Recensione Far Cry 6: dannatamente divertente, anche senza innovare

Recensione Far Cry 6: dannatamente divertente, anche senza innovare
Lorenzo Delli
Lorenzo Delli

Far Cry 6 non sarà il titolo più innovativo della stagione, ma sa divertire con un sistema di gioco collaudato, con la giusta serie di novità e con un contesto, quello dell'isola caraibica di Yara, che sprizza fascino da ogni centimetro. Ecco la nostra recensione.

PRO

  • A dir poco enorme
  • Tantissimo da fare e da vedere
  • Meccaniche collaudate
  • Situazioni folli ed esaltanti

CONTRO

  • È un more of the same
  • Non per i deboli di stomaco
  • Assente il doppiaggio italiano
  • Forse non lascerà il segno

Scheda videogioco

  • Publisher Ubisoft
  • Sviluppatore Ubisoft Montreal, Ubisoft Toronto
  • Genere Sparatutto in prima persona
  • Numero giocatori 1-2
  • Lingua Testi in italiano, doppiaggio inglese
  • Disponibile su

Premessa

Far Cry 6 eredita dagli ultimi due predecessori buona parte delle dinamiche essenziali di gioco. Il gioco ci proietta però in un contesto diverso, non certo privo di novità. Ci troviamo nell'isola caraibica, ovviamente fittizia, di Yara, un vero e proprio paradiso congelato nel tempo a causa di un governo dittatoriale da manuale. Alle redini del paese c'è Antón Castillo, "El Presidente", interpretato da sua maestà Giancarlo Esposito. Un villain che sa il fatto suo, ma che difficilmente raggiungerà il livello di alcuni mostri sacri della serie rimasti (fin troppo?) impressi nel cuore dei fan. I giocatori si caleranno nei panni di Dani Rojas, uno (o una) yariano riluttante che all'inizio del gioco vorrebbe solo scappare a Miami per godersi la vita. Ben presto però si renderà conto che combattere per liberare Yara è l'unica soluzione.

Dani Rojas, che a scelta del giocatore sarà un uomo o una donna, ha un addestramento militare che lo renderà il guerrigliero perfetto. Tutto si basa proprio su questo: sul diventare ribelli, sullo sfruttare tecniche di guerriglia e sull'aiutare quanto più possibile altri isolani e ribelli per porre fine allo strapotere di Castillo. Per fare ciò si segue uno schema altrettanto classico: si dovrà prima destabilizzare il potere eliminando infrastrutture essenziali (non solo di stampo militare) e colpire duro i luogotenenti del dittatore.

Far Cry 6 farà uso di un cast particolarmente variegato di personaggi, raccontando il tutto con cinematic di alta qualità (anche se a basso frame rate) e con un doppiaggio a dir poco straordinario, su cui però dovremo obbligatoriamente tornarci a breve. E la particolarità è che stavolta il protagonista parla, ed è veramente protagonista a tutti gli effetti della storia. Attenzione però: tra i protagonisti indiscussi del gioco c'è anche la violenza. Non è certo un segreto, e non è che i precedenti capitoli ci andassero particolarmente leggeri in tale ambito. Dani Rojas però sa essere particolarmente spietato, e non si fa grossi problemi a trucidare i soldati di Castillo con il proprio machete mentre il compagno coccodrillo mastica allegramente le caviglie degli avversari.

Meccaniche di gioco

Far Cry 6 è a tutti gli effetti uno sparatutto in prima persona. Come Assassin's Creed però, anche quest'altra serie di casa Ubisoft nel tempo ha preso una deriva sempre più Action RPG che ad essere sinceri non disdegnamo affatto. Ciò però non lo rende uno sparatutto nudo e crudo, visto che ci sono statistiche e unità più forti che richiedono appunto un approccio più ruolistico. Tutto, compreso la guida dei tanti veicoli (o cavalli) disponibili su Yara, si basa sulla telecamera in prima persona. Si passa alla terza solo quando si fa fuoco con una particolare arma o quando si è in determinati accampamenti.

Di Dani si potranno gestire l'arsenale, modificando ogni singola arma con un sistema di progressione basato su risorse, il vestiario, i compagni animali che ci seguiranno in battaglia e il veicolo di base da richiamare in caso di bisogno, anch'esso personalizzabile con componenti estetici e non. Dulcis in fundo c'è il Supremo, un'arma costruita dall'ex agente segreto Juan Cortez che permette di scatenare salve di razzi (e altre cosette interessanti) sul campo di battaglia. Si tratta di un vero e proprio zaino ripieno di morte che il protagonista porta sempre in spalla e che, come il resto dell'arsenale, è migliorabile e personalizzabile. C'è insomma un sistema di progressione semi-ruolistico che porterà Dani ad essere sempre più letale.

Come già accennato, durante il gioco dovremo abbattere i simboli di potere di Castillo aiutando al tempo stesso i vari gruppi di ribelli sparsi per Yara. Il prologo si gioca su un'isola a parte che già di per sé vanta dimensioni ragguardevoli. Successivamente si mette davvero piede a Yara, trovandoci di fronte ad un'estensione ancor più ragguardevole. Il tutto è suddiviso in regione, con i classici luogotenenti da "abbattere" per, piano piano, poter infine arrivare a Castillo. Si combatterà via terra, via mare e anche via aria, utilizzando varie tipologie di armi (classiche e non) e veicoli di ogni genere. C'è anche una barra che tiene conto del nostro grado di pericolosità, che fa sì che Castillo ci sguinzagli dietro le unità speciali nel caso esagerassimo con esplosioni e eliminazioni dei suoi soldati, quasi come con la polizia di GTA.

Il tutto è estremamente frenetico, tanto da riflettersi anche sulla telecamera di gioco, che potrebbe persino dare fastidio a qualche giocatore più sensibile. E sono le situazioni che si vengono a creare che vi spingono a volerne sempre di più e a divertirvi in certi casi come matti. Durante le nostre scorribande ad esempio ci siamo trovati a litigare con un soldato del regime di Castillio, e con litigare intendiamo che stavamo sforacchiando il suo camion con la nostra fida pistola mitragliatrice, il tutto mentre eravamo in groppa ad un cavallo. Il povero soldato va letteralmente a sbattere su una palma, che cade malamente su un isolano di passaggio. Nel frattempo sopraggiunge un camioncino di guerriglieri che si mettono ovviamente a sparare al soldato, già fin troppo infastidito dai nostri colpi. Sopraggiungono rinforzi militari a bordo di una jeep corazzata e armata di torretta, che invece di rifarsela con noi si mette a sparare ai guerriglieri. Nel frattempo il nostro compagno animale, una fida pantera bianca (inclusa in un DLC), assale alla giugulare uno dei militari di rinforzo, mentre sopraggiunge anche un elicottero del regime che si mette a sparare all'impazzata su tutti. La jeep corazzata vanta una comodissima torretta che usiamo ovviamente con gioia per tentare di abbattere l'elicottero. I malcapitati si lanciano poco prima dell'esplosione dello stesso, abbattendo altri alberi e schiantandosi su altri veicoli di passaggio. Il tutto mentre passa una sorta di apecar di un contadino urlante terrorizzato dalle esplosioni.

Un tripudio di eventi, e senza tirare in ballo tanti altri accadimenti come il sopraggiungere di carri armati (che possono essere pilotati), l'impiego di nubi di veleno, gli incendi e quant'altro. Quasi ogni angolo di Yara nasconde qualcosa da fare o qualcosa da combattere, rendendo quasi difficile concentrarsi su quelli che sono i veri obiettivi della storia. Ma è anche questo il suo bello, perdersi in questa cornice caraibica alla ricerca magari di animali rari, armi speciali e situazioni al limite della follia. Bisogna ammettere che l'intelligenza artificiale dei nemici non è al top, e per contrastare le abilità di Dani il gioco sfrutta superiorità numerica e tipologie diverse di unità che richiedono ad esempio proiettili di tipo diverso o qualcosa di ben più pesante (come il Supremo). C'è poi un sistema di respawn abbastanza "selvaggio", con unità che spuntano fuori continuamente rendendo difficili le operazioni di pulizia. Volendo si può cercare di affrontare il tutto in ottica stealth, ma oltre ad essere meno divertente risulta anche poco soddisfacente.

L'idea dietro gli Amigos, ovvero i compagni animali che ci seguono per Yara, è carina ma forse male implementata. Quando si sale sui veicoli gli animali si perdono, cercando malamente di inseguirci per poi ricomparire magicamente dopo poco. In certi frangenti sono fin troppo forti, e in altri sono quasi di impaccio, spingendo il giocatore a far sì che si regolino da soli senza farci troppo caso. Comunque anche solo l'idea di andare in battaglia a fianco di un coccodrillo, di un gallo o di un bassotto paraplegico dona al tutto quell'ulteriore pizzico di follia che rende il tutto ancora più divertente. A tal proposito, visto che abbiamo già sottolineato quanto il gioco possa risultare violento, dobbiamo specificare che tale violenza si applica anche sugli animali, che talvolta si trovano loro malgrado coinvolti nei combattimenti facendo una brutta fine.

Uno dei punti di forza è che tutta la follia di Far Cry 6 può essere giocata in modalità co-operativa con un amico. Il giocatore che entra come ospite nella partita di un altro si troverà a giocare in una mappa caratterizzata dallo stesso livello di esperienza di chi lo ospita. Il bello però è che la progressione ottenuta durante la sessione congiunta si rifletterà sull'account di entrambi gli utenti. Nulla vieta di affrontare l'intera campagna in compagnia, e molti veicoli e alcune dinamiche suggeriscono proprio tale evenienza. Avere sempre un cannoniere quando si è a bordo di barche o veicoli a motore potrebbe fare la differenza!

Contenuti

Come già accennato, l'isola di Yara è enorme. Di location da esplorare ce ne sono in quantità, e si può viaggiare anche in aria e per mare. Di conseguenza ci sono anche tantissime attività secondarie, missioni alternative che si sbloccando parlando con i miliziani e oggetti da collezionare talvolta ben nascosti. E anche questo ve lo abbiamo già detto, è facilissimo distrarsi per inseguire chissà quale strana impresa o anche semplicemente per combattere le forze del dittatore. Non vi aspettate missioni secondarie particolarmente brillanti. Sono più strane le situazioni che si vengono a creare grazie alla creatività con cui vi ci approccerete, che le missioni in sé.

A tutto questo va aggiunta una campagna che dura più di 20 ore di gioco e che, senza scomodare le missioni aggiuntive, vi porterà comunque a girare Yara in lungo e in largo. Sommando la durata della campagna al quantitativo di oggetti da scovare, alle attività secondarie, alla possibilità di affrontare il tutto a più livelli di difficoltà o anche in compagnia di altri giocatori e all'imprevedibilità degli eventi che si vengono a formare, la longevità di Far Cry 6 è davvero elevata. E c'è anche un accenno di end game, visto che al termine della trama si potranno affrontare eventi settimanali in attesa anche dei DLC (comprensivi di missioni crossover ancora più folli del gioco stesso).

Comparto tecnico

Togliamoci subito il sassolino dalla scarpa e partiamo parlando del comparto audio. Far Cry 6 non è doppiato in italiano. Una notizia che, all'annuncio, fece scalpore. A nostro avviso, almeno in questo caso, il doppiaggio italiano non avrebbe reso giustizia alle atmosfere caraibiche del gioco e agli accenti con cui gli attori originali hanno caratterizzato i loro personaggi. Le voci inglesi sono impeccabili, e rendono veramente giustizia a tutta l'opera di Ubisoft. La software house però non ha certo scelto di evitare il doppiaggio italiano per questo. È palese che si tratti semplicemente di soldi (o di tempistiche ridotte, o una combinazione delle due). In ogni caso, tutti i menu e i sottotitoli sono tradotti nella nostra lingua. Non avrete insomma difficoltà a seguire il tutto. Buone le musiche che accompagneranno il tutto, comprese quelle che il gioco "passa" in radio mentre guidate le auto per le strade sterrate (e non) di Yara. Lo stile però sarà quello latinoamericano. Se non vi piace il genere siete, per così dire, "fregati".

Il comparto grafico meriterebbe un approfondimento a parte. Nel nostro caso lo abbiamo provato su un PC spinto da una scheda NVIDIA GeForce RTX 3080 Ti , con tutti i settaggi al massimo riprodotti su uno schermo da 34" WQHD wide-screen con rapporto di forma 21:9. Credeteci sulla parola quando vi diciamo che Far Cry 6, con una configurazione del genere, sa essere veramente, veramente spettacolare. Ogni tanto il motore di gioco tende a mostrare il fianco, soprattutto con alcune animazioni e con bug di vario genere innescati dalle infinite possibilità offerte dal gameplay. Si tende però a non farci troppo caso (a meno di morti particolarmente stupide) visto che il risultato complessivo è più che soddisfacente. Il tutto è confezionato in modo anche molto furbo, con effetti di riflessi sui terreni che al tramonto o all'alba danno il meglio di loro regalando scorci talvolta davvero unici.

Alla lunga le ambientazioni potrebbero risultare un po' ripetitive, nonostante l'introduzione graduale anche di elementi urbani. In ogni caso, non sarà il comparto grafico più bello di sempre, ma siamo rimasti in generale soddisfatti di quella che è la resa della maggior parte degli elementi. Su PC comunque Far Cry 6 sa essere incredibilmente pesante, tanto da farci giocare a 80/100 fps con una delle schede video più potenti tra quelle disponibili sul mercato. Su console next-gen il gioco viene riprodotto in 4K (dinamico) a 60 fps, il che non è affatto male. Come già accennato, le cutscene sono a 30 fps, e tendono anche a scattare un po' troppo, il che va a contrastare (talvolta malamente) con quella che è la resa del gioco vero e proprio. Un peccato, considerato quanto tali scene siano ben realizzate e dirette.

Il PC su cui effettuiamo i test

Prezzo

Il prezzo di Far Cry 6 è quello applicato nei casi dei classici titoli tripla A. Su PC viene a costarvi 59,99€, sia sullo store Ubisoft ufficiale che su Epic Games Store. Su console il prezzo sale, ma neanche troppo. La versione PS4 si trova già a 60€, mentre quella PS5 e Xbox sale a 69,99€. Possibile che per il Black Friday scendano un po' tutte di prezzo. In ogni caso la spesa prevista è commisurata alla esorbitante quantità di contenuti di gioco inclusi.

Recensione Far Cry 6 - Screenshot

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Giudizio Finale

Far Cry 6

Far Cry 6 è un more of the same, e non fa nulla per nasconderlo. È derivativo, e le sue dinamiche sono quelle già viste in Far Cry 5 e nel suo sequel New Dawn. Il contesto caraibico e alcune novità a livello di gestione del personaggio e di progressione lo rendono però dannatamente divertente. Le situazioni che si vengono a creare e la follia che ne consegue dà linfa vitale al tutto, spingendovi a tornare su Yara per divertirvi con le cose più inaspettate. E alla fine è proprio ciò che conta, no?

Sommario

Premessa 8

Meccaniche di gioco 7.5

Contenuti 9

Comparto tecnico 8.5

Prezzo 8

Voto finale

Far Cry 6

Pro

  • A dir poco enorme
  • Tantissimo da fare e da vedere
  • Meccaniche collaudate
  • Situazioni folli ed esaltanti

Contro

  • È un more of the same
  • Non per i deboli di stomaco
  • Assente il doppiaggio italiano
  • Forse non lascerà il segno

Lorenzo Delli
Lorenzo Delli Cresciuto a "computer & biberon", si è avvicinato al mondo dell'informatica alla tenera età di 5 anni. Si occupa principalmente di news e recensioni legate al mondo del gaming (mobile e non) e dei canali Social per il network SmartWorld.

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