utilizzo
  • Qualità complessiva
  • 4 modalità (figure polari)
  • Personalizzazione software via G Hub

Contro

  • Prezzo comunque importante
  • Gain automatico (ma potrebbe essere Windows)
  • Staffa non intuitiva

Lorenzo Delli
Lorenzo Delli Cresciuto a "computer & biberon", si è avvicinato al mondo dell'informatica alla tenera età di 5 anni. Si occupa principalmente di news e recensioni legate al mondo del gaming (mobile e non) e dei canali Social per il network SmartWorld.

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