8.0

Disney+, la recensione (foto e video)

Lorenzo Delli




Recensione Disney+

Disney+, il servizio di streaming on demand di casa Disney, debutta finalmente in Italia. Probabilmente lo avrete già testato con mano grazie alla settimana di prova gratuita, o probabilmente sarete già incappati in uno dei nostri articoli tematici relativi ai contenuti presenti in catalogo. Ma a tal proposito, il catalogo merita davvero i soldi richiesti mensilmente o annualmente da Disney? Rispetto agli altri servizi di streaming, come si comporta all’atto pratico sulle varie piattaforme per cui è disponibile? Ecco le nostre risposte a queste e altre domande!

L’interfaccia

L’interfaccia di utilizzo di Disney+ è palesemente ispirata ai tanti servizi di streaming on demand già disponibili da tempo, ma non è certo un problema, anzi. Che apriate Disney+ da smartphone, da browser o da Smart TV, troverete ad accogliervi una home molto simile. In alto un carosello con i contenuti in evidenza, subito sotto un altro carosello (statico stavolta) con le principali famiglie di contenuti: Disney, Pixar, Marvel, Star Wars, National Geographic.

A cascata troviamo tante altre sezioni molto simili a quelle che potremmo trovare su Netflix: una dedicata ai contenuti originali; una con i suggerimenti su nuovi contenuti da guardare basati sulle nostre precedenti visioni; una con i classici Continua a guardare e così via fino alla fine della pagina. Insomma, se si è già usato qualcosa di simile in passato ci si sente a casa. A seconda delle piattaforme troviamo poi varie scorciatoie posizionate in luoghi diversi: su smart TV in una colonna a sinistra, su browser in alto, su smartphone la situazione è leggermente diversa, ci torniamo dopo. Da qui si può accedere velocemente a 3 macro-categorie: film, serie e originali. Le prime due vantano ulteriori filtri per cercare ad esempio solo film o serie animate o magari per genere (commedia, azione e così via). La categoria Originali comprende invece tutti quei contenuti realizzati appunto esclusivamente per Disney Plus e che non troverete altrove.

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Come accennato, su smartphone la faccenda è un po’ diversa. Per cominciare troviamo due pulsanti che non troviamo altrove: quello dedicato a Chromecast, per castare appunto i contenuti su altri schermi, e quello per il download dei contenuti. Premendo sul pulsante a forma di lente di ingrandimento troviamo infine un menu simile a quello che trovereste su smart TV o browser.

Nelle impostazioni troviamo lo stretto necessario per la gestione del nostro account. Da qui possiamo creare nuovi profili, sette in tutto. Proprio in fase di creazione è possibile applicare la spunta per renderlo adatto ai bambini (la modalità Kids per intenderci). L’interfaccia, in tal caso, è ulteriormente filtrata. La home propone quasi solo cartoni, e in tutte le varie sotto-categorie si trovano appunto contenuti adatti ad un pubblico di età inferiore ai 14 anni. Dal profilo per bambini è disattivato l’accesso alle impostazioni, di modo che non vi sia la possibilità di gestire le modalità di abbonamento o la password di accesso al servizio. Un bambino un po’ più smaliziato può comunque facilmente aggirare i limiti imposti semplicemente cambiando profilo, visto che di fatto non ci sono PIN di blocco o altre soluzioni per limitare la navigazione. Inoltre qualche filtro aggiuntivo sui contenuti, da impostare manualmente dalle impostazioni magari, sarebbe stato oltremodo gradito.

Dalla sezione Account che si vanno a gestire i dati di pagamento e l’eventuale disdetta dell’account o, come già accennato, password e altri dati dell’account. Non c’è molto altro, almeno per quanto riguarda browser, smart TV o console. Premendo su un singolo contenuto si apre una scheda informativa con i classici dati riepilogativi: un bollino relativo all’età più adatta alla visione, genere, durata e la sinossi della trama. Su smart TV la quantità di dettagli è superiore: si scopre ad esempio se il contenuto è disponibile anche in 4K e qual è la qualità audio disponibile. Subito sotto troviamo i tab che danno accesso ai contenuti consigliati, ad ulteriori dettagli (cast, regia, etc.) e, soprattutto, ad uno dei punti di forza del servizio Disney, gli Extra! Essendo uno streaming, i contenuti non avranno la stessa qualità visiva di un Blu-ray, ma se non altro troviamo alcuni dei contenuti speciali che troveremmo ad accoglierci proprio nelle edizioni fisiche dei film. Per Avengers Endgame ad esempio sono disponibili un sacco di speciali dedicati ai personaggi principali, il commento audio dei registi e degli autori e anche le scene eliminate e le papere degli attori! Ce ne sono molti anche dedicati a grandi classici Disney come Bambi o Mary Poppins.

Veniamo al player. Nessuna sorpresa di rilievo per quanto riguarda i controlli multimediali classici. Molto comodi i pulsanti per andare indietro o avanti di 10 secondi per gustarsi al meglio dettagli o dialoghi che vi siete persi per qualche motivo. In alto a destra trovate il pulsante per la gestione dell’audio e sottotitoli, questo da qualsiasi delle piattaforme che deciderete di utilizzare. Le opzioni relative ai sottotitoli sorprendono per la quantità di personalizzazioni che è possibile applicare: è possibile modificare il font, il colore e la dimensione dello stesso, gli eventuali bordi, lo sfondo dei sottotitoli e le opzioni ad esso legate. Se proprio dobbiamo trovare un difetto ai sottotitoli, abbiamo notato che su TV Samsung (nel nostro caso su due modelli), i testi appaiono molto in basso, quasi vicino alla cornice del televisore. Lo stesso non succede su un Sony con Android TV, né tanto meno su browser o dispositivi mobili.

Una nota a proposito del così detto Continua a guardare. Spesso tale sezione propone anche contenuti che abbiamo già finito di guardare, o almeno così ci risulta dalle nostre prove. Inoltre al momento non c’è un modo come su Netflix (che lo ha anche se macchinoso) per rimuovere dalla cronologia contenuti che magari abbiamo fatto partire per errore o che vorremmo che non influissero su eventuali algoritmi di suggerimento del servizio.

Download dei contenuti

Un paragrafo a parte lo merita la possibilità di scaricare in locale i contenuti (solo su dispositivi mobili) in modo da poterseli godere anche in assenza di connessione ad internet. Scendendo un po’ più in dettaglio, in qualità Standard una puntata di una serie TV o animata della durata di circa 40 minuti arriva a pesare intorno ai 260 MB. Un film ben più corposo come Avatar (2 ore e 41 minuti, mica pizza e fichi) pesa circa 1,1 GB. Dalle impostazioni si scopre poi che è possibile decidere la qualità del download. Se selezionate Modalità Alta, Avatar arriva a occupare anche 5 volte tanto. Prendiamo proprio Avatar come punto di riferimento semplicemente perché è uno dei film più lunghi tra quelli disponibili in catalogo. Sempre dalla schermata di selezione della qualità, basandosi sulla quantità di GB liberi che avete in memoria, l’app vi farà una stima di quante ore di contenuti riuscirete a salvare sul dispositivo. Nelle impostazioni troviamo poi altre informazioni e opzioni utili: si può decidere di memorizzare i download su memoria esterna, eliminarli tutti in un sol colpo e anche dare un’occhiata a quanti GB occupano tutti i contenuti scaricati, oltre a decidere se utilizzare o meno i dati mobili in caso di visione di contenuti non memorizzati in locale.

Anche in questo caso però dobbiamo fare almeno un paio di appunti. Il volume dei contenuti scaricati sembra un po’ basso, un problema che qualche utente ha segnalato non solo in relazione ai download ma in generale a tutto il servizio. Con le cuffie al massimo il volume è più che accettabile, ma in certe occasioni magari più rumorose potrebbe non bastare. Inoltre l’applicazione non permette in fase di download di decidere le lingue dei contenuti. Alcuni contenuti vengono scaricati con audio in inglese e sottotitoli in italiano, altri ancora con audio e sottotitoli in italiano. Cambiare la qualità del download (da Standard ad Alta) non cambia nulla. Abbiamo anche provato a guardare i contenuti con connessione attiva in una determinata lingua prima di scaricarli, ma non sembra influire in alcun modo.

Il catalogo

Abbiamo in verità già dedicato diversi appuntamenti al catalogo di Disney+. Per la precisione sulle nostre pagine trovate 5 diversi articoli dedicati rispettivamente a film, serie TV, cartoni animati, documentari e contenuti originali. Eccoli riuniti qui di seguito.

Al lancio Disney+ può contare su un catalogo che comprende circa 25 serie TV originali, 500 film (tra cui un centinaio tra le più recenti produzioni Disney), tutte le stagioni de I Simpson, oltre 250 ore di contenuti firmati NatGeo, 5.000 episodi tratti da Disney Channel e via via ulteriori novità. Certo, il confronto numerico con altri servizi che sussistono da ben più tempo di Disney+ è al momento impietoso. Se non ragioniamo da un punto di vista numerico ma da un punto di vista di contenuti il discorso è ben diverso e merita un approfondimento a parte. La domanda da rivolgersi in tal caso sarebbe “a chi si rivolge Disney+?”. Cerchiamo di rispondere nel prossimo paragrafo.

Prima però qualche considerazione sui contenuti presenti. A grandi linee, su Disney+ troviamo tutti i grandi classici Disney, compresi film e cartoni animati pubblicati negli ultimi 90 e passa anni di attività del colosso; tutti i corti e i film Pixar tranne Toy Story 4; tutti i film e le serie animate di Star Wars tranne Episodio IX; quasi tutti i film del Marvel Cinematic Universe, ad esclusione di quelli dedicati a Hulk e Spider-Man (per questioni di diritti), affiancati da serie animate e serie TV Marvel di vario genere; serie TV Disney Channel; documentari Disney e National Geographic di vario tipo; tutte le stagioni de I Simpson; qualche contenuto sparso di casa Fox (compresi i film dedicati agli X-Men e ai Fantastici 4); e infine i contenuti originali creati apposta per il servizio, tra cui il più celebre The Mandalorian.

Ci sono, come tra l’altro appena accennato, delle mancanze. Sono dovute principalmente a licenze cedute dalla stessa Disney ad altri servizi come Netflix, NOW TV e simili o anche a produzioni congiunte, come gli Spider-Man appartenenti al Marvel Cinematic Universe, che non permetteranno la pubblicazione in catalogo di tali contenuti. Altri ancora, come Frozen 2, vera e propria materia di discussione tra i tanti abbonati con famiglia che speravano di trovarlo, saranno pubblicati in seguito. Disney ovviamente non si è voluta giocare tutte le cartucce in una volta sola, e film come appunto il già citato secondo capitolo di Frozen, Toy Story 4, Star Wars: Episodio IX e altri arriveranno piano piano in catalogo. C’è un’altra considerazione da tenere di conto. Nell’attuale situazione di emergenza, Disney+ può servire a Disney come piattaforma per la pubblicazione di contenuti che non arriveranno al cinema. Onward ad esempio, l’ultimo film firmato Pixar, negli Stati Uniti è già stato pubblicato su Disney+ a distanza di circa un mese dal suo arrivo nelle sale cinematografiche. Anche Artemis Fowl salterà i cinema per essere pubblicato direttamente su Disney Plus. Altri ancora sono stati momentaneamente rimandati.

A chi si rivolge

Veniamo quindi alla domanda più importante: a chi si rivolge Disney+? La risposta più banale è “alle famiglie”. Nuclei familiari con uno o più figli potrebbero trovare in Disney+ sia una fonte di intrattenimento leggero per i figli, sia un modo per condividere il tempo con loro. I contenuti leggeri presenti in catalogo si prestano infatti a una visione che coinvolge tutta la famiglia, e non solo membri specifici. Ciò comunque non significa che solo le famiglie con figli dovrebbero abbonarsi. Il catalogo di Disney+ offre un sacco di contenuti di natura appunto più leggera e spensierata che magari su altri catalogo di servizi di streaming è più difficile trovare. Se volete film senza impegno, legati o meno ad universi narrativi più vasti come quello Marvel o Star Wars, o magari qualche lungometraggio di animazione come quelli Pixar che non sono realizzati unicamente per un pubblico giovane o giovanissimo, Disney+ saprà accontentarvi in svariati modi. Il catalogo offre anche un’ottima occasione per andare a ripescare film e cartoni animati della nostra infanzia o ancora di godersi una discreta selezione di documentari e reality firmati National Geographic.

Etichettarlo quindi come servizio destinato solo ai bambini sarebbe un grave errore. Considerato poi che in futuro Disney+ diventerà il raccoglitore di tutti i nuovi film, serie TV e serie animate dedicate agli universi Marvel e Star Wars, il suo catalogo potrebbe diventare via via sempre più intrigante. E come già accennato, la facilità con cui ci si abbona e si disdice il tutto è tale da permettervi di non mantenere sempre attivo l’abbonamento, giostrandovi tra più servizi di streaming a seconda di quelle che sono le vostre esigenze o voglie.

Al momento la critica che gli si può muovere è che i contenuti esclusivi, ovvero quelli realizzati unicamente per il servizio, sono pochi e per lo più destinati ad un pubblico di nicchia. The Mandalorian ovviamente è uno dei principali, ma altre produzioni, come Encore!, High School Musical – La Serie o Stargirl sono dedicati ad un pubblico particolare (Encore! è per gli amanti dei musical) o giovane. Disney piano piano potrebbe puntare anche ad un pubblico più adulto senza necessariamente sfociare in drammatici, thriller o film di guerra. Dalla sua tra l’altro ha il catalogo 20th Century Fox: qualche film realizzato dalla casa di produzione acquisita dalla stessa Disney tempo fa c’è in catalogo, ma è una presenza comunque flebile e di poco impatto.

Qualità video e audio

A riguardo della qualità video va fatta una premesse: giudicarla in questo particolare momento storico sarebbe un errore. Disney, così come Netflix, Google, Amazon, Apple e altre società, ha infatti diminuito la qualità dello streaming di Disney+ per andare incontro alle richieste dell’Unione Europea. Di conseguenza se misurassimo il bitrate attuale dei contenuti in riproduzione sarebbe inferiore a quello registrato ad esempio negli Stati Uniti durante le prime settimane di vita del servizio. Ed è proprio a quei valori che ci rifacciamo nell’attesa che si sblocchi l’attuale situazione di emergenza.

Test effettuati proprio negli Stati Uniti con film quali Avengers: Endgame o Wall-E hanno fatto registrare picchi di 28,77 Mbps di bitrate, con una media di 17.35 Mbps. Siamo quindi in linea con i valori che potremmo riscontrare su Netflix in normali condizioni di utilizzo. Per confronto, un Blu-ray classico, a risoluzione full HD (1.920 x 1.080 pixel) quindi può raggiungere i 40 Mbps di picco (32-35 di media); un Blu-ray 4K invece raggiunge picchi di 100 Mbps. Ovvio quindi che il paragone con il supporto fisico sia ancora impari, ma un confronto del genere ha senso solo fino a un certo punto. In quanto a risoluzione massima, Disney+ si spinge fino al classico 4K, supportato da HDR10 e Dolby Vision.

Per la qualità audio, almeno nel nostro caso, non abbiamo riscontrato problematiche di alcun genere. O meglio, l’unico caso da segnalare è quello dei download in locale che vantano appunto un volume massimo troppo basso, tanto appunto da rendere necessaria la visione al massimo volume consentito dal dispositivo. Alcuni utenti ci hanno segnalato però di avere problemi proprio relativi al volume basso o talvolta anche a scompensi nella gestione dei bassi e degli alti. Tali problemi sono talvolta dovuti alla visione su TV senza l’ausilio di soundbar o impianti appositi, ed è tra l’altro una problematica che affligge anche servizi quali il già citato Netflix. Con una soundbar di buona qualità, anche sotto i 100€, si risolve. In alcuni casi si risolve disattivando l’audio 5.1 (eventualmente dalle impostazioni del televisore, non da Disney+). C’è chi invece sul nostro gruppo Facebook ha riscontrato problemi anche con impianti 5.1, e ci sono testimonianze anche all’estero a riguardo. Come già detto però, durante le nostre prove su più piattaforme (smartphone, Android TV, browser, PS4, smart TV) la qualità audio si è mantenuta stabile sia con produzioni più vecchie che con pellicole più recenti.

Requisiti e consumi

Approfittiamo per segnalare anche quelli che sono i requisiti minimi di rete di Disney+ e gli eventuali consumi nel caso aveste a disposizione solo piani con dati limitati. Per accedere al servizio è sufficiente una rete a 5 Mbps, per spingersi fino alla massima risoluzione (4K) è invece necessaria una rete ad almeno 25 Mbps. I consumi in termini di gigabyte sono leggermente inferiori di quelli riscontrabili con Netflix. Per lo streaming di contenuti in HD si consumano circa 2.2 GB l’ora (contro i 3 circa di Netflix); spingendosi verso il 4K siamo intorno ai 5 GB l’ora (contro i 7 di Netflix).

Prezzi e Condivisione dell’account

Torniamo anche brevemente sui prezzi. Potete decidere di rinnovare l’abbonamento mensilmente, spendendo 6,99€ ad ogni scadenza, o di attivare l’abbonamento annuale a 69,99€, con un risparmio quindi di circa 14€. Tutti i nuovi clienti hanno la possibilità di attivare una settimana di prova gratuita, è sufficiente collegarsi qui e seguire i passaggi suggeriti da Disney. Ricordiamo nuovamente poi che disdire il tutto è estremamente facile, qui trovate una guida su come procedere. Se poi siete clienti TIM fisso avete tempo fino a maggio per attivare una promozione che vi permetterà di avere Disney+ a 3€ al mese. Il prezzo, in relazione ad esempio a Netflix, non è affatto male. Il piano base, ovvero l’unico esistente, offre sulla carta riproduzione in 4K, visione contemporanea su 4 schermi, fino a 7 profili, Dolby Vision, Dolby Atmos, insomma, tutto quello di cui avete bisogno. In teoria poi, grazie alla possibilità di riproduzione contemporanea su 4 schermi, potreste anche condividere l’account con amici e parenti. I termini di servizio però lo vietano categoricamente (e lo stesso vale per altri servizi di streaming on demand), tenetene di conto.

Una piccola parentesi anche in relazione al limite di dispositivi registrabili. Inizialmente Disney aveva annunciato che Disney+ era installabile/usabile su un massimo di dieci dispositivi. La realtà dei fatti si è poi dimostrata diversa. Il limite di 10 dispositivi fa riferimento in realtà alla possibilità di scaricare in locale per la visione offline su un massimo di 10 dispositivi mobili (smartphone e tablet). Abbiamo fatto una prova specifica installando Disney+ su 11 smartphone e scaricando contenuti sui primi 10. Nel caso si tenti di scaricare qualcosa dal catalogo anche sull’undicesimo si riceverà un messaggio di errore. È sufficiente cancellare un contenuto scaricato su uno degli altri dispositivi per poter avviare i download su uno dei nuovi. Una situazione limite insomma che difficilmente raggiungerete.

Giudizio Finale

Disney+

8.0

Disney+

Per essere nato a novembre, Disney+ dimostra di essere un servizio completo, ben funzionante e in grado di competere con i tanti altri servizi di streaming disponibili anche qui, in Italia. Certo, il catalogo non è forse adatto a tutti, ma Disney piano piano lo arricchirà con nuovi contenuti, anche esclusivi. Inoltre il prezzo contenuto, 6,99€ al mese o 69,99€ l'anno, lo rendono più appetibile di alcuni concorrenti più costosi. La facilità con cui è possibile disdirlo poi permette all'utente di limitare l'abbonamento a mesi specifici senza necessariamente rinnovarlo tutto l'anno. Ci sono ovviamente margini di miglioramento su alcuni aspetti, come la gestione dei download, dell'audio e della modalità dedicata ai bambini, ma siamo sicuri che con il tempo Disney Plus evolverà.

di Lorenzo Delli
Pro
  • Interfaccia intuitiva
  • Gli extra
  • Download in locale
  • Qualità video
  • Ore e ore di contenuti
  • Prezzo contenuto
Contro
  • Problemi di volume
  • Catalogo non per tutti
  • Modalità Kids con poche opzioni
  • Tiwi

    per quel che costa, ne vale la pena..in attesa di nuovi contenuti originali 😀

  • Massimo

    Il servizio è ottimo per essere così giovane, spero che sblocchino i diritti per spiderman, Hulk e tutti il resto dell’universo Marvel e poi sarebbe quasi perfetto

  • Ah beh, la faccenda dei 10 dispositivi così va bene… avevo capito diversamente!