Recensione EPOMAKER TH80: stile retro, anima modernissima

Recensione EPOMAKER TH80: stile retro, anima modernissima
Lorenzo Delli
Lorenzo Delli

Recensione EPOMAKER TH80

Torniamo a parlare di tastiere meccaniche di casa EPOMAKER. Stavolta è il turno di una new entry, sbarcata di recente sullo store ufficiale EPOMAKER e, di recente, anche su Amazon Italia. All'anagrafe EPOMAKER Theory TH80, per gli amici semplicemente TH80: si tratta di una tastiera meccanica che sposa un look retro fantastico, ma che di retro, di fatto ha solo l'aspetto. Scopriamola insieme!

PRO

  • Stile retro
  • Hot-swappable, cap in PCB
  • Manopola per il volume in alluminio
  • Anche Bluetooth o Wi-Fi via dongle
  • Solida e ben costruita

CONTRO

  • Solo layout ANSI UK
  • CTRL+Backspace buggato
  • Software spartano
  • Profilo tasti... particolare!

Confezione

La confezione della TH80 di EPOMAKER, caratterizzata da un colore blu vintage che lascia presagire il contenuto, comprende, oltre alla tastiera, anche un cavo USB-C ricoperto in tessuto, uno strumento unico per la rimozione di keycap e switch e un sacchettino con keycap sostitutivi caratterizzati da simboli particolari. Manco a dirlo li abbiamo installati subito! Nella nostra confezione c'era anche una bustina con 3 switch Gateron Brown Pro aggiuntivi. Se siete arrivati in questa recensioni perché attirati dal fatto che la tastiera dovrebbe funzionare anche con dongle Wi-Fi, vi sarete chiesti perché non lo abbiamo nominato. Non è insieme a tutti gli altri accessori: è nascosto in un incavo sul retro della tastiera!

Caratteristiche tecniche

La EPOMAKER TH80 è una tastiera meccanica hot-swappable NKRO formato 75% composta da 80 tasti. È priva di tastierino numerico, ma non mancano i tasti funzione (F1-F12), le frecce direzionali e i tasti del, PgUp, PdDn che solitamente troviamo nell'isola sopra le frecce. La composizione è diversa dal solito, proprio per favorire una maggior compattezza della tastiera. In più troviamo a bordo una manopola di uno spiccato color rosso lucido. È realizzata in alluminio, e alla rotazione si sente chiaramente un classico feedback a scalino che permette regolazioni precise. È anche premibile (e programmabile), oltre a essere removibile ed eventualmente sostituibile. Come per le altre tastiere EPOMAKER e AKKO di cui vi abbiamo parlato, c'è un po' da farci l'abitudine, visto il posizionamento diverso dal solito di alcuni tasti. Il layout è ANSI con tasti UK/USA, diverso quindi dal nostro (ISO), e anche per questo non adatto a tutti. Il  tasto invio è più piccolo, e la u accentata, se si utilizza il layout ITA sul sistema operativo in utilizzo, è il tasto lungo posto subito sopra invio.

I keycap sono realizzati in PBT (polibutilentereftalato) dye-sub, tra i più resistenti, sia per solidità che per qualità della stampa, che potete trovare in commercio. Sono diversi dai double-shot, forse un pelo peggio; se masticate l'inglese qui trovate una valida spiegazione. Non sono shine-through (come nella 3084B Plus e nella K870T). Il colore delle lettere è nero su sfondo bianco sporco, a voler appunto simulare un look retro tipico di tastiere e PC di decine di anni fa. Ci sono anche tasti giallo e grigio chiaro, che non solo danno un tocco di colore ma permettono a colpo d'occhio di distinguere le zone della tastiera. Nulla comunque vieta di cambiarli, ma vista la natura particolare della tastiera hanno, almeno secondo la nostra opinione, il loro perché. Il profilo dei tasti è MDA. Non lo avete mai sentito nominare? Molto probabile: si tratta di un profilo simile all'SA (Spherical All, con parte superiore particolarmente concava) ma più ribassato. Questo perché la particolare struttura della tastiera (è molto... grossa!) e la sua inclinazione fanno sì che tasti del genere, dal profilo appunto più ribassato, siano tra le scelte più logiche e comode da fare. In ogni caso potete osservare il profilo MDA nelle seguenti immagini.

Gli switch del modello che abbiamo recensito sono i Gateron G Brown Pro. Si tratta di switch meccanici a 3 pin di tipo tattile, dotati di una forza di attuazione di 55 ± 15 gf, di una distanza di attuazione di 2 ± 0,6 mm e di una corsa totale di 4,0 ± 0,6 mm. A differenza degli switch rossi lineari hanno quindi una forza di attuazione leggermente maggiore e un suono più deciso, ma comunque gentile e adatto anche ad ambienti in stile ufficio. La differenza tra i Gateron e i Gateron G Pro è da ricercarsi in vari piccoli dettagli: nella linea pro gli steli sono in POM (Poliossimetilene), il case in policarbonato e ognuno arrivo pre-lubrificato. Sono garantiti per qualcosa come 50/60 milioni di battute. Sono, come gli switch rossi lineari, la giusta via di mezzo per chi usa la tastiera sia in ambito gaming che lavorativo/studio. Oppongono un po' più resistenza, e qualcuno li troverà più soddisfacenti proprio per questo, ed emettono un rumore leggermente più cliccoso, non certo al livello dei blu, ma comunque un po' più accentuato dei lineari. C'è anche da dire che la tastiera a livello costruttivo contribuisce a rendere il rumore ancora più soddisfacente, ma ci torneremo a breve. In fase di acquisto potete anche decidere di acquistarla con switch diversi: nero, blu, rosso o giallo. Intanto ecco una clip audio della TH80 con switch marroni in fase di digitazione.

Discreti gli stabilizzatori. Sono fissati alla scocca e non traballano (o comunque traballano molto meno di altri), decisamente un punto a favore per la TH80. Inoltre la barra spaziatrice presenta degli inserti in gomma nelle fessure che separano gli stabilizzatori dallo switch centrale, utili a ridurre ulteriormente il rumore emesso dalla barra e quell'eventuale sensazione di "tremolio" trasmesso da alcuni modelli. I più convincenti tra i tasti lunghi dotati di stabilizzatore sono probabilmente Invio e Shift di sinistra. Tra switch lubrificati di fabbrica e stabilizzatori meglio della media, è possibile che anche gli utenti più esigenti non sentano il bisogno di mettere mano alla tastiera!

La PCB, come negli altri modelli AKKO o EPOMAKER, è compatibile con switch a 3 o 5 pin. Quelli in dotazione sono a 3 pin. Ogni slot per lo switch è dotato di LED a sé stante, e attenzione, a differenza delle altre tastiere di cui vi abbiamo parlato, i LED sono orientati verso sud. Di conseguenza anche gli switch sono messi al contrario rispetto alle altre tastiere EPOMAKER viste nelle scorse settimane. Considerata l'inclinazione e la struttura della tastiera, la retro-illuminazione disposta così si nota probabilmente di più. Nella TH80 poi la presenza dei LED ha un suo perché, vista la presenza del software che permette di creare un pattern personalizzato di retro-illuminazione. La scocca è già comprensiva di strati di schiuma per rendere il suono più gradevole e la struttura complessiva più stabile. Smontando anche un solo keycap e relativo switch, si notano due strati: uno superiore, tra la scocca e la PCB, e uno subito sotto la PCB. Quello superiore tra l'altro è particolarmente spesso! Nelle foto seguenti si notano i due strati.

La scocca è in plastica rigida, e ci sembra anche di miglior fattura rispetto ad altri modelli EPOMAKER da noi testati. La parte inferiore è tenuta ancorata grazie ad una serie di incastri e a due viti nascoste sotto i piedini di sostegno. Si smonta facilmente insomma, nel caso voleste sostituire la schiuma o fare modifiche di vario genere. Per quanto la disposizione dei tasti e l'appartenenza alla famiglia delle tastiere 75% suggeriscano dimensioni compatte, la TH80 è bella grossa, soprattutto in altezza. Le dimensioni ammontano a 325 x 135 x 30 mm. Alcune risultano maggiorate vista la distanza tra la file dei numeri e quella dei tasti funzione, più da tastiera classica che da modello compatto, e anche considerati altri aspetti come la manopola del volume e i tasti sotto di essa. E la TH80 è anche bella pesante, quasi 1,02 chilogrammi! Non ci sono LED di stato sulla scocca. In caso di Caps Lock inserito, noterete il LED del tasto illuminarsi di bianco. Come segnalatore di carica è stato scelto il LED del tasto CTRL sinistro.

Lato connettività la EPOMAKER TH80 può essere utilizzata in tre diversi modi: cablata, grazie al cavo USB Type-C in dotazione (o qualsiasi altro cavo), via Bluetooth 5.0 o via Wi-Fi 2.4 GHz grazie all'apposito dongle che trova alloggio sotto la scocca. Si possono collegare fino a 5 dispositivi contemporaneamente, 3 in Bluetooth, 1 via dongle Wi-Fi e l'altro via cavo, passando dall'uno all'altro con la combinazione FN + numeri da 1 a 5. Da porre evidenza al fatto che la TH80 vanta un polling rate di 1.000 Hz anche tramite dongle Wi-Fi, una caratteristica che la rende più gaming del previsto. La batteria a bordo è una 3.800 mAh al litio, in grado di garantire una più che discreta autonomia. Dipende ovviamente anche dall'intensità e dal movimento degli effetti di luce utilizzati e dalla modalità wireless che scegliete (Bluetooth o Wi-Fi). Attenzione però: tutte le TH80 spedite dopo aprile dovrebbero avere la batteria appena evidenziata. I modelli precedenti ne hanno una da 2.200 mAh. Acquistandola su Amazon potreste incappare in uno dei modelli prodotti prima di aprile. Per quanto riguarda la compatibilità, la TH80 è utilizzabile su sistemi Windows, macOS, e anche su dispositivi mobili tramite Bluetooth (o cablata su Android). In generale funziona su qualsiasi dispositivo normalmente compatibile con una tastiera. E non c'è nemmeno bisogno di passare da modalità Windows a macOS! Se nei precedenti modelli era presente una particolare combinazione da premere, la TH80 passa in autonomia da un modo d'uso all'altro (seamless switching). Piccolo cenno anche alla porta USB-C. Posta a sinistra del lato frontale, è leggermente incavata. Possibile che abbiate qualche difficoltà con cavi estremamente personalizzati, ma con quelli a spirale anche della stessa EPOMAKER non dovreste avere problemi.

Estetica, costruzione ed ergonomia

Da un punto di vista estetico, la EPOMAKER TH80 ha un gusto squisitamente retro che potrebbe piacere a molti (come no). A detta di EPOMAKER lo stile è "industriale". A riprova della volontà del marchio di esprimere questa tipologia di stile troviamo keycap caratterizzati da simboli particolari, come bracci robotici da catena di montaggio, ingranaggi, strumenti di lavoro e circuiti stampati. In ogni caso, il look non sfigura né in una scrivania di ufficio né in un contesto più casalingo. La retro-illuminazione può essere sfruttata per incrementare lo stile retro, magari con un pattern tutto bianco. Sempre a proposito dell'illuminazione, buono il livello di luminosità massimo, che permette di "vederci qualcosa" anche in assenza di fonti di luce nella stanza. Considerate comunque che i tasti in PCB non sono shine-through. Il colore dei LED è simile a quello di altri modelli visti nelle precedenti recensioni. Sappiate in ogni caso che non passerà inosservata. L'illuminazione, le dimensioni particolari, la manopola rossa, i tasti gialli: tutte caratteristiche che contribuiranno a renderla vistosa, seppur elegante (almeno per i nostri gusti).

Da un punto di vista costruttivo, quanto detto nel paragrafo relativo alle caratteristiche tecniche potrebbe essere sufficiente a farsi un'idea delle qualità della tastiera. I tasti sono solidi e di ottima fattura, e le accortezze a livello costruttivo, come il doppio strato di schiuma, fanno sì che il rumore emesso in digitazione sia piacevole. In generale, la nuova tastiera di EPOMAKER ci è parsa solida, priva di scricchiolii o di altre debolezze strutturali tali da renderla delicata o di facile rottura. Il fatto poi di poter sostituire buona parte dei componenti, e anche di smontare il tutto con rapido accesso alla PCB, vi permette di portare avanti nel tempo una routine di manutenzione in grado di farla durare per anni. Possiamo dire che probabilmente è tra le più solide da noi testate, e se per qualche motivo apprezzaste le caratteristiche di base della tastiera, ma aveste necessita di metterci switch e keycap già in vostro possesso, EPOMAKER vende anche il kit TH80 privo dei due componenti appena citati (ma comunque comprensivo di manopola).

Sul retro, oltre a 4 piedini gommati che già di suo donano un certo grip alla tastiera (anche il peso aiuta), ci sono anche due rialzi, anch'essi dotati di piedini gommati, che permettono di utilizzare la tastiera a 3 diverse inclinazioni. Dobbiamo ammettere che anche l'altezza base, quella che non sfrutta i rialzi, in combinazione con il particolare profilo dei tasti e della scocca, ci è parsa già di per sé sufficiente a garantire un'ottima comodità di scrittura e di utilizzo. Anzi: vista l'altezza della scocca e il particolare profilo MDA dei tasti, per molti utenti i rialzi posteriori saranno una caratteristica in più che forse non sfrutteranno. La particolare conformazione della TH80 poi vi permette di usarla anche senza poggiapolsi. Un valore aggiunto non da poco! Sempre sotto troviamo il vano dove riporre il dongle Wi-Fi e anche il tasto di accensione e spegnimento della tastiera. Come di consueto abbiamo utilizzato la tastiera per scrivere questa recensione, sfruttandola anche nelle classiche sessioni di gaming con fps quali Overwatch e Call of Duty: Vanguard. L'esperienza di digitazione sa essere fantastica, almeno per quelli che sono i nostri gusti, anche se il profilo MDA, per via dell'altezza dei tasti leggermente ridotta rispetto ad alti profili, potrebbe richiedere un attimo di assestamento da parte dell'utilizzatore. Già con qualche ora di pratica gli errori di battitura si sono ridotti al minimo. L'esperienza di digitazione rimane comunque un fattore molto soggettivo. Non per niente tastiere del genere offrono la possibilità di cambiare switch e caps, che già potrebbero cambiarla anche drasticamente. Occhio ovviamente al layout ANSI UK diverso dal nostro, che implica un posizionamento e una dimensione diversa per alcuni tasti, e alla presenza di simboli diversi sulla fila dei numeri e accanto alle lettere. In generale comunque, da un punto di vista ergonomico, ci è piaciuta non poco, e probabilmente continuerà a farci compagnia anche dopo la recensione.

Funzionalità

EPOMAKER TH80 utilizza lo stesso software che avevamo già utilizzato per la recensione della EP84, ovvero EPOMAKER Driver. È possibile che il software non riconosca la TH80 una volta collegata via cavo (non potete programmarla via dongle Wi-Fi o Bluetooth), ma in questo caso è la stessa casa produttrice a spiegare come fare. Nella pagina ufficiale della tastiera (questa), scorrendo in fondo, trovate il link per scaricare il software e un tool di upgrade del firmware della tastiera proprio in caso non venisse riconosciuta.

Di base la tastiera è già programmata con tutta una serie di scorciatoie utili a cambiare modalità di retroilluminazione e gestirne i parametri (luminosità, velocità, direzione), l'avvio di applicazioni e anche a gestire la riproduzione di contenuti multimediali. Il manuale incluso in confezione vi accoglie con un lungo elenco di queste scorciatoie. In più qui troviamo anche la manpola del volume che permette appunto di aumentare o diminuire il volume di sistema. Di base la pressione della manopola è associata al silenziamento dell'audio, ma può essere cambiata da EPOMAKER Driver. Sempre con le scorciatoie si gestisce il passaggio tra i vari dispositivi collegati. Con FN+1,2,3 si passa ai dispositivi associati via Bluetooth, con FN+4 al dongle Wi-Fi e con FN-5 alla modalità cablata. Come accennato poi, la TH80 passa automaticamente dalla modalità Windows a quella macOS a seconda del PC a cui la collegate. Su macOS le scorciatoie si comportano in modo diverso: viene ad esempio offerta la possibilità di richiamare Siri e di aprire il Control Center.

Da EPOMAKER Driver potete registrare macro, grazie ad un'interfaccia piuttosto classica (con gli indicatori di ritardo, elenco di macro e altre funzioni classiche), aggiornare il firmware della tastiera, e anche creare effetti di retro-illuminazione completamente personalizzati. Dalla schermata Main si può anche cambiare l'associazione dei tasti, riprogrammandoli tutti ad eccezione del tasto FN di destra. Vale quanto già detto in passato: l'interfaccia è spartana e solo in inglese, ed anzi, è praticamente la stessa che abbiamo analizzato in precedenza. Ciò non toglie che svolge il suo lavoro senza grossi problemi. Segnaliamo però un piccolo bug, che speriamo venga risolto con le prossime release del firmware. Se premete la CTRL+Backspace la retro-illuminazione della tastiera cambia, illuminando tutti i tasti di bianco. Per tornare al pattern che avevate dovrete ciclare tra quelli pre-impostati, con FN+\, o selezionarlo da software.

Autonomia

Più che discreta l'autonomia della TH80 in modalità Bluetooth o Wi-Fi. La batteria è generosa, aumentando di conseguenza la durata della carica. Spegnendo del tutto la retro-illuminazione aumenta ovviamente in modo drastico. Con un uso non troppo intensivo si può arrivare anche a 3 o più settimane di utilizzo. C'è ovviamente un sistema automatico di stand-by che disattiva la tastiera per risparmiare carica. Potete anche decidere di spegnerla manualmente tutte le volte.

Prezzo

Viste tutte le considerazioni fatte finora, i circa 105€ (99,99$ sul sito ufficiale) richiesti per portarsi a casa una EPOMAKER Theory TH80 ci paiono più che sensati. Ricapitolando, si tratta di una tastiera meccanica hot-swappable con switch in PBT, con tante accortezze a livello costruttivo, con un look originale e retro, dotata di manopola audio di alta qualità, 3 modalità di connessione (di cui due wireless), supporto software e tanti altri pro che è difficile non notare. Come accennato poi, sul sito ufficiale si trova anche il kit da personalizzare con switch e keycap a piacere ad un prezzo inferiore. Se vi piace lo stile ma cercate qualcosa dotato di tastierino numerico, date un'occhiata alla TH98.

Recensione EPOMAKER TH80 - Foto dal vivo

Su alcuni dei link inseriti in questa pagina SmartWorld ha un'affiliazione ed ottiene una percentuale dei ricavi, tale affiliazione non fa variare il prezzo del prodotto acquistato. Tutti i prodotti descritti potrebbero subire variazioni di prezzo e disponibilità nel corso del tempo, dunque vi consigliamo sempre di verificare questi parametri prima dell’acquisto.

Giudizio Finale

EPOMAKER TH80

Amore a prima vista per la EPOMAKER TH80. Se non vi piace lo stile ovviamente ci sono tante valide alternative, ma se il look retro vi ha conquistato, lo sapranno fare anche le sue caratteristiche. È estremamente solida e dotata di alcune accortezze costruttive davvero niente male, come il doppio strato di schiuma e gli inserti in gomma nella barra spaziatrice. Ha tre modalità di utilizzo, di cui due senza fili, e si tratta, nonostante ciò, di una tastiera meccanica hot-swappable con keycap in PBT. Per quanto il software sia lo stesso delle altre volte (quindi spartano e solo in inglese) e il layout solo ANSI UK, la TH80 saprà farsi amare. A completare la dotazione una elegante manpola rossa in alluminio e una selezione di tasti aggiuntivi per dargli un ulteriore tocco di personalizzazione. E il prezzo, visto quanto offerto, non solo è in linea ma per certi versi è anche basso.

Sommario

Confezione 8

Caratteristiche tecniche 9

Estetica, costruzione ed ergonomia 9

Funzionalità 8

Autonomia 8

Prezzo 8

Voto finale

EPOMAKER TH80

Pro

  • Stile retro
  • Hot-swappable, cap in PCB
  • Manopola per il volume in alluminio
  • Anche Bluetooth o Wi-Fi via dongle
  • Solida e ben costruita

Contro

  • Solo layout ANSI UK
  • CTRL+Backspace buggato
  • Software spartano
  • Profilo tasti... particolare!

Lorenzo Delli
Lorenzo Delli Cresciuto a "computer & biberon", si è avvicinato al mondo dell'informatica alla tenera età di 5 anni. Si occupa principalmente di news e recensioni legate al mondo del gaming (mobile e non) e dei canali Social per il network SmartWorld.
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