Recensione DJI Mini 3 Pro: piccolo di nome, grande di fatto

Nicola Ligas
Nicola Ligas

DJI Mini 3 Pro lascia intendere l'esistenza di un drone che non esiste, Mini 3. Probabilmente quel suffiso è lì per dire che questa non è una semplice iterazione rispetto al precedente modello: è il drone senza patentino che fin dall'inizio avremmo voluto, ma che per ragioni anche tecniche non è stato possibile realizzare prima. DJI c'è riuscita, a costo anche di fare concorrenza a sé stessa, ma non per questo la domanda "quale compro?" è ora diventata più semplice.

PRO

  • Anti-collisione ed Active Track
  • Ocusync 3
  • Qualità riprese
  • Autonomia

CONTRO

  • Il prezzo sale
  • Soffre un po' il vento
  • Autonomia praticamente invariata
  • Confezione minimal

Confezione

La confezione di Mini 3 Pro viene semplificata rispetto al passato. Se ne va il caricabatterie, e nella sua versione più basilare c'è in pratica solo il drone, in modo da permettere a chi abbia già un radiocomando di risparmiare qualcosa.

Abbiamo poi uno SKU con radiocomando per smartphone, che include anche i relativi cavi di collegamento per Android ed iPhone, ed infine la variante con DJI RC, un radiocomando del tutto autonomo.

In tutti e tre i casi c'è una sola batteria inclusa, senza alcuna base di ricarica (dovrete tenerla nel drone per ricaricarla). Nessuna borsetta, nessun accessorio particolare, ad eccezione delle eliche di ricambio.

Per avere il "pack completo" come quello fotografato qui sopra (3 batterie in tutto con base relativa + borsa per riporre tutto) dovrete acquistare a parte il fly more kit.

Costruzione

DJI Mini 3 Pro è una meraviglia della tecnica, ancor più di tutti i modelli che l'anno preceduto. Il peso è infatti sempre inferiore ai famigerati 249 grammi (248 g sul piatto della nostra bilancia: questa volta siamo davvero al limite, in passato c'era più margine - 241 grammi), ma al suo interno c'è molto di più.

Il meccanismo di apertura e chiusura è inoltre migliorato rispetto al precedente modello: è più intuitivo e soprattutto non c'è verso di incastrare i bracci anteriori e quelli posteriori, che rimangono ben lontani dalla videocamera, in modo da non comparire mai nelle riprese.

Non cambia la velocità rispetto al precedente modello: arriverete al massimo sempre sui 57,6 Km/h in modalità sport, ma col vento a favore abbiamo superato anche i 60 all'ora. Idem dicasi per la resistenza al vento, che è sempre di 38 Km/h massimi. Possono sembrare tanti, ma soprattutto alzandosi di quota è facile che il drone possa incontrare venti ben più forti, ed in quel caso potrebbero venire meno alcuni dei suoi automatismi (riceverete comunque un avviso sul radiocomando), e le foto con i tempi di posa più elevati potrebbero risultare un po' mosse. In generale comunque è difficile che le riprese risultino compromesse dal vento, grazie all'ottimo lavoro del gimbal meccanico a 3 assi.

Il nuovo sensore della fotocamera è un CMOS da 1/1,3 pollici, più grande di tutti i mini precedenti, con doppia ISO nativa, che consente di catturare video direttamente in HDR (solo fino a 30 fps).

Il rapporto focale è di f/1.7, il FOV è di 82,1°, le immagini arrivano fino a 48 megapixel (8.064 × 6.048 pixel in 4:3, o 12 Megapixel con 4-in-1, per pixel più grandi da 2,4 μm), con possibilità anche di scatto RAW, ed i video fino in a 4K@60 fps con un bitrate massimo di 150 Mbps. C'è anche lo slow motion in full HD a 120fps, casomai trovaste qualcosa che vale la pena riprendere ad elevato framerate, ma a discapito della risoluzione.

C'è inoltre la possibilità di ruotare di 90° la fotocamera stessa, per riprese verticali, perfette per gli smartphone. Due i profili colore: Normale, piuttosto contrastato, e D-Cinelike, molto più piatto e adatto per la post produzione. Abbiamo inoltre uno zoom digitale fino a 2X in 4K, 4X in full HD, ma sempre solo fino a 30 fps, che svolge piuttosto bene il suo lavoro: non sarà la prima scelta, ma in quelle situazioni nelle quali non potreste fare altrimenti l'effetto non è troppo "rumoroso", soprattutto di giorno.

Notevole è anche l'escursione della videocamera, che può essere inclinata verso il basso di 90° e verso l'alto di 60°, senza che le eliche rappresentino minimanente un problema per l'inquadratura. Avrete in questo modo un'ottima padronanza della scena, indipendentemente dalla posizione del drone.

Ma la grande novità è l'introduzione dei sensori anti-collisione, al loro debutto sulla serie Mini. E non si tratta di un palliativo, perché qui c'è praticamente il pacchetto completo, e funzionante egregiamente. La loro presenza permette inoltre di abilitare il sistema APAS 4.0, che rileva gli oggetti e vi permette di adottare tutta una serie di automatismi, quali QuickShot, MasterShot ed ActiveTrack 4.0.

La geolocalizzazione è rapida e affidabile, potendo contare su GPS, Galileo e BeiDou, e nel giro di pochi secondi avrete agganciato decine di satelliti. Rimane inoltre la connessione radio tramite Ocusync 3, che in teoria ha una portata di 8 Km in Europa, ma solo in campo aperto e senza interferenze; in un tipico paesaggio suburbano arriverete a meno della metà, ed in caso di ostacoli fisici tra voi ed il drone ancora di meno.

Il bello di O3 comunque non è tanto la portata, quanto la tranquillità di poter manovrare il drone anche al di là di qualche ostacolo senza subito perdere il segnale, come invece succede con i sistemi di trasmissione Wi-Fi. Inoltre avrete un live stream a 1080@p30fps di tutto ciò che sta riprendendo il drone, per una maggiore sicurezza alla guida.

Cresce infine la batteria, che arriva a 2.453 mAh, un record per la serie Mini (2.400 mAh Mini 1, 2.250 mAh Mini 2).

DJI RC

DJI Mini 3 Pro offre due opzioni di radiocomando: il primo è quello che abbiamo già conosciuto, ed apprezzato, dalla precedente generazione ed anche dalla serie Air. Nulla da ridire quindi: è un buon radiocomando, che necessita di uno smartphone per mostrarvi le riprese live del drone; meglio se un iPhone.

Sì perché la compatibilità con gli smartphone Android è quantomeno altalenante, ed in tanti anni di prove dei droni DJI ho sempre avuto qualche magagna (disconnessioni, impuntamenti ecc.).

E poi arriva DJI RC, il radiocomando con schermo da 5,5'' integrato. DJI Mini 3 Pro è perfetto non solo per chi voli per la prima volta, ma anche per chi voglia un prodotto "senza scocciature". Funziona bene, sempre, e vi lascia liberi di usare il vostro smartphone per quello che volete, anche solo per fare due foto al drone mentre è in volo.

Il sistema si basa su Android 10, ma al contrario dell'app DJI Fly per smartphone non abbiamo mai avuto alcun problema, anche perché si tratta di un hardware dedicato con software dedicato (sia chiaro che non ci potete installare software di terze parti, avrete accesso solo al minimo indispensabile del sistema operativo, ma non certo agli store).

Le funzionalità sono esattamente le stesse che avreste con l'app, ma con tutta la praticità di un sistema sempre pronto, con un display molto luminoso (700 nit massimi, più di molti smartphone) e ben visibile anche sotto la luce diretta del sole, pronto in pochi secondi dall'avvio a farvi volare, senza bisogno di collegare alcun cavo.

Il grip è molto buono, i controlli sono tutti a portata di dito, da fotocamera e videocamera, passando per l'inclinazione del gimbal o lo zoom digitale. I due stick analogici sono piuttosto precisi e sensibili, anche se personalmente preferisco quelli circolari e non rettangolari come in questo caso.

L'autonomia complessiva è di circa 4 ore, quindi potrete far fuori circa 3 pack da 3 batterie prima di dovervi preoccupare di ricaricarlo.

Unico vero svantaggio: non c'è connettività di rete, a meno di non usare ad esempio il tethering dello smartphone. Non è un problema volere senza segnale di rete, perché comunque le mappe sono memorizzate ed il GPS funziona lo stesso, ma in alcuni casi può fare comodo, anche solo qualora voleste aggiornare il drone. In alternativa dovrebbe essere in vendita un dongle 4G a parte. Infine, non c'è uscita vido: la porta USB-C serve per la ricarica, ma non supporta MHL. Non è una gran tragedia comunque, perché i filmati visibili sul radiocomando sono a risoluzione ridotta.

Esperienza d'uso

Per farvi subito capire con chi abbiamo a che fare, e come mai ci sia tanto da apprezzare in DJI Mini 3 Pro, date un'occhiata alla seguente tabella comparativa.

 

Mini 3 Pro

Mini 2

Mavic Air 2

Peso

249g

249g

570g

Fotocamera

sensore da 1/1,3''

48 MP, 2,4μm

24mm, f/1.7

sensore da 1/2,3''

12 MP

24mm, f/2.8

sensore da 1/2''

48 MP, 0,8μm

24mm, f/2.8

Sistema di trasmissione

OcuSync 3.0

12km, 1080p

OcuSync 2.0

10km, 720p

OcuSync 2.0, Dual Antenna

10km, 1080p

Autonomia

34 minutes

47 minutes

31 minutes

34 minutes

Funzionalità

APAS 4.0

Hyperlapse

Spotlight 2.0

Point of Interest 3.0

ActiveTrack 4.0

MasterShots

QuickShots (all)

QuickShots (no Asteroid)

APAS 3.0

Hyperlapse

Spotlight 2.0

Point of Interest 3.0

ActiveTrack 3.0

Point of Interest 3.0

Sistema di rilevamento ambientale

Avanti, sotto, indietro

Nessuno

Avanti, sotto, indietro

Risoluzione e frame rate video

4K/60fps

4K/30fps

4K/60fps

Risoluzione foto massima

48 MP

12 MP

48 MP

I passi in avanti rispetto al precedente drone sono così tanti che è anche difficile fare un paragone, tanto che il vero rivale di Mini 3 Pro sembra essere DJI Air 2, che pure viene superato sotto vari aspetti, dalle dimensioni del sensore, alle funzionalità, passando per la nuova versione di Ocusync.

Forse a questo punto occorre ricordare che esiste anche Air 2s, dotato di un sensore da un pollice e video fino in 5,4K; peccato solo che pesi 595 grammi.

Rimane un po' la stessa "scattosità" di Mini 2: dovrete prendere la mano alla sensibilità degli stick analogici, perché il drone reagisce molto rapidamente ai comandi, anche nella più lenta modalità cine; magari può valere la pena ricalibrarli a vostra misura. Per fortuna in questo caso ci sono i sensori anti-collisione, che svolgono davvero bene il loro lavoro, permettendovi anche di aggirare automaticamente un ostacolo, quando possibile.

Anche la qualità dei filmati ha fatto dei bei progressi rispetto al passato. L'intervallo dinamico è cresciuto, i colori sono più saturi (ma non troppo), la definizione è migliorata, anche se in alcuni casi c'è proprio un eccesso di sharpening che può dare luogo a foto/video dal look un po' artefatto. 

DJI Mini 3 Pro è dotato di dual native ISO, una funzione che in pratica combina due esposizioni diverse, per aumentare l'intervallo dinamico della scena, producendo così automaticamente video "in HDR" senza post-elaborazione. Abbiamo usato le virgolette perché tecnicamente non è che si tratti di HDR vero e proprio, e soprattutto perché la differenza non è sempre così netta.

Questa tecnica funziona infatti non oltre i 30 fps, ma anche confrontando due filmati a framerate diversi, non è detto che notiate facilmente grandi differenze di intervallo dinamico, soprattutto in scene in campo aperto, con forti luci nel cielo e ombre a terra. Detta altrimenti: se il paesaggio che volete riprendere ha già una dinamica molto ampia, aspettatevi comunque di bruciare le alte luci e scurire molto le ombre; viceversa, se siete di fronte ad una via di mezzo, magari con il calare del sole, allora l'apporto del dual native ISO si fa più sensibile.

Non male poi lo zoom digitale, presente anche nel precedente modello, ma che adesso ci sembra migliore. Nei filmati 4K ingranditi di 2x regala comunque una buona riduzione del rumore ed immagini sufficientemente definite da renderlo usabile, in particolare in buone condizioni di luce.

Come già accennato, Mini 3 Pro migliora nettamente nelle riprese in condizioni di scarsa illuminazione. I pixel più grandi catturano più luce, e sebbene fortissime fonti di illuminazione (come i riflettori dello stadio negli scatti che trovate qui sotto) passono comunque rappresentare un problema, in generale gli scatti in notturna sono molto più godibili, e con essi anche i video. I contorni dei soggetti sono più netti, c'è meno rumore, le luci vengono gestite meglio e generalmente senza aloni.

Tutto quanto detto finora vale praticamente sia per le foto che per i video. Nelle foto a 48 megapixel è ovvio trovate una grande quantità di dettaglio in più, che vi permette anche di poterle zoomare con confidenza, ma attenzione alle dimensioni perché è facile superare i 20 MB per singolo scatto. Le immagini a 12 megapixel sono invece un po' più "acquerellate", ma soprattutto con poca luce riescono a portare molti più contenuti nella scena, oltre ad avere uno scatto più immediato, che in caso di forte vento può essere un aiuto.

Volendo c'è anche l'auto exposure bracketing fino a 5 scatti, ma poi li dovrete unire in post-produzione per tirare fuori l'HDR che volete. Ma soprattutto, grazie ai nuovi sensori, ci sono tutte quelle modalità di ripresa che abbiamo imparato ad apprezzare nei droni più potenti di DJI, e dei quali trovate alcuni esempi di tutto ciò nella video recensione.

  • FocusTrack Suite:
    • Spotlight 2.0:mantiene il soggetto al centro dell'inquadratura mentre voli manualmente.
    • Point of Interest 3.0 circonda il soggetto in un raggio e una velocità di volo prestabiliti.
    • ActiveTrack 4.0 segue il soggetto in due modi selezionabili:
      • Traccia: Il drone traccia il soggetto a una distanza costante.
      • Parallel: Il drone traccia il soggetto mentre vola lateralmente ad esso ad un angolo e una distanza costanti (occhio agli ostacoli!)
  • QuickShots
    • Dronie: Il drone vola all'indietro e verso l'alto, con la fotocamera bloccata sul soggetto.
    • Spirale: Il drone ascende e gira a spirale intorno al soggetto.
    • Ascesa: Il drone vola verso l'alto con la fotocamera rivolta verso il basso.
    • Cerchio: Il drone gira intorno al soggetto.
    • Boomerang: Il drone si sposta attorno al soggetto seguendo un percorso ovale, ascendendo mentre si allontana dalla posizione iniziale e discendendo mentre ritorna indietro.
    • Asteroide: Il drone crea uno scatto che inizia come un panorama sferico sopra il soggetto e termina con uno scatto normale stazionando vicino al soggetto.
  • MasterShots: Mantiene il soggetto al centro dell'inquadratura durante l'esecuzione di diverse manovre in sequenza, così da generare un breve video cinematografico. In pratica è una combinazione di più QuickShot, scelti automaticamente, che produce un video di circa 2 minuti.
  • Hyperlapse: Crea un timelapse dinamico in cui il drone vola su percorsi prestabiliti durante gli scatti (oppure sta fermo).

In generale il tracciamento è molto buono con soggetti grandi su sfondi contrastati (es. un'auto). Qualche problema in più lo abbiamo avuto sulle persone. I bambini ad esempio possono risultare troppo piccoli per l'esecuzione di alcuni QuickShot (dipende anche dall'ambiente circostante), però in generale non abbiamo rilevato alcuna criticità rispetto agli altri droni DJI dotati di tracciamento.

Indubbiamente con Mini 3 Pro c'è di che divertirsi, perché le modalità di ripresa sono tantissime, e soprattutto sono tutte a loro modo efficaci, tanto da non apparire come degli "esercizi di stile". Attenzione solo al fatto che i vari Quick/MasterShot producono tutti filmati in full HD, così come gli hyperlapse (un po' un peccato per quest'ultimo).

Foto da DJI Mini 3 Pro

Autonomia

DJI dichiara 34 minuti di tempo di volo, ma è un limite che rappresenta l'eccezione, non la regola. Nella pratica ne abbiamo sempre fatti circa 10 di meno, senza però alcuna attenzione particolare all'autonomia, registrando continuamente video e foto e cambiando modalità di ripresa.

Siamo in pratica sugli stessi valori di autonomia di DJI Mini 2, ma con differenze tecniche importanti tra i due droni: dal maggiore frame rate, ai sensori anti-collisione, sebbene la capacità della batteria di Mini 3 Pro sia lievemente aumentata.

Comunque la rigiriate, è notevole che questo drone abbia tante migliorie rispetto al precedente, senza rinunciare a nulla, nemmeno sul fronte autonomia.

Prezzo

DJI Mini 3 Pro rincara nettamente rispetto al precedente modello, ma come abbiamo visto è anche praticamente un altro drone rispetto a prima. Lo potete acquistare in 3 configurazioni diverse, tutte senza caricabatterie (Apple fa scuola):

Considerando che DJI Mini 2 costa 459€, è chiaro che c'è stato un rincaro notevole, però è altrettanto evidente che il paragone va fatto anche con Mavic Air 2, che costa 800€. Potremmo gettare nella mischia anche Air 2s, che nella versione base viene 999€, ma è chiaro che qui più che di prezzo parliamo anche di peso.

Chi vuole un drone sotto i 250 grammi con il meglio che la tecnologia abbia da offire, avrà un solo nome in testa adesso: Mini 3 Pro; ed è un nome che potrebbe affascinare ben più del solo pubblico dei neofiti. 

Riguardo i radiocomandi, indubbiamente DJI RC costa caro: 170 euro di differenza rispetto alla variante per smartphone non sono pochi, però è anche vero che in questo modo averte il telefono sempre libero e sarete sempre pronti a volare. Tutto dipende da quanto pensate di utilizzare il drone: se è una cosa saltuaria, un paio di volte al mese, allora risparmiate quei soldi (soprattutto se avete un iPhone), altrimenti fateci un pensierino.

Chiudiamo con i prezzi delle combo fly more, che questa volta racchiudono solo accessori:

  • DJI Mini 3 Pro Fly Moreè in vendita a 189€, con 2 batterie, 1 stazione di ricarica a due vie, 2 set di eliche e una borsa a tracolla.
  • DJI Mini 3 Pro Fly More Kit Plus è in vendita a 249€, con 2 batterie Plus (3.850 mAh ciascuna, ma occhio che il peso sale a circa 290 grammi!), 1 stazione di ricarica a due vie, 2 set di eliche e una borsa a tracolla.

Questa vendita "modulare" da una parte può far salire il prezzo complessivo, ma dall'altra lo rende più contenuto per chi abbia già accessori dedicati, ed inoltre permette di dilazionare più facilmente nel tempo l'acquisto degli elementi non essenziali.

Immagini DJI Mini 3 Pro

Giudizio Finale

DJI Mini 3 Pro

Con Mini 3 Pro DJI è riuscita in un'impresa non semplice: fondere di fatto la serie Mini e la serie Air, che da oggi hanno un unico, nuovo punto di riferimento. Mini 3 Pro è uno spartiacque che, ironia della sorte, racchiude in sé tutto il meglio dei droni "non Pro" di DJI. E probabilmente è anche quello che d'ora in poi tutti vorranno.

Sommario

Confezione 6.5

Costruzione 9.5

DJI RC 9

Esperienza d'uso 9.5

Autonomia 8.5

Prezzo 7

Voto finale

DJI Mini 3 Pro

Pro

  • Anti-collisione ed Active Track
  • Ocusync 3
  • Qualità riprese
  • Autonomia

Contro

  • Il prezzo sale
  • Soffre un po' il vento
  • Autonomia praticamente invariata
  • Confezione minimal

Nicola Ligas
Nicola Ligas Nicola è caporedattore su SmartWorld.it, e per questo motivo è odiato da tutti. I colleghi. Gli piace credere che il suo lavoro semplifichi la vita agli altri, in qualche modo. Ma non ai colleghi. Nel tempo libero cerca di complicare la sua vita, con nuovi progetti che non ha mai tempo di realizzare. Per fortuna. Dei colleghi.
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