9.0

Demons’ Souls per PS5, dove tutto è iniziato (recensione)

Lorenzo Delli




Recensione Demon's Souls PS5

Tra i giochi di lancio di PS5 c’è anche lui, Demon’s Souls Remake, che per comodità chiameremo semplicemente Demon’s Souls. Ed è proprio con questo titolo che FromSoftware dava il via ad un genere oggi conosciuto con il nome di Souls Like. I giochi appartenenti a questo genere sono ritenuti dal grande pubblico tra i più difficili da giocare e da portare a termine. E il remake per PlayStation 5 di Demon’s Souls non si concentra sul modificare le dinamiche di gioco originali o sul renderle più accessibili. No, è un omaggio all’originale che va a mettere mano in sostanza solo, si fa per dire, al comparto grafico. Scopriamo insieme cosa ha da offrire.

Editore PlayStation Studios
Sviluppatore Bluepoint Games
Piattaforme PS5
Versiona provata PS5
Genere Action RPG
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multi giocatore
Lingua Completamente in Italiano

9.0

Premessa

Demon’s Souls, come già accennato, è il capostipite del genere dei soulslike. Gli appassionati di Dark Souls, Bloodborne e colleghi potrebbero quindi trovare in questo remake un’opportunità per affrontare quella sfida che ha dato il via alle danze. Si tratta, per chi non lo conoscesse, di un gioco di ruolo in terza persona che basa buona parte dell’esperienza sui combattimenti “trial and error”. Proprio la componente “sbaglia e riprova” in questo remake per PS5 è più accentuata che mai, anche se tale dinamica è di fatto ereditata dall’originale del 2009. Per raggiungere il primo checkpoint bisogna di fatto arrivare vivi al primo boss e sconfiggerlo, e vi assicuriamo che se non avete un minimo di dimestichezza con il genere vi ci vorranno molti tentativi per arrivarci. Di fatto è difficile anche solo arrivarci al boss, figuriamoci sconfiggerlo alla prima! Scordatevi quindi i falò di Dark Souls, qui la situazione si fa anche più complicata. Se morite ricominciate da capo, perdendo le anime (la valuta) accumulata, gli oggetti consumati e vedendo anche la durabilità dell’equipaggiamento via via diminuita.

Il giocatore è quindi chiamato a gestire le risorse a propria disposizione in modo oculato e strategico, ad imparare ad usare le armi a disposizione intuendone forze e debolezze, e ancora a parare i colpi in arrivo o a rotolare via nel momento giusto, e non compulsivamente come in un gioco più arcade. Il tutto è ambientato nel regno di Boletaria, una cornice fantasy estremamente cupa ma allo stesso tempo affascinante. E se già risultava affascinante su PlayStation 3, potete solo immaginare cosa sono riusciti a combinare i ragazzi di Bluepoint Games per proiettare le atmosfere di Demon’s Souls nella next-gen. Li avevamo già visti all’opera con il remake di Shadow of the Colossus, un rifacimento a dir poco certosino e sorprendente.

A chi è dedicato quindi questo rifacimento? A chi si è avvicinato alla saga di Dark Souls, godendosi anche alternative quali Bloodborne e Sekiro; a chi lo ha giocato tanto tempo fa su PlayStation 3; e, perché no, anche a chi si vuole avvicinare al genere dei soulslike partendo proprio dall’origine del genere. Anche se in quest’ultimo caso, è bene che sappiate che probabilmente è uno dei più difficili da affrontare.

9.0

Tecnologia

Cosa è stato fatto per migliorare questo rifacimento dell’originale? Ovviamente gli sforzi maggiori si sono concentrati sul comparto grafico. Due le modalità di utilizzo: 4K autentico con effetti grafici aggiuntivi a 30 fps, o risoluzione dinamica a 60 frame al secondo. Per quanto la prima opzione possa risultare spettacolare, avere la possibilità di affrontare un gioco del genere a 60 fps è una vera manna dal cielo.

Qualsiasi giocatore un minimo appassionato di soulslike vi direbbe probabilmente la stessa cosa. E non pensiate che il comparto grafico sacrifichi poi così tanto. Già dal primo momento in cui l’imponente palazzo di Boletaria si staglia di fronte a voi noterete una quantità praticamente infinita di dettagli. È tutto rifinito in maniera certosina, e soprattutto è tutto fedele all’originale. Le planimetrie dei livelli sono quelle, e a tal proposito c’è ben poco da dire. Il level design aveva già un che di geniale e diabolico all’epoca, e di fatto troverete tutto lì, al suo posto. Tutto però risulta più luminoso e vivo, andando quindi in certi casi a rimuovere quell’atmosfera cupa che invece caratterizzava tutta la versione dedicata a PlayStation 3.

Anche senza Ray Tracing, l’illuminazione dinamica dell’engine utilizzato da Bluepoint Games fa miracoli. E sì, c’è più luce, c’è più vitalità anche grazie ai riflessi, alle texture rifinite e agli effetti particellari degli incantesimi (questi ultimi più belli che mai), ma c’è comunque spazio per l’oscurità e il disorientamento, anche solo per favorire i classici agguati dei nemici sparsi per le ambientazioni o il passaggio da ambientazioni all’aperto a quelle al chiuso.

Permane anche in questo remake quella dinamica online che permette di lasciare suggerimenti (o anche depistaggi) agli altri giocatori, e di leggere anche quelli lasciati da altri utenti. In certi casi semplifica la vita, visto che ci sono diversi buon samaritani che vi avvertono di eventuali agguati o della presenza di mostri specifici da affrontare solo in determinate condizioni. Ci sono anche le macchie di sangue lasciate dagli altri giocatori, in grado di mostrarvi i loro ultimi istanti di vita. Un’altra dinamica che permette di prevenire eventuali decessi dettati da brutte sorprese. Meccaniche in parte riviste recentemente in Death Stranding, che danno quasi un senso di community e di conforto, in un gioco che di conforto ne offre ben poco.

PS5 in definitiva ha permesso di spingere il piede sull’acceleratore per quanto riguarda il comparto grafico, ma ci sono anche altri vantaggi offerti dalla piattaforma di riferimento. I tempi di caricamento sono ovviamente abbattuti, che, considerato il genere di gioco, non può che far piacere. Anche in questo caso si può sfruttare il Centro di Controllo per passare da una zona di Boletaria all’altra (se le avete sbloccate, si intende). Il DualSense forse non è stato sfruttato al 100%: dei pulsanti dorsali adattivi non si fa largo uso, anche se si viene ripagati da un feedback aptico bello deciso.

Il rifacimento di Bluepoint è stata anche un’ottima occasione per dare nuova vita alle musiche del gioco originale. E badate bene, sono sì musiche orchestrali nuove di zecca, registrate quindi in altissima qualità, ma di fatto l’orchestra e i responsabili hanno preso in mano gli spartiti originali, senza sconvolgere quelli che sono i ritmi e le melodie di un tempo. Ci sono comunque vari miglioramenti rispetto all’originale, ed è stato anche realizzato un video che illustra la composizione della nuova colonna sonora. Sappiate comunque che tutte le musiche che la compongono trasudano epicità da ogni poro.

8.0

Giocabilità

Demon’s Souls rimane un gioco difficile da affrontare. Non ci sono livelli di difficoltà da impostare: si deve affrontare così come è stato concepito. L’assenza dei checkpoint, specialmente se non avete mai affrontato un soulslike, può risultare addirittura sconcertante. E magari, prima di affrontare a spada tratta Boletaria, leggere qualche guida su quale classe scegliere all’inizio potrebbe non essere una brutta idea. Ci sono infatti alcune classi leggermente sbilanciate (specialmente quelle magiche), ma a quanto pare Bluepoint ha deciso di non agire più di tanto su questi fattori proponendo la sfida originale. Se volete complicarvi la vita non vi preoccupate che troverete comunque il modo.

In ogni caso, per quanto difficile possa risultare lo stile di gioco, ben lontano dagli action RPG a cui la stessa PlayStation ci ha abituato, giocarlo su PS5 fa un effetto diverso che giocarlo sulla buona vecchia PlayStation 3. La maggior fluidità della modalità a 60 frame al secondo è già di per sé un grosso aiuto. Non c’è input lag, quanto più un tempo di messa in atto dell’azione impressa sul pad. Il giocatore deve memorizzare tali tempistiche in modo da intuire il momento giusto per attaccare, parare o rotolare via. La rotolata è stata cambiata rispetto all’originale, permettendo di scegliere qualsiasi direzione. C’è comunque la barra della stamina da tenere sotto controllo, impietosa qualsiasi sia la vostra azione durante un combattimento. I giocatori di vecchia data si troveranno comunque a casa da questo punto di vista: i ritmi sono gli stessi di un tempo.

E come se non bastasse, ci sono anche ben pochi indizi su come affrontare il mondo di gioco. Già all’inizio il palazzo di Boletaria offre più strade, alcune delle quali impraticabili per via della potenza dei nemici. Sbagliando percorso ci si trova addirittura al cospetto di una coppia di draghi. E talvolta sbloccherete delle scorciatoie senza neanche capirlo. Ne verrete a conoscenza in caso di morte, trovando nuove strade, cancelli o vie aperte che vi semplificheranno la vita.

Per chi poi riuscisse a fronteggiare tutte le sfide di Demon’s Souls, ad attenderlo ci sono anche la classica modalità New Game+ e le varie dinamiche PvP. Non preoccupatevi quindi sulla longevità del titolo, quello dev’essere il vostro ultimo pensiero.

6.5

Prezzo

Purtroppo una delle novità della next-gen è stato anche il rincaro dei videogiochi ad essa dedicata. E il nuovo Demon’s Souls non è immune: il prezzo di listino ammonta a ben 80,99€.

Non ci sentiamo però di punirlo in quanto remake di un vecchio gioco. È vero, si tratta di un rifacimento, ma il lavoro svolto è così certosino e rispettoso dell’opera originale che a Bluepoint proprio non gli si può dire nulla. In questo caso non ci si è limitati ad aggiornare le texture, a limare qualcosa nei menù per poi reimpacchettare il tutto e proporlo a prezzo pieno. La grafica è stata rifatta da zero, le musiche idem, i menu sono stati migliorati, alcune dinamiche aggiornate e il gioco va a sfruttare buona parte dei vantaggi offerti dalla piattaforma per cui viene proposto. La critica va quindi all’aumento generale dei prezzi, non al fatto che un remake costi quanto un qualsiasi altro titolo tripla A.

Screenshot

Giudizio Finale

Demon's Souls PS5

9.0

Demon's Souls PS5

Il remake di Demon's Souls a opera di Bluepoint Studios è senza dubbio uno dei migliori titoli di lancio di PlayStation 5. Con questo non vi stiamo dicendo che sia un Action RPG adatto a tutti. La curva di apprendimento è molto ripida, e di fatto non è stato fatto nulla di particolare per cambiare lo stile di gioco o la difficoltà nell'approccio al combattimento e al mondo di gioco. Dopo le batoste iniziali però, Demon's Souls saprà ricompensarvi con una cornice fantasy brutale, con un comparto grafico next-gen e con una colonna sonora orchestrale a dir poco epica. E quando riuscirete con le vostre sole forze a battere anche solo il primo dei boss, la soddisfazione sarà quasi sicuramente maggiore di quella offerta da molti altri titoli.

di Lorenzo Delli
Pro
  • Rispettoso dell'originale
  • Modalità a 60 fps
  • Addio tempi di caricamento
  • Colonna sonora orchestrale
Contro
  • Forse il più sadico dei soulslike
  • Nessuna novità a livello di contenuti

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  • Cacodemon

    mioooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo