8.5

Recensione Fujifilm X-Pro3: fatta ad arte per gli artisti (foto e video)

Vezio Ceniccola -




Recensione Fujifilm X-Pro3

Fujifilm X-Pro3 è una di quelle macchine che fanno la gioia degli appassionati. Non solo per la qualità delle foto, che è a livelli molto alti per la categoria mirrorless APS-C, ma anche e soprattutto per la sua natura peculiare, per quel modo raffinato di farsi molto amare e un po’ odiare allo stesso tempo. Ha molto in comune con la Fujifilm X-T3 che abbiamo già provato qualche anno fa, anche se i tratti distintivi sono ben diversi, a cominciare dal design che richiama i tempi dell’analogico. L’abbiamo testata con mano per qualche settimana, insieme alla sua sorella minore Fujifilm X100V, ed ora siamo pronti a darvi le nostre impressioni.

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8.0

Confezione

La confezione della Fujifilm X-Pro3 include il corpo macchina, la batteria ricaricabile NP-W126S, il cavo USB-C, la tracolla firmata Fujifilm e il panno per la pulizia. Attenzione alla mancanza di un caricatore esterno per la batteria: in confezione non è previsto, ma potete acquistarlo a parte, cosa fortemente consigliata.

Noi abbiamo aggiunto a parte anche tre ottiche per testarla al meglio: il versatilissimo XF 18-55 mm f/2-8-4 R LM OIS, l’ottimo XF 56 mm f/1.2 R APD e il grandangolo XF 16 mm f/2.8 R WR.

8.0

Costruzione e maneggevolezza

Al primo impatto, non si può non amare l’estetica vintage di questa macchina, che sembra uscita dritta dritta dagli anni 70. Per fortuna, però, i principi di progettazione e realizzazione sono moderni, cosa che assicura una qualità costruttiva di alto livello.

Il corpo è realizzato in titanio sulle parte alta e sulla piastra bassa, mentre il resto è tutto in magnesio, con una texture che migliora la presa. C’è anche una versione che usa il Duratect al posto del titanio, dunque è ancora più resistente. Il peso non è eccessivo e le dimensioni sono nella media per una mirrorless di questo genere. Il sistema di montaggio delle ottiche è il classico Fujifilm X mount. Se siete abituati ai corpi reflex stile Canon e Nikon, dovrete avere un po’ di pazienza per prendere la mano con un corpo macchina del genere, che per certi versi fornisce una maneggevolezza meno istintiva.

Trattandosi di una mirrorless, il design è abbastanza sottile, interrotto solo sulla parte sinistra frontale da un piccolo rigonfiamento che funge da impugnatura. Per chi ha mani grandi questo potrebbe essere un problema, dato che in alcune situazioni particolari il grip è minore del dovuto. Se intendete utilizzarla per motivi professionali o comunque per tempi prolungati, è consigliabile acquistare una custodia che presenti un’impugnatura più accentuata.

I controlli più importanti sono tutti manuali e si trovano sulla parte superiore: da destra verso sinistra trovate il pulsante Fn1 (fotometria), il pulsante di scatto, la levetta d’accensione, la ghiera per la compensazione dell’esposizione, la ghiera per impostare tempi e ISO, l’attacco a baglionetta per il flash.

Sul fronte sono presenti una ghiera (controllo diaframma), il selettore mirino con pulsante Fn2 integrato, la spia per l’illuminatore AF, il pulsante per rilasciare l’obiettivo e il selettore della modalità di messa a fuoco.

Sulla parte posteriore, sempre andando da destra a sinistra, potete vedere la ghiera di regolazione diottrica, il mirino, il sensore ottico, lo schermo LCD double face inclinabile, i pulsanti Drive/Delete e AE-L/AF-L, una ghiera premibile (controllo tempi), poi sotto la levetta di navigazione, i pulsanti Menu, Play e Disp, infine più a sinistra i pulsanti Fn3 (simulazione pellicola) e Q (menu rapido).

Passando ai lati, a destra c’è un vano per inserire due schede SD, mentre a sinistra ci sono il jack audio per microfono e telecomando e l’ingresso USB-C, a cui è possibile collegare cuffie, cavo dati e cavo per la ricarica. Inoltre, su entrambi i fianchi sono presenti gli occhielli per collegare la tracolla. Al di sotto si trovano l’attacco a vite per treppiede, il vano batteria e lo speaker.

Ogni pulsante è realizzato con cura ed offre un ottimo feeling, ogni ghiera è ben solida e si usa con piacevolezza. Gli unici dubbi rimangono sul selettore tempi/ISO, che può essere scomodo in caso di utilizzo rapido e a volte rimane un po’ incastrato. Davvero ottima la possibilità di cambiare la funzionalità per i tasti Fn e per le ghiere, impostando la funzione che più ci piace in modo da poterla richiamare rapidamente quando serve.

9.5

Hardware

  • Sensore: APS-C CMOS X-Trans 4 da 26,1 MP
  • Processore di immagine: X-Processor 4
  • Autofocus: Intelligent Hybrid AF, fino a 425 punti
  • Sensibilità: 160-12.800 ISO (espandibile a 80-51.200 ISO)
  • Tempi di scatto:
    • otturatore meccanico: da 30″ a 1/8.000 di secondo
    • otturatore elettronico: da 30″ a 1/32.000 di secondo
  • Raffiche:
    • otturatore meccanico: fino a 11 fps
    • otturatore elettronico: fino a 30 fps (Crop 1,25x)
  • Innesto obiettivi: Fujifilm X mount
  • Flash: non presente
  • Display: LCD Touchscreen da 3″ in 3:2 (1.620.000 punti, 100% copertura)
  • Mirino:
    • ottico: copertura 95%, ingrandimento 0,52x
    • elettronico: schermo OLED da 0,5″ in 4:3 (3.690.000 punti, 100% copertura)
  • Foto: fino a 6.240 × 4.160 pixel in 3:2
  • Video: fino a 4K @ 30 fps, 200 Mbps (fino a 15 min. per clip)
  • Connettività:
    • porte fisiche: 2 slot SD, USB-C, jack da 3,5 mm, foro a vite da 1/4″
    • wireless: Wi-Fi 802.11 n, Bluetooth 4.2
  • Batteria: NP-W126S da 1.260 mAh, fino a 370 scatti dichiarati
  • Dimensioni: 140,5 × 82,8 × 46,1 mm
  • Peso: 497 g con batteria, 447 g solo corpo
  • Colori: Black, Titanium, Duratect

Display e mirino

Il lato posteriore della X-Pro3 è molto particolare: non c’è uno schermo LCD visibile, ma un piccolo schermetto che mostra quale simulazione pellicola – ne parleremo più avanti – stiamo utilizzando al momento, con anche alcuni dati sugli ISO o sulla modalità di scatto impostata. Per scoprire lo schermo LCD principale dobbiamo inclinare il pannello, che ruota di 180°: su questo bel display da 3″ troviamo tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno, possiamo avere un’anteprima dello scatto o rivedere le foto già salvate.

Non si tratta di una novità assoluta, ma questo tipo di design rimane ancora sorprendente, perché unisce la modernità con la storia, le tecnologie delle moderne mirrorless con i richiami delle macchine analogiche. Il senso di tale scelta è chiaro: è preferibile scattare tenendo chiuso lo schermo, guardando nel mirino e lasciandosi guidare dall’istinto.

Il mirino ibrido è tra i migliori per questa fascia di mercato. Tramite il selettore sulla parte frontale, possiamo scegliere se usare il mirino ottico o quelle elettronico: entrambi presentano tutte le informazioni principali in sovrimpressione, ma ovviamente solo col mirino elettronico avrete una vera anteprima di come uscirà lo scatto. Difficile consigliare l’uso del mirino ottico, che non riesce minimamente a soddisfare le esigenze. Se comunque volete farlo, è possibile attivare una piccola finestra in basso a destra che vi consente di correggere la messa a fuoco.

Certo è che la poca mobilità dello schermo potrebbe essere un problema non da poco in alcuni casi, specialmente per la registrazione di video. Ad esempio, è impossibile scattare selfie o riprendere se stessi controllando l’immagine nello schermo. In più, se montate la macchina su un treppiedi, la piastra potrebbe rendere molto difficoltosa un’inclinazione oltre i 90°.

Obiettivi

La X-Pro3 utilizza il sistema Fujifilm X mount per l’innesto delle ottiche. Ciò vuol dire che potete utilizzare tutti gli obiettivi serie XF, dunque avrete un vasto campionario in cui pescare l’ottica giusta. Quelle che abbiamo provato durante la nostra recensione coprono esigenze abbastanza ampie, dunque spendiamo qualche parola per darvi un contesto. Ricordiamo che, scattando con sensore APS-C, tutte le ottiche hanno un rapporto d’ingrandimento pari a 1,5x rispetto alla focale dichiarata, che si riferisce ai sensori full frame.

  • XF 18-55 mm f/2-8-4 R LM OIS (27-84 mm eq.): obiettivo zoom a focale minima variabile con stabilizzazione ottica, considerabile una sorta di “standard” per la categoria, valido sia per paesaggistica che per ritratti.
  • XF 56 mm f/1.2 R APD (85 mm eq.): ottica per ritratti e dettagli, molto luminosa, dotata di filtro APD che migliora la qualità dell’effetto bokeh.
  • XF 16 mm f/2.8 R WR (24 mm eq.): classico grandangolo dotato di buona luminosità, perfetto per paesaggi e street photography.

Connettività

Nel pannello sul fianco destro potete trovare due ingressi, quello per il jack audio e quello USB-C. Il primo si può utilizzare per il microfono e per il telecomando, ma non per le cuffie. Il secondo invece supporta le cuffie, il trasferimento dati e anche la ricarica della batteria interna. Da non dimenticare l’attacco per il flash esterno sulla parte alta della macchina.

Fujifilm X-Pro3 integra anche le connettività wireless Bluetooth e Wi-Fi, che permettono di controllare la fotocamera tramite l’app Fujifilm Camera Remote, con la quale si possono scattare foto e registrare video in remoto e si può anche scaricare i file sullo smartphone. Il collegamento non è semplicissimo e la connessione ogni tanto si perde, ma sostanzialmente l’app fa quel che deve nella maggior parte dei casi.

Recentemente Fujifilm ha anche rilasciato un software che permette di utilizzare alcune mirrorless serie X o GFX come webcam collegandole tramite USB al PC, e per fortuna anche la X-Pro3 ha ricevuto il supporto a questa funzionalità.

7.0

Autonomia

Il produttore dichiara che si possono fare fino a 370 scatti con una singola carica, una cifra non altissima ma comunque rispettabile. Le nostre prove confermano sostanzialmente questo parametro, anche se ci sono molte variabili da considerare. Se si scatta solo con il mirino elettronico e si usa poco lo schermo LCD, si può arrivare anche ben oltre tale valore.

Attenzione alla registrazione video, che invece drena notevolmente la batteria, soprattutto se girate in 4K. Difficilmente potrete andare oltre l’ora di girato con una singola batteria. Tutto considerato, se dovete fare una giornata intensa di scatto o girato, conviene portare in borsa almeno due batterie completamente cariche.

9.0

Software e performance

E veniamo al punto centrale di tutta questa recensione. La Fujifilm X-Pro3 ha lo stesso super sensore APS-C della X-T3 e questa è un’ottima notizia: le prestazioni sono paragonabili, così come i menu e le funzionalità principali. L’interfaccia studiata da Fujifilm prevede una navigazione a schede, con le categorie sulla parte sinistra e varie voci da scorrere verso il basso. Non sempre le regolazioni si trovano dove il nostro intuito ci dice di guardare, ma tutto sommato i menu si usano abbastanza facilmente.

L’impressione è che sia una macchina da usare quasi solo in manuale, fatta apposta per chi vuole esprimere tutta la propria creatività. D’altronde, anche il grado di personalizzazione delle funzionalità è altissimo. Molti tasti fisici sono programmabili e possiamo impostare alcuni parametri – come contrasto, chiarezza, saturazione e altro – secondo i gusti e le esigenze, creando uno schema di scatto cucito addosso a noi. Per certi versi le voci sono anche troppe e troppo specifiche, ma certamente i più smanettoni troveranno quello che cercano.

Da segnalare che per il cambio di modalità di scatto non esiste una ghiera apposita ma bisogna usare il pulsante Drive. Altre funzionalità rapide possono essere richiamate con il tasto Q, particolarmente comodo per impostare velocemente autoscatto e modalità autofocus.

Autofocus e raffiche

Le prestazioni dell’autofocus ibrido sono molto buone. Non è forse il migliore sulla piazza, ma è comunque un sistema completo, velocissimo e pienamente funzionante in ogni condizione di scatto: funziona anche a -6 EV. I punti di messa a fuoco arrivano fino a 425, ma potete impostare tale valore nell’apposita sezione del menu. Ciò vi permette di avere un pieno controllo su come volete scattare e quanto deve essere precisa la messa a fuoco.

Il nuovo Eye-AF per il riconoscimento degli occhi funziona bene e non abbiamo notato particolari problemi a riguardo, se non in condizioni di luce complicate: ad esempio con il 56 mm nei video si nota un rifocheggiamento continuo quando un soggetto sta in scena, anche se non si muove. Ribadiamo che altri sistemi di autofocus fanno meglio, in particolare per quanto riguarda la parte video, ma difficilmente vorrete chiedere un aiuto eccessivo nel focheggiamento ad una macchina pensata in questo modo.

Anzi, se utilizzate ottiche prime vi consigliamo di sperimentare anche il focus manuale, reso più semplice dalla ghiera sul lato posteriore: premendola si attiva il crop (modificabile) sull’area di messa a fuoco, in modo da capire se sia nitida abbastanza o ci sia bisogno di correzioni.

Niente male anche le raffiche, che arrivano a ben 11 fps con l’otturatore meccanico e fino a 30 fps con quello elettronico, anche se in quest’ultimo caso c’è un crop di 1,25x. Si tratta di velocità di scatto ottime, che vi permetteranno un uso creativo anche con soggetti in rapido movimento.

Simulazione pellicola

La X-Pro3 mette in primo piano la simulazione pellicola, vale a dire i profili preimpostati che simulano le caratteristiche di un certo tipo di contrasto, saturazione e sensibilità. Abbiamo adorato l’utilizzo del nuovo profilo CLASSIC Neg, uno dei più belli a nostro parere, ma ce ne sono molti degni di nota.

Sono ben 17 i tipi di simulazione tra cui scegliere: per farlo basta premere il tasto Fn3 in alto a destra sulla parte posteriore e scorrere tra le diverse voci. Per ogni voce è disponibile l’anteprima di scatto e una breve descrizione, che vi indica quale siano le caratteristiche peculiari del profilo selezionato, ad esempio se è più adatto per paesaggi o ritratti, se i colori sono più o meno vividi, e così via. Semplice e rapido.

Sono proprio queste le indicazioni che vengono mostrare nel piccolo display posteriore, con una simpatica etichetta che ricorda proprio quella dei rullini analogici. Un modo che invita l’appassionato a scattare come si faceva una volta, scegliendo prima ancora di scattare quale tipo di pasta cromatica usare. In tempi di Photoshop e Lightroom si tratta di un capovolgimento di prospettiva non da poco.

Piccolo trucco per gli utenti Lightroom: se scattate in RAW potete applicare una simulazione pellicola anche dopo lo scatto. Per farlo basta selezionare una foto scattata con la X-Pro3, entrare nel pannello Profili e selezionare Colori come da fotocamera: qui troverete tutti i 17 profili selezionabili.

9.5

Foto: qualità e sample

Scattare con la Fujifilm X-Pro3 è un grande piacere e una piccola sofferenza, a fasi alterne. Come dicevamo all’inizio, quest’oscillazione fa parte del concept stesso di questo modello, che è pensato per chi vuole concentrarsi bene su ogni scatto, impostando con calma e precisione ogni parametro, esprimendo il suo gusto estetico con la foto. In ogni caso, gli sforzi sono ripagati quando andate a controllare le foto che avete salvato in memoria: nella maggior parte dei casi ritroverete scatti nitidi, bilanciati, semplicemente belli.

La color science di Fujifilm è tra le migliori sul mercato in questo momento, cosa che produce scatti di elevata qualità in ogni circostanza. I colori sono molto fedeli, la gamma dinamica è ampia, il livello di dettaglio si mantiene buono anche ad alti ISO, le prestazioni di scatto con luci scarse sono più che sufficienti.

Grazie all’utilizzo della simulazione pellicola è possibile ottenere JPEG di ottima qualità, tirati fuori direttamente dalla macchina, senza bisogno di editing digitale su PC. Alcuni profili particolari sono perfetti per ottenere ritratti dove i soggetti hanno un incarnato morbido, oppure paesaggi con colori vividi e piacevoli. Molto belli anche i profili monocromatici, che permettono di esaltare i contrasti e realizzare scatti di gran personalità.

Per chi vuole mettere mano alle foto c’è comunque molto spazio di manovra. I file RAW della X-Pro3 sono supportati nativamente da software come Lightroom e Photoshop, dove potete modificare ogni parametro senza provocare una degenerazione della qualità della foto, almeno nella maggior parte dei casi.

Foto sample – JPEG originali

Foto sample – RAW elaborati

8.0

Video: qualità e sample

Il punto meno convincente della X-Pro3 è invece la parte video. Non perché le registrazioni siano di scarsa qualità, tutt’altro, ma è poco pratico registrare con una macchina realizzata con un design del genere. Girare un video-selfie è molto complicato, così come usarla per vlog e riprese a mano libera da angolazioni particolari.

Di certo è un peccato, perché il sensore è capace di tirare fuori filmati davvero belli da vedere, sia in 4K che in Full HD. Anche in questo caso potete utilizzare la simulazione pellicola per dare subito un’impronta estetica – il profilo Eterna è perfetto per questo – ma si può addirittura scegliere il formato F-Log per avere la massima libertà in post-produzione.

Attenzione alle limitazioni di tempo per le registrazioni. In 4K si possono girare clip fino a 15 minuti, mentre in Full HD si arriva ad un’ora massima. Con i video la batteria va giù molto velocemente, dunque tenete presente anche questo fattore.

7.0

Prezzo ed acquisto

I prezzi di listino di Fujifilm X-Pro3 in Italia sono pari a 1.939,99€ per la versione nera e 2.139,99€ per quella con rivestimento antigraffio Duratect. Cifre alte, anche più della X-T3, che non la rendono un prodotto adatto a tutti i portafogli.

In realtà, come abbiamo più volte sottolineato, la X-Pro3 non vuole essere un prodotto adatto a tutti, dunque anche i prezzi sono da considerare in quest’ottica. A nostro avviso è una macchina da comprare solo se siete veri appassionati e volete davvero un prodotto unico nel suo genere. Se siete utenti professionali e avete bisogno di una macchina che vi faccia “portare a casa la giornata” in maniera semplice e rapida, non è questa quella da prendere: per quello è più consigliabile una X-T3 o la nuova X-T4. Questa X-Pro3 è per i creativi, per gli artisti, per chi sa accettare i suoi compromessi e li sa trasformare in valore aggiunto.

Potete acquistarla nei negozi di elettronica e sui maggiori store online. Vi lasciamo di seguito l’offerta attuale su Amazon.

Giudizio Finale

Fujifilm X-Pro3

8.5

Fujifilm X-Pro3

Fujifilm X-Pro3 è una mirrorless unica. Ha un design bello da vedere, forse scomodo da usare, e non accetta compromessi: vi costringe a essere creativi, a sfruttare le sue peculiarità per ottenere un risultato che non sia solo tecnicamente corretto ma anche artisticamente valido. Il costo elevato scoraggia i fotoamatori improvvisati e pesa un po' sul giudizio finale, ma la qualità delle foto non è in discussione: siamo al top per quanto riguarda il segmento APS-C.

di Vezio Ceniccola
Pro
  • Design unico
  • Qualità d'immagine eccezionale
  • Simulazioni pellicola ben fatte
  • Accentua la creatività
Contro
  • Schermo interno scomodo
  • Difficile girare video
  • Batteria piccola per uso prolungato
  • Prezzo alto

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