7.5

Recensione DJI Pocket 2: bella senz’anima (foto e video)

Nicola Ligas -




Recensione DJI Pocket 2

DJI rinnova la sua piccola fotocamera tuttofare, che per l’occasione perde il prefisso Osmo, e diventa semplicemente DJI Pocket 2. Ma in un mondo nel quale tutti portano in tasca (=pocket – apprezzate l’ironia?) uno smartphone che ormai di fotocamere ne monta almeno 3, a cosa serve un’altra fotocamera tascabile? 

8.0

Costruzione

Pocket 2, all’apparenza, è identica al precedente modello. E di fatto è così, perché ciò che cambia è la sostanza. Dimensioni e peso sono praticamente invariati (il peso aumenta di un grammo, fino a 117, e le misure sono di 124,7 x 38,1 x 30 mm contro 121,9 x 36,9 x 28,6 mm), ed anche i pulsanti presenti sono gli stessi, al netto di nuove opzioni disponibili tramite dei connettori estraibili. Questa volta infatti, oltre alle porte USB-C e lightning per il collegamento a smartphone Android ed iOS, in confezione troviamo un piccolo accessorio con pad direzionale ed un pulsante aggiuntivo. Proprio dell’assenza di un pad ci eravamo lamentati nella precedente Osmo Pocket, e fa piacere vedere che DJI è riuscita a porvi rimedio, anche se l’ha fatto in un modo che poteva valere anche per il vecchio modello (oltre al fatto che tutti questi accessori estraibili sono piccoli e facilmente smarribili).

Sempre presente lo schermo touch (senza sensore di luminosità), sempre assente uno speaker per riascoltare le registrazioni, mentre si fanno in 4, letteralmente, i microfoni, per registrare un audio di qualità superiore da tutte le direzioni.

Inclusa nella confezione base c’è anche una base intercambiabile con attacco a vite per treppiedi; treppiedi che però è presente solo nella configurazione Combo (lo potete acquistare a parte a 25€, casomai non ne aveste uno). Sul fianco destro troviamo uno slot microSD, mentre in basso c’è la porta USB-C per il trasferimento dati, l’ingresso audio e la ricarica. Manca solo una cosa: un pad direzionale per controllare la posizione della videocamera.

Sempre presente la custodia rigida che è indispensabile per portare a giro in tutta sicurezza il gimbal, che altrimenti rischia di danneggiarsi facilmente se riposto in tasca/borsa. Sullo store ufficiale non mancano comunque gli accessori venduti a parte.

Diciamo che comunque dal punto di vista costruttivo questa volta DJI non ha stupito, riproponendo lo stesso form factor di 2 anni fa, che oggi quindi non è più così pionieristico.

8.5

Hardware

Cambia la sostanza dicevamo, ovvero, in primis, il sensore. Siamo infatti passati da un CMOS da 1/2,3” a 12 megapixel, ad uno da 1/1,7” da 64 megapixel, con FOV di 93° (contro gli 80 del precedente modello), ed f/1.8 (da 2.0). Migliore quindi, sotto tutti i punti di vista.

Lo slow motion arriva fino ad 8x in full HD (240 fps), ed è stato aggiunto anche lo zoom digitale in tutte le risoluzioni (4x in full HD – in parte lossless – e 2x lossy in 4K).

La registrazione video rimane al massimo in 4K@60fps a 100Mbit, con file MP4. La massima qualità la si raggiunge però solo in 4K@30fps, dato che l’omonima opzione (“alta qualità”) non è disponibile a 60 frame al secondo. Arriverà, ma ancora non è disponibile, il supporto HDR, ma solo fino a risoluzione 2,7K.

Le foto sono da 64 megapixel (9.216 x 6.912 pixel in 4:3, ma c’è anche l’opzione 16:9), o da 16 megapixel, in JPG o JPG+DNG (RAW); quest’ultimo disponibile solo con collegamento allo smartphone, e solo in modalità Pro.

Ritornano timelapse e motionlapse. Quest’ultimo vi permette di fissare due punti (4, usando lo smartphone) tra i quali il gimbal si muoverà durante la registrazione del timelapse. Consigliato ovviamente l’uso di un treppiedi. Infine c’è l’hyperlapse, ideale per quando volete muovervi mentre registrate il vostro video accelerato.

Non cambiano le due modalità panorama, ovvero 3×3 ed a 180°. E non dimentichiamoci del gimbal stesso: la rotazione orizzontale varia da −230 a +70, l’inclinazione da –100° a +50° ed il rollio è di ± 45°.

7.5

Esperienza d'uso

DJI Pocket 2 fa ancora una volta della portabilità e della prontezza la sua arma vincente. In circa 3 secondi è pronta per registrare, ed in comandi sono tutti disponibili grazie allo schermo touch o ai pulsanti fisici, delegando allo smartphone solo le poche cose puntualizzate sopra. Di fatto il telefono non vi servirà quasi mai.

Le foto adesso hanno due opzioni: 64 o 16 megapixel. Le prime privilegiano il dettaglio, le seconde catturano più luce. Entrambe però presentano un intervallo dinamico ridotto e colori poco saturi (questo è più facilmente rimediabile in post soprattutto scattando in RAW). Col calare della luce diventano più evidenti il rumore ed una nitidezza al di sotto della soglia desiderabile.

Questi difetti, che in buona parte potremmo anche trascurare perché parliamo comunque di un sensore molto piccolo (per quanto più grande di prima), sono invece accentuati da un altro fattore, ovvero i passi avanti fatti invece dagli smartphone negli ultimi due anni, in particolare in materia di computational photography.

Prendete un attuale medio/top di gamma, e ponete i suoi scatti a fianco di quelli della Pocket 2: la differenza di gamma dinamica è subito apprezzabile, ed il merito è per lo più degli algoritmi che troviamo negli smartphone di oggigiorno. Dall’HDR+ dei Pixel in giù, sono in molti che adesso riescono ad ottenere un intervallo dinamico che senza un adeguato software a corredo è impensabile con sensori del genere. Ed è un paragone scomodo per la Pocket 2.

Stesso discorso vale per le foto in notturna. La modalità notte è ormai abbastanza comune sugli smartphone di oggi (non lo era così tanto ai tempi della prima Osmo Pocket) ed in molti casi ha dello strabiliante. Anche con la Pocket 2 avete tutta una serie di opzioni con l’app DJI Mimo, ma così facendo perdete l’immediatezza che è la chiave di questo dispositivo e ci vuole comunque del tempo in post-elaborazione per fare una cosa che il vostro telefono probabilmente farà da solo al momento dello scatto.

Per quanto riguarda i video, arriviamo fino in 4K@60fps, anche se la modalità consigliata è a 30 fps, sia perché ha una qualità superiore (c’è proprio l’opzione, che invece non è selezionabile impostando il framerate a 60) sia perché soffre di meno i cali di luce. Attenzione però perché la Pocket 2 vi avvisa che usare la massima qualità potrebbe surriscaldarla. Nelle nostre prove non ho avuto alcun problema, ma è pur vero che ho sempre registrato clip brevi, e non dubito che il problema possa essere reale, se è la camera stessa ad avvisare. La qualità generale però è molto buona, soprattutto perché anche l’audio adesso fa davvero la sua parte, ma anche qui il calare della luce si fa sentire pesantemente ed il rumore entra prepotentemente a farsi sentire già al tramonto.

E se andiamo a considerare il discorso stabilizzazione video, ovviamente il vantaggio di avere un gimbal si fa apprezzare, anche perché vi permette di effettuare pan e tilt fluidissimi senza fatica, ma se parliamo solo di stabilizzare un video, il paragone con gli smartphone può nuovamente essere scomodo. Dai Pixel in giù, molti telefoni realizzano video incredibilmente stabili anche maneggiandoli con una mano sola (guardare per credere). A chi serve davvero il surplus del gimbal? Se escludiamo vlogger/youtuber o professionisti del settore che saprebbero realizzare foto/video incredibili anche con una usa e getta, è comunque difficile uscire da una nicchia nella quale questa Pocket 2 sembra sempre più confinata, a dispetto delle migliorie tecniche apportate.

Tra l’altro, e questa è probabilmente la cosa che più mi ha infastidito, è rimasto lo stesso difetto di messa a fuoco da vicino che avevo riscontrato nel precedente modello.  Magari sarà risolto con un aggiornamento software (in passato fu così in parte), ma è ridicolo ritrovarlo anche sul nuovo modello al lancio, assieme del resto ad altre critiche come lo scarso intervallo dinamico ed il calo di performance con poca luce. A dispetto dei miglioramenti apportati infatti, i punti deboli dell’attuale Pocket 2 somigliano molto a quelli del precedente modello, e questo non è esattamente ciò che ti aspetteresti da un degno successore.

Buoni infine sia i panorami, che non presentano mai errori nelle giunzioni tra una foto e l’altra, che i vari timelapse. Particolarmente efficace è il motionlapse, per il quale è però consigliato l’uso di un treppiedi, che vi permette di realizzare un timelapse in movimento davvero molto scenico. Ci è piaciuto anche lo slowmotion a 240fps, per quanto limitato al full HD. Ovviamente, nel suo caso, ci vuole davvero tanta luce per produrre buoni risultati.

8.0

Autonomia

Autonomia pressoché invariata, e quindi buona. Poco più di un’ora in 4K@60fps, circa il doppio in full HD. Poi ovviamente dipende molto dall’uso che ne farete, non da ultimo anche da quello dello schermo touch. La batteria è sempre da 875 mAh, a ulteriore testimonianza di come l’abito sia rimasto praticamente lo stesso.

6.5

Prezzo

Due anni fa, la DJI Osmo Pocket veniva lanciata a 359€; oggi la Pocket 2 costa 379€, che con la “combo creativa” salgono a 519€. Rispetto al precedente modello poi, è vero che ci sono differenze hardware importanti (nuovo sensore e nuovi microfoni su tutto), ma si tratta di singoli elementi che non hanno minimamente cambiato il prodotto nel suo insieme, tanto che avremmo addirittura sperato in una riduzione di prezzo, anche nel tentativo di rendere più alla portata di tutti la serie Pocket.

Oggi più di allora fatichiamo a trovare un vero target per questo dispositivo, se non fotografi, videomaker, youtuber o comunque professionisti/fortemente-appassionati del settore. E non solo per un fatto di qualità, quanto anche di prezzo. Tutti gli altri, probabilmente, si faranno bastare la fotocamera del proprio smartphone, che potrebbe anche far impallidire quella della Pocket 2, con i giusti “algoritmi”.

Immagini DJI Pocket 2

Giudizio Finale

DJI Pocket 2

7.5

DJI Pocket 2

DJI fa il compitino con Pocket 2: migliora sensore e microfoni, che sono ovviamente il cardine di ogni fotocamera che si rispetti, piccola o grande che sia, ma dimentica che siamo alle soglie del 2021, ed ormai quello che fa la sua Pocket 2 in buona parte lo fanno (a volte anche meglio) molti smartphone di fascia medio-alta. Se aveste già uno di questi, probabilmente non sentirete la mancanza di una Pocket 2, mentre se aveste uno Xiaomi da 100 euro non ne spenderete certo 379 per portarvi a casa la nuova DJI. Peccato, perché lo spunto è buono ed i risultati anche molto buoni (in certe condizioni), tanto che Pocket 2 non mancherà certo di affascinare qualche appassionato, ma oggi più di prima rimane un prodotto di nicchia.

di Nicola Ligas
Pro
  • Sempre piccola, ancor più versatile
  • Audio molto migliorato
  • Buoni risultati con buona luce
  • Lo stick direzionale ci voleva
Contro
  • Prezzo
  • Intervallo dinamico limitato
  • Rumore fin troppo presente
  • Soffre il calo di luce

Su alcuni dei link inseriti in questa pagina SmartWorld ha un’affiliazione ed ottiene una percentuale dei ricavi, tale affiliazione non fa variare il prezzo del prodotto acquistato.