Call of Duty: Modern Warfare 3 non è il disastro che tanti vogliono farvi credere che sia

Lorenzo Delli
Lorenzo Delli Tech Master
Call of Duty: Modern Warfare 3 non è il disastro che tanti vogliono farvi credere che sia

Quest'anno più che mai, il nuovo capitolo di Call of Duty, ovvero la riedizione di Modern Warfare 3 per PC e console next-gen, si è assunto un compito alquanto gravoso e praticamente impossibile: accontentare i giocatori di vecchia data che ancora non si sono convertiti a Warzone. Dai, è inutile girarci intorno: la modalità Battle Royale e free-to-play, due terminologie che fanno venire le bolle agli aficionados di un tempo, vanta diverse decine di milioni di utenti attivi su base mensile e diverse centinaia di migliaia di giocatori attivi ogni giorno. Per certi versi Activision Blizzard (o meglio, Microsoft) potrebbe abbandonare del tutto o quasi i capitoli classici per concentrarsi unicamente su Warzone. E invece no, eccoci qui a parlare di Modern Warfare 3, un titolo che è stato definito (in parte giustamente) come uno dei migliori capitoli degli ultimi anni e, contemporaneamente, uno dei peggiori di sempre. Quanto c'è di vero e quanto di mera esagerazione per attirare qualche clic in più?

PRO

  • Mappe classiche ancora fantastiche
  • Minimappa, Slide Cancel, Tactical Stance
  • Arsenale e time to kill

CONTRO

  • Poche vere novità di rilievo
  • Deve molto a Modern Warfare 2 (nuovo e vecchio)
  • Prezzo

Scheda videogioco

  • Publisher Activision Blizzard
  • Sviluppatore Sledgehammer Games
  • Genere Online FPS
  • Numero giocatori Multiplayer
  • Lingua Italiano
  • Disponibile su

La campagna più discussa di sempre

A mio avviso la campagna di Modern Warfare 3 conferma in parte quanto vi ho detto poco fa. Warzone è un grande successo, e per quante critiche possa attirare, la verità è che ha una base di utenza così enorme che su base mensile continua a macinare numeri da record. Ed è inutile girarci troppo intorno, alcuni fan storici di CoD non lo provano per principio. D'altronde divertirsi con i battle royale è immorale, no? I free-to-play? Mai e poi mai. Sono sarcastico, per chi non lo avesse capito.

La campagna di Modern Warfare 3 comunque serve proprio a questo: dare un assaggio di quello che ha (in parte) da offrire lo stile di gioco di Warzone a chi non ne è avvezzo. Abituati come siamo alle campagne "a corridoi", con appunto percorsi ben precisi, storie emozionanti e una direzione da film d'azione ad alto budget, quanto proposto nel capitolo del 2023 ha spiazzato praticamente tutti, portando a recensioni anticipate negative e, in certi casi, piuttosto crudeli.

Per chi non l'avesse giocata, né avesse letto o visto nulla a riguardo, la modalità single player di Modern Warfare 3 è sostanzialmente composta di mappe che lasciano una quasi totale libertà di approccio al giocatore, con ambientazioni più o meno vaste, casse di equipaggiamento e obiettivi specifici che possono essere portati a termine in vari modi.

A poco è servito che la campagna usasse volti storici o che fosse appunto il proseguo di quanto visto nelle due precedenti riedizioni della serie Modern Warfare. Anche perché, tralasciando le mappe ad approccio libero, la storia di per sé dura poco e ha pure poco mordente. Il primo impatto insomma è stato negativo per i più, e già questo ha fatto sì che si partisse un po' con il piede sbagliato, mettendo tutti in allerta a riguardo delle doti di questo capitolo. Una cosa è sicura, Activision Blizzard il prossimo anno ci penserà due volte a pubblicare la campagna in Accesso Anticipato.

Ma la cosa più bella di tutta questa "tragedia" è che la campagna, in un gioco come Call of Duty, è tipo l'1% dell'esperienza, una percentuale così innocua che raramente influisce più di tanto sul giudizio finale. Certo, è un gran bel biglietto da visita, ma non sufficiente a garantire la bontà (o la disfatta) di un capitolo di CoD.

E il multigiocatore quindi?

Il multigiocatore come al solito è il vero ago della bilancia, ago che quest'anno non sa proprio dove stare. È lì, al centro, ma per alcuni tende verso la parte giusta, per altri verso quella sbagliata, facendo sì appunto che tutto il gioco sia stato definito da più persone come il migliore e il peggiore capitolo degli ultimi anni.

Dal canto mio posso dirvi che mi sono lanciato subito nell'azione. Ho creato la mia playlist selezionando Team Deathmatch, Dominio e Postazione, ed è stato letteralmente amore a primo colpo.

E sapete perché? Per lo stesso esatto motivo per cui in tanti lo hanno giudicato negativamente. Modern Warfare 3 non include, almeno per ora, mappe di gioco nuove. Quelle che troverete ad accogliervi nel comparto multigiocatore sono infatti 16 ambientazioni tratte dalla versione 2009 di Modern Warfare 2. Ed è impossibile non sentirsi a casa, non solcare questi livelli sapendo che una partita tirerà l'altra, esattamente come ai buon vecchi tempi. Rust, Terminal, Favela, Skidrow, Scrapyard: quante volte siete morti in queste mappe? E quante volte invece avete dominato i vostri avversari esultando per vittorie incredibili?

La cosa incredibile è che queste mappe funzionano ancora divinamente anche a tanti anni di distanza, senza per questo apparire vecchie, poco dinamiche o prive di dettagli di rilievo. Offrono di fatto l'esperienza di gioco perfetta, anche con tutti gli elementi di gioco più moderni che Sledghammer Games, la software house responsabile del capitolo di quest'anno, ha cercato di inserirci per rimanere al passo con i tempi.

Sempre strizzando l'occhio ai giocatori di vecchia data, quelli allergici a Warzone e più inclini ad acquistare un Modern Warfare di questo calibro, Sledghammer ha reintrodotto lo Slide Cancel (qui c'è una buona spiegazione) e la minimappa classica, con ping rossi relativi ai giocatori che stanno facendo fuoco con armi non silenziate. E c'è anche la Tactical Stance, quella modalità di fuoco che si trova sostanzialmente a metà tra lo sparare senza prendere la mira e lo sparare usando il mirino.

L'azione è fluida, veloce e degna del nome di Call of Duty, senza accessori strani che vi fanno correre sui muri o spiccare salti sovraumani e con killstreak in linea con quelle del passato. Certo, tra lo Slide Cancel e i livelli che hanno un decente sviluppo anche in verticale di giocatori che sembrano posseduti quando si muovono ce ne sono tanti, ma sono tutti stili di gioco alla portata di tutti e, soprattutto, sufficientemente "realistici" e con i piedi per terra.

Come hanno sottolineato in tanti poi, Modern Warfare 3 ha anche uno dei time to kill tra i più alti della serie. Cosa significa? Il time to kill non è altro che la misura del tempo che ci mette un'arma a eliminare un nemico, e dipende ovviamente da fattori base quali danno, rateo di fuoco, portata e così via. In questo capitolo le armi, per semplificare, sono un po' più lente, e di conseguenza diciamo che il gioco ne guadagna un minimo in tattica, rendendo ancor più fondamentale il saper mirare e saper mantenere il fuoco sul proprio bersaglio. E a livello di arsenale? Modern Warfare 3 introduce 37 nuove bocche da fuoco, ereditando al contempo tutte quelle del precedente capitolo. In sostanza è il Call of Duty con più armi di sempre.

Ricapitolando: mappe al top, seppur provenienti dal passato (glorioso) della serie; tante funzioni che faranno la gioia dei veterani e non solo (vedi Slide Cancel); time to kill pensato per rendere più ponderata l'azione; modalità classiche di gioco coadiuvate da playlist speciali quali Guerra, Tagliagole, e il buon vecchio Terminal H24; l'arsenale più vasto di sempre; il tutto immerso in un comparto tecnico sufficientemente al passo con i tempi.

Shut up and take my money, giusto? GIUSTO? E qui ci starebbe bene il meme di Anakin e Padme...

Qual è quindi il fattore che ha scatenato tutti i giudizi negativi, a parte ovviamente la già citata campagna? Se ci pensate è facile capirlo. Le mappe non sono nuove, parte delle armi sono ereditate da Modern Warfare 2 e, come se non bastasse, il comparto tecnico è sicuramente ottimo ma molto, molto simile a Modern Warfare 2. Sto forse per suggerirvi che Modern Warfare 3 poteva essere un DLC del suo predecessore? Secondo un report (non confermato) pare che i piani iniziali fossero proprio quelli, di vendere il comparto multigiocatore di questa nuova versione come DLC per Modern Warfare 2. Sta di fatto che nel nuovo capitolo di nuovo c'è molto poco.

Cercare insomma di confezionare un gioco che strizzasse l'occhio ai giocatori affezionati si è rivelata un'arma a doppio taglio: a giocatori come me, che anelano un'esperienza solida e priva di grossi guizzi creativi e che cercano nient'altro che una mezz'ora di svago dopo cena, potrebbe anche andare bene così; chi invece dopo aver speso 69,99€ per la versione PC o, peggio, 79,99€ per quella console, si aspettava almeno qualche novità di rilievo, coadiuvata magari da una campagna che non strizzasse troppo l'occhio a Warzone, rimarrà non solo deluso, ma anche piuttosto alterato dalla situazione.

Anzi, a dirla tutta una novità di rilievo c'è. La modalità Zombie, un'altra fetta di gioco presente in tutti gli ultimi capitoli della serie, si è evoluta. E indovinate un po'? Ha preso ispirazione da Warzone. Anzi, l'ambientazione in stile che la caratterizzerà sarà proprio quella che troveremo in Warzone da dicembre. Bello, vero? Dipende dai vostri gusti. Se amavate livelli più claustrofobici dove costruire barricate e difendervi da ondate sempre più pesanti no. Se amate l'idea di una mappa vastissima con tante situazioni di gioco diverse e allo stesso tempo amate le novità potrebbe intrigarvi.

Il problema skin

C'è un'altra cosa che fa infuriare tanti giocatori. Mettiamo il caso rientraste nei parametri di chi apprezza questo capitolo proprio per il suo voler pescare dal passato della serie, offrendo un'esperienza di gioco bilanciata ma al passo con i tempi. Entrate in gioco, in un contesto realistico e moderno, e vi trovate a correre a fianco di Spawn, Alucard, simil Groot (in realtà è la skin di Gaia) e 21 Savage, anche perché Modern Warfare 3 eredita pure i vecchi operatori dal precedente capitolo.

Va bene la sospensione dell'incredulità, ma a tutto c'è un limite, direte voi. E questo non è nemmeno un problema di Modern Warfare 3. Già in Vanguard, fra i capitoli recenti che ho apprezzato maggiormente, c'era questo problema, problema che io stesso alimentavo andando in giro con la skin di Godzilla e un'arma che sputava proiettili con fiamme blu.

Activision Blizzard dovrebbe smetterla di proporre skin nuove e Battle Pass sempre più elaborati? E perché dovrebbe, considerato il successo che hanno? Vedete, è proprio questo il problema: se queste dinamiche estetiche non funzionassero, il publisher proporrebbe ben altro. La realtà dei fatti è che è pieno di giocatori che le acquistano, ed è praticamente impossibile entrare in un game senza che non ci sia qualcuno con il costume più bizzarro fra i tanti in circolazione.

C'è chi addirittura propone uno switch da attivare nelle impostazioni per non visualizzare le skin durante le partite.

Molto bello, ma capite che in questo modo si taglierebbe il valore economico delle skin stesse? Probabilmente ai giocatori storici che si lamentano di questo genere di cose (piuttosto innocue, tra l'altro) servirebbe un trattamento Classic in stile World of Warcraft, un bel Call of Duty: Classic senza skin, Battle Pass, mappe open world e altre "diavolerie" moderne.

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Giudizio Finale

Call of Duty: Modern Warfare 3

Se Call of Duty: Modern Warfare 3 non fosse venduto a prezzo pieno, lo stesso per intenderci che caratterizzerebbe un capitolo comprensivo di sole novità, forse non si sarebbe alzato questo vespaio. E se la campagna non avesse osato troppo, allontanandosi troppo dai canoni del genere, cercando di trasmettere gli eventuali vantaggi offerti da Warzone, forse non ci sarebbe stato quel primo impatto così negativo che di fatto ha influenzato tutti i voti finali dati dalla stampa specializzata. Ma la storia non si fa con i se e con i ma. Activision Blizzard ha sicuramente sbagliato alcune cose con Modern Warfare 3 e a pagarne lo scotto purtroppo saranno anche i prossimi capitoli, ma da lì a veder fioccare 6, 5.5 e voti simili ce ne corre. Giudizi del genere si riservano a titoli ingiocabili o semi disastrosi, e Modern Warfare 3 non rientra in questa casistica. Anzi: l'esperienza di gioco è quanto di più simile a quella che un vero giocatore di Call of Duty potrebbe desiderare da un capitolo attuale. Insomma, Modern Warfare 3 non è il disastro che tanti vogliono farvi credere che sia.

Voto finale

Call of Duty: Modern Warfare 3

Pro

  • Mappe classiche ancora fantastiche
  • Minimappa, Slide Cancel, Tactical Stance
  • Arsenale e time to kill

Contro

  • Poche vere novità di rilievo
  • Deve molto a Modern Warfare 2 (nuovo e vecchio)
  • Prezzo

Lorenzo Delli
Lorenzo Delli Cresciuto a "computer & biberon", mi sono avvicinato al mondo dell'informatica e della tecnologia alla tenera età di 5 anni. Mi occupo di news e recensioni legate ai PC (desktop e laptop) e al gaming, ma non disdegno elettrodomestici smart quali scope elettriche e friggitrici ad aria, preferibilmente con Bluetooth e Wi-Fi. Se trovate un meme sui canali social di SmartWorld è probabilmente colpa mia.
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