Call of Duty: Vanguard, un mese dopo

Call of Duty: Vanguard, un mese dopo
Lorenzo Delli
Lorenzo Delli

È praticamente un mese che è uscito sul mercato Call of Duty: Vanguard, l'esponente annuale della celebre saga sparatutto di casa Activision. C'è chi lo definirà un capitolo di transizione, visto che ci si allontana dai tempi moderni per calarci nuovamente nello scenario bellico della Seconda Guerra Mondiale, quello che caratterizzava il gioco originale del 2003. Ed è solo dopo aver speso un po' di ore nella modalità online che ve ne parliamo. È davvero piagato da bug che oramai caratterizzano quasi tutte le produzioni videoludiche tripla A? Non ha niente di originale e divertente? Si tratta davvero di un capitolo di transizione che può essere ignorato? Rispondiamo insieme a queste domande. Nel frattempo ricordiamo che a fine ottobre 2022 arriverà il nuovo Call of Duty: Modern Warfare 2.

PRO

  • Ritmo Battaglia
  • Due nuove modalità di gioco
  • Sempre ricco di contenuti

CONTRO

  • More of the same
  • Campagna breve
  • Estremamente caotico

Scheda videogioco

  • Publisher Activision Blizzard
  • Sviluppatore Sledgehammer Games
  • Genere Sparatutto in prima persona
  • Numero giocatori Singolo e multi giocatore
  • Lingua Italiano
  • Disponibile su

Chiariamo subito una cosa. Se cercate un'attenta analisi del bilanciamento delle armi e delle modalità, di quanto l'assistente alla mira attivo su console possa risultare esagerato o di altri fattori legati più ai tecnicismi da settore competitivo, non siete nel posto giusto. Gioco a Call of Duty da molti anni, non sono mai stato un mostro di bravura, ma in qualche modo me la sono sempre cavata, divertendomi da solo o in compagnia di amici e colleghi. E ogni anno, con i nuovi capitoli di Call of Duty, mi ricordo dopo poche partite cosa me lo fa piacere così tanto, nonostante la base portante del gameplay sia di fatto la stessa. Non ho però mai giocato a livello competitivo, e il massimo della competitività a cui ho preso parte è stato il torneo dell'anno scorso organizzato da Activision in compagnia di streamer, VIP e giornalisti.

Posso quindi dirvi cosa lo rende divertente e quali sono i suoi punti di forza e le sue debolezze, almeno secondo il mio punto di vista. Cominciamo dall'offerta videoludica nuda e cruda. Come già accennato, Vanguard è ambientato nella Seconda Guerra Mondiale. Non poteva quindi che esserci una bella campagna singleplayer incentrata proprio sul confronto bellico più disastroso di sempre. La storia è raccontata attraverso vari punti di vista e attraverso vari momenti storici, per poi convergere in un'unica storia, quella della task force Vanguard. Una campagna come di consueto ricca di spettacolarità, con una regia particolare e con un mero accenno di ciò che poi ci aspetta nella sezione multigiocatore. Come vi dico ogni anno, acquistare il nuovo Call of Duty per giocare solo la campagna non vale assolutamente la pena. Per quanto sia un'esperienza più che discreta, si tratta comunque di un riempitivo, anzi, di una tradizione dura a morire che però ha il suo perché. E quella che caratterizza Vanguard tra l'altro dura molto poco.

Passiamo quindi a parlare del multigiocatore. Ci sono novità di rilievo? Sì e no. Le modalità base ci sono tutte: Deathmatch a squadre (o tutti contro tutti), Dominio (la mia preferita), Uccisione Confermata, Cerca e Distruggi. Il concetto è sempre lo stesso: una partita dietro l'altra, costruzione di varie build, sblocco armi e componenti, e così via. Ci sono però delle novità, tra cui la modalità Pattuglia che ho adorato alla follia. Immaginatevelo come un Dominio con un solo punto da conquistare, che però è in continuo movimento. Nulla di nuovo sotto al sole, ma si tratta di una tipologia di partita che fa sì che le squadre siano costantemente in movimento, evitando appostamenti esagerati o altre dinamiche più tipiche di Dominio e simili. Pattuglia non è l'unica novità, c'è anche Collina dei Campioni. La modalità in questione vi abbina ad un giocatore casuale per poi lanciarvi in rapidissime arene 2 vs. 2 con un sistema a eliminazione piuttosto classico. Dopo un certo numero di match avrete la possibilità di acquistare ulteriore equipaggiamento per cercare di primeggiare sui team rimasti. È forse una delle modalità più frenetiche, che vi immette in un match dopo l'altro senza darvi il tempo di riposare o di pianificare più di tanto.

Per quanto riguarda il numero di mappe, ci aggiriamo intorno alla ventina, di cui 4 pensate per Collina dei campioni e 16 per le modalità più classiche. Ed è forse sulla qualità delle mappe che merita soffermarsi. Sledgehammer Games aveva confermato la presenza di elementi di gioco reattivi, ovvero in grado di reagire al fuoco o alle spinte dei giocatori. E in effetti è così: non vi aspettate di veder saltare in aria interi edifici, ma porte, finestre, muri e altri elementi reagiranno effettivamente sia alla fisicità dei personaggi (si prendono a spallate le porte), sia a colpi di fuoco o esplosioni. Ciò influisce sia sul fuoco attraverso i muri, che in certi casi diventa ancor più fondamentale, sia sugli effetti che si vedono a schermo. È tutto una continua esplosione di schegge, frammenti e vetri, grazie anche ad alcune serie di punti altamente distruttive.

Tra bombardamenti aerei, granate termite, colpi di mortaio, bombe plananti, molotov e altre serie di punti o accessori altamente distruttivi, il campo di battaglia si trasforma in un vero casino. Non in senso negativo, anzi: a mio avviso è proprio questo che contribuisce a dare un senso di realismo al tutto, e di farci pensare di prendere parte ad un guerra totale che stordisce e disorienta. Questo, unito all'interattività dell'ambiente, rende il tutto a mio avviso anche più convincente del capitolo dell'anno scorso. C'è poi chi gradirà il contesto storico, ben più realistico e con i piedi per terra di quello di altri capitoli. Non mancano gli equipaggiamenti da campo che alcuni potrebbero considerare quasi fantascientifici, come il Goliath, una sorta di robot cingolato comandato in remoto carico di esplosivo. C'è in realtà, come di consueto, un lungo studio storico da parte degli sviluppatori. Il Goliath è realmente esistito, ed è entrato in azione a partire dal luglio del 1943. Le armi stesse, così come i loro suoni, le divise e tanti altri dettagli relativi alle mappe stesse sono frutto di studio e di lungo sviluppo, e si vede. Tornando un attimo alle mappe, ne abbiamo apprezzato la verticalità (anche se per ovvie ragioni favorisce gli appostamenti) e la varietà di ambientazioni. Si passa da mappe più ampie, come Castle (tratta da Call of Duty: World at War) e Numa Numa, ad altre ben più claustrofobiche, come Hotel Royal o Das Haus. C'è insomma di che divertirsi, sperimentando strategie diverse a seconda della location.

Anche l'arsenale è sufficientemente sorprendente. Il buon numero di armi è affiancato da una valanga di personalizzazioni di arma che vanno a modificarne stabilità, velocità con mirino o senza, velocità di camminata e così via. È veramente difficile trovare un giocatore che usi le stesse modifiche e la stessa arma che state adoperando in quel momento. E il feedback di ognuna di essere è drasticamente diverso: passare da un M1 Garand ad uno Sturmgewehr 44 si sente eccome. Anche per sperimentare un po' l'eventuale problema di non riuscire a progredire nel multiplayer senza usare un'arma specifica, mi sono fatto quasi tutti i livelli proprio con lo StG 44, modificandolo via via grazie agli attachment che si sbloccano solo eseguendo uccisioni con l'arma che si vuole potenziare. Sono riuscito ad ottenere ottimi risultati in quasi tutte le partite, migliorando le performance grazie anche alle modifiche. Si sente però l'esigenza di creare diversi profili, con armi diverse a seconda dell'occasione, giocando anche sull'equipaggiamento e sui perk. Anche su questi ultimi non ce ne sono di così potenti da dover essere impiegati per forza. Ci sono delle combinazioni che ovviamente si presteranno maggiormente al vostro stile di gioco, ma nulla di così drastico e frustrante da obbligare tutti a giocare le stesse armi, gli stessi perk e gli stessi potenziamenti da campo.

C'è un altro fattore che ho apprezzato particolarmente: il ritmo battaglia. Volete un CoD vecchio stile 6 vs. 6? Preferite battaglie con squadre più numerose ma comunque limitate? O volete affrontarvi su campi di battaglia con oltre 24 o più giocatori? Selezionate dal menu il ritmo che fa per voi, le modalità che più vi piacciono e vi mettete in coda, affrontando una battaglia dietro l'altra con i parametri da voi scelti. Addirittura si possono scegliere parametri specifici per mappe specifiche. Una gradita aggiunta che aumenta ulteriormente il fattore "ancora una partita poi smetto". E per quanto riguarda il crossplay? Giocare con utenti PC, Xbox e PlayStation è più gradevole del previsto, e il divario non sembra così elevato. Quest'ultima affermazione dipende da due fattori: la mira assistita su console, che a quanto pare quest'anno è calibrata in modo molto vantaggioso per chi usa un controller, sia per il fatto che c'è chi anche su console gioca con mouse e tastiera. Comunque il matchmaking, di cui tanto si è discusso in queste ultime settimane, cerca di mettervi contro giocatori del vostro livello (se non un pelino superiori), obbligandovi a mantenere un ritmo di gioco sempre particolarmente alto e adrenalinico.

Questo è solo un accenno di ciò che Vanguard può offrire. Ci sarebbe infatti da parlare del Battle Pass, che comunque, come ogni anno, attirerà migliaia di giocatori; o ancora gli eventi settimanali o mensili organizzati da Activision. Per non parlare della modalità Zombie, un'altra tradizione che va avanti da anni e che attira una fedele fetta di utenza. Vanguard poi ha le sue influenze anche su Call of Duty: Warzone, altro punto da non sottovalutare. In ogni caso, i contenuti di gioco presenti sono sufficienti per intrattenervi per svariati mesi, senza contare tutto ciò che viene gradualmente introdotto dagli sviluppatori. Facendo un rapido sunto di quello che ho davvero apprezzato, la nuova modalità Pattuglia risulta estremamente divertente e caotica, e le stesse serie di punti aggiungono un senso di caos al campo di battaglia che calza alla perfezione con il contesto storico. Trovarsi sotto il fuoco incrociato di bombardieri, colpi di mortaio e colpi di fucili o mitragliatrici, vi farà schizzare l'adrenalina alle stelle. Alcune mappe sono ben congegniate e in generale anche giocare mescolati utenti PC e Console non rovina l'esperienza complessiva né tanto meno la rende sbilanciata. Per certi versi mi sono divertito anche di più che con Black Ops: Cold War, che reputo comunque un ottimo capitolo (per svariati motivi).

Performance su PC

I nostri lunghi test di Call of Duty: Vanguard sono stati eseguiti su due diverse macchine PC: un PC fisso, quello che usiamo in ufficio oramai da qualche tempo, e un laptop gaming di nuova generazione. Vediamo intanto la build PC su cui lo abbiamo giocato per la maggior parte del tempo.

In effetti, Call of Duty: Vanguard giocato al massimo delle impostazioni grafiche su uno schermo 21:9, come quello che fa parte della nostra dotazione, lascia a tratti sbalorditi. Come già accennato, parte della spettacolarità di questo capitolo sta nel caos che si genera a schermo. Il motore grafico riesce a gestire benissimo gli effetti particellari e le esplosioni, risultando sufficientemente realistico e ovviamente spettacolare da ammirare. Su questa build dotata di RTX 3080 Ti si può giocare anche con DLSS disattivato. Nel nostro caso, con impostazioni al massimo, comprese tutte quelle relative alle ombre e mettendo al massimo anche la portata del livello di dettaglio, e risoluzione 3.440 x 1440 pixel, il frame rate si aggira intorno ai 120 punti. Non è di vostro gradimento? Considerate che le impostazioni grafiche sono altamente scalabili (in modo da adattarsi anche a macchine molto meno performanti) e che attivando il DLSS si avrebbe un boost significativo delle performance.

La seconda macchina su cui lo abbiamo testato è un nuovissimo Lenovo Legion 5 Pro, un portatile di cui vi avevamo parlato a maggio che ci ha davvero stupito per diversi fattori. Sotto il cofano troviamo una NVIDIA GeForce RTX 3070 Mobile con 8GB GDDR6 di memoria grafica e un AMD Ryzen 7 5800H, ben più che sufficienti per riprodurre Call of Duty: Vanguard. Lo abbiamo giocato senza collegarlo ad un monitor esterno, sfruttando il display 16" QHD a 165 Hz. Con dettagli grafici al massimo, tranne qualche impostazione relativa alle ombre e alla distanza di dettaglio, e con DLSS impostato su bilanciato, il gioco viene riprodotto tra 110 e 120 fps. Sfruttando la modalità Prestazioni del DLSS e mettendo mano a qualche altra impostazione si può tranquillamente arrivare a sfruttare tutti e 165 Hz dello schermo a disposizione.

In occasione della beta, lo avevamo giocato anche su PS5. Anche su console il nuovo Call of Duty non se la cava affatto male; anzi, sul modello next-gen di Sony, oltre ad essere riprodotto a 60 fps, c'è anche il vantaggio di utilizzare il DualSense. Non abbiamo avuto modo di provare il gioco su console old-gen, ma di giocatori che giocano da PS4 o Xbox One ce ne sono diversi.

A prescindere dalla piattaforma di gioco, non siamo mai incappati in bug o problematiche in grado di influire negativamente sulla nostra esperienza di gioco. I problemi a livello di lancio non sono mancati, viste le polemiche delle ultime settimane, ma nel nostro piccolo, appunto, abbiamo sempre avuto a che fare con un'esperienza di gioco sufficientemente gratificante. C'è da dire che ci sono stati diversi aggiornamenti dal lancio, e che se proprio vogliamo sottolineare un disagio, ogni volta su PC si deve attendere la compilazione degli shader post-update. Anche i menu di gioco talvolta non sono reattivi come dovrebbero, ma l'importante è che in game le performance siano stabili.

Recensione Call of Duty: Vanguard - Screenshot

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Giudizio Finale

Call of Duty: Vanguard

Dopo quanto detto, non rimane che rispondere alle domande che ci siamo posti in origine. Nella nostra esperienza non siamo incappati in bug tali da influire negativamente sulla parte online del gioco. A riguardo dell'originalità, siamo sicuramente di fronte ad un "more of the same" che non fa nemmeno molto per nasconderlo. Ci sono nuove modalità di gioco, un arsenale rinnovato e pieno di modifiche, così come nuovi perk, serie di punti e accessori, ma alla fine la colonna portante su cui si regge Call of Duty è lì, al suo posto. Anzi, il Ritmo Battaglia aggiunge quel grado di personalizzazione in più che permette a tutti di trovare la giusta combinazione di divertimento. Se vi piace lo scenario e alla fine sapete, in cuor vostro, che con CoD vi divertirete sempre e comunque, non c'è motivo per ignorare Vanguard e quanto propone.

Voto finale

Call of Duty: Vanguard

Pro

  • Ritmo Battaglia
  • Due nuove modalità di gioco
  • Sempre ricco di contenuti

Contro

  • More of the same
  • Campagna breve
  • Estremamente caotico

Lorenzo Delli
Lorenzo Delli Cresciuto a "computer & biberon", si è avvicinato al mondo dell'informatica alla tenera età di 5 anni. Si occupa principalmente di news e recensioni legate al mondo del gaming (mobile e non) e dei canali Social per il network SmartWorld.
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