Recensione Death Stranding Director's Cut: la versione migliorata per PS5

Recensione Death Stranding Director's Cut: la versione migliorata per PS5
Lorenzo Delli
Lorenzo Delli

Death Stranding Director's Cut sbarca domani 24 settembre su PlayStation 5. Ciò che si nasconde dietro questa edizione in realtà è piuttosto semplice: offrire contemporaneamente una serie di migliorie indirizzate alla console next-gen di Sony e approfittare dell'occasione per proporre anche alcuni graditi extra. Un'ottima scusa, quest'ultima, anche per farsi una nuova run, visto che le novità vengono proposte gradualmente lungo il cammino di Sam. Ma il gioco vale davvero la candela?

PRO

  • È Death Stranding... con contenuti extra
  • Anche a 60 fps
  • DualSense sfruttato ottimamente

CONTRO

  • È Death Stranding... con tutto ciò che ne consegue

Scheda videogioco

  • Publisher Sony Interactive Entertainment
  • Sviluppatore Kojima Productions
  • Genere Avventura, Azione
  • Numero giocatori 1
  • Lingua Italiano
  • Disponibile su

Togliamoci subito il sassolino dalla scarpa: se non vi è piaciuto Death Stranding su PS4 o su PC non vi piacerà neanche la Director's Cut su PlayStation 5. Si tratta semplicemente, si fa per dire, di una versione migliorata dell'originale, la perfetta scusa per giocarlo nuovamente o per approcciarvisi la prima volta.

Death Stranding rimane un gioco particolarissimo. C'è chi ancora, dopo quasi due anni dalla sua uscita, continua a parlarne come di un "walking simulator", un simulatore di corrieri che ha ben poco di innovativo a livello di gameplay e di trama. Non siamo ovviamente d'accordo con queste affermazioni, e abbiamo cercato di spiegarvelo nella nostra "vecchia" recensione. È però vero che non è un gioco per tutti. Si tratta di un viaggio per certi versi quasi doloroso, lungo e complesso, che potrebbe mettere a dura prova la dedizione del giocatore o quelle che sono le classiche aspettative legate a titoli del genere.

In ogni caso, chi lo ha giocato tutto, chi lo ha vissuto nella sua interezza affrontando nei panni di Sam gli innumerevoli ostacoli che lo portano dalla costa est a quella ovest degli ex Stati Uniti, saranno probabilmente d'accordo con noi nel ritenere Death Stranding un'opera in grado di lasciare il segno. Cosa dobbiamo aspettarci quindi da questa Director's Cut? Iniziamo dalle impostazioni grafiche.

Death Stranding era capace di lasciare il segno anche su PS4. La resa dei personaggi era già di per sé meravigliosa, così come quella delle ambientazioni, seppur talvolta spoglie ma comunque molto evocative. La Director's Cut va a sfruttare l'hardware di PS5 per proporre al giocatore due diverse modalità di utilizzo: prestazioni, a 60 frame al secondo in 4K upscalato, o fedeltà, in 4K nativo. Entrambe supportano ovviamente l'HDR. Abbiamo preferito quasi sempre giocarlo nella modalità prestazioni, per poter effettivamente godere dei sessanta frame al secondo quasi sempre granitici. La modalità 4K invece tende a stressare maggiormente la macchina, e potrebbero non mancare dei momenti di leggero rallentamento, cosa che su PC, anche grazie al DLSS , non accade. Non è questo l'unico vantaggio offerto dalla nuova console.

Si è lavorato molto su ciò che il DualSense ha da offrire. I grilletti adattivi sono sfruttati per trasmettere la fatica di Sam nel mantenere l'equilibrio, quando si premono insieme (o alternati) per stabilizzare appunto la postura del protagonista. Il feedback aptico è davvero molto, molto incisivo, con vibrazioni più o meno forti, anche a seconda di quanto carico trasportate, durante ogni genere di movimento. Anche lo speaker del DualSense viene sfruttato ancora di più, con effetti audio anche piuttosto importanti (a livello acustico) sia quando il BB viene stimolato che in altre situazioni, come ad esempio quando entrate in acqua. Altrimenti, se avete a disposizione le cuffie Pulse 3D di Sony, potrete contare anche sull'audio tridimensionale.

Infine, sempre da un punto di vista tecnologico, c'è anche l'SSD che aiuta il gioco a caricarsi con maggior velocità. Ogni tanto ci siamo effettivamente sorpresi, memori anche dell'esperienza su PS4, della velocità con cui si caricava il tutto. Rispetto a quando ci abbiamo giocato la prima volta è stata introdotta anche la possibilità di ingrandire i testi di gioco, talvolta davvero troppo piccoli, specialmente giocando su TV in salotto. Chiariti quelli che sono gli aspetti tecnici che, se non fosse chiaro, sono effettivamente più che soddisfacenti e in grado di migliorare l'esperienza complessiva, quali sono le aggiunte a livello di contenuti?

Come già accennato, le novità vengono introdotte gradualmente lungo la storia, in modo da permettere anche ai neofiti di accedervi subito, senza dover attendere il termine del gioco. Una prima serie di missioni inedite si sblocca già dal Centro Logistico a ovest di Capital Knot City, una delle prime destinazioni di Sam dopo il prologo. Seguendole si sbloccherà la nuova Pistola Maser, una sorta di fucile in grado di provocare danni da stordimento agli umani (ai Muli quindi) tramite scosse elettriche, e al contempo ci verrà offerta l'opportunità di visitare la Fabbrica in rovina, una nuova area di gioco. Altre quest più avanti ci porteranno ad esplorare sempre più in profondità la location.

Non mancano ovviamente strumentazioni ed edifici per aiutarci nelle nostre missioni di consegna. C'è ad esempio la Catapulta Cargo, disponibile però dopo l'episodio 5, che permette di sparare, letteralmente, i carichi in aree remote. O ancora il Buddy Bot, un fedele robot servitore che può trasportare molto carico (compreso Sam stesso) in regioni coperte dalla rete chirale; o lo scheletro di supporto, le unità di manovra per planare ed effettuare salti prima impossibili e tanto altro. Ci sono anche nuove attività di gioco da sbloccare, come il poligono di tiro, per allenarsi contro i muli e altri pericoli, o la pista da corsa, dove sfidare altri giocatori a livello di tempo di percorrenza dei vari tracciati proposti. Chiariamoci: niente di trascendentale. La storia rimane quella che è, si tratta di aggiunte magari pensate per l'end game o per staccare la spina dai classici doveri di Sam. I nuovi strumenti invece potrebbero tornare molto utili, specialmente giocando a livelli di difficoltà più elevati di quello base.

Prezzo

Ma quanto costa Death Stranding Director's Cut su PlayStation 5? Dipende. Se è la prima volta che lo acquistate, meno di un classico titolo tripla A: 49,99€ (1€ in più su Amazon).

Nel caso lo aveste già comprato su PlayStation 4 e voleste provare le novità presenti in questa edizione, verrà offerta l'opportunità di fare l'upgrade della vostra copia spendendo circa 10€. In ogni caso, considerata la durata complessiva del gioco, il prezzo richiesto è equo.

Recensione Death Stranding Director's Cut - Foto

Death Stranding Director's Cut - Video di presentazione

Giudizio Finale

Death Stranding Director's Cut

Per Death Stranding Director's Cut non possiamo che confermare la valutazione del gioco che abbiamo dato all'uscita della versione originale. Rimane tutt'oggi un'esperienza unica nel suo genere, sia per l'approccio narrativo che per il particolare gameplay, certamente non per tutti. L'edizione PS5 mette sul piatto alcuni contenuti extra (sempre graditi) e una serie di migliorie che vanno a sfruttare l'hardware della nuova console Sony e il suo controller. Un ottimo punto di inizio se non avete mai provato il gioco di Kojima o un'ottima scusa per tornare nelle lande desolate delle UCA, sempre ne abbiate il coraggio.

Voto finale

Death Stranding Director's Cut

Pro

  • È Death Stranding... con contenuti extra
  • Anche a 60 fps
  • DualSense sfruttato ottimamente

Contro

  • È Death Stranding... con tutto ciò che ne consegue

Lorenzo Delli
Lorenzo Delli Cresciuto a "computer & biberon", si è avvicinato al mondo dell'informatica alla tenera età di 5 anni. Si occupa principalmente di news e recensioni legate al mondo del gaming (mobile e non) e dei canali Social per il network SmartWorld.

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