9.5

Fujifilm X-T3 è la migliore APS-C? La nostra recensione (foto e video)

Cosimo Alfredo Pina -




Recensione Fujifilm X-T3

Abbiamo avuto modo di provare la nuova mirrorless Fujifilm X-T3. L’attenzione intorno a questa fotocamera è molta perché si candida tra le migliori APS-C, tanto per scattare foto quanto per riprendere video. Non è un prodotto per neofiti, ma se amate il mondo della fotografia non perdetevi la nostra recensione.

7.0

Confezione

La confezione della Fujifilm X-T3 è piuttosto ricca. Dentro, oltre al corpo macchina con tappo e alla consueta manualistica, troverete cinghia, batteria, caricabatteria e flash EF-X8, che sopperisce all’assenza di un pop-up. Se avete optato per il kit con obiettivo 18-55mm, ce lo troverete insieme al relativo paraluce. Il tutto ben disposto e chiuso in “sottoscatole” che aiutano a tenere tutto ordinato.

9.0

Costruzione

Già ad un primo sguardo si intuisce come la X-T3 sia una fotocamera con un’eccellente qualità costruttiva. Questa sensazione viene immediatamente confermata non appena la si prende in mano. Metallo e plastiche robuste dominano il corpo della fotocamera che in effetti non è leggerissima. Le sporgenze posteriori, per il pollice, e frontali, per le altre dita, garantiscono comunque una presa salda anche con gli obiettivi più ingombranti.

Andando nel dettaglio della placca superiore troviamo (da sinistra verso destra) ghiera per gli ISO, sotto cui si trova il selettore per la modalità di scatto/ripresa (raffica veloce, raffica lenta…), attacco a slitta per il flash, ghiera per la velocità dell’otturatore, sotto cui c’è il selettore per la modalità di misura dell’esposizione, un tasto a funzione personalizzabile, quello di scatto con interruttore di accensione/spegnimento e la comodissima ghiera per la compensazione dell’esposizione. Il feel meccanico delle ghiere superiori è superbo e a rifinire il tutto ci sono dei piccoli pulsanti per bloccare la selezione di ISO e velocità di scatto.

Sul lato opposto, sotto, troviamo il vano batteria, celato dal classico sportellino, attacco a vite per il cavalletto (con una piastra “media” si può cambiare batteria senza problemi) e connettore per il battery grip opzionale (ne parliamo in un paragrafo qui sotto), coperto da un tappo in gomma removibile.

Sul lato frontale (da sinistra verso destra) una ghiera cliccabile, illuminatore AF, poco sotto un pulsante a funzione programmabile, connettore PC per flash esterni, selettore della modalità di messa a fuoco (scatto singolo, continua, manuale) e, ovviamente, attacco X-Mount per gli obiettivi Fuji XF.

Sul lato sinistro (impugnando la fotocamera come per scattare) c’è uno sportello che copre una ricca serie di porte: jack per microfono e quello per le cuffie (entrambi da 3,5 mm), porta USB-C e micro HDMI. A destra ci sono due sportellini, uno che copre il jack da 2,5 mm per il comando remoto ed un altro che tiene al sicuro i due slot per le schede SD.

Sul retro una ricca serie di pulsanti: ad ognuno dei quattro del pad direzionale può essere attribuita una scorciatoia personalizzata, c’è il joystick per la selezione del punto di messa a fuoco (e per la navigazione nei menu), il tasto “Q” per accedere rapidamente al menu dei parametri dell’immagine e i pulsanti per blocco dell’esposizione e della messa a fuoco. Presente anche una ghiera a portata di pollice.

Chiude il lato posteriore il bel display da 3”, articolato (ma non ribaltabile) e touch, ed il mirino elettronico, tra l’altro con una particolare ghiera per la correzione delle diottrie che si blocca in posizione, un po’ come la corona di un orologio. Tutte le coperture sono rifinite con guarnizioni e non è un caso, visto che la X-T3 è tropicalizzata e quindi resistente a condizioni ambientali avverse.

Foto della fotocamera

9.0

Hardware

Display e mirino elettronico

  • Sensore: APS-C da 26 megapixel BSI CMOS X-Trans 4
  • Processore di immagine: X-Processor 4
  • Autofocus: rilevamento di fase 100% inquadratura, 425 punti
  • Sensibilità: 160-12.800 ISO (espandibili a 80-51.200 ISO)
  • Tempi di scatto: 30 s – 1/32.000 s
  • Raffiche: fino a 20 fps a piena risoluzione, fino a 30 fps con crop 1,25x
  • Flash: attacco slitta superiore, connettore PC, Fujifilm EF-X8 incluso nella confezione.
  • Display: 3″ articolato 1.040.000 di punti
  • Mirino: 3.690.000 punti, ingrandimento 0,75x, copertura 100%
  • Video: fino a 4K 60 fps @ 200 Mbps (MPEG-4, H.264, H.265), F-Log ed HLG (entro fine 2018)
  • Batteria: NP-W126S 1.260 mAh, battery grip opzionale
  • Dimensioni: 133 x 93 x 59 mm
  • Peso: 539 grammi

Display e mirino elettronico

Il display della X-T3 è un LCD da 3” da 1,04 milioni di punti di risoluzione. Fa più che egregiamente il suo dovere, risultando praticamente sempre leggibile. La precisione nella riproduzione dei colori c’è, così come quella nella riproduzione della gamma di luminosità. Per chi vuole maggiore controllo si può regolare sia intensità luminosa sia valori di rosso e blu.

Le funzionalità touch sono un plus (attivabile opzionalmente) gradito. Oltre alla possibilità di utilizzare il tap per mettere a fuoco o scattare, sono state implementate delle scorciatoie legate a quattro gesture: swipe verso destra, sinistra, alto o basso. Buona idea ma ci vuole un po’ per abituarsi ad usarle.

Come detto nel paragrafo costruzione lo schermo è articolato, quindi può essere orientato fino a 90 gradi in perpendicolare al piano del sensore, e fino a circa 45 gradi verso destra o verso il basso. Perfetto per i videomaker. Non è ribaltabile ma il target di questa fotocamera non sono certamente vlog e selfie.

Solitamente il mirino elettronico è uno di quei componenti che fanno storcere il naso ai professionisti o agli appassionati di fotografia d’azione. Quello implementato sulla X-T3 non fa rimpiangere affatto il mirino ottico di una reflex di fascia alta.

Il rapporto di ingrandimento è elevato e vista l’altissima risoluzione si fa fatica a percepire che dietro al poggia occhio gommato c’è un display. Per quanto riguarda il refresh rate arriva, in modalità “boost”, fino a ben 100 fps. Quindi anche quando si deve seguire un soggetto veloce effetti come il ghosting sono pressoché assenti o comunque molto contenuti.

Obiettivi

La Fujifilm X-T3 può contare su un parco ottiche notevole, sia in termini di varietà sia in termini di qualità. Stiamo parlando del sistema X Mount con i relativi obiettivi XF, tutti otticamente di livello quantomeno alto.

Il kit con cui viene commercializzata la fotocamera è quello che include lo zoom XF 18-55 f/2.8-4R LM OIS, molto versatile e in grado di regalare grandi soddisfazioni su tutta l’estensione di focali.

Per sfruttare a pieno la tropicalizzazione del corpo macchina è opportuno accoppiarlo ad un obiettivo serie WR, appunto resistente alle intemperie. Fortunatamente la scelta in tal senso non manca, con anche alternative di qualità eccellente.

Si può certamente dire che la X-T3 può essere utilizzata con ottiche che sono ampiamente in grado di spremere a fondo le capacità del sensore X-Trans 4.

Connettività

Come lecito aspettarsi, a bordo della X-T3 troviamo sia Bluetooth sia Wi-Fi. Grazie a queste due connettività è possibile utilizzare la fotocamera accoppiata al proprio smartphone o PC, sia per il trasferimento delle foto, anche a piena risoluzione e in tempo “reale”, sia per il controllo da remoto, magari in studio. Comoda la notifica e la procedura automatizzata di aggiornamento firmware via wireless.

L’app per smartphone aiuta nella configurazione ma a volte la connessione non è immediata e c’è bisogno di fare più tentativi di accoppiamento. Nel complesso l’esperienza è soddisfacente e più che sufficiente per la condivisione sui social, anche se un po’ più di velocità in fase di accoppiamento/collegamento sarebbe apprezzabile.

Autonomia e battery grip

L’autonomia della X-T3 è congruente con quanto dichiarato dal produttore. Stiamo parlando di circa 400 scatti per carica completa. Per le giornate più intense sarà quindi necessario portarsi dietro almeno un paio di accumulatori aggiuntivi, soprattutto se si conta di girare qualche video (con una carica girerete per circa 40-50 minuti).

Una buona alternativa è quella fornita dal battery grip opzionale (VG-XT3) che permette di aggiungere l’autonomia e la potenza di due batterie (in totale 1.1000 scatti dichiarati), oltre a quella che già è dentro la X-T3. Anche questo accessorio è tropicalizzato e, tramite l’alimentatore fornito in confezione, può ricaricare fino a due batterie contemporaneamente.

9.0

Software e performance

La natura pro della X-T3 si palesa anche nel comparto software e soprattutto nelle performance. I menù sono ricchi di funzioni ed il grado di personalizzazione è alto.

Alla maggior parte dei tasti è abbinabile una scorciatoia ad una feature, ma anche recuperare una certa funzione o impostazione dai menù è molto intuitivo grazie ad un’interfaccia a schede ben studiata e lineare.

Certamente le voci sono tante, tantissime, quindi se non si ha confidenza con il mondo Fuji è meglio leggersi il manuale di istruzioni. Sempre apprezzabile il menu “Q” visto sulle altre X, che permette di regolare al volo parametri di scatto come gamma dinamica, modalità dell’autofocus, bilanciamento del bianco, riduzione rumore, simulazione pellicola, nitidezza e non solo visto che è personalizzabile.

Insomma, dopo aver impostato tutto a vostra misura, tra ghiere dedicate, joystick, tasti e liste personalizzate, menu ben fatti e ben organizzati, la X-T3 difficilmente vi farà perdere uno scatto.

Cosa che si ribadisce se si considerano le performance di questa fotocamera. L’autofocus risulta sempre fulmineo e nella nostra prova il tracking si è rilevato sempre affidabile e preciso, anche con illuminatore AF spento. Ottimo anche il riconoscimento dei volti.

Questa mirrorless non teme neanche un uso più “sportivo”. Le raffiche classiche arrivano ad 20 fps, mentre si può salire a ben 30 fps con il compromesso di un ritaglio con fattore 1,25x. L’esposimetro è preciso ed affidabile, in tutte le sue modalità di misura.

9.5

Foto: qualità d’immagine e sample

Se fotocamere come la X-Pro2 e la X-T2 già avevano dimostrato la capacità di Fuji di sfruttare al massimo i limiti di un sensore APS-C, la X-T3 va oltre. La coppia nuovo sensore nuovo processore di immagine regala gioie su un po’ tutti i fronti.

La gestione dei colori, sia che si cerchi la precisione sia che ci si voglia affidare alle simulazioni pellicola di Fuji, è sempre eccellente. La gamma dinamica è notevole ed è possibile ampliarla ulteriormente tramite apposite regolazioni.

Chi è abituato al lavoro post scatto, anche quello pesante, può contare su file JPEG estremamente malleabili, con un bel po’ di informazioni recuperabili dalle alte luci (salvo escursioni di luminosità estreme).

Notevole la gestione del rumore; proprio grazie al pattern X-Trans del sensore la X-T3 riesce a contenerlo in maniera eccellente fino a valori relativamente molto alti, con risultati che non si discostano da quelli di una full frame. Nella nostra prova non ci siamo fatti troppi problemi a scattare ad 8.000 ISO e ci sentiamo di dire che anche le foto a 12.800 ISO sono più che buone per i social e web.

I concetti esposti finora sono ancora più veri con i file RAW; considerate che quelli non compressi sono da circa 55 MB (quelli con compressione lossless sono da circa 30 MB) e ricchissimi di informazioni con cui lavorare.

A tal proposito la questione post-produzione in casa Fuji resta ancora un po’ spinosa. Ad oggi Lightroom non è ancora in grado di aprire i file RAW della X-T3 e resta da vedere se la gestione della nitidezza presenterà gli stessi problemi visti sui precedenti sensori X-Trans. Quali sono quindi le alternative?

Phase One ha da poco annunciato la collaborazione con Fujifilm che ha portato allo sviluppo di una versione di Capture One Pro appositamente ottimizzata per le fotocamere della serie X. Un’altra alternativa è il software di editing RAW File Converter EX 3.0 di Fuji, purtroppo un po’ troppo rudimentale e lento.

Un buon modo per elaborare i file grezzi della X-T3 è quello di ricorrere al software Fujifilm X RAW Studio. Funziona collegando la fotocamera al PC, accesa; a quel punto il programma sfrutta il processore d’immagine dentro la mirrorless per applicare le regolazioni che si impartiscono dal computer. I controlli sono quelli del convertitore on camera, quindi siamo ben lontani dalle tante opzioni dei programmi più famosi, ma i JPEG risultanti sono eccellenti.

Per chi ha bisogno di una libreria ordinata e un flusso di lavoro relativamente veloce e completo consigliamo la soluzione Phase One. A seguire una galleria con le foto (JPEG) elaborate tramite Lightroom. Più sotto un collegamento ai file originali (anche RAW) per chi vuole sperimentare sul proprio PC.

Fujifilm X-T3 Sample RAW (zip da 515 MB)

9.5

Video: qualità e sample

La Fujifilm X-T3 è sicuramente tra le migliori mirrorless non full frame con cui potete girare video. Innanzitutto è la prima APS-C a registrare fino in 4K a 60 fps. La cosa è interessante sia perché il 4K è ormai uno standard sempre più diffuso (anche a livello di fruitore finale), sia perché permette a chi lavora in full HD di avere a disposizione tantissimi dati in più su cui lavorare.

A tal proposito la X-T3 permette di catturare con bitrate fino a 200 Mbps (400 Mbps in 4K a 30 fps), a profondità 10-bit e con anche la possibilità di adottare il codec H.265. L’output può essere ottenuto anche in gamma proprietaria F-Log, ma un aggiornamento (previsto entro fine anno) introdurrà anche il supporto all’HLG. Per risultati pronti all’uso, o comunque con colori eccellenti su cui lavorare, si può ricorrere alle simulazioni pellicola, inclusa l’ETERNA ottimizzata appunto per le riprese. La compatibilità con le ottiche cinematografiche della serie MKX è un plus non da poco, a cui si aggiungono feature non così scontate su una fotocamera: output 4:2:2 a 10-bit su HDMI e jack separati per cuffie e microfono.

8.5

Prezzo ed acquisto

La Fujifilm X-T3 è stata lanciata a 1.529,99€ per il solo corpo e a 1.939,99€ per il kit con l’obiettivo XF 18-55 mm, oggetto della nostra prova. Si tratta di cifre alte, ma in linea con il target della fotocamera e soprattutto con quello che ha da offrire.

Tanta qualità e funzioni e l’ottima costruzione giustificano la cifra. Certo resta un prodotto per professionisti o amatori avanzati, anche perché per gli usi più intensi il grip da 330€ diventa praticamente d’obbligo.

Giudizio Finale

Fujifilm X-T3

9.5

Fujifilm X-T3

La Fujifilm X-T3 si pone sul mercato come una delle migliori fotocamere con sensore APS-C. Oltre a fornire un’ottima qualità d’immagine, anche ad alti ISO, ha tante funzioni che la rendono adatta ad ogni tipo di fotografia. Il comparto video è curatissimo e più che sufficiente per le produzioni di alto livello.

di Cosimo Alfredo Pina
Pro
  • Qualità di immagine, in foto e video
  • Costruzione e controlli fisici
  • Performance e precisione
Contro
  • Autonomia senza grip
  • Flusso di lavoro ottimale “fuori dagli schemi”
  • Niente stabilizzazione sul corpo macchina