Recensione DJI Mavic Mini: la quintessenza della portabilità (foto e video)

Nicola Ligas
Nicola Ligas

Con la serie Mavic DJI si è posta l'obiettivo di rendere i droni davvero portabili, ed in buona parte ci è riuscita, ma è solo ora, con il lancio di Mavic Mini, che non ci sono più scuse per non averlo sempre con sé. Scopriamo quindi se e quali assi nella manica ha il Mavic più mini di sempre, oltre ovviamente alle sue dimensioni.

PRO

  • Leggerissimo e portabilissimo
  • App semplice ed immediata
  • Autonomia notevole
  • Stabilizzazione a 3 assi efficace

CONTRO

  • No obstacle avoidance
  • Non c'è altro oltre i Quick Shots
  • Portata limitata, soprattutto in presenza di ostacoli
  • Prezzo un po' più alto delle aspettative

Confezione

DJI Mavic Mini si presenta con una confezione abbastanza scarna. Drone, radiocomando e basta. Ci sono anche tre cavi per collegare qualsiasi tipo di smartphone (micro USB, USB-C e Lightning), oltre ad un cavo micro USB/USB per la ricarica, un paio di stick di riserva per il controller ed un paio di eliche di riserva. Non c'è però alcun caricabatterie, né soprattutto i paraeliche, che si sposerebbero benissimo con un drone così piccolo, ideale anche per il volo indoor.

Troviamo tutto questo, e molto di più, nella fly more combo, che comprende 3 batterie (in tutto), charging-hub per caricarle tutte e tre (con caricabatterie a 18W incluso), paraeliche e borsa semi-rigida per il trasporto.

Costruzione

Con un peso inferiore ai 250 grammi, DJI Mavic Mini non è solo poco più pesante di uno smartphone, ma è anche poco più ingombrante. Radiocomando e drone hanno praticamente le stesse dimensioni e lo stesso peso, e con un mezzo chilo complessivo li avrete sempre appresso entrambi. Per darvi un'idea banale, Mavic Mini entra nella tasca di una comune felpa. La leggerezza non è solo un fatto pratico, ma è anche un modo per renderlo "a prova di futuro", considerando le limitazioni in arrivo per il volo dei droni, anche se in questo caso il discorso si farebbe ampio.

Si tratta davvero di una piccola rivoluzione (doppio senso voluto - NdR), perché, per quanto compatto, DJI Spark non offriva nulla di simile. Si potrebbe obiettare che di mini-droni ne esistevano già a bizzeffe, ma qui non parliamo di un giocattolo. Mavic Mini vola a 45 Km/h, riprende in 2K@30fps, ha un gimbal a 3 assi ed un'autonomia che non è lontana dalla mezz'ora. Questo per sottolineare il fatto che parliamo comunque di un "vero Mavic", per quanto con diverse limitazioni (rispetto ai suoi fratelli) che vedremo poi.

C'è inoltre in confezione un proteggi-fotocamera in plastica rigida trasparente, ideale per spostare il drone in tutta sicurezza. L'unico aspetto più dubbio sono le eliche, piccole e leggere, che tendono a roteare liberamente e potrebbero incastrarsi in altri oggetti, se doveste ad esempio riporre il Mavic Mini in uno zaino. In ogni caso, non ci viene in mente nessun drone così compatto ed al contempo così "potente".

Aggiungeteci poi la presenza di un gimbal a 3 assi, che svolge molto bene il suo lavoro, e che non era certo scontato. E poi abbiamo anche i sensori di posizionamento in basso, per un atterraggio sicuro. Mancano però del tutto i sensori anti-collisione. Da una parte la leggerezza del drone è problematica perché basta sfiorare un ostacolo anche di piccole dimensioni per perdere il controllo. Dall'altra, a meno che non cadiate nel vuoto da grandi altezze, è più difficile che un atterraggio risulti catastrofico.

C'è in effetti un aspetto di Mavic Mini che non è da 10: la micro USB. La ricarica della batteria da 2.400 mAh del drone avviene infatti tramite micro USB. DJI dice che l'adozione di questa porta è stata frutto della volontà di contenere al massimo il prezzo. Ci sfugge di quanto una USB-C avrebbe fatto rincarare il drone, ma forse non è solo un fatto di prezzo della porta in sé, ma anche di assemblaggio. Ciò nonostante, è comunque un peccato.

Controller

Il radiocomando incluso è di tipo Wi-Fi. Niente OcuSync quindi, la tecnologia a radiofrequenza che DJI impiega sui Mavic 2, ad esempio, e che garantisce una portata di tutt'altra lega. Nonostante infatti l'azienda dichiari che si può arrivare, in Europa, fino a 2 Km di distanza, nelle nostre prove non ci siamo mai spinti oltre i 700 metri, e nelle migliori condizioni. Non escludiamo affatto di poter andare anche oltre, magari in luoghi particolarmente favorevoli (sul mare o in cima ad un monte), ma non sempre ci si trova a volare in luoghi ideali, e nella pratica comune non ci illudiamo di poter pilotare agevolmente il drone a simili distanze. Fermo restando poi che andrebbe sempre guidato a vista.

Come distanza, considerando anche il tipo di drone, va infatti benissimo. Anzi, è anche troppo. Il problema nasce semmai in presenza di ostacoli. Se in campo aperto potete infatti superare agilmente il mezzo chilometro senza rallentamenti di sorta nel flusso video, basta spingersi al di là di un gruppo di alberi per perdere il segnale ad un centinaio di metri di distanza dall'operatore. Se al posto degli alberi ci fossero state rocce o altro, non vediamo come le cose potrebbero essere migliori. Non a caso DJI stessa parla di Flycam, più che di drone. Una fotocamera volante, che possare realizzare scatti per lo più a vista. Certo è che spingersi dietro una scogliera al tramonto o al di là di un passo di montagna durante una camminata, potrebbe fare piacere; ma non è garantito che ce la facciate in tutte le condizioni.

Il controller in sé è simile agli altri di DJI, ma privo di display. L'alloggiamento per smartphone consente di inserire facilmente telefoni di un po' tutte le dimensioni. Noi l'abbiamo provato con Pixel 4 XL, che è uno dei più grandi in circolazione, senza problemi. Sono presenti però solo i pulsanti essenziali: accensione, return to home, foto, video ed inclinazione del gimbal. L'autonomia è di circa 4 voli, il che in fondo va bene perché le batterie nella fly more combo sono 3.

Precisi e solidi i due stick, che si muovono in cerchio e possono essere riposti in un vano all'interno delle due braccia del controller. Non c'è alcuna tracolla né legaccio da polso. Anche se il peso di per sé è contenuto (esattamente 249 grammi, come il drone stesso), a seconda del telefono può risultare un po' scomodo alla lunga.

Esperienza d'uso

Mavic Mini è estremamente semplice e godibile. DJI ha ridotto un po' tutto all'osso, e non parliamo solo del drone, ma anche dell'app, che è una versione Lite di DJI Go. Per controllarlo non ci sono infatti le gesture, come su Spark, né basta la sola applicazione. Avrete bisogno sempre anche del controller dedicato.

La nuova interfaccia dell'app è particolarmente adatta ai neofiti. Ci sono solo i comandi e le informazioni essenziali. In alto a sinistra possiamo commutare le tre modalità operative del drone (positioning, cinema e sport - 45 Km/h MAX), mentre sulla destra troviamo informazioni quali il numero satelliti, il segnale del radiocomando, la batteria ed il tempo stimato di volo. Sulla destra, sia lateralmente che in basso, abbiamo tutte le opzioni di scatto e registrazione video. Sostanzialmente i filmati sono in 2K@30fps (2.720 x 1.536 pixel) o in full HD fino a 60 fps. Personalmente preferisco i primi, dato che la risoluzione, soprattutto in quota, è più importante degli fps, soprattutto in un drone del genere, che non è propriamente sportivo.

Le foto sono invece da 12 megapixel, e risultano gradevoli, per quanto con un intervallo dinamico non certo elevato, ed un po' tendenti al rumore, anche di giorno. In ogni caso, anche con poca luce, si riescono ad ottenere discreti risultati, a patto di non ritrarre soggetti in movimento. Vale un po' la stessa cosa per i video, che hanno il pregio di compensare rapidamente i cambi di esposizione, anche se presentano possibili artefatti nei movimenti veloci, in particolare muovendo rapidamente il gimbal. In entrambi i casi, il bilanciamento del colore tende in molti casi un po' più al freddo.

Molto buona poi la stabilizzazione a 3 assi, che restituisce quel bellissimo effetto di "treppiedi in aria". La leggerezza del drone lo mette però alla prova in presenza del vento, che i motori riescono a compensare solo in parte, anche se il gimbal non mostra il fianco facilmente. Trovate alcuni esempi di video e foto subito a seguire, oltre che nella recensione sopra, per farvi un'idea generale.

Se il risultato non fosse del tutto soddisfacente, ci sono anche un minimo di controlli manuali, per variare tempi ed ISO in modo da avere un approccio più personale alla scena (ma niente RAW). A parte questi, sono presenti anche i tradizionali quick shot: dronie, rocket, circle ed helix, per realizzare in moto automatico qualche ripresa cinematrografica.

Le funzioni speciali però finiscono qui, e di extra troviamo le foto in time lapse. Il software non vi viene incontro in nessun altro modo, come invece avviene sugli altri Mavic. Non ci sono waypoint da impostare, rotte da tracciare, né quick shot più complessi. Non c'è la smart capture, le gesture aeree, e non c'è l'active track, ovvero il drone non può seguirvi a piacimento. In quest'ultima funzione sinceramente speravamo, considerando che è presente in moltissimi prodotti DJI, inclusi i gimbal della serie Osmo, e che anche i quick shot si avvalgono di una forma basilare di tracciamento per tenere al centro della scena il soggetto desiderato.

Mavic Mini vi costringerà insomma ad imparare a volare, facendo a meno degli automatismi, e non stiamo dicendo che sia un male. Certo è che, considerando appunto il target neofita, qualche "autopilot" in più poteva starci, ma del resto non sara un newbie ad accorgersi della sua mancanza, no? E forse non si accorgeranno nemmeno che la sua portata è piuttosto limitata, e soffre gli ostacoli, come dicevamo poc'anzi.

Nota di merito infine per la rumorosità: piuttosto contenuta, nei limiti del possibile. Le eliche più piccole probabilmente giocano il loro ruolo, fatto sta che Mavic Mini è più silenzioso dei suoi fratelli.

Mavic Mini è una flycam: lo ripetiamo perché è stata DJI stessa a ribadircelo durante la sua presentazione. E perché avendolo provato se ne capisce bene il perché. E poco importa se i suoi acquirenti lo chiameranno "drone", perché molto probabilmente sarà il loro "primo drone". E molto probabilmente è proprio in questo che spera DJI.

Autonomia

L'autonomia di Mavic Mini è sorprendente. Se la gioca tranquillamente con Mavic 2, il che non è poco, considerando le differenze dimensionali. Abbiamo fatto poco più di 26 minuti di volo continuativo, scattando solo qualche foto, ma senza registrare video, in buone condizioni meteorologiche. Tenete conto che già dal 20% di carica il drone insisterà per tornare alla base, ma solo intorno al 5% scatterà l'atterraggio forzato.

In ogni caso sono ottimi valori, che assicurano tanta libertà di utilizzo anche con una sola batteria. A maggior ragione poi tenendo conto dei discorsi fatti sopra su portata e target di utenza di Mavic Mini. C'è tutta l'autonomia che occorre per essere l'anima della festa, o per riprendere qualche bel paesaggio in vacanza insomma, ed unire autonomia e portabilità a questi livelli non è facile.

Prezzo

399 euro per la versione base. 499 euro per la fly more combo. Avremmo sperato in qualcosa di meno come prezzo di partenza, intorno magari ai 349 euro, considerando anche che non ci sono praticamente accessori, desinati tutti alla fly more combo. Quest'ultima, per un drone del genere, è forse anche sprecata, nel senso che l'autonomia è già buona e quel che deve fare lo farà probabilmente con una singola carica. Se voleste fare lunghe sessioni di volo, considerando portata ed assenza di modalità cinematiche, forse non è di questo tipo di aerovelivolo che avreste bisogno. Lo potete acquistare sul sito DJI Store.

Foto

Giudizio Finale

DJI Mavic Mini

DJI Mavic Mini è il drone per tutti. Anzi, è una flycam, pronta a riprendervi in ogni occasione, da angolature e prospettive altrimenti impossibili. Oltre alla portabilità, il suo fiore all'occhiello è senz'altro l'autonomia, davvero notevole, e non solo in rapporto alle sue dimensioni. Non sottovalutatelo però solo perché è piccolo, dato che è in grado di andare anche molto veloce e piuttosto lontano (a patto però che non ci siano ostacoli o interferenze). Peccato gli manchino i tanti automatismi cui ci avevano abituato i suoi fratelli maggiori, ma del resto non si può giudicare il piccolo a paritre dai grandi, no? Ecco, se anche il prezzo fosse stato un po' più piccolo però, non sarebbe dispiaciuto.

Sommario

Confezione 7.5

Costruzione 9.5

Controller 8

Esperienza d'uso 8

Autonomia 9

Prezzo 7.5

Voto finale

DJI Mavic Mini

Pro

  • Leggerissimo e portabilissimo
  • App semplice ed immediata
  • Autonomia notevole
  • Stabilizzazione a 3 assi efficace

Contro

  • No obstacle avoidance
  • Non c'è altro oltre i Quick Shots
  • Portata limitata, soprattutto in presenza di ostacoli
  • Prezzo un po' più alto delle aspettative

Nicola Ligas
Nicola Ligas Nicola scrive, e parla. Molto. Solitamente non nello stesso momento. Spesso parla di ciò che scrive, e scrive di ciò di cui parlerà. No, Nicola non è un bambino di 6 anni, anche se non gli dispiacerebbe tornare a quell'età.

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