Recensione Call of Duty: Black Ops Cold War: lo sparatutto next-gen è qui (foto e video)

Lorenzo Delli
Lorenzo Delli

È già da qualche settimana che Call of Duty: Black Ops Cold War ha fatto il suo debutto su PC e su console. Quanto basta per farci un'idea non solo del comparto singolo giocatore ma anche del multiplayer, delle sue mappe e dell'eventuale bilanciamento del tutto. Black Ops Cold War è anche un capitolo che potremmo definire next-gen. È il primo della serie ad arrivare su PlayStation 5 e Xbox Series X, ed arriva sul mercato in un momento in cui le schede RTX serie 30 vantano tra le loro fila componenti che rendono il Ray Tracing più accessibile. Scopriamo insieme cosa ha in serbo per noi.

PRO

  • Campagna diversa...
  • Contesto storico
  • Ray-Tracing anche su console
  • Multiplayer divertente e centrato

CONTRO

  • ... ma comunque breve
  • Il prezzo aumenta
  • Cross-play di default

Editore Activision Blizzard
Sviluppatore Treyarch, Raven Software
Piattaforme PC Windows, PS5, PS4, Xbox One, Xbox Series X|S
Versiona provata PC Windows, PS5
Genere Sparatutto
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multi giocatore
Lingua Completamente in Italiano

Premessa

Call of Duty: Black Ops Cold War è il diciassettesimo capitolo della serie Call of Duty, nonché quinto della serie "spin-off" Black Ops. Una saga insomma che non ha bisogno di troppe presentazioni, e che ogni anno cerca di esplorare ambientazioni ed epoche diverse in modo da differenziare anche l'azione. È da un po' di tempo che la serie è tornata con i piedi saldamente ancorati a terra, e questo nuovo Black Ops non fa eccezioni. Siamo in piena Guerra Fredda, nei primi anni '80, e l'arsenale e tutto ciò che ruota intorno ad abilità, serie di punti e simili derivano quasi nella loro interezza dal periodo storico di riferimento. Non ci sono corse sui muri, strane acrobazie o diavolerie di altro genere: è guerra allo stato puro, con esplosioni, bombardamenti al napalm e strumenti che rimandano anche allo spionaggio, come i microfoni da campo per tracciare i movimenti nemici.

Il gioco si apre come di consueto con una campagna che fa della spettacolarizzazione la sua chiave di volta. Stavolta però si sceglie un approccio più variabile, che mescola l'azione adrenalinica (alcune scene sono a dir poco incredibili) ad altre situazioni più stealth, in linea appunto con l'atmosfera da Guerra Fredda. Una guerra tra spie, tant'è che tornano in azione alcune vecchie conoscenze della serie Black Ops come gli agenti della CIA Russel Adler, Alex Mason e Frank Woods. Gli agenti, in collaborazione con alcuni nuovi personaggi (introdotti per non far sentire troppo a "disagio" i neofiti di Black Ops), dovranno dare la caccia a Perseus, un'altra vecchia conoscenza della serie, un avversario temibile che lavora con il favore delle ombre. Oltre a sparare quindi ci troveremo anche ad indagare, a raccogliere prove da analizzare poi con calma nella nostra base (che funge da hub di gioco per la campagna), affrontando anche missioni sotto copertura nel cuore delle basi nemiche. Una scelta che abbiamo apprezzato, anche per far capire al grande pubblico che Call of Duty può essere anche qualcosa in più oltre al comparto multigiocatore.

Rimane il fatto che le tante modalità a disposizione del comparto online compongono il grosso del gioco. È così da sempre e probabilmente per sempre sarà così, ma finché il multiplayer rimane così divertente non ce la sentiamo proprio di lamentarci. I giocatori di vecchia data potranno lanciarsi immediatamente in modalità classiche 6 vs. 6 quali Deathmatch a squadre, Dominio o Cerca e Distruggi. Potete altrimenti sperimentare Postazione, che cambia la zona da controllare continuamente (evitando "camperaggi" estremi come in Dominio), o l'originale e rapidissimo Scorta VIP. Alternativamente si passa a modalità più "grandi", come Moshpit Armi Combinate, un 12 vs. 12 che alterna due diverse fasi di gioco in mappe più grandi e dotate di veicoli. Ce n'è per tutti i gusti, e torna alla carica anche la Modalità Zombie, più colorata e cafona che mai, con una propria storyline e un sistema di progressione diverso. E per gli amanti del Battle Royale c'è sempre Warzone, che si integra alla perfezione dentro il nuovo Call of Duty, con un sistema di progressione del personaggio condiviso (Activision lo definisce sistema di progressione universale) e tanti nuovi elementi di gioco tratti proprio da Cold War.

La cogliete la citazione?

La cogliete la citazione?

Ce n'è letteralmente per tutti. Se vi piace il nuovo contesto bellico, siamo di fronte ad un capitolo che mescola elementi classici a tante novità di rilievo. Si tratta comunque di un Call of Duty. Se per qualche motivo non avete apprezzato i predecessori, per ampiezza delle mappe, dinamiche o simili, probabilmente non riuscirete ad apprezzare del tutto nemmeno questo.

Giocabilità

Le meccaniche di gioco sono quelle classiche degli sparatutto in prima persona online. Se avete dimestichezza con i capitoli del passato, approcciarsi a Black Ops Cold War sarà come andare in biciletta. Nel tempo alcune cose sono cambiate, come le Serie di Punti che non tengono più traccia solo delle uccisioni ma anche del punteggio generale, ma l'essenza del gioco rimane quella. Uno sparatutto frenetico, in cui ci si deve muovere per rimanere in vita, che richiede una sana dose di riflessi, tanta mira e anche la voglia di sperimentare nuove build.

A tal proposito il sistema di progressione del personaggio lo abbiamo trovato meno frustrante del previsto. C'è sì da sudare inizialmente, almeno fintanto che non si sbloccano le Wild Card (dei Perk più potenti) o delle Specialità più potenti di quelle base (3 per ogni build, 6 con una specifica Wild Card). Le armi poi hanno un loro sistema di progressione a parte, che di fatto obbligano il giocatore ad usarle quanto più possibile per sbloccare le tanti varianti di componenti con cui personalizzarla. Ma in ogni caso non ci vuole una follia di tempo per costruirsi un personaggio con cui competere un minimo. Oltre al nostro personaggio, abbiamo avuto anche l'occasione di giocarne uno al massimo del livello consentito con tutti gli elementi di gioco sbloccato, affrontando tanti altri giocatori nella stessa nostra condizione. Il gioco risulta sufficientemente equilibrato, con build potenti che però di fatto possono essere usate da tutti senza grosse controindicazioni. Ovviamente il bilanciamento del multiplayer è uno degli argomenti più sensibili, che va anche valutato nel lungo termine e che comunque viene modificato grazie a patch periodiche rilasciate dagli sviluppatori. Ma per il momento, dopo anche tanti match online, non abbiamo registrato sonore sconfitte causate da combinazioni di equipaggiamento e abilità così drastiche da disequilibrare il tutto.

Un dettaglio che ci pare importante da sottolineare è che che il sistema di progressione è cross-platform e di default è attivo il cross-play fra tutte le piattaforme. Le nostre prime sessioni di gioco sono state su PS5, per poi passare alla versione PC continuando con gli stessi progressi portati avanti su sistema PlayStation. Il cross-play fra PC, PlayStation e Xbox, come già detto, è attivo di default. Ciò significa che fin da subito verrete messi in partita con utenti mescolati, sempre che ovviamente non abbiano disattivato l'opzione. Tra chi gioca con mouse e tastiera e chi gioca con controller ci può ovviamente essere una gran differenza, ma anche la versione console supporta le periferiche di gioco dedicate a PC.

La qualità delle mappe riveste ovviamente un ruolo fondamentale nella giocabilità di un Call of Duty. Su quelle della campagna non c'è molto da dire: come già detto sono pensate per enfatizzare le due componenti chiave, spettacolarizzazione e spionaggio, sfruttando ambientazioni cariche di dettagli. Quelle multigiocatore le abbiamo trovate particolarmente azzeccate, con una giusta commistione di estensione e verticalità. Ci sono sì zone che favoriscono gli appostamenti e le trappole, ma c'è anche un sistema rodato di respawn e di kill-cam che fa sì che i così detti "camper" abbiano vita breve. Tra quelle che abbiamo apprezzate maggiormente ci sono Satellite, ambientata nel deserto dell'Angola, con un satellite al centro della mappa (un po' come la mappa Crash di Modern Warfare), e Armada, ambientata nel bel mezzo dell'Oceano Atlantico a bordo di varie navi.

Più che discreto anche l'arsenale, che sfrutta appunto il periodo storico di riferimento per proporre armi a tema, così come esplosivi e Serie di Punti che abbiano un senso storico. Ci sono quindi gli aerei spia, che vanno a segnalare i nemici sulla mini-mappa, così come il contro-spionaggio, che schiera caccia supersonici per abbattere gli aerei spia. Si continua con bombardamenti al napalm, Harrier che pattugliano il campo di battaglia, modellini radiocomandati con cariche esplosive e così via. Sul feeling delle armi ci torniamo nel prossimo paragrafo.

Tecnologia e Grafica

Lo abbiamo definito il Call of Duty Next-Gen, cerchiamo di capire perché. Come già accennato, Black Ops Cold War sbarca anche su PS5 e Xbox Series X. Su entrambe le console il gioco gira in 4K a 60 fps con Ray Tracing attivo (uno dei primi titoli ad usufruirne). L'impatto visivo, almeno su PlayStation 5 dove abbiamo potuto sperimentare a lungo il gioco, è davvero incredibile. E non solo l'impatto visivo, ma anche la possibilità di giocarlo a 60 frame al secondo o addirittura a 120 fps, sacrificando Ray Tracing ed altri effetti aggiuntivi. Una modalità quest'ultima che richiede un TV con HDMI 2.1, ma ci sembra già tanto poter giocare ad uno sparatutto in prima persona su console con un tale numero di frame al secondo.

Su PS5 poi c'è anche un qualcosa in più. Activision ha sfruttato a dovere i vantaggi offerti dal DualSense, il nuovo controller di Sony. Se già il feedback aptico ci mette del suo, con vibrazioni specifiche relative a ciò che succede intorno a noi, sono i pulsanti dorsali adattivi a stupire maggiormente. I grilletti di fatto oppongono resistenza alla pressione, sia quando si mira che quando si spara. Ogni arma ha un feeling diverso, richiedendo l'applicazione di maggiore o minore forza per sparare e restituendo un feedback completamente diverso. C'è chi probabilmente disattiverà questa funzionalità in multiplayer, ma noi l'abbiamo trovata divertente e immersiva. Qui trovate un nostro approfondimento sul multiplayer su PS5.

Il Ray Tracing lo ritroviamo ovviamente anche su PC. Lo avevamo già visto in azione su Modern Warfare, ma in questo capitolo forse si riesce ad apprezzare di più. Sia la campagna che varie mappe multiplayer (come quella notturna a Miami) sono realizzate appositamente per esaltare le migliorie grafiche apportate dalla nuova tecnica di rendering, su PC così come su console. Inutile dire che proprio su PC si ha una resa migliore del tutto, Ray Tracing compreso. L'avvento delle RTX serie 30 poi sta rendendo sempre più accessibile questo "mondo". A tal proposito abbiamo provato a lungo il gioco sfruttando la nuova NVIDIA GeForce RTX 3070, vi rimandiamo al  nostro approfondimento dove ve ne parliamo con dovizia di particolari. In ogni caso proprio su PC il tutto è estremamente scalabile, in modo da garantire performance al top anche su macchine non troppo recenti. Un capitolo insomma che sfrutta a dovere tutti i vantaggi offerti dalle nuove piattaforme di gioco, offrendo allo stesso tempo contenuti di gioco solidi e azzeccati.

Di contro, tutta questa tecnologia implica uno spazio occupato su disco alquanto notevole. Su PC la cartella del gioco pesa 120 GB, e su PS5 non è che vada diversamente. Proprio sulla piattaforma di Sony vari utenti hanno poi visto il gioco raggiungere quota 200 GB, per il "semplice" motivo che il sistema in automatico scaricava sia la versione PS4 che quella PS5. Se ci sommate anche lo spazio occupato da Warzone va da sé che vi servirà un bel po' di spazio libero. Se non altro l'installazione diventa modulare. Quando finite la campagna potete ad esempio rimuovere i file relativi ad essa, liberando spazio su disco. O potete installare prima la campagna e riservarvi il download del multiplayer per un secondo momento.

Sul comparto grafico a questo punto rimane forse ben poco da dire. La resa è spesso spettacolare. I modelli delle armi sono incredibili, anche vista la mole di modifiche che è possibile apportare ad ognuna di esse. Alcune mappe sono sicuramente più curate di altre, ma ognuna ha comunque qualche elemento che rimanda al Ray Tracing o comunque all'esaltazione delle piattaforme di gioco next-gen. Forse proprio le mappe online dovrebbero via via diventare sempre più dinamiche, cambiando più drasticamente a seconda di esplosioni o Serie di Punti devastanti, ma immaginiamo che il carico di lavoro per le macchine che riprodurrebbero il gioco diventerebbe di gran lunga più pesante.

Sonoro

Difficile trovare qualcosa da criticare al comparto sonoro. Il doppiaggio italiano ci è parso azzeccato e in linea con le atmosfere del gioco. La colonna sonora è sufficientemente adrenalinica e sempre in linea con il periodo storico di riferimento. Ogni arma può vantare la sua componente di suoni, andando ad arricchire il feedback tattile che si ha giocando con i controller. Con gli accessori adeguati si può come al solito sfruttare il suono spaziale, particolarmente utile nel contesto di gioco online.

Prezzo

Il nuovo Call of Duty purtroppo è next-gen anche sul prezzo. Si tratta di uno dei primi titoli che costerà 10€ in più su console (PS5 e Xbox). Su PC, tramite Battle.net, il prezzo rimane lo stesso, 59,99€. In ogni caso la quantità di contenuti offerta è tale da non farci pentire più di tanto di un investimento più o meno elevato (fino a 80€). Il comparto multigiocatore di fatto offre longevità infinita, e la campagna, per quanto breve, è comunque curata e in grado di offrire un qualcosa di diverso dal solito.

Giudizio Finale

Call of Duty: Black Ops Cold War

Call of Duty: Black Ops Cold War ci sorprende in positivo per diversi fattori. Arrivare sul mercato ad un anno di distanza dall'ottimo rifacimento di Modern Warfare, proponendo comunque una campagna e un comparto multigiocatore azzeccati, non era affatto banale. Il tutto poi è condito da alcune novità next-gen di rilievo, come il Ray Tracing sempre più marcato, i grilletti adattivi su PS5 e l'installazione modulare. Come al solito bisogna anche vedere cosa succederà nel lungo periodo, ma al momento quanto offerto dal gioco è capace di intrattenere per centinaia di ore, strizzando l'occhio sia agli appassionati di vecchia data che a chi si approccia alla saga per la prima volta. Rimane comunque un esponente della saga che ha molto in comune con i suoi predecessori. Non aspettatevi quindi novità così sconvolgenti da offrire un'esperienza di gioco così drasticamente diversa dal passato.

Sommario

Premessa 8.5

Giocabilità 9

Tecnologia e Grafica 9

Sonoro 9

Voto finale

Call of Duty: Black Ops Cold War

Pro

  • Campagna diversa...
  • Contesto storico
  • Ray-Tracing anche su console
  • Multiplayer divertente e centrato

Contro

  • ... ma comunque breve
  • Il prezzo aumenta
  • Cross-play di default

Lorenzo Delli
Lorenzo Delli Cresciuto a "computer & biberon", si è avvicinato al mondo dell'informatica alla tenera età di 5 anni. Si occupa principalmente di news e recensioni legate al mondo del gaming (mobile e non) e dei canali Social per il network SmartWorld.

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